JO NESBO.

POLIZIA.

Parte 2.

Traduzione di: Eva Kampmann.
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Parte quarta.
...
.
...
27.
.
Beate Lnn fu inumata a Gamlebyen, accanto a suo padre. Che era sepolto l non perch fosse
il cimitero cui faceva capo il suo domicilio, bens perch era quello pi vicino alla centrale di polizia.
Mikael Bellman si aggiust la cravatta. Prese la mano di Ulla. Il suo consulente mediatico gli
aveva suggerito di portare anche lei. Con l'ultimo omicidio la sua posizione di dirigente responsabile
era diventata cos precaria che aveva bisogno d'aiuto. Per prima cosa il consulente mediatico gli aveva
spiegato che da quel momento in poi era importante che, nella sua veste di capo della polizia, si
mostrasse pi coinvolto in prima persona, pi empatico, ch finora aveva dato di s un'immagine
troppo professionale. Ulla si era offerta di aiutarlo. Com'era naturale. Bellissima nelle gramaglie che
aveva scelto con cura. Era una brava moglie, Ulla. Se ne sarebbe ricordato. A lungo.
Il pastore si dilung all'infinito su quelle che chiamava le grandi domande, su cosa accade
quando moriamo. Ma ovviamente le grandi domande erano ben altre: cosa era successo prima che
Beate Lnn morisse e chi l'aveva uccisa. Lei, e altri tre poliziotti nel corso degli ultimi sei mesi.
Queste erano le grandi domande per la stampa, che negli ultimi giorni aveva tessuto le lodi della
brillante responsabile della Scientifica e criticato il nuovo capo della polizia, evidentemente troppo
inesperto.
Erano le grandi domande per la giunta comunale, che lo aveva convocato per fargli presente che
il suo modo di gestire le indagini sarebbe stato messo in discussione.
Ed erano le grandi domande per le squadre investigative, sia la grande sia la piccola che Hagen
aveva organizzato senza informare Bellman, il quale per non si era opposto perch se non altro aveva
una pista concreta da seguire: Valentin Gjertsen. Ma era una pista con un punto debole: la teoria
secondo cui quello spettro sarebbe stato il responsabile degli omicidi si basava sulla testimonianza di
un'unica persona che sosteneva di averlo visto vivo. E adesso quella persona si trovava laggi, dentro
la bara davanti all'altare.
Dai rapporti della Scientifica, dell'investigativa e di Medicina legale non erano emersi
particolari che permettessero di tracciare un quadro completo dell'accaduto, ma tutti i dati che avevano
in mano collimavano con i fatti riportati nei vecchi rapporti sull'omicidio di Bergslia.
Quindi, se si presumeva che coincidesse anche il resto, Beate Lnn era morta nel peggior modo
immaginabile. Non c'erano tracce di anestetico nelle parti del corpo che avevano esaminato. Il referto
di Medicina legale conteneva espressioni come emorragie massive nella muscolatura e nel tessuto
sottocutaneo, modificazioni tissutali e reazione infiammatoria. In parole povere significava che
Beate Lnn non solo era viva nel momento in cui quelle parti del corpo le erano state amputate, ma
purtroppo lo era rimasta anche per un certo lasso di tempo dopo.
Le superfici di taglio inducevano a pensare che lo squartamento fosse stato fatto con una sega a
gattuccio e non con un seghetto alternativo. Secondo i tecnici della Scientifica era stata usata una
cosiddetta lama bimetallica, ossia una lama di quattordici centimetri a denti fini in grado di tagliare le
ossa. Bjrn Holm aveva spiegato che dalle sue parti i cacciatori chiamavano quel tipo di lama da
alce.
Probabilmente Beate Lnn era stata squartata sul tavolino, che aveva il piano di vetro ed era
stato pulito dopo. A quanto sembrava l'assassino aveva portato con s un detergente a base
d'ammoniaca e dei sacchi della spazzatura neri, dato che nessuna di queste cose era stata trovata sulla
scena del crimine.
Sul camion dei rifiuti avevano anche trovato resti di un tappeto intriso di sangue.
Non avevano invece trovato n impronte digitali, n orme di scarpe, n fibre tessili, n capelli o
altro materiale biologico per l'estrazione del Dna appartenenti a estranei.
N segni di scasso.
A quanto riferito da Katrine Bratt, la collega aveva riagganciato perch suonavano alla porta.
Sembrava escluso che Beate Lnn avesse fatto entrare di sua spontanea volont uno
sconosciuto, soprattutto mentre aveva luogo l'operazione. Perci l'ipotesi cui stavano lavorando era
che l'assassino fosse entrato minacciandola con un'arma.
E poi, naturalmente, c'era l'altra ipotesi. Che non si trattasse di uno sconosciuto. Perch la porta
massiccia di Beate Lnn era munita di una serratura di sicurezza. E dai numerosi graffi si capiva che
era stata usata regolarmente.
Bellman vag con lo sguardo fra i banchi. Gunnar Hagen. Bjrn Holm e Katrine Bratt. Una
signora anziana insieme a una bambina che immaginava fosse la figlia di Beate Lnn, tanto le
somigliava.
Un altro spettro, Harry Hole. Rakel Fauke. Bruna, con quel suo scintillante sguardo nero, bella
quasi quanto Ulla. Incredibile che uno come Hole fosse riuscito ad accaparrarsela.
E un po' pi indietro: Isabelle Skyen. Ovviamente la giunta comunale doveva essere
rappresentata, altrimenti la stampa avrebbe potuto metterne in risalto l'assenza. Prima di entrare in
chiesa lei lo aveva preso in disparte, ignorando Ulla che lo aspettava scalpitante, e gli aveva chiesto per
quanto tempo ancora avesse intenzione di non rispondere alle sue telefonate. E lui le aveva ripetuto che
era finita. Al che lo aveva osservato come si guarda un insetto prima di schiacciarlo con il piede,
dicendogli che lei era una che lasciava, non una che veniva lasciata. E glielo avrebbe dimostrato.
Mentre raggiungeva Ulla e le porgeva il braccio, Bellman aveva sentito il suo sguardo conficcato nella
schiena.
Per il resto, i banchi erano occupati da quello che immaginava fosse un miscuglio di parenti e
amici e colleghi, la maggior parte in divisa. Li aveva sentiti consolarsi come potevano, dicendo che non
aveva segni di tortura e c'era da sperare che l'emorragia le avesse fatto perdere conoscenza quasi
subito.
Per una frazione di secondo il suo sguardo incroci quello di un altro convenuto. Lo distolse
subito fingendo di non averlo visto. Truls Berntsen. Cosa diavolo ci faceva l? Non era certo da
annoverare tra gli amici di Beate Lnn. Ulla gli strinse appena appena la mano, gli rivolse uno sguardo
interrogativo, e lui si affrett a risponderle con un sorriso. D'accordo, probabilmente nella morte siamo
tutti colleghi.
Katrine si era sbagliata. Non aveva finito di piangere.
Lo aveva creduto diverse volte nei giorni successivi al rinvenimento di Beate: di non avere pi
lacrime, ormai. Invece ne aveva. E le aveva stillate dal corpo gi tutto anchilosato da lunghi pianti
convulsi.
Aveva pianto finch il corpo si era rifiutato di continuare, e aveva vomitato. Aveva pianto fino
ad addormentarsi sfinita. Aveva pianto dal momento in cui si era svegliata. E adesso stava piangendo di
nuovo.
Nelle ore in cui riusciva a dormire era tormentata dagli incubi, per il patto che aveva stretto con
il diavolo. Quello in cui si era detta disposta a sacrificare un altro collega in cambio della cattura di
Valentin. Quello che aveva suggellato con la formula: Ancora una volta, diavolo che non sei altro.
Colpisci ancora una volta.
Katrine singhiozz forte.
Udendo quel forte singhiozzo Truls Berntsen si raddrizz. Per poco non si era addormentato.
Maledizione, la stoffa dell'abito da pochi soldi era talmente liscia contro il legno consumato che aveva
rischiato di scivolare gi dal banco.
Fiss lo sguardo sulla pala d'altare. Ges con delle specie di raggi che gli uscivano dalla testa.
Lampada frontale. Remissione dei peccati. Certo che avevano proprio avuto un colpo di genio. La
religione cominciava a vendere male, la gente faceva fatica a osservare tutti i comandamenti via via che
si poteva permettere di cedere a pi tentazioni. Cos si erano inventati che la fede conveniva. Un'idea
di vendita efficace tanto per il fatturato quanto per l'acquisto a credito, sembrava quasi che la salvezza
non costasse nulla. Ma proprio come succede con gli acquisti a credito la cosa era andata fuori
controllo, la gente se ne infischiava, peccava a pi non posso, perch bastava credere un pochino, per
cos dire. Allora, pi o meno nel Medioevo, erano stati costretti a prendere provvedimenti, e passare
alla riscossione dei crediti. Avevano inventato l'inferno e la storia che l'anima sarebbe bruciata tra le
fiamme. Ed ecco che spinti dalla paura i clienti tornavano alla Chiesa e questa volta pagavano. La
Chiesa era diventata ricca sfondata e rispettata: avevano fatto un gran bel lavoro. Questa era l'opinione
sincera di Truls in merito, anche se personalmente credeva che una volta morto sarebbe finita l, senza
la remissione dei peccati n l'inferno. Ma se si sbagliava, si sarebbe trovato in un mare di guai, questo
era poco ma sicuro. C'era per forza un limite a ci che si poteva perdonare, e probabilmente Ges non
aveva avuto abbastanza fantasia da immaginare un paio di cosette che Truls aveva fatto.
Harry fissava dritto davanti a s. Era altrove. Nella Casa del dolore dove Beate indicava e dava
spiegazioni. Si riscosse solo quando ud Rakel bisbigliare:  Harry, devi aiutare Gunnar e gli altri.
Lui trasal. Le rivolse uno sguardo interrogativo.
Con un cenno della testa lei gli indic l'altare dove gli altri si erano gi messi in posizione ai
lati della bara. Gunnar Hagen, Bjrn Holm, Katrine Bratt, Stle Aune e il fratello di Jack Halvorsen.
Hagen aveva spiegato che Harry doveva portare la bara a fianco del cognato di Beate, che era il
secondo pi alto del gruppo.
Si alz e si affrett lungo il corridoio.
Devi aiutare Gunnar e gli altri.
Sembrava un'eco di quello che Rakel aveva detto la sera prima.
Harry rispose agli impercettibili cenni dei compagni. Occup il posto libero.
 Al mio tre,  disse Hagen sottovoce.
Le note dell'organo montarono sovrapponendosi le une alle altre.
Infine portarono Beate Lnn fuori, nella luce.
Justisen era strapieno di gente che aveva partecipato al funerale.
Dalle casse tuonava una canzone che Harry aveva gi sentito in quel locale. I Fought the Law
dei Bobby Fuller Four. Che continuava ottimisticamente dicendo ... and the law won, e la legge ha
vinto.
Aveva accompagnato Rakel al treno per l'aeroporto, e nel frattempo diversi suoi ex colleghi si
erano presi una bella sbornia. Da osservatore esterno e sobrio, Harry ebbe modo di appurare che
bevevano quasi disperatamente, come se fossero a bordo di un vascello che si stava inabissando. Molti
sbraitavano in coro insieme ai Bobby Fuller Four che la legge aveva vinto.
Harry fece segno al tavolo occupato da Katrine e dagli altri portatori della bara che sarebbe
tornato subito e si avvi verso i bagni. Mentre stava liberando la vescica gli si affianc un uomo. Ud il
rumore della lampo che si apriva.
 Questo locale  frequentato da noialtri poliziotti,  biascic una voce.  Perci cosa diavolo ci
fai tu qui?
 Piscio,  rispose Harry senza alzare lo sguardo.  E tu? Spegni gli incendi?
 Non ci provare, Hole.
 Se ci avessi provato, a quest'ora non circoleresti da uomo libero, Berntsen.
 Sta' in guardia,  ansim Truls Berntsen sostenendosi al muro sopra l'orinatoio con la mano
libera.  Posso incastrarti per omicidio, sai. Il russo in quel bar, Come As You Are. In polizia tutti sanno
che sei stato tu, ma io sono l'unico in grado di provarlo. E per questo tu non ti azzarderai.
 A quanto mi risulta, Berntsen, quel russo era uno spacciatore che ha cercato di liquidarmi. Ma
se pensi di avere pi possibilit di lui, accomodati pure. Non sarebbe la prima volta che pesti un
poliziotto.
 Eh?
 Insieme a Bellman. Era un gay, giusto?
Harry ud interrompersi di colpo lo zampillo che Berntsen era finalmente riuscito a emettere.
 Hai ripreso a bere, Hole?
 Mhm,  rispose lui riabbottonandosi.  A quanto pare va di moda odiare i poliziotti . Si
avvicin al lavandino. Nello specchio vide che il rubinetto di Berntsen era ancora bloccato. Si lav le
mani, se le asciug. And verso la porta. Ud l'altro sibilare fra i denti:  Non ti azzardare, ti dico. Se
mi freghi, ti trascino a fondo con me.
Harry torn nel locale. Bobby Fuller aveva quasi finito. E a lui venne in mente una cosa. Che la
vita  davvero piena di concomitanze fortuite. Che quando nel 1966 Bobby Fuller era stato trovato
morto nella sua auto, completamente impregnato di benzina, a detta di qualcuno ucciso dalla polizia,
aveva ventitre anni. La stessa et di Ren Kalsnes.
Attacc il pezzo successivo. I Supergrass in Caught by the Fuzz. Harry sorrise. Gaz Coombes
canta di essere stato beccato dalla pula, the fuzz, che vuole costringerlo a fare la spia, e vent'anni dopo
la polizia suona quel disco come un omaggio a s stessa. Scusa, Gaz.
Harry si guard intorno nel locale. Ripens alla lunga chiacchierata che aveva fatto con Rakel il
giorno prima. Sulle cose che si possono eludere, evitare, aggirare nella vita. E sulle cose cui non si pu
sfuggire. Perch sono la vita, il senso profondo dell'esistenza. E tutto il resto, l'amore, la pace, la
felicit, viene di conseguenza, perch quelle cose ne sono la premessa. Aveva parlato quasi solo lei. Gli
aveva spiegato che doveva farlo. Che le ombre della morte di Beate erano gi cos lunghe da incombere
su quel giorno di giugno, non importava con quanta forza potesse splendere il sole. Che doveva farlo.
Per tutti e due. Per tutti quanti.
Si avvi verso il tavolo.
Hagen si alz e scost la sedia che avevano tenuto per lui.  Allora?  gli domand.
 Sono dei vostri,  rispose Harry.
Truls indugiava vicino all'orinatoio, ancora semiparalizzato dalle parole di Hole. A quanto
pare va di moda odiare la polizia. Sapeva qualcosa? Sciocchezze. Harry non sapeva niente. Non era
possibile! Se sapeva, non l'avrebbe buttata l cos, come una provocazione. Per sapeva di quel frocio
della Kripos, quello che avevano pestato. Com'era possibile?
Il tizio ci aveva provato con Mikael, aveva cercato di baciarlo in una sala riunioni, e secondo
Mikael forse qualcuno li aveva visti. Gi nei garage lo avevano incappucciato. Truls lo aveva pestato.
Mikael era stato a guardare. Come al solito. Era intervenuto soltanto quando la situazione stava per
degenerare dicendogli di smettere. Anzi. Era gi degenerata. Se ne erano andati lasciandolo l disteso.
Mikael era preoccupato. Secondo lui avevano esagerato, magari il tizio aveva riportato lesioni,
magari gli saltava in mente di denunciarli. In quell'occasione Truls aveva fatto il suo primo lavoretto
come pompiere. Raggiunto Justisen a tutta velocit con il lampeggiante mobile sul tetto, si erano
entrambi fatti largo nella coda del bar per pagare le due birre analcoliche che sostenevano di aver
consumato mezz'ora prima. Il barman aveva annuito dicendo che era bello avere a che fare con gente
onesta, e Truls gli aveva dato una mancia abbastanza sostanziosa da assicurarsi che se ne sarebbe
ricordato. Aveva preso lo scontrino con l'indicazione dell'ora, e insieme a Mikael era andato alla
Scientifica, dove conosceva un novellino che moriva dalla voglia di ottenere un posto come agente
investigativo. Gli aveva spiegato che probabilmente qualcuno avrebbe cercato di accusarli di
un'aggressione, che doveva verificare se fossero puliti. Il novellino aveva fatto un rapido e superficiale
esame dei loro indumenti, sostenendo di non vedere tracce n di Dna n sangue. Poi, una volta
accompagnato Mikael a casa, Truls era tornato nei garage. Il frocio non c'era pi, ma dalle tracce di
sangue aveva capito che era riuscito trascinarsi fuori da solo. Quindi non era conciato tanto male.
Tuttavia, Truls aveva cancellato le possibili tracce e poi era andato gi a Havnelageret, per gettare lo
sfollagente in mare.
L'indomani un collega aveva chiamato Mikael dicendogli che c'era stata una telefonata del
frocio dall'ospedale: ventilava l'idea di denunciarli per aggressione. Allora Truls era andato in
ospedale, aveva aspettato che finisse l'orario di visita e poi aveva illustrato al tizio lo stato degli
elementi probatori e lo stato in cui si sarebbe ritrovato se mai si fosse lasciato sfuggire una sola parola
o si fosse ripresentato al lavoro.
Da allora non avevano pi n visto n sentito nominare il tizio della Kripos. Grazie a lui, Truls
Berntsen. Perci, che andasse al diavolo quello stronzo di Mikael Bellman. Lui lo aveva salvato.
Almeno finora. Perch adesso Harry Hole era al corrente della storia. E quell'uomo era una scheggia
impazzita. Poteva diventare pericoloso. Troppo pericoloso.
Truls Berntsen si guard allo specchio. Il terrorista. E che terrorista.
E aveva appena cominciato.
Usc e raggiunse gli altri. Giusto in tempo per cogliere le ultime frasi del discorso di Mikael
Bellman:  ... che Beate Lnn era fatta della stessa sostanza di cui speriamo sia fatto il corpo di polizia.
Ora sta a noi dimostrarlo. Solo cos possiamo onorare la sua memoria nel modo in cui avrebbe voluto
lei. Dobbiamo prenderlo. Salute!
Truls fiss l'amico d'infanzia mentre tutti levavano i bicchieri, come i guerrieri impugnano le
lance all'ordine del capotrib. Vide i loro visi brillare, seri, determinati. Vide Bellman annuire come se
avessero concordato qualcosa, cap che era commosso, commosso dalla situazione, dalle proprie parole,
da ci che avevano generato, dal potere che esercitavano sui presenti.
Torn nel corridoio che portava ai bagni, si ferm accanto alla slot-machine, infil una moneta
nel telefono e alz il ricevitore. Fece il numero della centrale operativa.
 Polizia.
 Ho una soffiata per voi. Si tratta della pallottola del caso Ren, so da quale arma  stata
spra... spla...  Truls si era sforzato di parlare in fretta, sapeva che registravano la telefonata per
poterla riascoltare dopo. Ma la sua lingua si rifiutava di ubbidire al cervello.
 Allora dovresti parlare con gli investigatori dell'Anticrimine o della Kripos,  lo interruppero
dalla centrale operativa.  Ma oggi sono andati tutti a un funerale.
 S, lo so!  disse Truls accorgendosi di parlare a voce troppo alta.  Volevo solo fare la
soffiata a voi.
 Lo sai?
 S. Ascolta...
 Vedo dal numero che chiami da Justisen. Dovresti trovarli l.
Truls fiss il telefono. Si rese conto di essere ubriaco. Di aver commesso un errore gravissimo.
Che se avessero aperto un'indagine, sapendo che la telefonata era stata fatta da Justisen, sarebbe
bastato convocare i clienti, fare ascoltare la registrazione e chiedere se riconoscevano la voce di
qualcuno che era insieme a loro. Un rischio troppo grande da correre.
 Volevo solo fare uno scherzo,  disse Truls.  Mi dispiace, abbiamo esagerato con la birra.
Riagganci e se ne and. Attravers difilato il locale senza guardarsi intorno. Ma appena apr la
porta d'ingresso e sent l'aria fredda della pioggia, si ferm. Si volt. Vide Mikael in piedi con una
mano sulla spalla di un collega. Vide un gruppo stretto intorno a Harry Hole, l'ubriacone. Una donna
addirittura lo abbracciava. Truls guard la pioggia al di l della porta.
Sospeso. Escluso.
Si sent una mano sulla spalla. Alz lo sguardo. Il viso era indistinto, come se guardasse da
dietro un velo d'acqua. Era ubriaco fino a questo punto?
 Non ti preoccupare,  disse il viso con una voce mite mentre la mano gli stringeva la spalla. 
Sfogati, oggi ci sentiamo tutti cos.
Truls reag d'istinto, scans la mano e si precipit fuori. Attravers la strada a grandi passi
mentre la pioggia penetrava le spalle della giacca. Che andassero all'inferno. Che andassero all'inferno
tutti quanti. Avrebbe provveduto personalmente al trasporto.
28.
Qualcuno aveva attaccato un foglietto sulla porta di ferro. FORNACE.
All'interno, Gunnar Hagen appur che erano da poco passate le sette del mattino e che erano
presenti tutti e quattro. La quinta persona non sarebbe venuta, e la sua sedia era vuota. Il nuovo arrivato
si era portato una sedia presa da una sala riunioni ai piani pi alti della centrale.
Gunnar Hagen vag con lo sguardo di viso in viso.
Bjrn Holm sembrava provato dal giorno prima, e cos anche Katrine Bratt. Stle Aune era
come sempre impeccabile in tweed e papillon. Gunnar Hagen scrut attentamente il nuovo arrivato. Il
caposezione aveva lasciato Justisen prima di Harry Hole, che fino a quel momento si era limitato a bere
acqua e caff. Ma al vederlo l, sprofondato nella sedia, pallido, con la barba lunga e gli occhi chiusi,
Hagen non era tanto sicuro che Harry fosse riuscito a resistere. La squadra aveva bisogno
dell'investigatore Harry Hole. Dell'alcolizzato non avrebbe saputo che farsene.
Hagen lev lo sguardo verso la lavagna bianca su cui tutti insieme avevano riassunto il caso per
Harry. I nomi delle vittime in un diagramma temporale, i luoghi in cui erano state uccise, il nome
Valentin Gjertsen, frecce tra gli omicidi originali con tanto di date.
 Quindi,  disse Hagen.  Maridalen, Tryvann, Drammen e l'ultimo in casa della vittima.
Quattro agenti che avevano partecipato alle indagini su degli omicidi irrisolti, avvenuti nella stessa data
e, in tre casi, nello stesso luogo. Di quelli originari tre erano tipici omicidi a sfondo sessuale, e
nonostante fossero stati commessi a distanza di parecchio tempo, anche all'epoca furono collegati gli
uni agli altri. Fa eccezione il delitto di Drammen, in cui la vittima era un uomo, Ren Kalsnes, e non
c'erano tracce di abusi sessuali. Katrine?
 Se supponiamo che Valentin Gjertsen sia responsabile di tutti e quattro i primi omicidi e di
quelli dei quattro poliziotti, Kalsnes costituisce un'eccezione interessante. Era omosessuale, e le
persone con cui Bjrn e io abbiamo parlato nel club di Drammen lo descrivono come un intrigante
promiscuo, che non solo accalappiava innamoratissimi partner anziani da cui si faceva mantenere, ma
si prostituiva nel club ogni volta che si presentava l'occasione. Che era disposto praticamente a
qualunque cosa per soldi.
 Quindi una persona che per comportamento e mestiere rientra nel gruppo a maggior rischio di
morte violenta,  comment Bjrn Holm.
 Esattamente,  disse Hagen.  Ma questo porterebbe a pensare che anche l'omicida fosse
omosessuale. O bisessuale. Stle?
Stle Aune si schiar la voce.  In molti casi gli stupratori come Valentin Gjertsen hanno una
sessualit composita. Ci che eccita questi individui ha spesso pi a che fare con il bisogno di
controllo, il sadismo e la trasgressivit che non con il sesso e l'et della vittima. Ma pu anche darsi
che l'omicidio di Ren Kalsnes sia stato semplicemente dettato dalla gelosia. Il fatto che non ci fossero
segni di abusi potrebbe indicarlo. Oltre all'efferatezza.  l'unico delle prime vittime a essere stato
percosso con un oggetto contundente come i poliziotti.
Cal il silenzio mentre tutti guardavano Harry Hole, che era scivolato in posizione semisdraiata
continuando a tenere gli occhi chiusi e le mani intrecciate in grembo. Per un momento Katrine Bratt
credette che si fosse addormentato, ma poi lui si schiar la voce:  Avete scoperto qualche
collegamento tra Valentin e Kalsnes?
 Non ancora,  rispose Katrine.  Nessun contatto telefonico, nessuna carta di credito usata al
club o a Drammen, n altre tracce elettroniche a riprova che Valentin si sia trovato nelle vicinanze di
Ren Kalsnes. E nessun conoscente di Kalsnes aveva sentito nominare Valentin o visto qualcuno che
gli somigliasse. Ma questo non significa che non abbiano...
 No, certo,  disse lui strizzando gli occhi.  Me lo chiedevo soltanto.
Sulla Fornace cal il silenzio e tutti fissarono Harry.
Apr un occhio.  Allora?
Nessuno rispose.
 Guardate che non sto per alzarmi e mettermi a camminare sull'acqua o a trasformare l'acqua
in vino,  disse.
 Certo che no,  disse Katrine.   sufficiente che tu ridia la vista a questi quattro ciechi.
 Mi sa che non riesco a fare neanche questo.
 Credevo che il dovere di un capo fosse convincere i suoi uomini che tutto  possibile,  disse
Bjrn Holm.
 Capo?  Harry sorrise, si raddrizz sulla sedia.  Hagen, hai spiegato agli altri qual  il mio
status?
Gunnar Hagen tossicchi.  Harry non ha pi lo status n i titoli di poliziotto, perci lo abbiamo
ingaggiato in veste di semplice consulente, esattamente come Stle. Questo significa per esempio che
non pu chiedere mandati di perquisizione, portare armi o effettuare arresti. E significa anche che non
pu dirigere un'unit operativa. Ed  importante che non sgarriamo. Immaginate che prendiamo
Valentin, che abbiamo prove a volont, ma l'avvocato della difesa scopre che non abbiamo rispettato il
regolamento...
 Questi consulenti...  disse Stle Aune con una smorfia mentre caricava la pipa.  A quanto
ho sentito hanno una tariffa oraria che fa fare agli psicologi la figura degli idioti. Perci, vediamo di
sfruttare il tempo. Di' qualcosa di intelligente, Harry.
Lui si strinse nelle spalle.
 Be',  continu Stle Aune con un sorriso caustico mentre si infilava la pipa spenta in bocca.
 Perch noi abbiamo gi detto le cose pi intelligenti che ci venivano in mente. E siamo in una
situazione di stallo da un bel po'.
Harry si fiss le mani per qualche istante. Infine trasse un respiro.
 Non so quanto sia intelligente,  solo l'abbozzo di un'idea, ma ecco che cosa ho pensato... 
alz lo sguardo e incroci quattro paia di occhi sgranati.
 Mi rendo conto che Valentin Gjertsen  un sospettato. Il problema  che non riusciamo a
trovarlo. Perci propongo di cercarci un altro sospettato.
Katrine Bratt non credeva alle proprie orecchie.  Cosa? Dobbiamo sospettare di qualcuno che
non crediamo colpevole?
 Noi non crediamo mai,  rispose Harry.  Noi sospettiamo, in grado maggiore o minore. E
valutiamo le risorse necessarie per smentire o confermare i nostri sospetti. Riteniamo meno probabile
che ci sia vita sulla luna che su Gliese 581 d, situato a una distanza perfetta dal sole grazie alla quale
l'acqua non gela n bolle. Eppure, controlliamo prima la luna.
 Il quarto comandamento di Harry Hole,  disse Bjrn Holm.  Comincia a cercare dove c'
luce. O era il quinto?
Hagen si schiar la voce.  Il nostro compito  trovare Valentin, tutto il resto  di competenza
della squadra investigativa grande. Su questo Bellman  irremovibile.
 Con tutto il rispetto,  disse Harry.  Al diavolo Bellman. Io non sono pi intelligente di voi,
per sono nuovo e questo ci d la possibilit di guardare la faccenda con occhi nuovi.
Katrine sbuff.  Col cavolo che pensi sul serio di non essere pi intelligente.
 Certo che no, ma per il momento facciamo finta che sia vero,  disse lui senza battere ciglio. 
Quindi ricominciamo da zero. Movente. Chi ucciderebbe dei poliziotti che non sono riusciti a risolvere
un caso? Perch  questo il minimo comune denominatore, giusto? Sentiamo.
Harry incroci le braccia sul petto, si lasci di nuovo scivolare sulla sedia e chiuse gli occhi.
Aspett.
Bjrn Holm ruppe il silenzio.  I parenti delle vittime.
Katrine integr.  Le vittime di stupri, se la polizia non gli ha creduto o non ha indagato
abbastanza a fondo sui loro casi. L'assassino punisce i poliziotti che non hanno risolto degli omicidi a
sfondo sessuale.
 Ren Kalsnes non  stato violentato,  puntualizz Hagen.  E se fossi convinto che il mio
caso non  stato indagato abbastanza a fondo, mi limiterei a uccidere i poliziotti che avrebbero dovuto
risolvere quello, e non tutti gli altri.
 Continuate a proporre idee, possiamo sempre scartarle dopo,  disse Harry.  Stle?
 Innocenti condannati,  sugger Aune.  Hanno scontato la pena, sono marchiati, hanno perso
il lavoro, l'autostima e il rispetto degli altri. I leoni cacciati dal branco sono i pi pericolosi. Non
sentono alcuna responsabilit, solo odio e amarezza. E sono disposti a rischiare per vendicarsi, dato che
comunque la loro vita  stata svalutata. Come animali gregari pensano di non avere granch da perdere.
Infliggere sofferenza a chi l'ha inflitta a loro  il motivo che li spinge ad alzarsi la mattina.
 Dei giustizieri, quindi,  concluse Bjrn Holm.
 Bene,  disse Harry.  Prendete nota che dobbiamo controllare tutti i casi di stupro in cui non
c' una confessione del condannato e la sua colpevolezza non era evidente. E in cui ha scontato la pena
ed  stato rimesso in libert.
 O forse non si tratta del condannato in persona,  disse Katrine.  Pu darsi che sia ancora in
carcere o si sia suicidato per la disperazione. E che la fidanzata, il fratello o il padre abbia deciso di
vendicarsi.
 Amore,  disse Harry.  Bene.
 Eh, no, cazzo, non puoi parlare sul serio,  disse Bjrn.
 Perch no?
 L'amore?  La sua voce era metallica, il viso distorto in una strana smorfia.  Non penserai
seriamente, cazzo, che questa carneficina abbia a che fare con l'amore?
 S, invece,  rispose Harry, lasciandosi di nuovo scivolare sulla sedia e chiudendo gli occhi.
Bjrn si alz, rosso in viso.  Un serial killer psicopatico che per amore fa...  la sua voce si
incrin e indic la sedia vuota con un cenno della testa  ... questo.
 Guardati,  disse Harry aprendo un occhio.
 Eh?
 Guardati e verifica. Sei furioso, pieno d'odio, vuoi vedere il colpevole penzolare, morire,
soffrire, non  vero? Perch esattamente come noi volevi bene alla persona che sedeva l.  l'amore,
non l'odio il motivo per cui sei disposto a fare qualunque cosa, qualunque sforzo per mettere le mani
sul colpevole. Siediti.
Bjrn si sedette. E Harry si alz.
 Ed  il particolare che mi ha colpito anche in questi omicidi. Gli sforzi compiuti per
ricostruire i delitti originari. I rischi che l'assassino  stato disposto a correre. Tutto questo lavoro di
preparazione mi induce a dubitare che dietro ci sia soltanto la sete di sangue o l'odio. Il sanguinario
uccide prostitute, bambini o altre vittime facili. Chi odia senza amore non si spinge mai all'estremo.
Secondo me dobbiamo cercare qualcuno che ama pi di quanto odi. E allora la domanda, in base a
quanto sappiamo su Valentin Gjertsen, :  davvero capace di tanto amore?
 Forse,  disse Gunnar Hagen.  Non sappiamo tutto su Valentin Gjertsen.
 Mhm. Quand' l'anniversario del prossimo omicidio irrisolto?
 Adesso c' un salto,  rispose Katrine.  A maggio. Un caso di diciannove anni fa.
 Manca pi di un mese,  disse Harry.
 S, e non si tratta nemmeno di un omicidio a sfondo sessuale, sembrava pi una faida
familiare. Perci mi sono permessa di prendere in esame il caso di una persona scomparsa che fa
pensare a un omicidio. Una ragazza sparita qui a Oslo. La sua scomparsa fu denunciata dopo che
nessuno l'aveva vista per oltre due settimane. Il motivo di una reazione cos tardiva  che aveva
mandato un sms a diverse persone con cui aveva contatti frequenti dicendo che partiva con un viaggio
low-cost per il Sud, che aveva bisogno di staccare la spina. Pi persone avevano risposto al suo
messaggio ma senza risultato, perci si erano dette che anche il cellulare doveva essere compreso nella
pausa. Quando fu denunciata la sua scomparsa, la polizia fece una verifica con tutte le compagnie
aeree, ma la ragazza non aveva viaggiato con nessuna. In poche parole, era sparita senza lasciare tracce.
 E il cellulare?  domand Bjrn Holm.
 L'ultimo segnale fu agganciato dalla stazione base di Oslo centro, poi pi niente. Forse si
scaric la batteria.
 Mhm,  disse Harry.  Quell'sms. Il messaggio con cui comunica a chi le  pi vicino che sta
male...
Bjrn e Katrine annuirono lentamente.
Stle Aune sospir.  Mi puoi spiegare un po' meglio?
 Intende dire che  successa la stessa cosa con Beate,  rispose Katrine.  Io ho ricevuto un
sms con cui mi informava che era malata.
 Altroch, malatissima,  disse Hagen.
Harry annu adagio.  Pu darsi, per esempio, che controlli il log del cellulare delle vittime e
trovi le ultime persone con cui hanno comunicato, e poi invii loro un breve messaggio che ritarda la
caccia.
 E rende molto pi difficile trovare tracce sulla scena del crimine,  aggiunse Bjrn.   bravo
in questo gioco.
 In quale data era stato mandato l'sms?
 Il 26 marzo,  disse Katrine.
  oggi,  disse Bjrn.
 Mhm . Harry si stropicci il mento.  Abbiamo un possibile omicidio a sfondo sessuale e
una data, ma non il luogo del delitto. Chi aveva lavorato all'indagine?
 Non fu istituita una squadra investigativa perch rimase un caso di persona scomparsa, non fu
mai avviata un'indagine per omicidio . Katrine consult gli appunti.  Ma alla fine fu trasmesso
all'Anticrimine e aggiunto alla lista di un commissario. La tua, per l'esattezza.
 La mia?  Harry corrug la fronte.  Di solito ricordo i casi che mi sono stati affidati.
 Questo ti fu affidato subito dopo l'Uomo di neve. Eri scappato a Hong Kong facendo perdere
le tue tracce. Per poco non finivi anche tu nell'elenco delle persone scomparse.
Lui si strinse nelle spalle.  Bene, Bjrn, dopo verifica con l'ufficio persone scomparse le
informazioni che hanno su quel caso. E avvertili che qualcuno potrebbe suonare alla loro porta o fare
strane telefonate nel corso della giornata, okay? Senza un cadavere n una scena del crimine, direi di
andare avanti . Giunse le mani.  Allora, chi  l'addetto al caff qui?
 Be',  rispose Katrine facendo la voce profonda, roca, poi si accasci sulla sedia, stese le
gambe in avanti, chiuse gli occhi e si strofin il mento.  Dovrebbe toccare al nuovo consulente.
Harry serr le labbra, annu, balz in piedi e, per la prima volta dopo il rinvenimento di Beate,
nella Fornace risuon uno scroscio di risa.
C'era un'atmosfera pesante nella sala riunioni del municipio.
Mikael Bellman era seduto al capo del tavolo in fondo, il presidente della giunta comunale a
quello opposto. Mikael sapeva come si chiamavano quasi tutti i presenti; era una delle prime cose che
aveva fatto quando era diventato capo della polizia, imprimersi i nomi. E i visi. Non si pu giocare a
scacchi senza conoscere i pezzi,  gli aveva detto il suo predecessore.  Devi sapere esattamente cosa
possono e non possono fare.
Era stato un consiglio amichevole da parte di un capo della polizia esperto. Ma per quale
motivo lo stesso capo della polizia in pensione era seduto l, adesso, in quella sala riunioni? Era stato
convocato in veste di consulente o simili? Quale che fosse la sua esperienza di scacchista, non aveva
mosso le pedine come la bionda alta che sedeva due posti pi in l del presidente della giunta e stava
parlando. La regina. L'assessore alle Politiche sociali. Isabelle Skyen. Quella che era stata lasciata. La
sua voce aveva il timbro freddo, burocratico di chi sa che viene steso un verbale:  Abbiamo appurato
con ansia crescente che il distretto di polizia di Oslo non  in grado di fermare gli omicidi dei propri
uomini. Com' ovvio, da molto tempo i media fanno pressione su di noi affinch prendiamo misure
drastiche, ma la cosa ancora pi importante  che anche i cittadini di Oslo hanno perso la pazienza. Non
possiamo assolutamente tollerare che cresca la sfiducia nelle nostre istituzioni, nella fattispecie la
polizia e la giunta. E poich si tratta della mia sfera di competenza, ho preso l'iniziativa per questa
richiesta informale di delucidazioni affinch la giunta possa prendere posizione in merito al piano di
soluzione che il capo della polizia ci illustrer e che dobbiamo supporre esista, per poi valutare le
alternative.
Mikael Bellman stava sudando. Odiava sudare quando era in divisa. Aveva invano cercato di
incrociare lo sguardo del suo predecessore. Cosa diavolo ci faceva l?
 E a mio avviso dobbiamo mostrarci il pi aperti e innovativi possibile in fatto di alternative, 
cantilen la voce di Isabelle Skyen.  Capiamo infatti che la questione pu essere un po' troppo
difficile per un capo della polizia giovane e fresco di nomina. Che  una sfortuna che una situazione in
cui servono esperienza e pratica arrivi a cos breve distanza dall'insediamento del nuovo capo della
polizia. Che sarebbe stato meglio se la faccenda fosse finita sul tavolo del suo predecessore, data la sua
lunga esperienza e i suoi meriti. Sono sicura che tutti i presenti in questa sala lo avrebbero preferito,
compresi i due capi della polizia.
Mikael stentava a credere alle sue orecchie. Lei voleva dire... stava forse cercando...?
 O no, Bellman?
Lui si schiar la voce.
 Scusa se ti interrompo, Bellman,  continu Isabelle Skyen, si sistem un paio di occhiali da
lettura Prada sulla punta del naso e strizz gli occhi verso un foglio che aveva davanti sul tavolo. 
Leggo dal verbale dell'ultima riunione che abbiamo tenuto sull'argomento, dove dici, testuali parole:
Desidero rassicurare la giunta che la questione  sotto controllo e abbiamo buoni motivi per sperare
che sar presto risolta . Isabelle Skyen si tolse gli occhiali.  Per risparmiare tempo, che  prezioso
sia per noi sia per te, magari potresti evitare di ripeterti e dirci che cosa  cambiato e migliorato dal tuo
punto di vista rispetto a quello che pensavi prima?
Bellman spinse indietro le spalle nella speranza che la camicia si staccasse dalla schiena.
Maledetto sudore. Maledetta stronza.
Erano le otto di sera, e mentre apriva la porta della Scuola di polizia con la tessera magnetica
Harry sent la stanchezza. Evidentemente non era pi abituato a concentrarsi cos a lungo. E non
avevano neanche fatto grandi passi avanti. Avevano letto rapporti gi letti, concepito pensieri gi
concepiti una dozzina di volte, girato in tondo, battuto la testa contro il muro nella speranza che prima
o poi avrebbe ceduto.
L'ex commissario salut con un cenno del capo l'addetto alle pulizie, sal le scale di corsa.
Stanco, eppure incredibilmente sveglio. Euforico. Pronto a combattere.
Si ud chiamare per nome quando pass davanti all'ufficio di Arnold, si gir e fece capolino. Il
collega si port le mani dietro la testa arruffata.  Volevo solo sapere che effetto fa essere di nuovo un
poliziotto a tutti gli effetti.
 Bello,  rispose lui.  Solo che devo correggere il resto delle esercitazioni di indagini tattiche
 Non ti preoccupare, ce le ho io qui,  disse il collega battendo un dito sul mucchio di fogli che
aveva davanti.  Tu pensa a catturare quel tizio, eh.
 Okay, Arnold. Grazie.
 A proposito, sono entrati i ladri.
 Quali ladri?
 Nella palestra. L'armadio degli attrezzi  stato scassinato, ma hanno preso soltanto due
sfollagente.
 Ah, porca miseria. La porta d'ingresso?
 Nessun segno di effrazione. Quindi a quanto pare  stato qualcuno che lavora qui. Oppure
qualcuno che lavora qui li ha fatti entrare o ha prestato loro la sua scheda.
 Non c' modo di scoprirlo?
Arnold si strinse nelle spalle.  In questa scuola non abbiamo granch che valga la pena rubare,
perci non intacchiamo il budget per log list complicate, telecamere di sicurezza e sorveglianza
ventiquattr'ore su ventiquattro.
 Forse non abbiamo armi, droga o casseforti, ma ci saranno pure oggetti pi smerciabili dei
manganelli, o no?
Arnold fece un sorriso sghembo.  Puoi controllare se il tuo pc  ancora al suo posto.
Harry prosegu verso il suo ufficio, appur che sembrava intatto e si sedette. Si chiese cosa fare:
aveva pensato di passare la serata a correggere i compiti, e a casa c'erano soltanto le ombre ad
aspettarlo. In risposta alla sua domanda il cellulare cominci a vibrare.
 Katrine?
 Ciao. Mi  venuta in mente una cosa . Sembrava euforica.  Ricordi che ti ho detto che Beate
e io avevamo parlato con Irja, la donna che aveva affittato il seminterrato a Valentin?
 Quella che gli ha procurato il falso alibi?
 S. Ha detto che aveva trovato per caso delle foto scattate da lui. Foto di stupri e di violenze. E
che in una aveva riconosciuto le scarpe di Valentin e la carta da parati del seminterrato.
 Mhm. Vuoi dire...
 ... che  poco probabile, ma potrebbe essere la scena di un crimine. Ho parlato con i nuovi
proprietari e ho saputo che si sono sistemati nelle vicinanze dai genitori del marito mentre la casa viene
ristrutturata. E hanno detto che ci prestano volentieri le chiavi per dare un'occhiata.
 Credevo fossimo d'accordo di non cercare Valentin adesso.
 Io credevo fossimo d'accordo di cercare dove c' luce.
 Touch, grande Bratt. Vinderen non  lontano da qui. Hai l'indirizzo?
Katrine glielo diede.
 Posso andarci a piedi, esco subito. Vieni anche tu?
 S, ma per l'emozione mi sono dimenticata di mangiare.
 Okay, raggiungimi quando puoi.
Erano le nove meno un quarto quando Harry percorse il viottolo lastricato diretto alla casa
disabitata. Addossati al muro c'erano secchi di vernice vuoti, rotoli di plastica e un tavolo di assi che
spuntava da sotto i teloni. Scese una stretta scala di pietra seguendo le istruzioni dei proprietari e poi
prosegu lungo il selciato fino al retro. Apr con la chiave la porta del seminterrato e si sent subito
assalire dall'odore di colla e di vernice. Ma anche dall'altro odore, quello di cui avevano parlato i
proprietari, uno dei motivi che li aveva spinti a fare i lavori di ristrutturazione. Avevano detto di non
capire da dove venisse, che il puzzo si sentiva in tutta la casa. Avevano chiamato un disinfestatore, ma
quello aveva spiegato che un odore cos forte sicuramente non era causato da un unico roditore morto e
che con tutta probabilit avrebbero dovuto smantellare i pavimenti e i muri per scoprirne l'origine.
Harry accese la luce. Il pavimento dell'ingresso era coperto di plastica trasparente con le orme
grigie del carrarmato di un paio di scarponi e casse in legno piene di attrezzi, martelli, palanchini e
trapani elettrici macchiati di vernice. Diverse assi erano state staccate dal muro lasciando scoperto il
materiale isolante. Oltre che dall'ingresso, il seminterrato era costituito da un cucinino, un bagno e un
soggiorno con una tenda per delimitare la zona notte, che veniva utilizzata come ripostiglio per gli
arredi degli altri ambienti: evidentemente il progetto di ristrutturazione non era ancora arrivato fin l.
Per proteggere i mobili della zona giorno dalla polvere, la tenda di perline era stata scostata e sostituita
con una di plastica opaca e pesante che fece venire in mente a Harry mattatoi, celle frigorifere e scene
del crimine circoscritte.
Inspir l'odore di solventi e putrefazione. E, come il disinfestatore, concluse che non si trattava
di un unico, piccolo roditore.
Il letto era stato spinto in un angolo per fare posto agli altri mobili, e l'ambiente era cos
ingombro che era difficile farsi un'idea precisa di come la ragazzina fosse stata stuprata e fotografata.
Katrine aveva detto che avrebbe cercato Irja per tentare di reperire le foto, ma se quel Valentin era il
macellaio dei poliziotti, Harry era sicuro di una cosa: non aveva lasciato in giro prove fotografiche a
proprio carico. Al momento del trasloco aveva distrutto quegli scatti oppure li aveva nascosti altrove.
Vag con lo sguardo in giro per la stanza, dal pavimento alle pareti al soffitto e poi di nuovo
gi, fino alla sua immagine riflessa sulla finestra affacciata sul giardino e sul buio della sera. La stanza
aveva un che di claustrofobico, ma ammesso che fosse davvero la scena di un crimine, non gli parlava.
Del resto era passato troppo tempo, da allora vi erano successe troppe cose, restava soltanto la carta da
parati. E l'odore.
Harry riapr gli occhi, torn indietro con lo sguardo, in alto. Lo lasci indugiare. Claustrofobico.
Perch faceva quell'effetto l e non nella zona giorno? Tese la mano e tutto il suo metro e novantatre
verso il soffitto. Lo sfior con la punta delle dita. Pannelli di gesso. And nella zona giorno e fece la
stessa cosa. Ma non riusc a toccare il soffitto.
In altre parole, il soffitto della zona notte doveva essere stato abbassato. Era una pratica molto
diffusa soprattutto negli anni Settanta per risparmiare sul consumo di energia elettrica per il
riscaldamento. E nell'intercapedine tra il soffitto vecchio e quello nuovo ci sarebbe stato spazio. Spazio
per nascondere cose.
Harry and nell'ingresso, afferr un palanchino da una cassa degli attrezzi e torn nella zona
notte. Si irrigid quando il suo sguardo corse alla finestra. Sapeva che gli occhi reagiscono
automaticamente ai movimenti. Rimase immobile per due secondi aguzzando la vista e le orecchie.
Niente.
Si concentr di nuovo sul soffitto. Non c'erano segni, ma con i pannelli di gesso era facilissimo,
bastava tagliare un grosso buco e poi riempirlo di nuovo, otturarlo e ridipingere tutto. Immaginava che
si potesse fare in mezza giornata, se si lavorava bene.
Sal sulla poltrona, poggi un piede su ciascun bracciolo, punt il palanchino contro il soffitto.
Hagen aveva ragione: se indagavi senza mandato, senza ordine di perquisizione, se sfondavi un soffitto
senza il permesso dei proprietari, la corte avrebbe sicuramente respinto le prove cos reperite.
Harry sferr un colpo. Il palanchino sfond il controsoffitto con un sospiro smorzato e una
pioggia di gesso bianco gli cadde in faccia.
Perch lui non era un poliziotto, solo un consulente civile, e non faceva parte della squadra
investigativa vera e propria, ma era un privato cittadino, e di conseguenza avrebbe dovuto rispondere
personalmente ed essere giudicato per atti di vandalismo. Ed era pronto a pagare quel prezzo.
Chiuse gli occhi e spinse il palanchino all'indietro. Sent pezzetti di gesso cadergli sulle spalle e
sulla fronte. E l'odore. Adesso era ancora pi forte. Ficc di nuovo il palanchino nell'apertura e la
ingrand. Si guard intorno alla ricerca di qualcosa da mettere sulla seduta in modo da poter infilare la
testa nel buco.
Eccolo di nuovo. Il movimento all'esterno. Harry salt gi e raggiunse la finestra, mise le mani
a coppa per escludere la luce e le appoggi al vetro. Ma nel buio scorse soltanto i contorni dei meli.
Qualche ramo oscillava leggermente. Si era alzato il vento?
Si gir verso la stanza, trov una grossa cassa di plastica dell'Ikea, la sistem sulla poltrona e
stava per salirci sopra quando ud un rumore proveniente dall'ingresso. Uno schiocco. Rimase in
ascolto, immobile. Ma non ud altro. Harry scacci quel pensiero: era stato solo il gemito di una
vecchia casa di legno quando monta il vento. Tenendosi in equilibrio sulla cassa di plastica si raddrizz
con prudenza, poggi i palmi contro il soffitto e infil la testa nel buco.
Il fetore era cos intenso che i suoi occhi si riempirono immediatamente di lacrime e dovette
concentrarsi per trattenere il respiro. Era un puzzo familiare. Di carne in quella fase del processo di
putrefazione in cui il gas sembra addirittura nocivo alla salute se lo si inala. Aveva sentito un fetore
cos forte solo una volta, quando a distanza di due anni avevano rinvenuto un cadavere in una cantina e
bucato la plastica in cui era avvolto. No, non era un roditore, e neanche una famiglia di roditori.
Nell'intercapedine era buio, e la sua testa non faceva passare la luce, ma Harry riusciva a intravedere
qualcosa proprio davanti ai suoi occhi. Aspett che le pupille si dilatassero per sfruttare la poca luce a
disposizione. Era un trapano. Anzi, no, un seghetto alternativo. Ma pi in l c'era qualcos'altro che non
riusciva a distinguere, ne intuiva soltanto la presenza. Qualcosa... Si sent soffocare. Un rumore. Di
passi. Sotto di lui.
Cerc di tirar fuori la testa, ma era come se il buco si fosse ristretto, come se si stesse
richiudendo intorno al suo collo, volesse imprigionarlo insieme alla creatura morta. Sent arrivare il
panico, premette le dita tra la gola e il bordo scabro e stacc dei frammenti di gesso. Tir fuori la testa.
Il rumore di passi era cessato.
Harry si sentiva pulsare la gola. Aspett di essere perfettamente calmo. Si cav l'accendino di
tasca, infil la mano nel buco e fece luce; stava per infilare la testa quando not qualcosa. La tenda di
plastica davanti all'apertura che dava sul soggiorno. C'era una sagoma. Una figura. Dietro la tenda
c'era qualcuno che lo osservava.
Si schiar la voce.  Katrine?
Nessuna risposta.
Harry cerc con lo sguardo il palanchino che aveva posato da qualche parte sul pavimento. Lo
vide, scese cercando di fare meno rumore possibile. Poggi un piede per terra, ud la tenda di plastica
venire scostata bruscamente e cap che non avrebbe fatto in tempo. La voce sembrava quasi allegra.
 E cos ci si rivede.
Harry alz lo sguardo. Controluce impieg qualche secondo a riconoscere il viso. Imprec tra s
e s. Per alcuni secondi la sua mente cerc scenari possibili, ma non ne trov, continuava a sbattere
contro la domanda: che cazzo succeder adesso?
29.
Lei lasci cadere il borsone che aveva in spalla. Atterr sul pavimento con un tonfo
pesantissimo.
 Che ci fai qui?  le domand Harry con voce roca, e gli venne in mente che era un replica.
Esattamente come la sua risposta.
 Sono stata in palestra. Sport da combattimento.
 La tua non  una risposta, Silje.
 S, invece,  ribatt lei spingendo un'anca in fuori. Sfoggiava il sopra di una tuta leggera,
leggings neri, scarpe da jogging, una coda di cavallo e un sorriso malizioso.
 Dopo l'allenamento ti ho visto uscire dalla scuola. E ti ho seguito.
 Perch?
Silje fece spallucce.  Per darti un'altra opportunit, forse.
 Un'opportunit per cosa?
 Per fare quello che vuoi.
 E sarebbe?
 Non credo di dovertelo spiegare . Inclin la testa di lato.  Te l'ho letto in faccia nello studio
di Krohn. Sei un libro aperto, Harry. Avevi voglia di scoparmi.
Lui indic il borsone con un cenno della testa.  Gli allenamenti che fai, sono quelle robe da
ninja con armi contundenti?  La sua voce era roca, aveva la bocca secca.
Lo sguardo di Silje Gravseng vag per la stanza.  Pi o meno. C' anche il letto, qui . Prese il
borsone, super Harry e scost una sedia. Poggi il borsone sul letto e cerc di spostare un grosso
divano che ingombrava, ma era bloccato. Si chin in avanti, afferr lo schienale e tir. Harry le guard
il sedere nel punto in cui il giubbino si era tirato su, i muscoli delle cosce che si tendevano, la ud
ansimare sottovoce:  Non mi aiuti?
Lui deglut.
Maledizione, maledizione.
Guard la coda di cavallo bionda che le danzava sulla schiena. Come una maledetta
impugnatura. La stoffa che le si infilava tra i glutei. Lei aveva smesso di muoversi, si era fermata in
quella posizione, come se avesse percepito qualcosa. Lo avesse percepito. Quello che lui pensava.
 Cos?  gli sussurr.  Mi vuoi prendere cos?
Harry non rispose, sent arrivare l'erezione, come il dolore ritardato di un colpo nell'addome
che si espandeva dal bassoventre. La sua testa cominci a spumeggiare, bollicine salivano esplodendo
con uno sfrigolio sempre pi forte. Avanz di un passo. Si ferm.
Lei gir la testa a met, ma abbass lo sguardo e fiss il pavimento.
 Che cosa aspetti?  bisbigli.  Vuoi... vuoi che ti resista?
Harry deglut. Non andava con il pilota automatico. Sapeva quel che faceva. E questo era lui.
N pi n meno. Anche dicendoselo ad alta voce adesso, lo avrebbe fatto. O no?
 S,  si colse a dire.  Fermami.
La vide alzare leggermente il sedere, pens che sembrava un rituale del mondo animale, che
forse, dopo tutto, lui era programmato per questo. Le mise una mano sui lombi, sulla curva della
schiena, sent la pelle nuda sudata sopra il bordo dei leggings. Due dita sotto l'elastico. Doveva solo
tirarli gi. Lei si appoggiava con una mano allo schienale, con l'altra al letto, al borsone. Infilata nel
borsone, che era aperto.
 Ci prover,  gli bisbigli.  Ci prover.
Harry trasse un respiro lungo e tremante.
Percep un movimento. Cos rapido che non fece in tempo a reagire.
 Che c'?  domand Ulla mentre appendeva il cappotto di Mikael nell'armadio.
 Perch?  chiese lui di rimando strofinandosi il viso con i palmi.
 Vieni,  gli disse lei guidandolo nel soggiorno. Lo fece sedere sul divano. And a
sistemarglisi dietro. Gli mise le mani tra le spalle e il collo, con i polpastrelli trov il centro del trapezio
e premette. Mikael emise un forte gemito.
 Allora?  insist Ulla.
Lui sospir.  Isabelle Skyen. Ha proposto che il vecchio capo della polizia ci aiuti finch non
avremo risolto il caso dei poliziotti uccisi.
 Ah. Ed  un problema grave? Tu stesso hai detto che avete bisogno di pi risorse.
 In pratica significa che lui sar il facente funzione di capo della polizia mentre io gli far da
mozzo. Sarebbe una mancanza di fiducia che non riuscirei a sopportare, lo capisci, vero?
 Ma si tratta solo di una cosa temporanea, no?
 E dopo? Quando il caso sar risolto sotto la sua direzione invece che sotto la mia? Allora la
giunta comunale mi dir: adesso che il pericolo  cessato, puoi anche rientrare in carica tu? Ahi!
 Scusa, ma  proprio qui. Cerca si rilassarti, amore.
  la sua vendetta, lo avrai capito, immagino. Le donne lasciate... ahi!
 Oh, ho di nuovo toccato il punto dolente?
Mikael si contorse sotto le sue mani.  La cosa peggiore  che non posso fare nulla. Lei conosce
bene questo gioco, mentre io non sono che un principiante. Se solo avessi avuto il tempo di
organizzarmi, il tempo di costruire qualche alleanza, di capire chi liscia il pelo a chi.
 Dovrai sfruttare le alleanze che hai gi,  disse Ulla.
 Tutte le alleanze importanti sono schierate nella sua met campo,  riprese lui.  Maledetti
politici, non ragionano in termini di risultati come noi, calcolano tutto in termini di voti, di come le
cose appaiono agli idioti con diritto di voto.
Mikael pieg la testa. Le mani di Ulla ricominciarono. Questa volta con pi delicatezza. Lo
massaggiarono, gli carezzarono i capelli. E quando lui fu sul punto di dar voce ai suoi pensieri, la sua
mente parve bloccarsi, tornare alle parole di Ulla. Sfruttare le alleanze che hai gi.
Harry era abbagliato. Quando aveva percepito il movimento alle sue spalle aveva lasciato
d'istinto Silje e si era voltato. La tenda di plastica era scostata e si trov a fissare una luce bianca. Si
port una mano davanti agli occhi...
 Scusa,  disse una voce familiare, e la luce della pila fu abbassata.  Ho portato la torcia.
Pensavo che tu non...
Harry espir con uno sbuffo.  Accidenti, Katrine, mi hai spaventato! Ehm... ci hai spaventato.
 Ah, gi, non ... l'allieva? Ti ho vista alla Scuola di polizia.
 Non la frequento pi . La voce di Silje era completamente impassibile, sembrava quasi
annoiata.
 Ah s? Allora cosa state...
 Spostiamo i mobili,  rispose lui, tir rapidamente su col naso, indic il buco nel soffitto. 
Sto cercando qualcosa di meno malfermo su cui salire.
 Proprio qui fuori c' una scala a libretto,  disse Katrine.
 Davvero? La vado a prendere . Harry le pass davanti e attravers il soggiorno. Maledizione.
Maledizione.
La scala era appoggiata al muro esterno in mezzo ai secchi di vernice.
Quando torn c'era un silenzio assoluto, scost la poltrona e sistem la scala d'alluminio sotto
il buco. Nulla faceva pensare che si fossero scambiate qualche parola. Donne con le braccia conserte e
il viso inespressivo.
 Cos' questo puzzo?  domand Katrine.
 Passami la torcia,  disse Harry, e dopo averla presa sal sulla scala. Stacc un pezzetto del
controsoffitto, infil prima la torcia e poi la testa. Riusc ad afferrare il seghetto alternativo verde. La
lama era spezzata. Tenendolo con due dita lo tese a Katrine.  Fa' attenzione, potrebbero esserci delle
impronte.
Punt la torcia all'interno. Aguzz la vista. Il corpo che giaceva sul fianco, stipato tra il soffitto
vecchio e quello nuovo. Pens che se lo meritava, cazzo, di stare l a inalare il puzzo di carne morta e
putrefatta, anzi, che si sarebbe meritato di essere quella carne putrefatta. Perch era malato, lui, Harry
Hole, molto malato. E se non c'era da sparargli subito, aveva bisogno d'aiuto. Perch era stato l l per
farlo, giusto? O si era fermato? Oppure l'idea che forse si era fermato era un'invenzione, se non altro
per seminare il dubbio.
 Vedi qualcosa?  domand Katrine.
 Eccome!  rispose Harry.
 Hai bisogno della Scientifica?
 Dipende.
 E da cosa?
 Se l'Anticrimine  disposta ad accollarsi le indagini su questo decesso.
30.
  difficilissimo parlarne,  ammise Harry. Spense la sigaretta sul davanzale, lasci aperta la
finestra che dava su Sporveisgata e torn alla sedia. Quando alle sei aveva telefonato a Stle Aune
dicendogli di essere di nuovo nei casini, il collega lo aveva invitato a passare in studio da lui prima
delle otto, quando sarebbero cominciate le sedute coi pazienti.
 Sei venuto qui per parlare di cose difficili altre volte,  disse Stle. Fin dove arrivava la
memoria di Harry, Stle era sempre stato lo psicologo cui si rivolgevano i poliziotti dell'Anticrimine e
della Kripos nei casi d'emergenza. Non solo perch avevano il suo numero di telefono, ma anche
perch era uno dei pochi psicologi a conoscere il proprio lavoro. Ed erano sicuri che avrebbe tenuto la
bocca chiusa.
 S, ma allora si trattava dell'alcol,  disse Harry.  Adesso... si tratta di una cosa
completamente diversa.
 Sicuro?
 Non mi credi?
 Secondo me, dato che la prima cosa che hai fatto  stata chiamarmi, hai pensato che forse si
trattava di qualcosa di simile.
Harry sospir, si pieg in avanti nella poltrona e poggi la fronte contro le mani giunte.  Forse
 vero. Mi sembrava sempre di scegliere i momenti peggiori in assoluto per bere. Di crollare quando
dovevo essere a tutti i costi lucido. Come se dentro avessi un demone che voleva mandare tutto in
malora. Mandare in malora me.
  il compito dei demoni, questo . Stle nascose uno sbadiglio.
 In tal caso il mio ha fatto un buon lavoro. Per poco non ho violentato una ragazza.
Stle smise di sbadigliare.  Cosa hai detto? Quando  successo?
 Ieri sera. La ragazza  un'ex allieva della Scuola di polizia,  saltata fuori mentre perquisivo
un appartamento in cui aveva abitato Valentin.
 Davvero?  Stle si tolse gli occhiali.  Hai trovato qualcosa?
 Un seghetto alternativo con la lama spezzata. Doveva essere l da anni. Ovviamente pu darsi
che l'abbiano lasciato gli operai quando hanno montato il controsoffitto, ma stanno confrontando la
superficie di taglio della lama con quello di Bergslia.
 Nient'altro?
 No. S. Un tasso morto.
 Un tasso?
 S. A quanto pare si era costruito una tana nell'intercapedine.
 Eh eh. Come nella canzone? Abbiamo un tasso nel soffitto...  canticchi Stle. Anche noi
avevamo un tasso, ma per fortuna se ne stava in giardino. Ha un morso micidiale. Ed  morto mentre
era in letargo?
Harry sollev un angolo della bocca.  Se ti interessa saperlo, posso chiedere a Medicina legale
di verificare.
 Scusa, io...  Stle scosse la testa, inforc di nuovo gli occhiali.   apparsa quella ragazza e
tu hai avuto la tentazione di violentarla,  andata cos?
Harry alz le mani sopra la testa.  Ho appena chiesto alla donna che amo pi di ogni cosa al
mondo di sposarmi. Il mio unico desiderio  di vivere serenamente insieme a lei. E poi  come se non
facessi in tempo a concepire questo pensiero, che spunta quel demone e... e...  Riabbass le mani.
 Perch ti sei interrotto?
 Perch me ne sto qui a inventarmi un demone mentre so come lo chiameresti tu. Rifiuto della
responsabilit.
 E non lo ?
 Eccome se lo , accidenti.  lo stesso tizio sotto nuove vesti. Credevo si chiamasse Jim Beam.
Credevo si chiamasse madre morta prematuramente o pressioni sul lavoro. O testosterone o geni da
alcolista. E forse anche tutto questo  vero, ma alla fin fine, se lo spogli, si chiama Harry Hole.
 E sostieni che ieri sera Harry Hole per poco non ha violentato quella ragazza.
 Sognavo di farlo da parecchio tempo.
 Di violentare? Cos, in generale?
 No. Quella ragazza. Mi ha chiesto lei di farlo.
 Di violentarla? Allora, a rigor di termini, non si tratterebbe di stupro, no?
 La prima volta mi ha soltanto chiesto di scoparla. Mi ha provocato, ma non potevo farlo, era
un'allieva della scuola. E dopo ho cominciato a fantasticare di violentarla. Io...  Harry si pass una
mano sul viso.  Non credevo di averlo in me. Uno stupratore. Che cosa mi succede, Stle?
 Quindi avevi sia la voglia sia l'occasione di commettere uno stupro, ma hai deciso di non
farlo?
  arrivata una persona e ci ha interrotti. Be', non era uno stupro vero e proprio, lei mi ha
proposto un gioco di ruolo. Per ero pronto a calarmi in quel ruolo, Stle. Prontissimo.
 Bene, ma io continuo a non vederci uno stupro.
 Forse non in senso giuridico, ma...
 Ma cosa?
 Ma se avessimo cominciato e lei mi avesse detto di smettere, non so proprio se l'avrei fatto.
 Non lo sai?
Harry si strinse nelle spalle.  Hai una diagnosi, dottore?
Stle guard l'ora.  Credo di aver bisogno di qualche altra informazione. Ma adesso mi aspetta
il mio primo paziente.
 Non ho tempo per entrare in terapia, Stle, abbiamo un assassino da catturare.
 In tal caso,  disse Aune oscillando il corpo grassoccio avanti e indietro nella poltrona, 
dovrai accontentarti di un tentativo alla cieca. Ti sei rivolto a me perch provi qualcosa che non riesci a
identificare, e il motivo per cui non riesci a identificarlo  che cerca di mascherarsi. Perch in realt
quello che provi non lo vuoi provare.  una classica negazione, proprio come accade agli uomini che si
rifiutano di ammettere di essere omosessuali.
 Ma io non nego di essere uno stupratore potenziale! Te l'ho chiesto espressamente.
 Non sei uno stupratore, Harry, non lo si diventa dall'oggi al domani. Secondo me ci sono due
spiegazioni possibili. O forse si sovrappongono. Una  che potresti avere una forma di impulso
aggressivo nei confronti di quella ragazza. Vorresti dominarla. O, per usare un linguaggio da profani,
scoparla per punizione. Ho colto nel segno?
 Mhm. Forse. E l'altra?
 Rakel.
 Scusa?
 Ci che ti attrae non  n lo stupro n quella ragazza, ma l'essere infedele. Infedele a Rakel.
 Stle, stai...
 Tranquillo. Ti sei rivolto a me perch hai bisogno che qualcuno ti dica quello che hai gi
capito. Che lo dica forte e chiaro. Perch da solo non ci riesci, non vuoi sentirti cos.
 Sentirmi come?
 Avere una fifa blu di legarti a lei. Essere sull'orlo del panico all'idea del matrimonio.
 Ah? E perch?
 Siccome posso dire di conoscerti un po' dopo tutti questi anni, credo che nel tuo caso si tratti
piuttosto della paura di avere la responsabilit di altre persone. Hai una brutta esperienza in proposito...
Harry deglut. Si sentiva qualcosa crescere nel petto, come un cancro in fast forward.
 ... cominci a bere quando le persone che ti circondano dipendono da te perch non ti senti di
affrontare la responsabilit, vuoi che le cose vadano in malora,  come quando il castello di carte 
quasi finito e la pressione diventa cos forte che non ce la fai pi, e allora invece di continuare e vedere
se riesce, lo butti gi. Ti togli subito il pensiero della sconfitta. E penso sia la stessa cosa che stai
facendo ora. Desideri tradire Rakel il prima possibile perch sei convinto che lo farai comunque. Non ti
senti di affrontare una lunga tortura, e allora anticipi i tempi e butti gi il castello di carte dal destino
segnato che per te rappresenta il tuo rapporto con Rakel.
Harry avrebbe voluto dire qualcosa. Ma il groppo gli era arrivato in gola e bloccava le parole,
perci ne pronunci una sola:  Distruttivo.
 Il tuo atteggiamento di fondo  costruttivo, Harry. Hai soltanto paura. Paura che faccia troppo
male. A te e a lei.
 Sono un vigliacco,  questo che stai dicendo, non  vero?
Stle lo fiss a lungo, trasse un respiro come se fosse sul punto di correggerlo, ma poi parve
cambiare idea.
 S, sei un vigliacco. Sei un vigliacco perch secondo me tu lo vuoi. Vuoi Rakel, vuoi essere
sulla stessa barca con lei, ti vuoi legare all'albero maestro, arrivare ijn porto o affondare.  sempre cos
con te, Harry, ogni rara volta che fai una promessa. Come faceva quella canzone?
Lui mormor le parole.  No retreat, baby, no surrender.
 Ecco, eccoti.
 Eccomi,  disse Harry sottovoce.
 Riflettici, poi ne riparliamo nel pomeriggio, dopo la riunione alla Fornace.
Lui annu e si alz.
In corridoio un tizio sedeva tutto fremente e sudato nella tuta. Gli lanci un'occhiata arcigna
guardando ostentatamente l'orologio.
Harry attravers Sporveisgata. La notte non aveva dormito, e non aveva neanche fatto
colazione. Aveva bisogno di qualcosa. Verific. Aveva bisogno di un drink. Scacci quel pensiero ed
entr nel caff subito prima di Bogstadveien. Ordin un triplo espresso. Lo trangugi al banco e ne
chiese un altro. Ud delle risate sommesse alle sue spalle, ma non si volt. Bevette il secondo caff
piano. Spieg il giornale che era l vicino. Vide il rimando della prima pagina e lo sfogli.
Roger Gjendem si chiedeva se alla luce dei casi irrisolti dei poliziotti uccisi la giunta comunale
avrebbe provveduto a una ridistribuzione delle cariche alla centrale di polizia.
Dopo aver fatto entrare Paul Stavnes, Stle torn a sedersi dietro la scrivania, mentre l'uomo
raggiungeva l'angolo per cambiarsi la t-shirt bagnata con una asciutta che teneva nello zaino. Stle ne
approfitt per sbadigliare liberamente, estrarre il primo cassetto e sistemarci il telefonino in bella vista.
Poi lev lo sguardo. Guard la schiena nuda del suo paziente. Da quando aveva cominciato a venire
alle sedute in bicicletta, Stavnes aveva preso l'abitudine di cambiarsi la t-shirt nello studio. Come al
solito si era girato di spalle. L'unico particolare insolito era la finestra dove Harry aveva fumato
rimasta aperta. L'angolazione della luce permetteva a Stle Aune di vedere il petto nudo di Paul
Stavnes riflesso sul vetro.
Stavnes si infil la maglietta con un movimento brusco e si gir.
 La questione della puntualit dovrebbe...
 ... sar pi rigoroso d'ora in poi,  disse Stle.  Siamo intesi. Non si ripeter.
Stavnes lev lo sguardo.  Qualcosa non va?
 No,  solo che mi sono alzato un po' prima del solito. Per favore, lasceresti la finestra aperta?
Manca l'aria, qua dentro.
 C' tantissima aria qua dentro.
 Come vuoi.
Stavnes fece per richiudere al finestra. Ma si blocc. La fiss a lungo. Si gir pian piano verso
Stle. Sulle sue labbra si form l'abbozzo di un sorriso.
 Problemi di respirazione, Aune?
Stle Aune sent i dolori nel petto e nel braccio. Erano i sintomi risaputi dell'infarto. Solo che
quello non era un infarto. Era paura nuda e cruda.
Stle Aune si sforz di parlare con calma, di mantenere il timbro basso:
 L'ultima volta abbiamo riparlato di quando stavi ascoltando The Dark Side of the Moon. Tuo
padre entr in camera tua e spense l'amplificatore e tu guardasti la lucina rossa morire pian piano, poi
mor anche la ragazza cui stavi pensando.
 Ho detto che ammutol,  precis Paul Stavnes irritato.  Non che mor,  completamente
diverso.
 Gi,  vero,  disse Stle Aune e con prudenza tese la mano verso il cellulare che stava nel
cassetto.  Avresti voluto che potesse parlare?
 Non lo so. Stai sudando, non ti senti bene, dottore?
Di nuovo quel tono beffardo, quel sorrisetto odioso.
 Sto bene, grazie.
Stle teneva le dita poggiate sui tasti del cellulare. Doveva far parlare il paziente in modo che
non lo sentisse digitare.
 Non abbiamo affrontato il tuo matrimonio. Cosa mi puoi dire di tua moglie?
 Niente di che. Perch vuoi parlare di lei?
 Un legame stretto. A quanto pare non ti piacciono le persone che ti sono vicine. Tu stesso hai
usato la parola disprezzo.
 Ah, ma allora sei stato un po' attento, eh?  Una risata breve, amara.  Disprezzo quasi tutte
le persone perch sono deboli, stupide e sfortunate . Un'altra risata.  Tre cilecche su tre possibilit.
Di' un po', lo hai poi rimesso in sesto X?
 Scusa?
 Il poliziotto. Il gay che prov a baciare un collega nei bagni. Si  ripreso?
 Non direi . Stle Aune digitava, maledicendo le sue dita grosse che sembravano essersi
gonfiate ancora di pi per il nervosismo.
 Se sei convinto che io sia come lui, allora perch pensi di poter rimettere in sesto me?
 X era schizofrenico, sentiva le voci.
 E secondo te io sono messo meglio?  Il paziente fece una risata amara mentre Stle scriveva.
Intanto che il paziente continuava a parlare cercava di approfittarne per digitare, e di coprire il
ticchettio strusciando le scarpe contro il pavimento. Una lettera. Un'altra. Maledette dita. Ecco fatto. Si
rese conto che il paziente aveva smesso di parlare. Il paziente Paul Stavnes. Chiss dove lo aveva preso
quel nome. Era sempre possibile procurarsi un nome nuovo. O sbarazzarsi di quello vecchio. Con i
tatuaggi era pi difficile. Specialmente se erano grandi e coprivano tutto il petto.
 So perch stai sudando, Aune,  disse il paziente.  Lo hai visto riflesso sulla finestra quando
mi sono cambiato, non  vero?
Stle Aune sent aumentare i dolori al petto, come se il cuore non ce la facesse a decidere se
battere pi forte o smettere del tutto. Sper di essere riuscito a fare un'espressione perplessa.
 Cosa?  disse ad alta voce nella speranza di coprire il clic del tasto Invia.
Il paziente si tir su la t-shirt fino al collo.
Dal petto un viso che urlava in silenzio fiss Stle Aune.
Il viso di un demone.
 Dimmi,  rispose Harry premendo il cellulare contro l'orecchio mentre vuotava la seconda
tazza di caff.
 Sul seghetto alternativo ci sono le impronte di Valentin Gjertsen,  disse Bjrn Holm.  E il
profilo della lama coincide,  la stessa che  stata usata a Bergslia.
 Quindi Valentin Gjertsen era il Segatore,  disse Harry.
 Pare proprio di s,  rispose Bjrn Holm.  Per mi stupisce che Valentin Gjertsen abbia
nascosto l'arma del delitto in casa invece di buttarla da qualche parte.
 Aveva intenzione di usarla ancora,  disse lui.
Sent il cellulare vibrare brevemente. Un sms. Guard il display. Il mittente era S, cio Stle
Aune. Lesse il messaggio. Lo rilesse.
VALENTIN  QUI SOS
 Bjrn, manda delle volanti allo studio di Stle in Sporveisgata. Valentin  l.
 Pronto? Harry? Pronto?
Ma Harry si era gi messo a correre.
31.
  sempre difficile essere smascherati,  disse il paziente.  Ma a volte  peggio essere chi
smaschera.
 Smaschera cosa?  domand Stle deglutendo.   un tatuaggio, e allora? Non  mica un
crimine. Molte persone hanno...  indic il volto di demone con un cenno della testa,  queste cose.
 Davvero?  ribatt il paziente tirandosi gi la maglietta.  Per questo sembravi sul punto di
restarci secco quando lo hai visto?
 Non capisco che cosa vuoi dire,  rispose Stle con un fil di voce.  Vogliamo continuare a
parlare di tuo padre?
Il paziente proruppe in una fragorosa risata.  Sai una cosa, Aune? Quando sono venuto qui la
prima volta, non riuscivo a decidermi se essere orgoglioso oppure deluso perch non mi avevi
riconosciuto.
 Riconosciuto?
 Ci siamo gi incontrati. Ero imputato per violenza, e tu dovevi stabilire se ero capace di
intendere e di volere. Avrai avuto centinaia di casi simili. Ebbene, hai parlato con me soltanto per tre
quarti d'ora. Per certi versi speravo di averti colpito di pi.
Stle lo fiss. Aveva fatto una perizia psicologica all'uomo che gli sedeva davanti? Era
impossibile ricordarli tutti, per di solito ricordava almeno le facce.
Lo scrut. Le due piccole cicatrici sotto il mento. Ma certo! Aveva dato per scontato che fossero
dovute a un semplice lifting, ma Beate aveva detto che Valentin Gjertsen doveva essersi sottoposto a
una plastica facciale completa.
 Per hai fatto colpo su di me, Aune. Tu mi capivi. Non ti sei lasciato spaventare dai
particolari, hai continuato ad approfondire. Hai fatto le domande giuste. Sulle cose brutte. Come un
bravo massaggiatore che sa esattamente dov' la contrattura. Hai trovato il dolore, Aune. E per questo
sono tornato da te. Speravo che saresti riuscito a trovarlo di nuovo, quel maledetto bubbone, e che lo
avresti inciso facendo uscire le schifezze. Puoi farlo? O hai perso lo smalto, Aune?
Stle si schiar la voce:  Se mi menti no, Paul . Pronunci il suo nome con la o lunga che
preferiva.
 Ah, ma io non mento, Aune. L'ho fatto solo a proposito del mio lavoro e di mia moglie. Tutto
il resto  vero. D'accordo, anche sul nome. Per il resto...
 I Pink Floyd, la ragazzina?
L'uomo davanti a lui allarg le braccia e sorrise.
 E perch me lo vieni a dire adesso, Paul?  P-o-o-l.
 Non occorre che continui a usare questo nome. Chiamami pure Valentin, se vuoi.
 Val-cosa?
Il paziente fece una breve risata.  Mi spiace, ma sei un pessimo attore, Aune. Sai benissimo chi
sono. Lo hai capito nell'istante in cui hai visto il mio tatuaggio riflesso sul vetro della finestra.
 E perch lo dovrei sapere?
 Perch sono l'uomo che state cercando. Valentin Gjertsen.
 Come, stiamo cercando?
 Dimentichi che ho dovuto starmene qui a sentirti parlare con uno sbirro degli scarabocchi che
Valentin Gjertsen aveva fatto sul finestrino di un tram. Ho protestato e non mi hai fatto pagare la
seduta. Ricordi, adesso?
Stle chiuse gli occhi per un paio di secondi. Escluse tutto quanto. Si disse che Harry sarebbe
arrivato presto, non poteva essere andato molto lontano.
 Per inciso,  stato per questo che ho cominciato a venire alle sedute in bicicletta invece di
prendere il tram,  continu Valentin Gjertsen.  Ho immaginato che avrebbero messo il tram sotto
sorveglianza.
 Per hai continuato a venire.
Valentin fece spallucce e infil una mano nello zaino.   quasi impossibile identificarti in bici
con casco e occhiali, giusto? E poi tu non avevi capito niente. Avevi deciso che ero Paul Stavnes,
punto. E io avevo bisogno delle sedute, Aune. Mi dispiace davvero doverle interrompere...
Aune soffoc un singhiozzo quando vide Valentin Gjertsen estrarre la mano dallo zaino. La
luce si riflett sull'acciaio.
 Sapevi che si chiama coltello da sopravvivenza?  domand Valentin.  Un po' fuorviante nel
tuo caso. Ma si presta a molti usi. Questo, per esempio...  pass la punta di un dito sulla parte
seghettata del filo.  La maggior parte della gente non capisce a cosa serva, lo trova solo sinistro. E sai
che ti dico?  Fece di nuovo quel suo abbozzo di sorriso perfido.  Ha ragione. Quando passi il coltello
sopra una gola, cos...  diede una dimostrazione.  Aggancia la pelle, e la squarcia. Poi i denti
successivi tagliano quello che c' sotto. La sottile membrana che riveste un vaso sanguigno, per
esempio. E se  una carotide sotto pressione...  un bello spettacolo, te lo garantisco. Ma non aver
paura. Non te ne accorgerai neanche, promesso.
Aune ebbe un capogiro. Sperava quasi che fosse un infarto.
 C' una sola cosa in sospeso, ormai, Stle. Va bene se ti chiamo per nome, adesso che siamo
arrivati alla fine? Allora, qual  la diagnosi?
 La dia... dia...
 La diagnosi. Deriva dal greco e significa conoscenza, vero? Di cosa soffro, Stle?
 Io... io non lo so, io...
Il movimento fu cos rapido che anche se ci avesse provato Stle Aune non avrebbe fatto in
tempo a muovere un dito. Non vedeva pi Valentin e quando ud di nuovo la sua voce veniva da dietro,
era vicinissima al suo orecchio.
 Lo sai, invece, Stle. Hai avuto a che fare con tipi come me per tutta la tua carriera. Non
identici a me, ovviamente, ma simili. Merce fallata.
Stle non vedeva pi il coltello. Per lo sentiva. Contro i doppi menti tremolanti mentre
respirava forte con il naso. Che una persona riuscisse a muoversi con tanta rapidit aveva del
soprannaturale. Non voleva morire. Voleva vivere. Non riusciva a pensare ad altro.
 Non... non hai niente che non va, Paul.
 Valentin. Mostra un po' di rispetto. Sto per svuotarti del sangue mentre il mio cazzo si
riempie di sangue. E dici che non ho niente che non va?  Gli rise nell'orecchio.  Su, forza. La
diagnosi.
 Pazzo furioso.
Alzarono entrambi la testa. Guardarono in direzione della porta, da dove veniva la voce.
 Il tempo  scaduto. Puoi pagare alla cassa uscendo, Valentin.
La figura alta e dalle spalle larghe che riempiva il vano entr. Si trascinava dietro qualcosa e
Stle impieg un secondo a capire cos'era. Il bilanciere che stava nel supporto sopra il divano nello
spazio comune.
 Stammi lontano, sbirro,  sibil Valentin, e Stle sent la pressione della lama contro la pelle.
 Le volanti stanno arrivando, Valentin. Fine del gioco. Lascia andare il dottore.
Con un cenno del capo Valentin indic la finestra aperta sulla strada.  Non sento le sirene.
Vattene, o ammazzo il nostro dottore su due piedi.
 Non credo,  disse Harry sollevando la sbarra di ferro.  Senza di lui non hai uno scudo.
 Se la metti cos,  disse Valentin, e Stle si sent torcere il braccio dietro la schiena e fu
costretto ad alzarsi.  Lascio andare il dottore. Nel senso che viene via con me.
 Prendi me al suo posto,  propose Hole.
 E perch dovrei?
 Sono un ostaggio migliore. Con lui rischi attacchi di panico e malori. Con me non dovrai
preoccuparti di quello che potrebbe saltarmi in mente.
Silenzio. Attraverso la finestra arrivava un suono impercettibile. Forse una sirena lontana, forse
no. Stle sent diminuire la pressione della lama del coltello. Poi  quando fece per respirare di nuovo 
sent una puntura, ud lo schiocco di qualcosa che veniva reciso. E cadeva per terra. Il papillon.
 Una sola mossa...  sibil la voce nel suo orecchio prima di rivolgersi a Harry.  Come vuoi,
sbirro, ma prima lascia quella sbarra. Poi mettiti faccia al muro, allarga le gambe e...
 Conosco la solfa,  disse Harry, e lasci il bilanciere, si gir, poggi i palmi in alto contro il
muro e divaric le gambe.
Stle sent allentarsi la stretta intorno al braccio e un attimo dopo vide Valentin alle spalle di
Harry, che gli torceva il braccio dietro la schiena e gli puntava il coltello contro la gola.
 Allora, andiamo, bello,  disse Valentin.
E uscirono dalla porta.
E finalmente Stle tir un respiro.
Dalla finestra il suono della sirena andava e veniva portato dal vento.
Harry vide l'espressione spaventata della receptionist mentre insieme a Valentin le andava
incontro come un troll a due teste e la superava senza dire una parola. Sulle scale cerc di rallentare ma
sent subito un bruciore doloroso al fianco.
 Se provi a ritardarmi, il coltello continuer ad affondare fino al rene.
Harry affrett il passo. Ancora non sentiva il sangue perch aveva la stessa temperatura della
pelle, ma sapeva che stava colando sotto la camicia.
Arrivarono in fondo alle scale, Valentin apr la porta con un calcio e spinse Harry fuori, ma
senza staccare il coltello.
Erano usciti in Sporveisgata. Harry ud le sirene. Un uomo con gli occhiali da sole e un cane
veniva nella loro direzione. Li super senza degnarli di uno sguardo mentre il suo bastone bianco
batteva come una nacchera contro il marciapiede.
 Mettiti qui,  disse Valentin indicando un cartello di divieto di sosta a cui era incatenata una
bicicletta da cross.
Harry si appoggi al palo. La camicia era diventata attaccaticcia e il dolore nel fianco pulsava
con un ritmo tutto suo. Sent il coltello premuto contro i lombi. Ud sferragliare una chiave e il
lucchetto che chiudeva la bici. Le sirene che si avvicinavano. Poi non sent pi il coltello. Ma non fece
in tempo a reagire e ad allontanarsi con un salto, che la sua testa fu tirata indietro da qualcosa che gli
stringeva il collo. Vide letteralmente le scintille quando batt la nuca contro il palo e gemette. Di nuovo
lo sferragliare di una chiave. Poi la pressione contro la gola diminu e Harry alz d'istinto la mano,
infil a forza due dita tra il collo e l'oggetto che lo immobilizzava. Cap cos'era. Maledizione.
Valentin gli pass davanti in sella alla bici. Inforc gli occhiali, lo salut portandosi due dita al
casco e si avvi.
Harry vide lo zainetto nero sulla sua schiena sparire in fondo alla strada. Le sirene non potevano
essere a pi di un paio di isolati. Un ciclista lo super. Casco, zainetto nero. Un altro. Niente casco, ma
zainetto nero. Un altro ancora. Accidenti. Accidenti. Harry aveva l'impressione che le sirene fossero
dentro la sua testa, chiuse gli occhi e pens all'antico paradosso greco di qualcuno che si avvicina: un
chilometro, mezzo chilometro, un terzo di chilometro, un quarto, un centesimo e, se  vero che i numeri
sono infiniti, non arriver mai a destinazione.
32.
 E sei rimasto l, immobilizzato a un palo con un normalissimo lucchetto da bici intorno al
collo?  domand Bjrn Holm incredulo.
 Un palo con un maledetto cartello di divieto di sosta,  rispose Harry fissando la tazza del
caff vuota.
 Ironico,  disse Katrine.
 Hanno dovuto chiamare un'autopattuglia con uno di quei grossi tronchesi per liberarmi.
La porta della Fornace si apr e Gunnar Hagen entr come una furia.  L'ho appena saputo. Che
succede?
 Ovviamente, tutte le autopattuglie sono in zona e lo stanno cercando,  rispose Katrine. 
Fermano e controllano a uno a uno i ciclisti.
 Anche se a quest'ora si sar gi bell'e liberato della bici e si trover su un taxi o su un
autobus,  osserv Harry.  Tutto si pu dire di Valentin Gjertsen tranne che sia stupido.
Il caposezione si lasci cadere trafelato su una sedia.  Ha lasciato qualche traccia?
Silenzio.
Guard sbalordito il muro di facce severe.  Che c'?
Harry si schiar la voce.  Sei seduto sulla sedia di Beate Lnn.
 Ah s?  Hagen balz in piedi.
 Scappando ha lasciato il giubbino della tuta,  disse Harry.  Bjrn lo ha portato ad
analizzare.
 Sudore, capelli, e chi pi ne ha pi ne metta,  disse Bjrn.  Penso che entro un giorno o due
ci confermeranno che Paul Stavnes e Valentin Gjertsen sono la stessa persona.
 Trovato altro nel giubbino?  domand Hagen.
 N portafogli, n cellulare, n taccuino, n un'agenda con i programmi degli omicidi futuri, 
rispose Harry.  Solo questo.
Hagen prese istintivamente l'oggetto che Harry gli porgeva e lo guard. Una bustina di plastica
sigillata contenente tre bastoncini cotonati di legno.
 E che ci doveva fare?
 Uccidere qualcuno?  sugger laconicamente Harry.
 Servono per pulirsi le orecchie, per cos dire,  rispose Bjrn Holm.  Ma in realt servono a
grattarsele, giusto? La pelle si irrita, grattiamo ancora di pi, la produzione di cerume aumenta e
all'improvviso dobbiamo assolutamente procurarci altri bastoncini. Vera e propria eroina per le
orecchie.
 O per il trucco,  disse Harry.
 Eh?  disse Hagen esaminando la confezione.  Vuoi dire che... ehm, che fa il truccatore?
 Be'. Si maschera. Si  gi fatto una plastica. Stle, tu lo hai visto pi da vicino.
 Non ci ho pensato, ma forse hai ragione.
 Basta un tocco di mascara e di eye-liner per fare la differenza,  intervenne Katrine.
 Bene,  disse Hagen.  Risulta qualcosa a nome di Paul Stavnes?
 Poco,  rispose Katrine.  All'anagrafe non esiste nessun Paul Stavnes con la data di nascita
che ha dichiarato a Aune. Gli unici due omonimi sono gi stati scagionati dagli agenti rurali. E
l'anziana coppia che abita all'indirizzo che ha dichiarato non ha mai sentito nominare n Paul Stavnes
n Valentin Gjertsen.
 Di solito non verifichiamo i dati che ci dnno i pazienti,  disse Aune.  Pagava al termine di
ogni seduta.
 Alberghi,  disse Harry.  Pensioni, ostelli. Ormai hanno tutti un registro degli ospiti su hard
disk.
 Controllo . Katrine gir sulla sedia e cominci a digitare sul suo computer.
 Queste informazioni sono reperibili in rete?  domand Hagen con una punta di scetticismo
nella voce.
 No,  rispose Harry.  Ma Katrine usa un paio di motori di ricerca che preferiresti non
esistessero.
 Ah, e perch?
 Perch hanno accesso a un livello dove perfino i firewall migliori del mondo sono inutili, 
rispose Bjrn Holm sbirciando sopra la spalla di Katrine mentre un martellio furioso si levava dalla
tastiera, come tante zampe di blatte in fuga su un tavolo di vetro.
 Com' possibile?  domand Hagen.
 Perch  lo stesso livello dei firewall,  disse Bjrn.  I motori di ricerca sono muri.
 Siamo messi male,  annunci Katrine.  Non risulta nessun Paul Stavnes da nessuna parte.
 Ma ce l'avr pure un posto dove vivere,  disse Hagen.  Si pu controllare se ha preso in
affitto un appartamento a nome di Paul Stavnes?
 Dubito che possa essere un normale affittuario,  disse Katrine.  Ormai quasi tutte le persone
che dnno in affitto un appartamento raccolgono informazioni sugli inquilini. Li googlano, e come
minimo controllano gli elenchi dei contribuenti. E Valentin sa che si insospettirebbero non trovandolo
da nessuna parte.
 Albergo,  disse Harry, che si era alzato e indugiava davanti alla lavagna su cui avevano
scritto cose che Hagen aveva interpretato come un elenco di libere associazioni con frecce e parole
chiave, prima di riconoscere i nomi delle vittime. Una era contrassegnata solo con la lettera b.
 Albergo lo hai gi detto, caro,  disse Katrine.
 Tre bastoncini cotonati,  continu Harry, si chin verso Hagen e gli strapp di mano la
confezione di plastica sigillata.  Non si possono comprare nei negozi. Li trovi nel bagno di una camera
d'albergo insieme ai flaconcini di shampoo e di balsamo. Riprova, Katrine. Stavolta con il nome Judas
Johansen.
La ricerca dur meno di quindici secondi.
 Negativo,  disse Katrine.
 Maledizione,  imprec Hagen.
 Possiamo ancora farcela,  disse Harry esaminando la bustina.  Non  indicato il nome del
produttore, ma di solito i bastoncini sono di plastica, mentre questi qui sono di legno. Dovrebbe essere
possibile rintracciare chi li distribuisce e a quali alberghi di Oslo.
 Forniture per alberghi,  disse Katrine e le sue dita da insetto ripresero a correre.
 Devo scappare,  disse Stle alzandosi.
 Ti accompagno fuori,  disse Harry.
 Non riuscirete a trovarlo,  disse Aune quando si fermarono davanti alla centrale, guardando
il Botsparken immerso in una luce primaverile forte e fredda.
 Riusciremo, volevi dire, no?
 Forse,  sospir Stle.  Non mi pare di contribuire granch.
 Ah no?  disse Harry.  Ma se per poco non ci hai fatto catturare Valentin.
 Per  scappato.
 Abbiamo scoperto il suo falso nome, gli siamo alle costole. E a proposito, perch non credi
che lo prenderemo?
 Lo hai visto con i tuoi occhi. Secondo te?
Harry annu.  Quindi ti ha detto che si  rivolto proprio a te perch gli avevi fatto una perizia
psicologica. All'epoca concludesti che era capace di intendere e di volere in senso giuridico, vero?
 S. Ma come sai, le persone affette da seri disturbi della personalit possono essere giudicate.
 Tu cercavi una forma grave di schizofrenia, di psicosi nel momento in cui aveva commesso il
crimine, eccetera?
 S.
 Per poteva essere maniaco-depressivo o psicopatico. Mi correggo: bipolare o sociopatico.
 Adesso il termine giusto  dissociale . Stle prese la sigaretta che l'altro gli porgeva.
Harry le accese entrambe.  Che venga da te anche se sa che lavori per la pula mi sta bene. Ma
che addirittura continui dopo aver capito che fai parte della squadra che gli d la caccia?
Stle aspir e fece spallucce.  Forse sono un terapeuta cos brillante che era disposto a correre
questo rischio.
 Altre idee?
 Be'. Ama il brivido, forse. Molti serial killer hanno avvicinato investigatori con vari pretesti
per tenersi aggiornati sulla caccia a s stessi e per esultare dato che riuscivano a ingannare la polizia.
 Valentin si  tolto la t-shirt anche se sicuramente immaginava che tu sapessi del tatuaggio. Un
bel rischio, se hai davvero commesso gli omicidi per cui sei ricercato.
 Cosa vuoi dire?
 Gi, cosa voglio dire?
 Vuoi dire che ha un desiderio inconscio di essere catturato. Che mi ha avvicinato perch
voleva essere riconosciuto. E siccome non l'ho fatto, mi ha inconsciamente aiutato mostrandomi il
tatuaggio. Che non  stato un incidente, ma sapeva che lo avrei visto riflesso sul vetro.
 E quando ci  riuscito si  dato a una fuga disperata?
 La parte cosciente ha preso il sopravvento. Questo fatto pu gettare una nuova luce sugli
omicidi dei poliziotti, Harry. I suoi delitti sono atti compulsivi che inconsapevolmente Valentin vuole
abbiano fine. Desidera essere punito, o esorcizzato, che qualcuno fermi il demone dentro di lui, giusto?
Perci, siccome non siamo riusciti a catturarlo per gli omicidi originari, fa quello che fanno molti serial
killer: aumenta il rischio. Nel suo caso, prendendosela con gli agenti che non sono riusciti a catturarlo
la prima volta, perch sa che se viene ucciso un poliziotto viene impiegata fino all'ultima risorsa
disponibile. E infine mostra il tatuaggio a una persona che, come ben sa, partecipa attivamente alle
indagini. Mi sa proprio che hai ragione, Harry.
 S, per dubito di potermi prendere il merito di questa idea. Che ne dici di una spiegazione pi
semplice? Valentin non  prudente quanto a nostro avviso dovrebbe essere perch ha meno da temere
di quanto crediamo.
 Questa non l'ho capita.
Harry diede una boccata alla sigaretta. Butt fuori il fumo dalla bocca e contemporaneamente lo
inal con il naso. Era un trucco che aveva imparato a Hong Kong da un suonatore di didgeridoo, un
tedesco bianco come il latte: Exhale and inhale at the same fucking time, mate, and you can smoke
your cigarettes twice. Espira e aspira allo stesso tempo, amico, e le tue cazzo di sigarette le fumerai
due volte.
 Va' a casa e riposati,  disse.  Hai passato un brutto quarto d'ora.
 Grazie, ma si d il caso che lo psicologo sia io, Harry.
 Un assassino che ti punta contro la gola una lama d'acciaio affilatissima? Mi spiace, dottore,
ma questa non riuscirai a superarla razionalizzando. Gli incubi fanno la fila, credimi, ci sono passato
anch'io. Perci, parlane con un collega.  un ordine.
 Un ordine?  Un movimento nella faccia di Stle accenn un sorriso.  Da quando in qua
comandi tu, Harry?
 Hai mai avuto qualche dubbio?  Harry infil una mano in tasca. Tir fuori il cellulare.  S?
Lasci cadere la sigaretta fumata a met per terra.  Ci pensi tu a questa? Hanno trovato
qualcosa.
Stle Aune segu con lo sguardo Harry che infilava la porta e spariva. Poi lanci un'occhiata
alla sigaretta fumante sull'asfalto. Con cautela la copr con la scarpa. Aument la pressione. Gir un
po' il piede di qua e di l. Sent il mozzicone schiacciarsi sotto la suola di cuoio sottile. Sent montare
la rabbia. Continu a girare il piede. Spiaccic il filtro, la cenere, la carta e i filamenti di tabacco contro
l'asfalto. Lasci cadere la sua sigaretta, ripet i movimenti. Era una sensazione bella e brutta allo stesso
tempo. Aveva voglia di gridare, di picchiare, di ridere, di piangere. Aveva gustato ogni sfumatura di
quella sigaretta. Era vivo. Cazzo, se era vivo.
 Casbah hotel in Gange-Rolvs gate,  disse Katrine prima che Harry facesse in tempo a
richiudersi la porta alle spalle.  L'albergo viene utilizzato soprattutto dalle ambasciate per i funzionari.
Li parcheggiano l mentre gli cercano un appartamento. Stanze piccole, relativamente abbordabili.
 Mhm. Perch proprio quell'albergo?
  l'unico a rifornirsi di questo tipo di bastoncini cotonati e a trovarsi nella zona giusta della
citt rispetto al tram numero 12,  rispose Bjrn.  Ho telefonato. Nel registro degli ospiti non figura n
uno Stavnes, n un Gjertsen n uno Johansen, per gli ho mandato l'identikit di Beate per fax.
 E?
 Il receptionist ha detto che c' un ospite che gli somiglia, un certo Savitski che ha dichiarato
di lavorare presso l'ambasciata della Bielorussia. Prima andava sempre al lavoro in giacca e cravatta,
ma negli ultimi tempi  passato alle tute sportive. E alla bicicletta.
Harry aveva gi preso il telefono fisso in mano.  Hagen? Abbiamo bisogno della Delta.
Immediatamente.
33.
 Quindi vuoi farmi fare una cosa del genere?  chiese Truls rigirando il bicchiere di birra nella
mano. Erano seduti nel Kampen Bistro. Mikael aveva detto che non era male. Che era un locale trendy
della zona est, frequentato dagli alternativi, gente che aveva pi capitale culturale che soldi, gente in
che aveva un reddito annuo abbastanza basso da poter mantenere lo stesso stile di quando studiava
senza sembrare patetica.
Truls viveva nella zona est da quando era nato e non aveva mai sentito nominare quel locale. 
E perch dovrei farla?
 La sospensione,  disse Mikael versando il resto dell'acqua dalla bottiglia nel bicchiere.  La
far revocare.
 Come?  Truls lo guard con sospetto.
 S.
Truls bevette un sorso dal bicchiere. Si pass il dorso della mano sulla bocca nonostante la
schiuma si fosse ormai posata. Prese tempo.  Se  cos facile, perch non lo hai fatto prima?
Mikael chiuse gli occhi, sospir.  Perch non  cos facile, per lo far.
 Perch?
 Perch se non mi aiuti sono un uomo finito.
Truls fece una breve risata.  Strano come le cose possano girare in fretta. O no?
Mikael guard prima da una parte poi dall'altra. Il locale era pieno, ma lo aveva scelto perch
non era frequentato da poliziotti e non era il caso che lui si facesse vedere insieme a Truls. E aveva la
sensazione che Truls lo avesse capito. E allora?
 Allora, cosa hai deciso? Posso rivolgermi a qualcun altro.
L'altro rise ad alta voce.  No, che non puoi, accidenti!
Mikael si guard intorno di nuovo. Non voleva zittire Truls, per... Prima riusciva praticamente
a prevedere le sue reazioni, riusciva a manipolarlo per fargli fare quello che voleva. Era cambiato,
adesso il suo amico d'infanzia aveva un che di cupo, di malvagio e di inaffidabile.
 Ho bisogno di una risposta.  urgente.
 Bene,  disse Truls vuotando il bicchiere.  Vada per la sospensione. Ma ho bisogno anche di
un'altra cosa.
 Cosa?
 Un paio di mutandine sporche di Ulla.
Mikael lo fiss. Era ubriaco? Oppure la follia nei suoi occhi umidi c'era da sempre?
Truls rise ancora pi forte, sbatt il bicchiere sul tavolo con uno schianto. Alcuni alternativi si
girarono verso di loro.
 Io...  cominci Mikael.  Vedr cosa...
 Scherzo, coglione!
Mikael fece una breve risata.  Anch'io. Questo significa che sei...
 Cazzo, siamo o no amici d'infanzia?
 Certo che lo siamo. Non sai quanto ti sono riconoscente, Truls . Si sforz di sorridere.
Truls tese una mano sopra il tavolo. Gliela pos pesantemente sulla spalla.
 Gi, ne ho una vaga idea.
Troppo pesantemente, pens Mikael.
Non ci furono ricognizioni, n studi delle planimetrie di corridoi, uscite e possibili vie di fuga,
n assedi di autopattuglie che sbarravano le strade percorse dalla Mercedes Classe G del gruppo Delta.
Solo un briefing succinto durante il tragitto in cui Sivert Falkeid sbraitava istruzioni e gli uomini armati
di tutto punto seduti dietro tenevano la bocca chiusa, come a dire che avevano capito.
Era una questione di tempo e il miglior piano del mondo sarebbe andato in fumo se l'uccellino
fosse gi volato via.
Mentre ascoltava seduto in fondo al nove posti, Harry era consapevole che non avevano
neanche il secondo o il terzo miglior piano del mondo.
La prima cosa che Falkeid gli aveva chiesto era se pensava che Valentin fosse armato. Lui gli
aveva risposto che nell'omicidio di Ren Kalsnes era stata usata un'arma da fuoco. E che secondo lui
Beate Lnn era stata minacciata con un'arma da fuoco.
Guard gli uomini seduti davanti. Poliziotti che si erano offerti volontari per le operazioni
armate. Sapeva a quanto ammontava l'indennit, e non era troppo. E sapeva anche cosa i contribuenti
pensavano di poter pretendere da un uomo della Delta, ed era di gran lunga troppo. Quante volte aveva
sentito la gente criticare con il senno di poi il gruppo Delta: non si erano esposti abbastanza ai pericoli,
non avevano avuto una sorta di sesto senso che li avvertisse esattamente di cosa c'era dietro una porta
chiusa, a bordo di un aereo dirottato in un bosco costiero e cos non ci si erano addentrati
sconsideratamente. Per un Delta con una media di quattro operazioni armate all'anno, ossia circa un
centinaio nell'arco di una carriera di venticinque anni, una simile linea di condotta sarebbe stata come
chiedere di essere ucciso sul lavoro. Ma il nocciolo della questione era comunque che farsi uccidere era
il modo pi sicuro di mandare a monte un'operazione e di mettere in pericolo i compagni.
 C' un solo ascensore,  abbai Falkeid.  Due e Tre lo prendono. Quattro, Cinque e Sei
salgono dalla scala principale, Sette e Otto da quella di sicurezza. Hole, tu e io copriamo l'esterno, nel
caso dovesse uscire da una finestra.
 Non sono armato,  disse Harry.
 Tieni,  disse Falkeid mandandogli per passamano una Glock 17.
Harry la prese, ne sent il peso affidabile, l'equilibrio.
Non aveva mai capito i fanatici delle armi, come non aveva mai capito i fanatici delle auto o la
gente che si costruiva la casa adattandola all'impianto hi-fi. Per non aveva mai provato una vera e
propria avversione a impugnare un'arma. Fino all'anno prima. Harry ripens all'ultima volta che aveva
tenuto in mano una pistola. All'Odessa nel cantonale. Scacci quel pensiero.
 Siamo arrivati,  annunci Falkeid. Si fermarono in una stradina trafficata davanti al portone
di un elegante palazzo in muratura a quattro piani, identico agli altri della zona. Harry sapeva che in
alcuni abitavano vecchi ricchi, in altri nuovi ricchi che volevano sembrare vecchi, mentre in altri
ancora c'erano ambasciate, residenze di ambasciatori, agenzie pubblicitarie, societ discografiche e
societ armatrici medio-piccole. Solo una targa d'ottone discreta sul pilastro del cancello confermava
che erano arrivati a destinazione.
Falkeid alz l'orologio.  Comunicazione via radio,  disse.
A uno a uno i Delta dissero i rispettivi numeri, gli stessi che erano dipinti in bianco sui caschi.
Si calarono i passamontagna. Strinsero le cinghie dei mitra Mp5.
 Conto alla rovescia da cinque, poi entriamo. Cinque, quattro...
Harry non sapeva se fosse la sua adrenalina oppure quella degli altri, ma aveva un odore e un
sapore particolare, acre, salato, come le capsule sparate da una pistola giocattolo.
Le portiere si aprirono e Harry vide il muro di schiene nere varcare il cancello e percorrere i
dieci metri fino all'ingresso, per poi sparire.
Lui usc per ultimo, si aggiust il giubbotto antiproiettile. Sotto cominciava gi a sudare.
Falkeid scese dal sedile del passeggero dopo aver estratto la chiave dall'accensione. Harry ricordava
vagamente un episodio in cui gli obiettivi di un arresto a sorpresa erano riusciti a fuggire a bordo di
un'auto della polizia che era stata lasciata con la chiave inserita. Porse la Glock al collega.
 Non ho il porto d'armi.
 Te ne emetto io uno provvisorio seduta stante,  disse Falkeid.  Per motivi eccezionali.
Regolamento di polizia, paragrafo numero vattelapesca. Forse.
Harry caric la pistola e s'incammin sulla ghiaia mentre un giovane col collo da pellicano
piegato gli veniva incontro di corsa. Il suo pomo d'Adamo saliva e scendeva come un boccone appena
ingoiato. Harry vide che il nome del cartellino sul revers della giacca nera corrispondeva a quello del
receptionist con cui aveva parlato al telefono.
L'uomo non gli aveva saputo dire se l'ospite fosse in camera oppure da qualche altra parte
nell'albergo, e si era offerto di verificare. Harry gli aveva detto di non farlo per nessun motivo, e di
continuare a svolgere il suo lavoro come se niente fosse. Probabilmente la vista di sette uomini vestiti
di nero e armati fino ai denti gli impediva di fare alcunch come se niente fosse.
 Ho dato ai vostri uomini il passe-partout,  disse il receptionist con un marcato accento
dell'Europa dell'est.  Mi hanno detto di uscire e...
 Mettiti dietro la nostra auto,  gli bisbigli Falkeid indicandola con il pollice sopra la spalla.
Harry si allontan tenendo la pistola con il braccio teso, svolt l'angolo del palazzo e raggiunse il retro,
dove un giardino ombroso di meli si stendeva fino alla siepe che delimitava la propriet confinante. Un
uomo anziano seduto sulla terrazza a leggere The Daily Telegraph abbass il giornale e guard da
sopra gli occhiali. Harry indic le lettere gialle di Polizia sul davanti del giubbotto antiproiettile, si
port l'indice alle labbra, ricevette in risposta un breve cenno del capo e si concentr sulle finestre del
terzo piano. Il receptionist aveva spiegato dov'era la stanza del sedicente bielorusso, su un corridoio
cieco, e che la finestra affacciava sul retro.
Harry si aggiust l'auricolare, aspett.
Dopo pochi secondi ud il rumore. Il sordo, smorzato schiocco di una granata stordente seguito
da un tintinnio di vetri.
Sapeva che l'unico effetto dello spostamento d'aria in s sarebbe stato di rendere
momentaneamente sorde le persone che si trovavano nella stanza. Ma il rumore, combinato con il
lampo abbagliante e l'assalto improvviso, paralizzava anche l'obiettivo pi esperto per i primi tre
secondi. E quei tre secondi erano tutto ci di cui aveva bisogno la Delta.
Harry aspett. Poi nell'auricolare ud una voce soffocata. Le parole erano quelle che si
aspettava.
 Stanza 406 controllata. Libera.
Ma il seguito lo fece imprecare ad alta voce:  A quanto pare,  passato a prendere le sue cose.
Harry aspettava con le braccia conserte nel corridoio davanti alla camera 406 quando arrivarono
Katrine e Bjrn.
 Abbiamo preso un palo?  domand Katrine.
 A porta sguarnita, per di pi,  rispose Harry scuotendo la testa.
Lo seguirono dentro la stanza.
  venuto difilato qui, ha preso tutte le sue cose ed  andato via.
 Proprio tutte?  domand Bjrn.
 S, tranne due bastoncini cotonati usati e due biglietti del tram che abbiamo trovato nel
cestino. Pi la stampata di questo biglietto per una partita di calcio che abbiamo vinto, mi sa.
 Abbiamo?  domand Bjrn guardandosi intorno nella camera d'albergo, standard in tutti i
sensi.  Intendi la squadra del Vlerenga?
 La nazionale. Contro la Slovenia, c' scritto.
 Abbiamo vinto, s,  disse Bjrn.  Riise ha segnato ai supplementari.
 Voi uomini malati ricordate certe cose,  disse Katrine scuotendo la testa.  Io non ricordo
nemmeno se l'anno scorso il Brann ha vinto il campionato o  stato retrocesso.
 Io non sono cos,  protest Bjrn,  Me lo ricordo solo perch erano pari e Riise...
 Te ne saresti ricordato comunque, rain man. Tu...
 Ehi . Si girarono verso Harry che fissava il biglietto.  Ricordi il motivo della chiamata,
Bjrn?
 Eh?
 Dove ti hanno mandato.
Bjrn Holm si gratt la basetta.  Vediamo, era una sera presto...
 Non serve che mi rispondi,  disse Harry.  Era per l'omicidio di Erlend Vennesla a
Maridalen.
 Ah s?
 Era la stessa sera in cui la nazionale giocava allo stadio di Ullevaal. Il biglietto riporta la data.
Alle sette.
 Ah,  disse Katrine.
Bjrn Holm fece un'espressione addolorata.  Non dirlo, Harry. Ti prego, non dire che Valentin
Gjertesen era a quella partita. Se  cos...
 ... non pu essere l'assassino,  complet Katrine.  E noi vorremmo tanto che lo fosse,
Harry. Perci adesso di' qualcosa di molto incoraggiante.
 Okay,  annu lui.  Perch questo biglietto non era nel cestino insieme ai bastoncini e ai
biglietti del tram? Perch lo ha lasciato sullo scrittoio dopo averlo liberato di tutto il resto? Lo ha messo
proprio dove era sicuro che lo avremmo trovato.
 Si  dato un alibi,  disse Katrine.
 Lo ha lasciato qui per noi perch ci trovassimo esattamente in questa situazione,  disse
Harry.  Colti all'improvviso dal dubbio, bloccati. Ma questa  solo la stampata di un biglietto, non
prova che lui fosse allo stadio. Anzi, sembra quasi fatto apposta, no? Lui che va a vedere una partita, in
un posto dove nessuno si ricorda di una persona in particolare, e che come se non bastasse, per motivi
inspiegabili, conserva il biglietto.
 Il biglietto riporta il numero del posto,  disse Katrine.  Magari quelli che erano seduti
accanto a lui e alle sue spalle ricordano chi lo occupava. O se era vuoto. Posso fare una ricerca sul
numero di posto, e chiss che non trovi...
 S, certo,  disse Harry.  Ma abbiamo seguito lo stesso metodo per presunti alibi nei teatri e
nei cinema. E abbiamo constatato che se passano pi di tre, quattro giorni, nessuno ricorda pi niente
degli estranei seduti nei posti vicini.
 Hai ragione,  disse lei rassegnata.
 Era una partita della nazionale,  disse Bjrn.
 E allora?  domand Harry, poi cominci a sbottonarsi dirigendosi in bagno.
 Le partite della nazionale devono osservare il regolamento della Fifa,  disse il collega.  Per
gli hooligan.
 Ma certo,  grid Harry da dietro la porta del bagno.  Bravo, Bjrn!  Poi la porta si chiuse
sbattendo.
 Cosa?  grid Katrine.  Di cosa state parlando?
 Le telecamere,  rispose Bjrn.  La Fifa impone agli organizzatori di riprendere il pubblico,
in caso dovessero scoppiare incidenti durante la partita.  una regola che fu imposta in occasione
dell'ondata di violenze degli anni Novanta, per permettere alla polizia di identificare i responsabili e
farli processare. Riprendono semplicemente le gradinate dall'inizio alla fine della partita con una
risoluzione abbastanza alta da poter zoomare su ogni singolo viso e identificarlo. E noi sappiamo in
quale settore, fila e numero di posto era seduto Valentin.
 Non era seduto!  grid Katrine.  Cazzo, non pu essere in quel filmato, capito? Se fosse
cos ci ritroveremmo al punto di partenza.
 Ovviamente pu darsi che abbiano distrutto le immagini,  disse Bjrn.  Durante quella
partita non ci sono stati disordini, e la direttiva sull'archiviazione dei dati non indica per quanto tempo
conservare...
 Se le immagini vengono caricate su un computer, non basta premere il tasto Cancella per
far sparire i file dall'hard disk.
 La direttiva sull'archiviazione dei dati...
 Cancellare definitivamente un file  come cercare di togliere la cacca di cane dalla suola di
una scarpa da jogging. Secondo te, come facciamo a trovare la pedopornografia sui pc che i pervertiti ci
consegnano perch sono sicuri di aver cancellato tutto? Credimi, trover Valentin Gjertsen se era
all'Ullevaal quella sera. Qual  l'ora presunta della morte di Erlend Vennesla?
Udirono il rumore dello sciacquone.
 Tra le sette e le sette e mezzo,  rispose Bjrn.  In altre parole, proprio all'inizio della partita,
subito dopo il pareggio di Henriksen. Vennesla deve aver udito le grida di giubilo fin su a Maridalen,
che non  molto lontano da Ullevaal.
La porta del bagno si apr.  Il che significa che avrebbe fatto in tempo ad andare alla partita
subito dopo l'omicidio di Maridalen,  disse Harry allacciandosi l'ultimo bottone.  E una volta
arrivato a Ullevaal pu aver fatto qualcosa per accertarsi di rimanere impresso a quelli che lo avevano
visto. Un alibi.
 Vi dico che Valentin non era a quella partita,  insist Katrine.  Ma, ammesso che ci fosse,
voglio vedere quel cazzo di filmato dall'inizio alla fine e prendere i tempi con il cronometro se mai
dovesse alzare il culo dal sedile. Alibi un corno.
Le grandi ville erano immerse nella quiete.
La quiete prima della tempesta di Volvo e Audi che tornavano dal lavoro alla Norvegia Spa,
pens Truls Berntsen.
Pigi il campanello e si guard intorno.
Un giardino impeccabile. Curato. Probabilmente un capo della polizia in pensione aveva tempo
per queste cose.
La porta si apr. Era invecchiato. Lo stesso penetrante sguardo azzurro, ma la pelle del collo era
un po' pi flaccida, la figura meno eretta. Era senza dubbio meno imponente di come Truls lo
ricordava. Forse era solo colpa degli indumenti da casa stinti, forse  cos che si diventa quando il
lavoro non obbliga pi a stare in guardia.
 Berentzen, dell'Orgkrim . Truls alz il tesserino di riconoscimento contando sul fatto che se
il vecchio avesse udito Berentzen avrebbe pensato di aver anche letto quel cognome. Una bugia con
possibilit di rettifica. Ma il capo della polizia annu senza guardarlo.  S, mi pare di averti gi visto,
se non ricordo male. In che cosa posso esserti utile, Berentzen?
Non accenn a farlo entrare. Truls non aveva assolutamente nulla in contrario. L non li vedeva
nessuno e c'erano pochi rumori di sottofondo.
 Si tratta di tuo figlio. Sondre.
 Che ha fatto?
  in corso un'operazione per catturare alcuni dei protettori albanesi del giro della
prostituzione, e a questo scopo abbiamo tenuto d'occhio e fotografato parecchie auto a Kvadraturen. Ne
abbiamo identificate diverse che hanno preso a bordo delle prostitute e abbiamo intenzione di
convocare i proprietari per interrogarli. Proporremo loro pene ridotte in cambio della possibilit di
utilizzare le informazioni che ci daranno sui protettori. E una delle targhe che abbiamo fotografato
corrisponde all'auto di tuo figlio.
Il capo della polizia inarc le sopracciglia irsute.  Che cosa stai dicendo? Sondre? Impossibile.
 Sono d'accordo. Per volevo consultarmi con te. Se sei convinto che ci sia un malinteso, che
la donna che ha caricato a bordo non fosse una prostituta, distruggeremo quella foto.
 Sondre  felicemente sposato. L'ho educato io, e conosce la differenza tra giusto e sbagliato,
credimi.
 Certo, volevo solo accertarmi che la pensassi anche tu cos.
 Santo cielo, perch dovrebbe pagare...  l'uomo davanti a Truls fece una smorfia come se
avesse masticato un chicco d'uva marcio,  una donna di strada? Il rischio di prendersi qualche
malattia. I bambini. No, non sta n in cielo n in Terra.
 Allora, a quanto mi pare di capire, siamo d'accordo sul fatto che non  il caso di andare fino
in fondo alla questione. Anche se abbiamo motivo di ritenere che la donna sia una prostituta, pu darsi
che al volante dell'auto non ci fosse tuo figlio, non abbiamo una foto del guidatore.
 E allora non avete neanche uno straccio di prova. Dovete dimenticare questa faccenda e basta.
 Bene, allora facciamo come dici tu.
Il capo della polizia annu adagio scrutando pi attentamente Truls.  Berentzen dell'Orgkrim,
hai detto?
 Esatto.
 Grazie, Berentzen. Ottimo lavoro.
Truls sfoder un ampio sorriso.  Facciamo del nostro meglio. Buona giornata.
 Cos'hai detto? Ripeti,  invit Katrine mentre fissavano lo schermo nero che avevano davanti.
Era pomeriggio nel mondo fuori della Fornace, dove c'era un'aria pesante di vapori umani.
 Ho detto che, probabilmente, a causa della direttiva sulla conservazione dei dati le immagini
del pubblico sulle gradinate sono state cancellate,  rispose Bjrn.  E come puoi vedere, avevo
ragione.
 E io cosa ho detto?
 Hai detto che i file sono come la cacca di cane sulla suola di una scarpa da jogging,  rispose
Harry.  Impossibili da togliere.
 Io non ho detto impossibile,  obiett Katrine.
I quattro rimasti erano seduti stretti stretti intorno allo schermo del pc di Katrine. Quando Harry
gli aveva telefonato pregandolo di venire, Stle era parso innanzitutto sollevato.
 Ho detto che  difficile,  prosegu lei.  Ma di solito rimane una traccia nascosta da qualche
parte. Che uno bravo con i computer  in grado di trovare.
 O una?  sugger Stle.
 No,  rispose Katrine.  Le donne non sanno parcheggiare a s, non ricordano i risultati delle
partite e non hanno neanche voglia di imparare certe finezze da smanettoni. Per questo bisogna
rivolgersi a uomini strani con la t-shirt di qualche rock band e una vita sessuale ridotta al minimo, ed 
cos fin dall'et della pietra.
 Quindi, tu non puoi...
 Ho provato e riprovato a spiegare che non sono un'esperta di computer, Stle. I miei motori di
ricerca sono entrati nel sistema di file della Lega norvegese calcio, ma tutte le riprese erano state
cancellate. E da questo punto in poi purtroppo sono totalmente inutile.
 Avremmo potuto risparmiare un sacco di tempo se aveste dato retta a me,  disse Bjrn. 
Allora, che facciamo adesso?
 Con questo non voglio dire che sono inutile in ogni senso,  aggiunse Katrine, ancora rivolta a
Stle.  Due o tre pregi relativi li ho. Come fascino femminile, una petulanza ben poco femminile e
zero vergogna. Queste caratteristiche ti dnno qualche vantaggio nel mondo dei nerd. Perci le stesse
circostanze che a suo tempo mi portarono a questi motori di ricerca, mi procurarono anche la
benevolenza di un informatico indiano il cui nome d'arte  Side Cut. E un'ora fa l'ho chiamato a
Hyderabad e gli ho dato le indicazioni.
 E...?
 E via con la proiezione,  rispose Katrine premendo il tasto Invio. Lo schermo si illumin.
Sgranarono gli occhi.
  lui,  disse Stle.  Sembra molto solo.
Valentin Gjertsen, alias Paul Stavnes, sedeva davanti a loro a braccia conserte. Seguiva la
partita senza coinvolgimento visibile.
 Porco cane!  imprec Bjrn sottovoce.
Harry le disse di mandare avanti il filmato rapidamente.
Katrine premette un pulsante e la gente intorno a Valentin cominci a muoversi in modo strano,
a scatti, mentre il cronometro e il contatore in basso a destra scorrevano a un ritmo vertiginoso. Solo
Valentin Gjertsen sedeva immobile, come una statua inanimata in mezzo alla vita pulsante.
 Pi veloce,  disse Harry.
Katrine pigi di nuovo e le stesse persone si animarono ancora di pi: si piegavano in avanti e
indietro, si alzavano, levavano le braccia, sparivano, tornavano con un wrstel o un caff in mano. Poi
fu tutto uno sfolgorio azzurro di tanti sedili vuoti.
 Uno a uno e intervallo,  disse Bjrn.
I posti si riempirono di nuovo. Il pubblico era ancora pi agitato. Il cronometro nell'angolo
correva. Teste che si scuotevano e una frustrazione evidente. Poi, di colpo, braccia che si alzavano in
aria. Per un paio di secondi l'immagine parve bloccata. Poi ecco che gli spettatori balzarono in piedi
all'unisono, si misero a saltare, si abbracciarono. Tutti tranne uno.
 Riise su rigore ai supplementari,  disse Bjrn.
Era finita, gli spettatori si allontanarono. Valentin rimase seduto immobile finch furono andati
via tutti. Poi si alz di colpo e spar.
 Probabilmente non gli piace dover scalpitare bloccato in una coda,  disse Bjrn.
Lo schermo ridivenne nero.
 Allora,  disse Harry.  Che cosa abbiamo visto?
 Abbiamo visto il mio paziente che guardava la partita,  rispose Stle.  Probabilmente posso
dire il mio ex paziente, dando per scontato che non si presenter alla prossima seduta. Comunque, 
stata una partita emozionante per tutti tranne che per lui. E siccome conosco il suo linguaggio non
verbale, posso dire con un grosso margine di sicurezza che non gli interessava. Il che, ovviamente,
rende ancora pi pressante la domanda: allora perch ci  andato?
 E non ha mangiato n  andato in bagno per tutta la partita,  aggiunse Katrine.   rimasto
seduto l come una maledetta statua di sale. Inquietante, no? Come se sapesse che avremmo controllato
queste riprese e non volesse concederci neanche dieci secondi di buco nel suo cazzo di alibi.
 Avesse almeno fatto una telefonata,  disse Bjrn.  Cos avremmo potuto ingrandire
l'immagine e magari vedere che numero faceva. O individuare il momento preciso in cui telefonava e
controllare le chiamate in uscita dalle stazioni radio base che coprono lo stadio di Ullevaal e...
 Non ha fatto telefonate,  disse Harry.
 Ma se...
 Non ha fatto telefonate, Bjrn. E qualunque motivo Valentin Gjertsen avesse per assistere a
quella partita allo stadio di Ullevaal, resta il fatto che era l quando Erlend Vennesla  stato ucciso a
Maridalen. E l'altro fatto...  Harry volse lo sguardo sopra le loro teste e fiss il nudo muro bianco,  
che ci ritroviamo al punto di partenza.
34.
Aurora sedeva sull'altalena e guardava il sole che sembrava stillare tra le foglie dei peri. O
almeno, suo padre si ostinava a dire che erano peri, ma nessuno ci aveva mai visto una pera sopra.
Aurora aveva dodici anni ed era un po' troppo grande per ricordare tutto quello che diceva il padre e un
po' troppo grande per crederci.
Era tornata da scuola, aveva fatto i compiti ed era uscita in giardino mentre la madre andava a
fare la spesa. Il padre non sarebbe tornato per cena, aveva ripreso a lavorare fino a tardi. Anche se a un
certo punto aveva promesso a lei e alla madre che da quel momento in poi sarebbe tornato all'ora in cui
tornavano tutti i padri, che la sera non avrebbe pi lavorato per la polizia, che dopo le sedute di
psicoterapia allo studio sarebbe rincasato. Invece, a quanto sembrava, aveva ripreso a lavorare per la
polizia. N la madre n il padre avevano voluto dirle di cosa si occupava esattamente.
Trov il brano che cercava sull'iPod, la canzone in cui Rihanna diceva che chi la voleva doveva
venire a prenderla. Aurora tese le lunghe gambe in avanti per prendere velocit. Quelle gambe che
nell'ultimo anno erano diventate cos lunghe che doveva piegarle al massimo sotto il corpo o tenerle
molto sollevate per evitare di strusciare i piedi sul terreno sotto l'altalena. Ormai era quasi alta quanto
la madre. Butt indietro la testa, sent il peso dei lunghi, folti capelli tirarle piacevolmente la cute,
chiuse gli occhi contro il sole lass sopra gli alberi e le corde dell'altalena mentre ascoltava Rihanna
cantare e udiva un debole scricchiolio dei rami ogni volta che l'altalena raggiungeva il punto pi basso.
Ud anche qualcos'altro: il rumore del cancello che si apriva e di passi sul vialetto inghiaiato.
 Mamma?  grid, non aveva voglia di aprire gli occhi, voleva continuare a tenere il viso
levato verso il sole e il suo piacevole tepore. Ma non ricevendo risposta le venne in mente che non
aveva sentito arrivare la macchina della madre, il ronzio intenso, simile a fusa, di quella scatoletta
azzurra.
Punt i talloni nel terreno e rallent fino a fermarsi completamente, continuando a tenere gli
occhi chiusi. Non voleva uscire da quella piacevole bolla di musica, sole e fantasticherie.
Si sent coprire da un'ombra e di colpo arriv il freddo, come quando una nuvola passa davanti
al sole in una giornata in realt gelida. Apr gli occhi e vide una sagoma svettare sopra di lei, ne scorse
solo i contorni stagliati contro il cielo, la testa cinta da un'aureola nel punto in cui prima c'era il sole. E
per un momento si limit a battere le palpebre, confusa da quell'idea improvvisa.
Che Ges era tornato. Che era l, adesso. E che quindi i suoi genitori si sbagliavano, Dio
esisteva veramente, ed esisteva il perdono per tutti i nostri peccati.
 Ciao, piccola,  disse la voce.  Come ti chiami?
In tal caso Ges parlava norvegese.
 Aurora,  rispose lei e strizz un occhio per vederlo meglio in viso. Comunque, niente barba
n capelli lunghi.
 Tuo padre  in casa?
  al lavoro.
 Per l'appunto. Quindi sei sola in casa, Aurora?
Lei fece per rispondere. Ma si blocc, senza sapere bene perch.
 Chi sei?  domand invece.
 Uno che ha bisogno di parlare con tuo padre. Per possiamo anche parlare io e te. Visto che
siamo soli tutti e due, cio. Non ti pare?
Aurora non rispose.
 Dimmi, che musica stai ascoltando?  domand l'uomo indicando l'iPod.
 Rihanna,  rispose lei spingendo l'altalena un po' indietro. Non solo per togliersi dall'ombra
dell'uomo, ma per poterlo vedere meglio.
 Ah, s,  disse lui.  A casa ho diversi cd suoi. Magari te ne presto qualcuno?
 Le canzoni che non ho le ascolto su Spotify,  rispose Aurora arrivando alla conclusione che
l'uomo aveva un aspetto normalissimo, o perlomeno non aveva niente di particolare che ricordasse
Ges.
 Ah gi, Spotify,  disse lui accovacciandosi fino a trovarsi non solo alla sua stessa altezza ma
addirittura pi in basso. Cos era meglio.  Ci si pu sentire tutta la musica del mondo.
 Quasi,  disse Aurora.  Io ho solo Spotify gratuito, e su quello c' la pubblicit tra una
canzone e l'altra.
 E non ti piace?
 Non mi piace che parlino, rovina l'atmosfera.
 Lo sai che in certi dischi parlano ed  proprio questo il bello delle canzoni?
 No,  rispose Aurora inclinando la testa di lato. Chiss perch quell'uomo aveva una voce
cos mite, non sembrava il suo tono solito. Era la stessa voce che Emilie, la sua amica, usava quando
doveva chiederle un favore, di prendere in prestito i suoi indumenti preferiti o fare qualcosa di cui lei
non aveva voglia perch avrebbero messo tutto in disordine.
 Allora devi ascoltare un disco dei Pink Floyd.
 Chi sono?
L'uomo si guard intorno.  Di, entriamo, cos te lo cerco sul computer. Mentre aspettiamo tuo
padre.
 Basta che mi dici come si scrive il nome, e me lo ricorder.
 Preferisco farti vedere. Cos ne approfitto per bere un bicchiere d'acqua.
Aurora lo guard. Ora che si era abbassato lei aveva di nuovo il sole in faccia, per non
scaldava pi. Strano. Si pieg all'indietro sull'altalena. L'uomo sorrise. Aurora vide qualcosa brillare
tra i suoi denti. Forse la punta della lingua, che apparve e spar con un guizzo.
 Di, vieni,  disse lui alzandosi. Afferr una corda dell'altalena, di fianco alla testa di Aurora.
Lei scivol gi dal sedile e sgusci sotto il suo braccio. Si avvi verso casa. Dietro di s sentiva
il rumore dei passi dell'uomo. La voce.
 Ti piacer, Aurora. Te lo prometto.
Mite come la voce del pastore alla confermazione. Suo padre diceva sempre la stessa cosa.
Forse, dopo tutto, era davvero Ges? Ges o non Ges, non voleva farlo entrare. Ma prosegu
ugualmente. Se no, che cosa avrebbe detto al padre? Che si era rifiutata di far entrare in casa un signore
che lui conosceva e di dargli un bicchiere d'acqua? No, era escluso. Rallent prendendo tempo per
riflettere, per farsi venire in mente un pretesto. Ma non le venne in mente niente. E siccome camminava
pi piano, lui le si avvicin tanto che riusciva a udire il suo respiro. Pesante, come se quei pochi passi
dall'altalena gli avessero fatto venire il fiatone. E il suo alito aveva uno strano odore che le ricordava il
solvente per lo smalto.
Mancavano cinque passi alla scaletta d'accesso. Un pretesto. Due passi. I gradini. Forza. No.
Erano arrivati alla porta.
Aurora deglut.  Credo che sia chiusa a chiave,  disse.  Dovremo aspettare qui fuori.
 Eh?  disse l'uomo guardandosi intorno in cima alla scaletta, come se cercasse di avvistare
suo padre dietro le siepi. O i vicini. Aurora sent il calore del suo braccio che le si tendeva sopra la
spalla, afferrava la maniglia e la abbassava. La porta si apr.
 Ecco fatto,  disse con il respiro ancora pi corto. E ora la voce gli tremava leggermente: 
Siamo stati fortunati.
Aurora si volt verso il vano della porta. Fiss la penombra dell'ingresso. Solo un bicchiere
d'acqua. E quella musica con le voci che non le interessava. In lontananza udiva il rumore di un
tosaerba. Furioso, aggressivo, insistente. Varc la soglia.
 Devo...  cominci a dire, ma si ferm di colpo e nello stesso istante fu come se la mano che
l'uomo le aveva messo sulla spalla la penetrasse. Sent il suo calore contro la pelle nel punto in cui
cominciava la scollatura della maglietta. Il cuoricino inizi a martellarle. Ud un altro tosaerba. Che
non era un tosaerba, ma il ronzio convulso del motore di un'auto di piccola cilindrata.
 Mamma!  grid Aurora divincolandosi dalla stretta dell'uomo, si abbass e lo super, scese
tutti e quattro i gradini d'accesso con un salto, atterr sulla ghiaia e si diede lo slancio. Grid da sopra
la spalla:
 Devo aiutarla con la spesa.
Corse verso il cancello tendendo le orecchie per sentire se fosse seguita da un rumore di passi,
ma lo scricchiolio delle sue scarpe sulla ghiaia era quasi assordante. Raggiunse il cancello, lo spalanc
e vide la mamma scendere dall'utilitaria azzurra davanti al garage.
 Ciao, cara,  la salut sua madre guardandola con un sorriso interrogativo.  Quanta fretta.
 C' qui uno che ha chiesto di pap,  disse Aurora rendendosi conto che il vialetto inghiaiato
era pi lungo di quanto avesse creduto, le era addirittura venuto il fiatone.   sulle scale.
 Cosa?  disse la madre, poi le porse un sacchetto della spesa dal sedile posteriore, richiuse la
portiera e insieme a lei varc il cancello.
Sui gradini non c'era nessuno, ma la porta d'ingresso era ancora spalancata.
  entrato?  domand la madre.
 Non lo so,  rispose Aurora.
Entrarono in casa, ma Aurora si ferm nell'ingresso, indugiando vicino alla porta aperta mentre
la madre attraversava il soggiorno diretta in cucina.
 Ehi?  ud la madre gridare.  Ehi?
Poi torn nell'ingresso senza i sacchetti della spesa.
 Non c' nessuno, Aurora.
 Ma era qui, lo giuro!
La madre la guard stupita, fece una breve risata.  Ma certo, cara. Perch non dovrei crederti?
Aurora non rispose. Non sapeva che cosa dire. Come fare a spiegare che forse era Ges. O lo
Spirito santo. O comunque qualcuno che non tutti riuscivano a vedere.
 Se era importante torner, vedrai,  disse la madre dirigendosi di nuovo verso la cucina.
Aurora si attard nell'ingresso. L'odore dolciastro, di stantio, c'era ancora.
35.
 Di' un po', ma non ce l'hai una vita tua?
Arnold Folkestad alz lo sguardo dai fogli. Sorrise non appena scorse l'uomo alto appoggiato
allo stipite della porta.
 No, Harry, neanch'io ce l'ho.
 Sono le nove passate e sei ancora qui.
Arnold sogghign e impil i fogli.  Comunque, io sto andando a casa, tu invece sei appena
arrivato. Quanto pensi di fermarti?
 Non molto . Harry raggiunse con un lungo passo la sedia dallo schienale a pioli e si sedette.
 E se non altro ho una donna con cui posso passare i fine settimana.
 Ah s? Io invece ho una ex moglie con cui non devo passare i fine settimana.
 Veramente? Non lo sapevo.
 O meglio, ex compagna.
 Caff? E cosa  successo?
 Il caff  finito. A uno di noi due venne la sciagurata idea di fare una proposta di matrimonio.
Da quel momento le cose precipitarono. Annullai le nozze dopo che avevamo spedito gli inviti, e allora
lei se ne and. Non sarebbe riuscita a farsene una ragione, disse. La cosa migliore che mi sia mai
capitata, Harry.
 Mhm . Harry si pass il pollice e l'indice sugli occhi.
Arnold si alz, prese la giacca dal gancio sul muro.  C' un'atmosfera pesante gi da voi?
 Be'. Oggi abbiamo avuto una battuta d'arresto. Valentin Gjertsen...
 S?
 Riteniamo che sia il Segatore. Ma non  stato lui a uccidere i poliziotti.
  sicuro?
 O almeno, non lo ha fatto da solo.
 Potrebbero essere pi di uno?
 Katrine lo ha suggerito. Ma il fatto  che nel novantotto virgola sei per cento dei delitti a
sfondo sessuale l'omicida  uno solo.
 Perci, quando...
 Non si  data per vinta. Ha detto che probabilmente sono stati in due a uccidere la ragazzina a
Tryvann.
 Il caso in cui i pezzi del cadavere furono rinvenuti a chilometri di distanza gli uni dagli altri?
 S. Secondo lei Valentin potrebbe avere un complice fisso. In questo modo potrebbero
depistare la polizia.
 Dandosi il cambio a uccidere e a procurarsi un alibi?
 S. E in effetti una cosa simile  gi capitata. Negli anni Sessanta si incontrarono due
stupratori del Michigan con dei precedenti. Fecero sembrare i loro delitti opera di un classico serial
killer concordando un modus operandi comune che utilizzavano ogni volta. Gli omicidi sembravano
tante repliche. Presentavano analogie con crimini gi commessi da entrambi, dovute alle loro
preferenze insane. I due finirono nel mirino dell'Fbi. Ma siccome prima l'uno e poi l'altro avevano un
alibi di ferro per diversi omicidi, ovviamente furono scagionati.
 Bella mossa. Allora perch pensi che non sia successo qualcosa di simile in questo caso?
 Nel novantotto...
 ... virgola sei per cento. Non  un'interpretazione un po' troppo rigida?
 Sono state le tue percentuali sui decessi dei testimoni chiave a farmi scoprire che Asajev non
 morto per cause naturali.
 Per quel caso non l'hai ancora risolto?
 No. Ma adesso non ci pensare, Arnold, questo  pi importante . Harry appoggi la testa al
muro dietro di lui. Chiuse gli occhi.  Abbiamo una zucca simile, io e te, e io sono stanco morto. Perci
sono venuto dritto qui per chiederti se mi aiuti un po' a pensare.
 Io?
 Arnold, dobbiamo ripartire da zero. Ed  chiaro che tu hai un paio di circonvoluzioni cerebrali
che a me mancano.
Folkestad si tolse di nuovo la giacca, la appese ordinatamente sullo schienale e si sedette.
 Harry?
 S?
 Non hai idea del bell'effetto che fa.
Harry fece un sorriso sghembo.  Bene. Movente.
 Movente. Proprio da zero, eh.
  il punto in cui ci troviamo. Che genere di movente potrebbe avere l'assassino?
 Mi sa che vado lo stesso a vedere se trovo un po' di caff, Harry.
Harry parl per tutta la durata della prima tazza di caff e per gran parte della seconda prima
che Arnold si pronunciasse.
 Secondo me l'omicidio di Ren Kalsnes  importante perch costituisce l'eccezione, perch
non quadra. Cio, quadra e non quadra allo stesso tempo. Non quadra con i primi omicidi perch
mancano gli abusi sessuali, il sadismo e le armi da punta. Quadra con gli omicidi dei poliziotti per le
percosse al viso e alla testa.
 Continua,  disse Harry posando la tazza.
 Ricordo bene l'omicidio Kalsnes,  disse Arnold.  All'epoca ero a un corso della polizia a
San Francisco, e alloggiavo in un albergo dove distribuivano The Gayzette a tutti gli ospiti.
 Il giornale gay?
 Spararono quell'omicidio commesso nella piccola Norvegia in prima pagina definendolo
l'ennesimo assassinio omofobo. La cosa interessante  che nessuno dei quotidiani norvegesi dello
stesso giorno accennava all'omofobia. Mi chiesi come il giornale americano avesse potuto giungere a
quella conclusione con tanta sicurezza e tanto in fretta, perci lessi tutto l'articolo. Il giornalista di
The Gayzette scriveva che l'omicidio presentava tutti i tratti distintivi classici: un gay che in modo
provocatorio sbandiera ai quattro venti le sue inclinazioni viene rimorchiato, portato in un posto fuori
mano e fatto oggetto di una feroce violenza rituale. L'omicida ha un'arma da fuoco, ma non gli basta
sparare subito a Kalsnes, gli deve prima maciullare la faccia. Sfogare l'omofobia distruggendo quel
viso da gay troppo bello, troppo effeminato, giusto? Era un omicidio premeditato, programmato e
omofobo, concludeva il giornalista. E sai una cosa, Harry? Secondo me quella conclusione non era
male.
 Mhm. Se si  trattato di un assassinio omofobo, come lo chiami tu, allora non quadra nella
maniera pi assoluta. Nulla fa pensare che qualcuna delle altre vittime fosse omosessuale, n nei primi
omicidi n in quelli dei poliziotti.
 Pu darsi. Per qui c' un altro particolare interessante. Hai detto che l'unico omicidio di cui
in qualche modo tutti i poliziotti uccisi si erano occupati era stato proprio quello di Kalsnes, giusto?
 Con un ambiente investigativo cos piccolo non  raro che gli uomini impiegati siano gli
stessi, Arnold, perci come coincidenza non  un granch.
 Eppure io ho la sensazione che sia importante.
 Adesso non ti montare la testa.
L'uomo dalla barba rossa fece un'espressione offesa:  Ho detto qualcosa di sbagliato?
 La sensazione. Ti avvertir quando le tue sensazioni potranno essere considerate dei
fondamenti.
 Perch,  un privilegio di pochi?
 Siamo in pochissimi ad averlo. Continua ma senza sfrondare, okay?
 Agli ordini. Ma forse mi  concesso dire di avere la sensazione che sei d'accordo con me?
 Forse.
 Allora colgo l'occasione per aggiungere che dovete impiegare tutte le risorse per scoprire chi
ha ucciso quel gay. Nella peggiore delle ipotesi risolverete almeno un caso. Nella migliore risolverete
anche l'intero caso dei poliziotti uccisi.
 Mhm . Harry bevette l'ultimo sorso di caff e si alz.  Ti ringrazio, Arnold.
 Sono io che ti devo ringraziare. I poliziotti rimossi come me sono contenti anche solo di
essere ascoltati, sai. A proposito di rimossi, oggi ho incontrato Silje Gravseng nella guardiola. Era
passata a riconsegnare la sua chiave elettronica, era... non ricordo cosa.
 Rappresentante degli studenti.
 S. Comunque, mi ha chiesto di te. Non le ho risposto. Allora ha detto che la tua fama era un
bluff. Di aver saputo dal tuo capo che non  vero che la tua percentuale di casi risolti  del cento per
cento. Gusto Hanssen, ha detto.  vero?
 Vero. Finora.
 Finora? Cosa significa?
 Che ho indagato sul caso ma non sono riuscito ad arrestare nessuno. Che impressione ti ha
fatto?
Arnold Folkestad strizz un occhio e guard Harry come se lo prendesse di mira, scrutasse il
suo viso in cerca di qualcosa.
 Difficile dire che impressione mi ha fatto.  una ragazza strana, quella Silje Gravseng. Mi ha
invitato alle esercitazioni di tiro a kern. Cos, di punto in bianco.
 Mhm. E tu che cosa le hai risposto?
 Tirando in ballo il danno alla vista e il tremore le ho detto la verit, e cio che per avere una
probabilit di fare centro mi devono mettere il bersaglio a mezzo metro di distanza. Lei ha preso per
buona la mia scusa, per dopo mi sono chiesto cosa ci vada a fare al poligono ora che non deve pi
superare la prova di tiro per entrare in polizia.
 Be',  disse Harry.  C' gente a cui piace semplicemente sparare.
 Liberissima di farlo,  disse Arnold alzandosi.  Per era in gran forma, lo devo ammettere.
Harry segu con lo sguardo il collega che usciva dalla porta zoppicando. Riflett prima di
trovare il numero dell'agente della polizia rurale di Nedre Eiker e comporlo. Dopo rimase seduto a
meditare sulle informazioni che gli aveva dato la donna. Era vero che Bertil Nilsen non aveva preso
parte alle indagini sul caso Ren Kalsnes nel comune confinante di Drammen. Per era di turno quando
avevano chiamato per segnalare la presenza di un'auto nel fiume su vicino a Eikersaga, e si era recato
sul posto perch non era chiaro da quale parte del confine tra i due comuni fosse. Gli aveva anche
riferito che la polizia di Drammen e la Kripos li avevano sgridati perch passandoci sopra con la
macchina Nilsen aveva smosso il terreno morbido dove avrebbero potuto trovare delle belle impronte
di pneumatici. Quindi si potrebbe dire che abbia influito indirettamente sulle indagini.
Erano quasi le dieci e il sole era tramontato da un bel po' dietro la cresta ammantata di verde a
ovest quando Stle Aune parcheggi l'auto nel garage e si diresse verso casa lungo il vialetto
inghiaiato. Not che le luci erano spente sia in cucina sia in soggiorno. Nulla di insolito, capitava che
lei andasse a letto presto.
Sentiva il peso del corpo sulle articolazioni delle ginocchia. Dio, era proprio distrutto. Apr la
porta con la chiave. Anche se era tardi, aveva sperato di trovarla ancora alzata. Per chiacchierare un
po'. Per chiacchierare e calmarsi. Aveva seguito il consiglio di Harry chiamando un collega che lo
aveva ricevuto nel suo studio di casa. Gli aveva raccontato dell'aggressione e del coltello. Che aveva
creduto di morire. Aveva fatto tutto quello che c'era da fare, adesso doveva solo pensare a dormire.
Riuscire a dormire.
Apr la porta. Vide la giacca di Aurora appesa all'attaccapanni. Un'altra. Dio, come cresceva
quella ragazzina. Si tolse le scarpe scalciando. Si raddrizz e ascolt la quiete della casa. Non riusciva a
individuarne il motivo, ma aveva la netta sensazione che fosse pi silenziosa del solito. Un suono
mancante, ma che evidentemente udiva senza rendersene conto quando invece c'era.
Sal le scale fino al piano superiore. Ogni passo un po' pi lento del precedente, come uno
scooter sovraccarico in salita. Doveva riprendere la palestra, buttare gi dieci chili, pi o meno.
Avrebbe giovato al sonno, alla salute, alle giornate di lavoro lunghe, all'aspettativa di vita, al sesso,
all'autostima, in breve: avrebbe giovato. E col cavolo che lo avrebbe fatto.
Si trascin oltre la porta della camera di Aurora.
Si ferm, indugiando per un attimo. Torn indietro. Apr la porta.
Voleva solo guardarla mentre dormiva, come faceva sempre prima. Presto non sarebbe pi stato
un gesto naturale, aveva gi notato che era diventata pi consapevole di certe cose, quelle che
riguardavano l'intimit. Non che non si facesse vedere nuda quando lo era anche lui, per non girava
pi tutta impettita come se niente fosse. E quando si sarebbe accorto che per la figlia non era pi una
cosa naturale, avrebbe cessato di esserlo anche per lui. Per voleva rubare quell'attimo, vederla
dormire pacifica, tranquilla, al riparo da tutte le brutture cui lui aveva assistito quel giorno.
Ma ci rinunci. L'avrebbe vista l'indomani mattina a colazione.
Emise un sospiro, chiuse la porta e and in bagno. Si lav i denti e la faccia. Si spogli e port i
vestiti in camera, li mise sulla sedia e stava per infilarsi nel letto quando si ferm e si stup di nuovo.
Del silenzio. Cos'era che mancava? Il ronzio di un frigorifero? Il sibilo di una griglia di areazione che
di solito era aperta?
Ma non ce la faceva a preoccuparsene, e si infil nel letto. Vide le ciocche dei capelli di Ingrid
spuntare da sotto il piumino. Fu sul punto di tendere la mano, solo per carezzarle i capelli, la schiena,
sentire che lei c'era. Ma aveva il sonno leggerissimo e detestava essere svegliata. Fece per chiudere gli
occhi, ma ci ripens.
 Ingrid?
Nessuna risposta.
 Ingrid?
Silenzio.
Non c'era fretta. Richiuse gli occhi.
 S?  Sent che si era girata verso di lui.
 Niente,  mormor.   solo... che questo caso...
 Allora, di' che non te ne vuoi occupare.
 Qualcuno lo deve pur fare . Sembrava quello che era: un clich.
 Non troverebbero nessuno migliore di te.
Stle apr gli occhi. La guard, le carezz la guancia calda e tonda. Di quando in quando  anzi,
praticamente sempre  non c'era nessuno migliore di lei.
Stle Aune chiuse gli occhi. E a quel punto arrivarono. Il sonno. L'incoscienza. Gli incubi veri.
36.
Il sole del mattino faceva risplendere i tetti delle ville ancora bagnati dal breve, forte
acquazzone.
Mikael Bellman pigi il campanello e si guard intorno.
Un giardino curato. Probabilmente in pensione si aveva tempo per quelle cose.
La porta si apr.
 Mikael! Che piacere.
Era invecchiato. Lo stesso sguardo azzurro penetrante, ma decisamente invecchiato.
 Accomodati.
Bellman si asciug la suola delle scarpe sullo zerbino ed entr. Nella casa c'era un odore che gli
ricordava l'infanzia, ma non riusciva n a isolarlo n a identificarlo.
Si accomodarono in soggiorno.
 Sei solo,  disse Mikael.
 La signora  dal primogenito. Avevano bisogno dell'aiuto della nonna e lei non si fa mai
pregare . Fece un ampio sorriso.  In effetti avevo pensato di cercarti. D'accordo, la giunta comunale
non ha ancora preso una decisione definitiva, per sappiamo entrambi cosa vuole, e quindi sarebbe il
caso che io e te ci mettessimo seduti il prima possibile per parlare un po' di come procedere. Ossia, di
come suddividerci i compiti eccetera.
 S,  disse Mikael.  Magari potresti pensare al caff?
 Scusa?  Le sopracciglia irte si inarcarono al massimo sulla fronte del vecchio.
 Se la cosa richiede tempo, magari sarebbe bello prendere un caff adesso?
L'uomo lo scrut.  S, s, certo. Vieni, possiamo andare di l in cucina.
Mikael lo segu. Oltrepass la foresta di foto di famiglia sui tavoli e nelle vetrine, gli
ricordavano le barricate sulle spiagge il giorno dello sbarco in Normandia, una difesa inefficace contro
gli attacchi esterni.
La stanza aveva subito una ristrutturazione incompleta e poco convinta, sembrava il risultato di
un compromesso tra l'insistenza di una nuora sui requisiti minimi di una cucina e il desiderio iniziale
degli abitanti di sostituire solo il frigorifero rotto, punto.
Mentre il vecchio prendeva un sacchetto di caff da un pensile con lo sportello di vetro
smerigliato, toglieva l'elastico e usava un cucchiaio dosatore giallo, Mikael Bellman si sedette, pos
l'mp3 sul tavolo e premette il pulsante Play. La voce di Truls risuon metallica e sottile: Anche se
abbiamo motivo di ritenere che la donna sia una prostituta, pu darsi che al volante dell'auto non ci
fosse tuo figlio, non abbiamo una foto del guidatore.
La voce dell'ex capo della polizia sembrava pi lontana, ma poich non c'erano rumori di
sottofondo era facile distinguere le parole: E allora non avete neanche uno straccio di prova. Dovete
dimenticare questa faccenda e basta.
Mikael vide un po' di caff cadere dal dosatore quando il vecchio trasal irrigidendosi, come se
qualcuno gli avesse appena puntato la canna di una pistola nei lombi.
La voce di Truls. Bene, allora facciamo come dici tu.
Berentzen dell'Orgkrim, hai detto?
Esatto.
Grazie, Berentzen. Ottimo lavoro.
Mikael premette il pulsante di arresto.
Il vecchio si gir adagio. Era pallido. Cadaverico, pens lui. E in fondo era il colorito che pi si
addiceva ai morti dichiarati. L'uomo apr e chiuse ripetutamente la bocca.
 Stai cercando di dire,  intervenne Mikael Bellman,  che cos'? La risposta  la seguente:
 il capo della polizia a riposo che fa pressioni su un funzionario per evitare che il figlio venga indagato
e perseguito alla stessa stregua di qualunque cittadino di questo paese.
La voce del vecchio sembrava un vento del deserto:  Lui non c'era neanche. Ho parlato con
Sondre. La sua auto  dal meccanico dal mese di maggio perch il motore ha preso fuoco. Non poteva
esserci.
 Fa un po' rabbia, vero?  disse Mikael.  Sapere che quando la stampa e la giunta
apprenderanno che hai cercato di corrompere un poliziotto per proteggere tuo figlio, non era neppure
necessario.
 Non esiste nessuna foto dell'auto con quella prostituta, giusto?
 Non pi, a ogni modo. Tu stesso hai ordinato che fosse distrutta. E chiss, magari risaliva a
prima del mese di maggio?  Mikael sorrise. Non avrebbe voluto farlo, ma era stato pi forte di lui.
Le guance del vecchio ripresero colore e la sua voce ritrov il registro di basso:  Non ti
illuderai, vero, di farla franca con questa storia, eh, Bellman?
 Non lo so. So soltanto che la giunta non vuole un uomo documentatamente corrotto come
facente funzione di capo della polizia.
 Mi dici che cosa vuoi, Bellman?
 Chiediti piuttosto che cosa vuoi tu. Vivere in santa pace e avere una fama postuma di
poliziotto bravo e onesto? S? Allora vedrai che non siamo tanto diversi, perch  esattamente quello
che voglio anch'io. Voglio poter svolgere il mio lavoro di capo della polizia in santa pace, voglio poter
risolvere il caso dei poliziotti uccisi senza che un maledetto assessore alle Politiche sociali rovini tutto,
e dopo voglio una fama postuma di bravo poliziotto. Allora, come facciamo a ottenere tutto questo?
Mikael aspett di essere sicuro che il vecchio si fosse ripreso abbastanza da riuscire a seguirlo.
 Voglio che tu dica alla giunta che hai approfondito la questione, e che sei rimasto talmente
colpito dalla professionalit con cui  stata affrontata che non vedi perch dovresti intervenire tu e
prendere in mano le redini. Anzi, a tuo avviso cos facendo si ridurrebbero le possibilit di arrivare a
una soluzione del caso. Anzi, ti trovi costretto a dubitare della capacit di giudizio dell'assessore alle
Politiche sociali sulla faccenda, la quale dovrebbe sapere che il lavoro della polizia  caratterizzato
dalla metodicit e dalla lungimiranza, mentre lei sembra essersi fatta prendere dal panico. E senza
dubbio siamo tutti sotto pressione per questo caso, ma  un dovere dei dirigenti sia politici sia tecnici
non perdere la testa nelle situazioni in cui ce n' pi bisogno. Della testa, intendo. Quindi insisterai
perch il capo della polizia in carica possa continuare indisturbato il suo lavoro, dato che a tuo vedere
cos ci sono pi probabilit di pervenire a un risultato, e di conseguenza ritirerai la tua candidatura.
Bellman tir fuori una busta dalla tasca interna della giacca e la spinse sul tavolo.
  in breve ci che c' scritto in questa lettera indirizzata personalmente al presidente della
giunta. Devi soltanto firmarla e spedirla. Come vedi,  addirittura gi affrancata. Per inciso, avrai
questo mp3 in omaggio appena avr ricevuto una comunicazione soddisfacente da parte della giunta in
merito alla sua decisione . Indic il bollitore con un cenno della testa.  Allora, ce lo prendiamo
questo caff?
Harry bevette un sorso di caff e spazi con lo sguardo sopra la sua citt.
La mensa della centrale era all'ultimo piano e offriva una vista di Ekeberg, del fiordo e del
nuovo quartiere che stava sorgendo a Bjrvika. Ma lui cerc innanzitutto i vecchi punti di riferimento.
Quante volte era stato seduto l durante la pausa pranzo sforzandosi di considerare un caso da altre
angolazioni, con occhi diversi, in una prospettiva nuova e differente, mentre la voglia di fumare e di
bere lo tormentava, e si era detto che non poteva uscire sulla terrazza a fumare quella sigaretta finch
non avesse trovato almeno una nuova ipotesi verificabile?
Aveva creduto di averne nostalgia.
Un'ipotesi. Che non sia una semplice elucubrazione, ma sia radicata in qualcosa di verificabile,
a cui si pu dare una risposta.
Alz la tazza di caff. La ripos. Neanche un sorso prima che il cervello avesse trovato
qualcosa. Movente. Avevano battuto la testa contro il muro per tanto tempo che forse era ora di
cominciare da qualche altra parte. Da una parte dove ci fosse luce.
Lo stridio di una sedia. Harry alz gli occhi. Bjrn Holm. Poggi la tazza senza versare il caff,
si tolse il berretto rasta e si arruff i capelli rossi. Harry guard quel gesto distrattamente. Era per far
prendere aria al cuoio capelluto? O per evitare il familiare look dei capelli incollati alla testa che la sua
generazione rifuggiva, ma sembrava piacere a Oleg? Una frangetta attaccata a una fronte sudata sopra
un paio di occhiali in corno. Il nerd colto, l'onanista del web, il metropolitano sicuro di s che
incarnava l'immagine del perdente, il falso ruolo dell'outsider. Era questo l'aspetto dell'uomo che
cercavano? O era un ragazzo di campagna dalle guance rosse approdato in citt con jeans celesti,
scarpe comode, i capelli tagliati dal parrucchiere pi vicino, uno che lavava le scale quando era il suo
turno, che si dimostrava gentile e servizievole e su cui nessuno aveva da ridire? Ipotesi non verificabili.
Niente sorso di caff.
 Allora?  chiese Bjrn concedendosene uno grande.
 Be'...  rispose lui. Non aveva mai chiesto al collega perch un patito del country girasse con
un copricapo rasta anzich con un cappello da cowboy.  Secondo me dobbiamo approfondire
l'omicidio di Ren Kalsnes. E dimenticare il movente, limitarci a prendere in considerazione le tracce.
Dunque, abbiamo la pallottola con cui  stato finito. Una nove millimetri. Il calibro pi comune che ci
sia. Chi lo usa?
 Tutti. Assolutamente tutti. Noi compresi.
 Mhm. Lo sai che a livello mondiale in tempo di pace i poliziotti sono responsabili del quattro
per cento degli omicidi? Che nei paesi in via di sviluppo il numero sale al nove per cento? E che questo
fa di noi il gruppo professionale responsabile di pi omicidi al mondo?
 Oh Ges,  disse Bjrn.
 Sta scherzando,  disse Katrine. Avvicin una sedia al tavolo e sistem davanti a s una
grande tazza di t fumante.  Nel settantadue per cento dei casi in cui la gente ricorre alle statistiche, si
tratta di dati che si  inventata su due piedi.
Harry ridacchi.
  divertente?  domand Bjrn.
  una barzelletta,  rispose lui.
 Come, una barzelletta?
 Chiedilo a lei.
Bjrn guard Katrine, che sorrise mentre girava il cucchiaino nella tazza. Poi i suoi occhi
tornarono su Harry con espressione severa.
 Non l'ho capita!
  una barzelletta autoreferenziale. Si  appena inventata la storia del settantadue per cento,
non  vero?
Bjrn scosse la testa incredulo.
 Come un paradosso,  disse Harry.  Come quel cretese che sosteneva che tutti i cretesi sono
bugiardi.
 Ma non significa necessariamente che non sia vero,  disse Katrine.  La storia del
settantadue per cento, cio. Quindi, sei convinto che l'assassino sia un poliziotto, Harry?
 Non ho detto questo,  ridacchi lui intrecciando le mani dietro la testa.  Ho solo detto...
Tacque. Sent drizzarsi i peli della nuca. I cari, vecchi peli della nuca. L'ipotesi. Abbass lo
sguardo sulla tazza di caff. Adesso aveva proprio voglia di bere quel sorso.
 Poliziotti,  ripet, lev gli occhi e si accorse che gli altri due lo fissavano.
 Ren Kalsnes  stato ucciso da un poliziotto.
 Cosa?  disse Katrine.
 Questa  la nostra ipotesi. La pallottola era una nove millimetri, lo stesso calibro delle Heckler
& Koch d'ordinanza. Non lontano dalla scena del crimine  stato trovato uno sfollagente della polizia.
 anche l'unico dei primi omicidi a presentare vere e proprie analogie con quelli dei poliziotti. Le facce
delle vittime sono sfondate. La maggioranza dei primi omicidi era a sfondo sessuale, mentre questi
sono dettati dall'odio. Perch si odia?
 Adesso sei tornato al movente, Harry,  obiett Bjrn.
 Svelti, perch?
 Gelosia,  disse Katrine.  Vendetta per essere stati umiliati, respinti, disprezzati, messi in
ridicolo, privati della moglie, dei figli, del fratello, della sorella, delle promesse sul futuro,
dell'orgoglio...
 Basta cos,  disse lui.  La nostra ipotesi  che l'assassino sia legato alla polizia. E con
questo punto di partenza dobbiamo riesumare il caso Ren Kalsnes e scoprire chi lo ha ucciso.
 Bene,  disse Katrine.  Ma anche se c' qualche indizio, non mi  ben chiaro perch
all'improvviso sia tanto ovvio che stiamo cercando un poliziotto.
 Siete forse in grado di propormi un'ipotesi migliore? Faccio il conto alla rovescia da cinque...
 Li guard con aria di sfida.
Bjrn sospir.  Non dire che dobbiamo arrivare a questo, Harry.
 Come?
 Se il resto della centrale viene a sapere che apriamo la caccia ai nostri...
 Dovremo sopportarlo,  disse Harry.  Adesso come adesso ci troviamo con un pugno di
mosche e dobbiamo pur cominciare da qualche parte. Nella peggiore delle ipotesi risolveremo un
vecchio caso di omicidio. Nella migliore troveremo...
Katrine fin la frase per lui:  ... la persona che ha ucciso Beate.
Bjrn si morsic il labbro inferiore. Poi si strinse nelle spalle e assent.
 Bene,  disse Harry.  Katrine, tu controlla i registri delle pistole d'ordinanza per le quali 
stata fatta denuncia di smarrimento o di furto e verifica se Ren aveva contatti con qualcuno della
polizia. Bjrn, tu passa in rassegna le tracce alla luce di questa ipotesi, vedi se salta fuori qualche
novit.
Gli altri due si alzarono.
 Arrivo,  disse lui. Li segu con lo sguardo mentre attraversavano la mensa diretti verso la
porta, li vide scambiarsi occhiate con un tavolo di agenti che sapeva far parte della squadra
investigativa grande. Qualcuno disse chiss che e scoppiarono a ridere.
Harry chiuse gli occhi e verific. Cerc di capire. Che cosa potesse essere, che cosa fosse
successo. Si pose la stessa domanda che aveva fatto Katrine: perch all'improvviso era cos ovvio che
dovevano cercare un poliziotto? Perch c'era qualcosa. Si concentr, escluse tutto il resto, sapeva che
era come un sogno, doveva sbrigarsi prima che svanisse. Pian piano sprofond dentro s stesso,
sprofond come un sub senza torcia procedendo tentoni nell'oscurit del subconscio. Afferr qualcosa,
lo tast. Aveva a che fare con la meta-barzelletta di Katrine. Meta. Autoreferenziale. L'assassino era
autoreferenziale? Gli sfugg, e in quello stesso istante la forza ascensionale lo sospinse verso l'alto,
verso la luce. Riapr gli occhi e i rumori tornarono. Acciottolio di piatti, chiacchiere, risate.
Maledizione, maledizione. Ci era quasi arrivato, ma ormai era troppo tardi. Sapeva soltanto che quella
barzelletta indicava qualcosa di preciso, che aveva fatto da catalizzatore a qualcosa che si trovava
molto in profondit. Qualcosa che non sarebbe riuscito ad afferrare adesso, ma che sperava sarebbe
venuto in superficie da solo. Comunque, la reazione aveva fornito loro una direzione, un punto di
partenza. Un'ipotesi verificabile. Harry bevette un grosso sorso dalla tazza, si alz e si diresse verso la
terrazza per fumare l'agognata sigaretta.
Bjrn Holm ritir due casse di plastica dal banco del magazzino reperti e sequestri e firm
l'acclusa specifica.
Port le casse su a Bryn, nella sede della Scientifica accanto all'edificio della Kripos, e inizi da
quella relativa al primo omicidio.
La prima cosa che lo colp fu la pallottola trovata nella testa di Ren. Innanzitutto perch era
notevolmente deformata dopo aver trapassato carne, cartilagini e ossa, che in fondo sono tessuti molto
morbidi e flessibili. In secondo luogo perch si era ossidata pochissimo, considerato che era rimasta
chiusa per anni in quella cassa. Certo, il tempo non lasciava segni molto evidenti sul piombo, per
quella pallottola gli sembrava stranamente nuova.
Sfogli le foto del morto scattate sulla scena del crimine. Si sofferm su un primo piano del
viso, dal lato dove l'osso zigomatico fratturato sporgeva dalla pelle spaccata. Sul lucente osso bianco
c'era una macchia nera. Bjrn prese una lente d'ingrandimento. Poteva sembrare un foro, come la carie
in un dente, ma non venivano buchi neri negli ossi zigomatici. Una macchia d'olio dell'auto distrutta?
Il frammento di una foglia marcia o un po' di fango secco del fiume? Tir fuori il referto autoptico.
Infine trov quello che cercava.
Un frammento di vernice nera attaccato all'osso zigomatico. Origine sconosciuta.
Vernice sull'osso zigomatico. Di solito i medici legali si limitavano a scrivere ci che erano in
grado di giustificare, preferibilmente meno.
Bjrn sfogli le foto finch trov quelle della macchina. Rossa. Quindi non era vernice per auto.
Rimanendo al suo posto grid:  Kim Erik!
Dopo sei secondi un viso fece capolino dalla porta.  Mi hai chiamato?
 S. Eri nella squadra che ha fatto il sopralluogo dell'omicidio Mittet a Drammen. Non avete
trovato della vernice nera?
 Vernice?
 Qualcosa che potrebbe essere lasciato da un'arma contundente se colpisci cos . Bjrn gli
diede una dimostrazione alzando e abbassando il pugno come in una sfida a morra cinese.  La pelle si
spacca, l'osso dello zigomo si rompe e fuoriesce, ma tu continui a colpirne le estremit appuntite tanto
che la vernice dell'oggetto con cui stai picchiando si sfalda.
 No.
 Okay. Grazie.
Bjrn Holm scoperchi l'altra cassa, quella contenente i reperti del caso Mittet, per sentiva che
il giovane collega era ancora sulla porta.
 S?  disse senza levare lo sguardo.
 Era blu scuro.
 Cosa?
 La vernice. E non era sull'osso zigomatico. Era sull'osso mandibolare, sulla superficie della
frattura. L'abbiamo analizzata. Era una vernice comunissima, usata per gli attrezzi di ferro. Aderisce
bene e previene la ruggine.
 Qualche idea di quale attrezzo potrebbe essere?
Bjrn vide Kim Erik gonfiarsi letteralmente nel vano della porta. Lo aveva formato di persona,
e ora il maestro chiedeva all'apprendista se avesse qualche idea.
 Impossibile a dirsi. Si usa per tantissime cose.
 Okay. Non c' altro.
 Per un'idea ce l'avrei.
Bjrn guard il collega, che non stava nella pelle. Prometteva bene.
 Avanti, sputa.
 Il cric. Tutte le auto escono dalla fabbrica dotate di cric, ma nel bagagliaio non c'era.
Bjrn annu. Non aveva quasi cuore di dirglielo.  L'auto era una Volkswagen Sharan del 2010,
Kim Erik. Se controlli, scoprirai che  una delle poche auto che non sono dotate di cric.
 Ah . Il viso del giovane si afflosci come un pallone da spiaggia bucato.
 Comunque, grazie dell'aiuto, Kim Erik.
Certo, sarebbe diventato bravo. Ma fra qualche anno, naturalmente.
Bjrn pass sistematicamente in rassegna il contenuto della cassa del caso Mittet.
Non vi trov nient'altro di strano.
Rimise il coperchio e raggiunse l'ufficio in fondo al corridoio. Buss alla porta aperta. Sulle
prime batt le palpebre un po' confuso vedendo la nuca lucida, poi ricord. L'uomo seduto l era Roar
Midtstuen, il tecnico della Scientifica pi anziano e pi esperto. Era fra quelli che all'epoca avevano
avuto problemi ad accettare un capo non solo pi giovane ma anche donna. Per pian piano aveva
cambiato idea fino ad ammettere che Beate Lnn era una delle cose migliori mai capitate alla loro
sezione.
Midtstuen era appena tornato al lavoro dopo essere stato in malattia per diversi mesi, da quando
la figlia era morta investita da un'auto rientrando da un'arrampicata su una parete a est della citt. Lei
era stata ritrovata insieme alla sua bicicletta in un fosso, il pirata della strada non ancora.
 Allora, Midtstuen?
 Allora, Holm?  Midtstuen si gir sulla sedia, alz e riabbass le spalle, sorrise, si sforz di
segnalare in tutti i modi possibili un'energia che non aveva. Quando si era ripresentato al lavoro Bjrn
aveva stentato a riconoscere il suo viso tondo, gonfio. A quanto sembrava era un normale effetto
collaterale degli antidepressivi.
 I manganelli della polizia sono sempre stati neri?
I tecnici della Scientifica erano abituati a domande un po' bizzarre, perci Midtstuen non inarc
neanche un sopracciglio.
 Perlomeno sono sempre stati scuri . Midtstuen, come Bjrn Holm, era cresciuto a stre
Toten, ma solo quando parlavano tra loro riaffioravano brandelli del dialetto dell'infanzia.  Per se
non sbaglio negli anni Novanta per un periodo sono stati blu. Una seccatura pazzesca.
 Che cosa?
 Che dobbiamo sempre cambiare colore, che non riusciamo a restare fedeli a niente. Prima le
nostre macchine erano bianche e nere, poi bianche a strisce rosse e blu, e adesso devono essere bianche
a strisce nere e gialle. Tutta questa indecisione ci rende deboli, irriconoscibili. Come quei nastri
segnaletici di Drammen.
 Quali nastri segnaletici?
 Kim Erik era sulla scena del crimine di Mittet e ha trovato frammenti di un nastro segnaletico
che secondo lui risaliva al primo delitto commesso l... ero anch'io nella squadra, per mi dimentico
sempre il nome di quel gay...
 Ren Kalsnes.
 Ma i giovani come Kim Erik non ricordano che allora i nastri segnaletici erano bianchi e
celesti . Quasi temesse di aver fatto un passo falso Midtstuen si affrett ad aggiungere:  Per Kim
Erik promette bene.
 Lo penso anch'io.
 Perfetto . I muscoli della mascella di Midtstuen si muovevano.  Allora siamo d'accordo.
Appena tornato nel suo ufficio Bjrn telefon a Katrine, le chiese di passare alla stazione di
polizia al primo piano, grattare via un po' di vernice da uno sfollagente e mandarla a Bryn con un
fattorino.
Poi si sedette e pens che era andato istintivamente nell'ufficio in fondo al corridoio, dove
aveva sempre cercato le risposte. Che era cos assorto nel lavoro da essersi completamente dimenticato
che non l'avrebbe pi trovata l. Che adesso in quell'ufficio c'era Midtstuen. E per un attimo pens che
capiva Roar Midtstuen, che il rimpianto di un'altra persona era capace di risucchiarti il midollo, di
impedirti di fare qualsiasi cosa, di toglierti la voglia anche solo di alzarti dal letto. Si scroll di dosso
quei pensieri. Si scroll di dosso l'immagine della faccia tonda e gonfia di Midtstuen. Perch avevano
qualcosa tra le mani, se lo sentiva.
Harry, Katrine e Bjrn erano seduti sul tetto dell'Opera e guardavano in direzione di Hovedya
e Gressholmen.
Era stato Harry a proporre l'idea, pensando che avessero bisogno di una boccata di aria fresca.
La serata era calda e nuvolosa, i turisti avevano sgomberato il campo da un bel po', e il tetto di
marmo era tutto per loro, anche la parte che digradava direttamente nel fiordo di Oslo, in cui si
specchiavano le luci delle colline di Ekeberg, di Havnelageret e del traghetto per la Danimarca
ormeggiato gi a Vippetangen.
 Ho ripassato ancora una volta tutti gli omicidi dei poliziotti,  disse Bjrn.  E oltre che sul
corpo di Mittet sono stati trovati piccoli frammenti di vernice sia su Vennesla sia su Nilsen.  una
vernice comune, impiegata per molte cose, fra cui gli sfollagente in dotazione alla polizia.
 Bene, Bjrn,  disse Harry.
 E poi ci sono i brandelli di nastro segnaletico rinvenuti sul luogo in cui  stato ucciso Mittet. 
impossibile che risalgano al caso Kalsnes perch all'epoca se ne usava un tipo diverso.
 Era nastro segnaletico del giorno prima,  spieg Harry.  L'assassino chiama Mittet. Gli dice
di andare sulla vecchia scena del crimine facendogli credere che c' un poliziotto ucciso. E quando
Mittet arriva sul posto e vede i nastri segnaletici non si insospettisce. Forse l'assassino indossa
addirittura la divisa.
 Accidenti,  disse Katrine.  Ho passato tutta la giornata a fare un controllo incrociato tra
Kalsnes e gente che lavora in polizia, ma non sono approdata a nulla. Per capisco che questa  una
pista.
Rincuorata guard Harry, che si accese una sigaretta.
 Allora, che facciamo adesso?  domand Bjrn.
 Adesso,  rispose Harry,  ci facciamo consegnare le pistole d'ordinanza per fare un
confronto balistico con la nostra pallottola.
 Quali pistole d'ordinanza?
 Tutte.
Gli altri lo guardarono in silenzio.
Katrine fu la prima a domandare.  Che cosa intendi con tutte?
 Tutte le pistole in dotazione alla polizia. Prima a Oslo, poi nell'stland e, se necessario, in
tutto il paese.
Ci fu un'altra pausa mentre su in cielo risuonavano le strida roche di un gabbiano.
 Stai scherzando?  domand Bjrn esitante.
Con la sigaretta che gli saltellava leggera tra le labbra Harry rispose:  No.
 Non  possibile, scordatelo,  disse il collega.  La gente pensa che ci vogliano cinque minuti
per fare l'esame balistico di una pistola perch cos sembra in Csi. Lo credono perfino gli agenti
investigativi che lavorano a contatto con noi. In realt ci vuole una giornata per controllare una pistola.
Tutte? Soltanto nel distretto di Oslo ci sono... quanti poliziotti?
 Milleottocentosettantadue,  rispose Katrine.
La guardarono.
Lei fece spallucce.  L'ho letto nell'annuario del distretto di polizia di Oslo.
Continuarono a guardarla.
 La tv in camera mia non funziona e non riuscivo a dormire, okay?
 Comunque,  disse Bjrn.  Non abbiamo risorse sufficienti. Non  fattibile.
 La cosa pi importante di quello che hai appena detto  che perfino i poliziotti credono che ci
vogliano cinque minuti,  disse Harry soffiando il fumo della sigaretta contro il cielo della sera.
 Eh?
 Credono che un blitz del genere sia fattibile. Cosa succeder quando l'assassino verr a sapere
che la sua pistola d'ordinanza deve essere controllata?
 Sei pi furbo del diavolo,  comment Katrine.
 Eh?  disse Bjrn.
 Si sbrigher a denunciare lo smarrimento o il furto della pistola,  spieg Katrine.
 Ed  l che dovremo cercare,  disse Harry.  Ma pu darsi che sia stato previdente, perci
inizieremo procurandoci un elenco delle pistole d'ordinanza per le quali  stata gi fatta denuncia di
smarrimento dopo l'omicidio di Kalsnes.
 C' un problema,  disse Katrine.
 S,  disse lui.  Il capo della polizia sar disposto a emettere un ordine che in pratica significa
fare di tutti i suoi uomini dei sospettati? Ovviamente immaginer subito i titoli dei giornali . Con
l'indice e il pollice disegn un lungo rettangolo nell'aria:  Il capo della polizia sospetta dei suoi
uomini. I vertici stanno perdendo il controllo?
 Mi sembra poco probabile,  disse Katrine.
 Bene,  disse Harry.  Puoi pensare quello che vuoi di Bellman, ma  tutto fuorch uno
stupido e sa il fatto suo. Se riusciamo a rendere probabile che l'assassino potrebbe essere un poliziotto
e che prima o poi riusciremo a prenderlo, con o senza il suo appoggio, sa che farebbe una figura ancora
peggiore se nella sua veste di capo dovesse ritardare la soluzione del caso per mera vigliaccheria.
Perci dobbiamo chiarirgli bene che indagando sui propri uomini la polizia dimostrerebbe al mondo
circostante di essere pronta a rivoltare ogni pietra in questo caso, a prescindere dal marciume che
potrebbe esserci sotto. Che  un segno di coraggio, di leadership, di intelligenza, di tutta quella roba l.
 E sei convinto che tu riuscirai a convincerlo di questo?  sbuff Katrine.  Se non ricordo
male, Harry Hole figura ai primi posti della sua lista nera.
Lui scosse la testa e spense la sigaretta.  Ho incaricato Gunnar Hagen di farlo.
 E quando lo far?  domand Bjrn.
 In questo momento,  rispose Harry e guard la sigaretta. Si era gi quasi consumata fino al
filtro. Ebbe la tentazione di buttarla, di vedere la scia di scintille tracciare parabole nell'oscurit mentre
rimbalzava gi per il marmo inclinato che riluceva debolmente. Finch non fosse arrivata all'acqua
nera spegnendosi di colpo. Che cosa glielo impediva? L'idea che avrebbe sporcato la citt, oppure la
condanna dei testimoni che lo avrebbero visto sporcare la citt? L'atto di per s o il castigo? Con il
russo che aveva ucciso al Come As You Are non aveva avuto difficolt, era stata autodifesa, o lui o
l'altro. Mentre il cosiddetto caso irrisolto di Gusto Hanssen, quello era stato una scelta. Eppure, fra tutti
i fantasmi che gli apparivano con regolarit, non aveva mai scorto quel ragazzo dalla bellezza
effeminata e con i denti da vampiro. Caso irrisolto un corno.
Harry colp il mozzicone con uno schiocco di indice e pollice. Fili di tabacco roventi
veleggiarono e poi sparirono nell'oscurit.
37.
La luce del mattino filtrava attraverso le veneziane delle finestre minuscole del municipio di
Oslo, dove il presidente della giunta comunale segnal con un colpo di tosse che la riunione aveva
inizio.
Intorno al tavolo erano seduti i nove assessori responsabili di altrettanti ambiti
dell'amministrazione e il capo della polizia in pensione, che era stato convocato per illustrare
brevemente come intendeva procedere nel caso degli omicidi dei poliziotti, o del macellaio dei
poliziotti come lo aveva ormai ribattezzato la stampa. Le formalit della riunione furono espletate in
pochi secondi andando per sommi capi e cenni d'assenso che la segretaria, addetta alla stesura del
verbale, recepiva e annotava.
Poi il presidente della giunta pass la parola.
Il vecchio capo della polizia alz lo sguardo, colse il cenno entusiasta, incoraggiante di Isabelle
Skyen e cominci:  Grazie, signor presidente. Sar breve e quest'oggi non intendo portare via molto
tempo alla giunta comunale.
Lanci un'occhiata a Skyen, che sembrava meno entusiasta di quell'inizio un po' pomposo.
 Come mi  stato chiesto, ho approfondito la questione. Mi sono informato sul lavoro e sui
progressi della polizia: come  stato coordinato, la strategia messa a punto e il modo in cui  stata
seguita. O, per citare le parole dell'assessore Skyen, la strategia che forse  stata messa a punto, ma
non  stata seguita affatto.
La risata di Isabelle Skyen risuon cupa e compiaciuta, ma cess quasi subito, probabilmente
perch si rese conto di essere l'unica a ridere.
 Dopo aver attinto a tutte le mie competenze e alla mia lunga esperienza sono giunto a una
conclusione chiara su cosa bisogna fare.
Vide Skyen annuire, il guizzo nei suoi occhi la faceva somigliare a un animale, ma non gli
veniva in mente quale.
 Non che la soluzione di un unico crimine significhi necessariamente che la polizia sia ben
guidata. Proprio come la mancata soluzione non  necessariamente dovuta a una guida debole. E tenuto
conto dell'operato dei vertici attuali, e di Mikael Bellman in particolare, non vedo cosa avrei potuto
fare di diverso. O, per dirla in parole ancora pi chiare, non credo che sarei riuscito a fare altrettanto
bene.
Not che la mandibola robusta di Skyen si stava abbassando e continu. Ormai, con sua
sorpresa, provava addirittura un certo piacere sadico nel farlo.
 Come ogni altro campo della societ, il lavoro d'indagine si sta evolvendo, e a quanto posso
vedere Bellman e i suoi uomini padroneggiano e utilizzano i nuovi metodi e le recenti conquiste
tecnologiche con un'efficienza di cui io e i miei coetanei sicuramente non saremmo stati capaci. Gode
di una grande fiducia tra i suoi,  un eccellente motivatore e il suo modo di organizzare il lavoro 
ritenuto ideale da colleghi di altri paesi scandinavi. Non so se l'assessore Skyen lo ha saputo, ma
Mikael Bellman  appena stato invitato a tenere una conferenza al convegno annuale dell'Interpol a
Lione su indagine e leadership, alla luce proprio di questo caso. Skyen ha insinuato che Bellman non
sia maturo per l'incarico e, bisogna ammetterlo,  un responsabile giovane. Ma non  solo un uomo del
futuro.  anche un uomo del presente. In breve,  senz'altro l'uomo di cui avete bisogno in questa
situazione, signor presidente. E perci non avete bisogno di me. Ecco, questa  la mia conclusione
inequivocabile.
L'ex capo della polizia raddrizz la schiena, raccolse i due fogli con gli appunti che aveva
davanti e si allacci il primo bottone della giacca, una comoda giacca di tweed scelta con cura, del tipo
che indossano i pensionati. Fece stridere la sedia quando la scost, come se avesse bisogno di spazio
per alzarsi. Not che Skyen lo fissava con un'espressione incredula, ormai con la bocca spalancata al
massimo. Aspett che il presidente traesse un respiro per dire qualcosa, poi diede inizio all'ultimo atto.
Il finale. La pugnalata.
 E, signor presidente, se mi permette, aggiungerei qualcosa dal momento che riguarda anche la
competenza e la capacit di leadership dell'assessore Skyen nelle questioni gravi come il caso degli
omicidi dei poliziotti.
Le sopracciglia irsute del presidente, che di solito formavano due alti archi sopra gli occhi
ridenti, si erano abbassate sporgendo come aggetti bianco-grigi sopra lo sguardo furibondo. L'ex capo
della polizia ne aspett il cenno d'assenso, poi prosegu:
 Capisco che l'assessore Skyen si sia sentito personalmente sotto una forte pressione per
questo caso, in fondo si tratta della sua sfera di competenza, e ha avuto una grandissima attenzione da
parte della stampa. Ma quando un assessore cede alla pressione e agisce in preda al panico tentando di
far saltare la testa al capo del proprio distretto di polizia, viene da chiedersi se non sia l'assessore a non
essere maturo per l'incarico. In effetti  comprensibile che sia una questione troppo impegnativa per un
assessore alle prime armi. Che abbia avuto molta sfortuna a dover affrontare cos presto una situazione
che richiede esperienza e pratica.
Vide il presidente inclinare un poco la testa all'indietro e di lato, e cap che aveva riconosciuto
quella formulazione.
 Sarebbe stato meglio se questa faccenda fosse finita sulla scrivania dell'assessore precedente,
tenuto conto della sua lunga esperienza e dei suoi meriti.
Dal viso improvvisamente pallido di Skyen comprese che anche lei aveva riconosciuto la
propria formulazione su Bellman alla riunione prima. E dovette ammettere che s, era parecchio tempo
che non si divertiva tanto.
 Sono sicuro,  concluse,  che tutti i presenti in questa sala lo avrebbero preferito, compreso
l'assessore attuale.
 Grazie per essere stato tanto chiaro e franco,  disse il presidente.  Da quanto hai detto
deduco che non hai elaborato un piano d'azione alternativo.
Il vecchio conferm con un cenno del capo.  No, non l'ho fatto. Ma qui fuori c' un uomo che
mi sono permesso di convocare al posto mio. Lui esaudir le vostre richieste.
Si alz, annu brevemente e si avvi verso la porta. Gli parve di sentire lo sguardo di Isabelle
Skyen bruciargli in mezzo alle scapole tanto da aprire un buco nella giacca di tweed. Ma non gli
importava, non era diretto da nessuna parte dove lei avrebbe potuto mettergli i bastoni tra le ruote. E
sapeva che quella sera, insieme al bicchiere di vino rosso, la sua fonte di gioia pi grande sarebbero
state le due paroline che aveva infilato nel manoscritto la sera prima. Contenevano tutto il sottotesto di
cui Skyen aveva bisogno. La prima parola era tentare, in tentando di far saltare la testa al capo del
proprio distretto di polizia. L'altra era attuale, in assessore attuale.
Appena la porta si apr Mikael Bellman si alz dalla sedia.
 Tocca a te,  disse l'uomo con la giacca di tweed proseguendo verso gli ascensori senza
degnarlo di uno sguardo.
Bellman pens di essersi sbagliato quando aveva avuto l'impressione di intravedere un abbozzo
di sorriso sulle labbra dell'altro.
Poi deglut, respir a fondo ed entr nella stessa sala riunioni in cui poco tempo prima era stato
macellato e squartato.
Il lungo tavolo era circondato da undici facce. Dieci erano stranamente fiduciose, quasi come il
pubblico di un teatro all'inizio del secondo atto dopo un primo atto riuscito. E una stranamente pallida.
Cos pallida che per un attimo non la riconobbe. La macellaia.
Quattordici minuti dopo Bellman aveva finito. Esposto il suo piano. Spiegato che la pazienza
aveva dato frutti, che il lavoro metodico aveva portato a una svolta nelle indagini. Che la svolta era
stata allo stesso tempo motivo di gioia e di dolore, perch apparentemente il colpevole era uno di loro.
Ma che questo non era un motivo per tirarsi indietro. Che dovevano dimostrare alla cittadinanza di
essere disposti a rivoltare fino all'ultima pietra, per quanto sgradevoli potessero essere le cose che
avrebbero trovato. Dimostrare che non erano vigliacchi. Che lui era preparato alla tempesta, ma che in
situazioni del genere bisognava dare prova di coraggio, di leadership autentica e di intelligenza. Non
solo in centrale, ma anche in municipio. Che era pronto a prendere il timone a testa alta, ma aveva
bisogno della fiducia della giunta comunale per raccogliere la sfida.
Si era accorto che le sue parole erano diventate un po' pompose verso la fine, pi di quanto gli
fossero sembrate la sera prima quando Gunnar Hagen le aveva usate nel soggiorno di casa sua. Per
sapeva di essere riuscito a tirare dalla sua parecchi dei presenti, qualche donna era addirittura arrossita,
soprattutto quando lui aveva servito l'argomento conclusivo: se avessero deciso di confrontare tutte le
pistole d'ordinanza del paese con quella pallottola, come il principe alla ricerca di Cenerentola con la
sua scarpetta, sarebbe stato il primo a consegnare la sua arma per l'esame balistico.
Ma in quel momento pi del fascino che Mikael Bellman esercitava sulle donne contava il
parere del presidente della giunta. E l'uomo aveva un'espressione pi che imperscrutabile.
Truls Berntsen ficc il cellulare in tasca e con la testa fece cenno alla thailandese di portargli un
altro caff.
La donna sorrise e spar.
Servizievoli, questi thailandesi. Al contrario dei pochi norvegesi che ancora facevano i
camerieri. Erano pigri e musoni e sembravano imbarazzati di dover svolgere un lavoro onesto. A
differenza della famiglia thailandese che gestiva quel ristorantino a Torshov: arrivavano di corsa non
appena lui muoveva un sopracciglio. E quando pagava un pessimo involtino primavera o un caff,
sorridevano da un orecchio all'altro e facevano l'inchino con i palmi giunti come se lui fosse il grande
dio bianco disceso in mezzo a loro. Aveva accarezzato l'idea di andare in Thailandia. Ma ormai non se
ne sarebbe fatto pi niente. Doveva riprendere servizio.
Mikael gli aveva appena telefonato per informarlo che il piano aveva funzionato. Che presto la
sua sospensione sarebbe stata revocata. Non aveva voluto specificare che cosa intendesse con presto, e
si era limitato a ripeterlo: Presto.
Arriv il caff e Truls lo sorseggi. Non era particolarmente buono, ma lui aveva stabilito che
in fondo non gli piaceva quello che gli altri chiamavano caff buono. Doveva avere quel sapore,
preparato con un filtro strausato. Doveva avere un retrogusto di carta, plastica e incrostazioni di
vecchio olio di caff. Ma forse proprio per questo era l'unico cliente, la gente prendeva il caff altrove,
e dopo andava l per mangiare spendendo poco o per prendere una cena da asporto.
La thailandese si allontan e si sedette al tavolo d'angolo dove il resto della famiglia sembrava
alle prese con la contabilit. Truls rest ad ascoltare il brusio di quella strana lingua. Non capiva una
parola, ma gli piaceva. Gli piaceva essere seduto vicino a loro. Annuire graziosamente quando gli
sorridevano. Sentirsi quasi un membro di quella comunit. Era per questo che frequentava il locale?
Scacci quel pensiero dalla testa. Si concentr di nuovo sul problema.
L'altro che Mikael aveva menzionato.
Il ritiro delle pistole d'ordinanza.
Aveva detto che dovevano essere controllate nell'ambito delle indagini sugli omicidi dei
poliziotti, e che lui stesso  per dimostrare che l'ordine valeva per tutti, grandi e piccoli  quella
mattina aveva consegnato la sua per l'esame balistico. E che Truls doveva fare lo stesso al pi presto,
anche se era stato sospeso.
Sicuramente era per via della pallottola che aveva ucciso Ren Kalsnes. Avevano capito che era
stata sparata da una pistola della polizia.
Personalmente era in una botte di ferro. Non solo aveva sostituito la pallottola, ma anche
denunciato parecchio tempo prima il furto della pistola che aveva usato. Ovviamente, aveva fatto
passare un po' di tempo  un anno intero, in effetti  per essere sicuro che nessuno collegasse
quell'arma all'omicidio di Kalsnes. Aveva scassinato la porta del proprio appartamento con un piede di
porco per dare credibilit alla cosa e denunciato l'effrazione. Aveva fatto un lungo elenco di oggetti
mancanti e ricevuto oltre quarantamila corone dall'assicurazione. Pi una pistola d'ordinanza nuova.
Non era questo il problema.
Il problema era la pallottola che adesso si trovava nella cassa dei reperti. Sul momento gli era 
com' che si diceva?  sembrata una buona idea. Ma adesso all'improvviso aveva bisogno di Mikael
Bellman. E se Mikael fosse stato sospeso dalla carica di capo della polizia, non avrebbe potuto revocare
la sua sospensione. Comunque, ormai era troppo tardi per fare qualcosa.
Sospeso.
Truls si trastull con quel pensiero e lev la tazza di caff per brindare con s stesso
guardandosi nelle lenti degli occhiali da sole che aveva posato sul tavolo. Si rese conto che doveva aver
riso ad alta voce, perch i thailandesi lo guardavano con un'espressione strana.
 Non so se faccio in tempo a venirti a prendere all'aeroporto,  disse Harry passando davanti a
quello che avrebbe dovuto essere un parco, ma dove la giunta comunale in preda a un'ischemia
collettiva aveva fatto ristrutturare uno stadio di atletica simile a un carcere che ospitava un incontro
internazionale all'anno e per il resto rimaneva pressoch inattivo.
Dovette premere il cellulare contro l'orecchio per riuscire a sentirla nel traffico del pomeriggio.
 Ti proibisco di venirmi a prendere,  disse Rakel.  Adesso hai cose pi importanti da fare.
Mi chiedevo, invece, se non farei meglio a restare qui nel fine settimana. Per lasciarti un po' di spazio.
 Spazio per che cosa?
 Spazio per fare il commissario Hole.  carino da parte tua fingere che non sarei d'impaccio,
ma sappiamo entrambi in quale stato ti riduci quando sei alle prese con un'indagine.
 Ti voglio qui. Ma se tu non vuoi...
 Io voglio stare con te sempre, Harry. Voglio sedermi sopra di te per impedirti di allontanarti,
ecco cosa voglio. Ma credo che l'Harry con cui voglio stare non sia in casa in questo momento.
 Mi piace l'idea che ti sieda sopra di me. E non devo andare da nessuna parte.
  proprio questo il punto. Non dobbiamo andare da nessuna parte. Abbiamo tutto il tempo
davanti. Okay?
 Okay.
 Bene.
 Sei sicura? Perch se ti fa piacere che insista ancora un po', continuo volentieri.
La sua risata. Bastava quella.
 E Oleg?
Rakel gli raccont. Lui sorrise un paio di volte. Rise almeno una.
 Adesso devo riagganciare,  disse quando arriv davanti al Restaurant Schrder.
 S. A proposito, di che genere di riunione si tratta?
 Rakel...
 S, lo so che non devo fare domande, ma qui mi annoio tanto. Ascolta.
 S?
 Mi ami?
 Ti amo.
 Sento il rumore del traffico, quindi vuol dire che sei sulla pubblica strada e dici ad alta voce
che mi ami?
 S.
 E la gente si gira?
 Non ho controllato.
 Sono infantile se ti chiedo di rifarlo?
 S.
Un'altra risata. Dio, cosa non avrebbe fatto per udirla.
 Allora?
 Ti amo, Rakel Fauke.
 E anch'io ti amo, Harry Hole. Ti chiamo domani.
 Salutami Oleg.
Riagganciarono, lui apr la porta ed entr.
Silje Gravseng era seduta da sola al tavolo in fondo vicino alla finestra, quello abituale di Harry.
La gonna e la camicetta rosse spiccavano come sangue fresco contro i grandi, vecchi quadri della
capitale sulla parete alle sue spalle. Soltanto la sua bocca era ancora pi rossa.
Harry le si sedette di fronte.
 Ciao,  disse lei.
 Ciao,  disse lui.
38.
 Ti ringrazio per essere venuta con un preavviso cos breve,  disse Harry.
 Sono qui da mezz'ora,  disse Silje indicando con un cenno della testa il bicchiere vuoto che
aveva davanti.
 Sono...  cominci lui e guard l'orologio.
 Ma no.  solo che ero impaziente.
 Harry?
Harry lev lo sguardo.  Ciao, Nina. Oggi niente.
La cameriera spar.
 Hai molto da fare?  domand Silje. Seduta dritta come un fuso, aveva incrociato le braccia
nude sotto il seno fasciato di rosso. Lo incorniciava con la pelle nuda e il viso che si trasformava in
continuazione da una bellezza da bambola a qualcos'altro, qualcosa di quasi sgradevole. L'unica
costante era l'intensit dello sguardo. Harry aveva la sensazione che vi si potesse leggere ogni minimo
cambiamento di umore e di emozione. Che doveva essere proprio cieco. Perch vedeva soltanto
l'intensit, nient'altro. La voglia di qualcosa che non riusciva a individuare. Perch non era solo quello
che voleva lei: una notte, un'ora, dieci minuti di scopata travestita da stupro, non era cos semplice.
 Volevo parlare con te perch hai fatto i turni di piantone al Rikshospital.
 Ne ho gi discusso con la squadra investigativa.
 E cio?
 Di quello che Anton Mittet mi ha raccontato prima di essere ucciso. Che aveva litigato con
qualcuno o se la faceva con una dell'ospedale. Per io ho detto agli investigatori che non si trattava
dell'omicidio isolato di un marito geloso, ma del macellaio dei poliziotti. Tornava tutto, vero? Ho letto
molto sui delitti seriali, lo avresti notato a lezione quando ci saremmo arrivati.
 Non ci sono lezioni sugli omicidi seriali, Silje. Io mi chiedevo se mentre eri di guardia hai
visto qualcuno andare e venire, qualcuno o qualcosa che stonava con la routine, qualcosa che ti ha
stupito, in breve, qualcosa che...
 ... non avrebbe dovuto esserci?  Sorrise. Denti bianchi, giovani. Due irregolari.   una
citazione dalle tue lezioni . La schiena pi inarcata del necessario.
 Allora?  domand Harry.
 Sei convinto che il paziente sia stato ucciso, e che Mittet fosse complice?  Silje aveva
inclinato la testa di lato, alzato un po' gli avambracci incrociati e Harry si chiese se fingesse o fosse
davvero tanto sicura di s. O se fosse semplicemente una persona molto disturbata che cercava di
imitare quello che riteneva un comportamento normale, ma senza riuscirci del tutto.
 S,  cos,  concluse lei.  E pensi che Mittet sia stato ucciso in un secondo momento perch
sapeva troppo. E che l'assassino lo abbia fatto passare per uno degli omicidi dei poliziotti?
 No,  rispose Harry.  Se fosse stato ucciso da gente simile, il suo cadavere sarebbe stato
gettato in mare con dei pesi nelle tasche. Ti chiedo di rifletterci bene, Silje. Di concentrarti.
Lei trasse un respiro profondo, e Harry evit di guardarle il seno che si sollevava. Silje cerc il
suo sguardo, ma lui lo distolse abbassando la testa e grattandosi la nuca. Aspett.
 No, non ho notato nessuno,  disse lei infine.  Tutto era sempre uguale. A un certo punto 
venuto un infermiere anestesista nuovo, ma dopo un paio di volte non si  fatto pi vedere.
 Okay,  disse Harry infilando una mano nella tasca della giacca.  Che mi dici di quello a
sinistra?
Pos la stampata di una foto sul tavolo davanti a lei. L'aveva trovata su internet, con Google
Immagini. Ritraeva Truls Berntsen da giovane alla sinistra di Mikael Bellman davanti alla stazione di
polizia del quartiere di Stovner.
Silje esamin la foto.  No, non l'ho mai visto all'ospedale. Ma quello a destra...
 Lo hai visto l?  la interruppe lui.
 No, no, ma non ...?
 S,  il capo della polizia,  disse Harry e fece per riprendere la foto, ma Silje mise una mano
sulla sua.
 Harry?
Lui sent il calore del palmo morbido sul dorso della mano. Aspett.
 Li ho visti una volta. Insieme. Come si chiama l'altro?
 Truls Berntsen. Dove?
 Erano insieme al poligono di tiro di kern non molto tempo fa.
 Grazie,  disse Harry ritraendo la mano e la foto.  In questo caso, non voglio rubarti altro
tempo.
 Quanto al tempo, grazie a te adesso ne ho tantissimo, Harry.
Lui non rispose.
Silje fece una breve risata. Si sporse.  Non mi avrai chiesto di venire solo per questo?  La
luce della piccola lampada da tavolo si rifletteva nei suoi occhi.  Sai quale idea folle mi  venuta,
Harry? Che mi hai fatto cacciare dalla scuola perch cos mi puoi frequentare senza avere rogne con la
direzione. Perci, perch non mi dici cosa vuoi veramente?
 Quello che volevo veramente, Silje...
 Un vero peccato che sia arrivata la tua collega l'ultima volta che ci siamo visti, proprio
quando stavamo...
 ... era chiederti dell'ospedale...
 Abito in Josefines gate, ma questo lo avrai gi scoperto facendo una ricerca con Google.
 ... e quello che  successo l'ultima volta,  stato un grosso sbaglio da parte mia, uno
sproposito, io...
 Da qui ci vogliono undici minuti e ventitre secondi. Esatti. Ho cronometrato il tragitto
all'andata.
 ... non posso. Non voglio. Io...
 Vogliamo...?  Silje fece per alzarsi.
 ... a giugno mi sposo.
Lei si lasci cadere di nuovo sulla sedia. Lo fiss.  Tu ti... sposi?  la sua voce era a malapena
udibile nel locale chiassoso.
 S,  rispose Harry.
Le pupille di Silje si contrassero. Come stelle marine punte da uno stecco, pens lui.
 Con quella?  bisbigli lei.  Con Rakel Fauke?
 S, si chiama cos. Ma sposato o non sposato, studentessa o non studentessa, tra me e te non ci
sar mai nulla. Perci, mi dispiace... per quello che  successo.
 Ti sposi...  Silje ripet la frase con una voce da sonnambula e parve trapassarlo con lo
sguardo.
Lui annu. Sent una vibrazione contro il petto. Per un attimo credette che fosse il suo cuore, poi
cap che era il cellulare nel taschino interno.
Lo tir fuori.  Harry.
Ascolt la voce. Poi allontan il telefonino e lo guard come se avesse qualcosa che non
andava.
 Ripeti,  disse riportandoselo all'orecchio.
 Ho detto che abbiamo trovato la pistola,  disse Bjrn Holm.   la sua.
 In quanti sono a saperlo?
 Non lo sa nessuno.
 Cerca di trattenere l'informazione il pi a lungo possibile.
Harry chiuse la comunicazione e compose un numero.  Devo andare,  disse a Silje infilando
una banconota sotto il bicchiere. Vide la sua bocca truccata di rosso aprirsi, ma si alz senza darle il
tempo di parlare.
Arrivato alla porta Katrine aveva gi risposto. Le ripet quello che gli aveva detto Bjrn.
 Stai scherzando,  disse lei.
 Allora, perch non ridi?
 Ma... ma  incredibile.
 Sicuramente  per questo che non ci crediamo,  disse Harry.  Verifica. Trova l'errore.
E al telefono ud l'insetto a dieci zampe che gi cominciava a correre sulla tastiera.
Aurora camminava con passo pesante verso la fermata dell'autobus insieme a Emilie. Stava
scendendo il buio, ed era quel genere di tempo capace di farti credere che comincer a piovere da un
momento all'altro, ma poi non succede niente. E ti fa venire il nervoso, ecco, pens.
Lo disse a Emilie, che le rispose con un mhm, ma Aurora percep che non aveva capito.
 Perch non comincia, cos la fa finita, eh?  disse.  In effetti  meglio che piova davvero che
doversi preoccupare perch sta per piovere.
 A me la pioggia piace,  disse Emilie.
 Anche a me. Un po', almeno. Ma...  lasci perdere.
 Cosa  successo all'allenamento?
 Come, cosa  successo?
 Arne ti ha sgridata perch non hai fatto lo spostamento laterale.
 Sono solo stata un po' lenta.
 No. Sei rimasta impalata a fissare la tribuna. Arne dice che la difesa  la cosa pi importante
nella pallamano. E che lo spostamento laterale  la cosa pi importante nella difesa. E che perci lo
spostamento laterale  la cosa pi importante nella pallamano.
In effetti Arne dice un mucchio di sciocchezze, pens Aurora. Ma non lo disse a voce alta.
Sapeva che Emilie non avrebbe capito neanche questo.
Aurora aveva perso la concentrazione perch era sicura di averlo visto nella tribuna. Non era
difficile vederlo, perch nella tribuna c'era solo la squadra maschile impaziente di prendere possesso
del campo dopo l'allenamento di quella femminile. Ma era lui, ne era quasi sicura. L'uomo che si era
presentato nel giardino di casa sua. Che aveva chiesto di suo padre. Che voleva farle ascoltare una band
di cui si era gi scordata il nome. Che voleva un bicchiere d'acqua.
Allora sicuramente si era bloccata, le altre avevano segnato e Arne, l'allenatore, aveva fermato
il gioco e l'aveva sgridata. E lei come al solito l'aveva presa male. Aveva cercato di resistere, odiava
quando non riusciva a evitare di prendersela per inezie simili, ma era inutile. Le si riempivano gli occhi
di lacrime e se le asciugava con il polsino di spugna, portandoselo subito dopo alla fronte per fingere di
asciugarsi semplicemente il sudore. Quando Arne aveva finito e lei aveva guardato di nuovo la tribuna,
l'uomo era sparito. Proprio come l'altra volta. Solo che ora lo aveva fatto con una rapidit tale che si
era chiesta se lo avesse visto davvero o se fosse stata un'allucinazione.
 Oh no,  disse Emilie quando lessero l'orario alla fermata dell'autobus.  Il 149 passa tra pi
di venti minuti. Mamma ci ha fatto la pizza stasera. La troveremo gelata.
 Peccato,  disse Aurora continuando a leggere. Non le piacevano tanto n la pizza n fermarsi
a dormire dalle amiche. Ma a quanto sembrava ultimamente lo facevano tutte. Tutte dormivano da
tutte, era come uno di quei balli in cerchio cui non ti potevi sottrarre. O lo facevi o eri completamente
esclusa. E Aurora non voleva essere esclusa. Non completamente, almeno.
 Ehi,  disse guardando l'orologio.  Qui c' scritto che il 131 arriva fra un minuto, e mi 
venuto in mente che ho dimenticato lo spazzolino da denti. Il 131 passa davanti casa mia, perci se lo
prendo dopo potrei venire da te in bici.
Dalla sua espressione cap che a Emilie l'idea non piaceva. Non le piaceva la prospettiva di
aspettare l al buio sotto la quasi-pioggia che non sarebbe mai diventata pioggia vera, e di prendere
l'autobus da sola. E sicuramente gi sospettava che Aurora, appena arrivata a casa, avrebbe trovato una
scusa per non venire a dormire da lei.
 Come vuoi,  disse imbronciata giocherellando con il borsone sportivo.  Per non ti
aspettiamo per mangiare la pizza, eh.
Aurora vide l'autobus sbucare dalla curva in fondo alla discesa. 131.
 E puoi usare il mio spazzolino,  aggiunse Emilie.  In fondo, siamo amiche.
Non siamo amiche, pens Aurora. Tu sei Emilie, e sei amica di tutte le ragazze della classe, sei
Emilie che ha tutti i vestiti giusti, il nome pi popolare della Norvegia e non litiga mai perch  tanto
brava e non critica nessuno, almeno non quando la possono sentire. Io invece sono Aurora, che fa lo
stretto indispensabile  e mai di pi  per poter stare con voi, siccome non ha il coraggio di poter stare
con voi. Che trovate comunque strana, ma abbastanza intelligente e sicura di s da non avere il
coraggio di prenderla di mira.
 Arriver da te per prima,  disse Aurora.  Te lo prometto.
Harry sedeva sulla modesta tribuna con la testa fra le mani e guardava la pista.
C'era aria di pioggia, avrebbe potuto scatenarsi da un momento all'altro, e il Valle Hovin non
era provvisto di tettoie.
Aveva quello stadio piccolo e brutto tutto per s. Ne era sicuro, ormai passava parecchio tempo
tra un concerto e l'altro e ne mancava ancora di pi alla stagione del pattinaggio, quando ricoprivano il
fondo di ghiaccio e chiunque volesse poteva venire ad allenarsi. L era stato seduto a guardare Oleg
sbagliare le prime spigolate e crescere piano ma inequivocabilmente fino a diventare un pattinatore
promettente nella sua categoria. Sperava di rivedere Oleg presto. Prendere i tempi dei giri di pista a sua
insaputa. Notare i progressi e le battute d'arresto. Incoraggiarlo quando incontrava difficolt, mentirgli
dicendo che la pista era in condizioni pessime o i pattini non erano affilati, e apparire impassibile
quando le cose andavano bene, non lasciar trapelare troppo l'esultanza interiore. Essere una sorta di
compressore che contribuiva a smussare gli alti e i bassi, Oleg ne aveva bisogno, altrimenti avrebbe
lasciato libero corso alla furia distruttiva delle sue emozioni. Harry non si intendeva molto di
pattinaggio, mentre di quella furia ne sapeva parecchio. Controllo delle emozioni, lo chiamava Stle.
La capacit di consolare s stessi. Era uno degli stadi pi importanti nello sviluppo di un bambino, ma
non tutti la acquisivano nella stessa misura. Per esempio, Stle sosteneva che Harry aveva bisogno di
un maggiore controllo delle emozioni. Che gli mancava la capacit dell'uomo medio di fuggire dalle
cose brutte, di dimenticare, di concentrarsi su cose pi piacevoli, pi lievi. Che aveva delegato quel
compito all'alcol. Anche il padre di Oleg era alcolista, distruggeva la propria vita e il patrimonio di
famiglia con la bottiglia da qualche parte a Mosca, gli aveva raccontato Rakel. Forse era questo uno dei
motivi per cui Harry aveva tanto a cuore quel ragazzo: avevano in comune quel tratto, l'incapacit di
controllare le emozioni.
Ud un rumore di passi sulla pista di cemento. Qualcuno si avvicinava nel buio dal lato opposto.
Prese una boccata vigorosa dalla sigaretta per segnalare con la brace dov'era seduto.
L'altro scavalc la recinzione e sal a passo leggero e agile le gradinate di cemento della
tribuna.
 Harry Hole,  disse l'uomo fermandosi due scalini pi gi.
 Mikael Bellman,  disse lui. Al buio le strie bianco-rosa, senza pigmentazione del viso di
Bellman sembravano brillare.
 Due cose, Harry. Spero che si tratti di una questione importante, mia moglie e io avevamo in
programma una piacevole serata casalinga.
 E la seconda?
 Dovresti spegnerla. Il fumo nuoce alla salute.
 Grazie della premura.
 Pensavo a me, non a te. Adesso spegnila, per favore.
Harry strofin la punta della sigaretta contro il cemento e la rimise nel pacchetto mentre
Bellman si sedeva accanto a lui.
 Un posto singolare per un appuntamento, Hole.
 Il mio unico ritrovo oltre a Schrder. E meno affollato.
 Un po' troppo poco affollato, se lo chiedi a me. Per un momento mi  venuto il dubbio che
fosse stato il macellaio dei poliziotti ad attirarmi qui. Siamo sempre convinti che sia un poliziotto,
vero?
 Nel modo pi assoluto,  rispose Harry e si rese conto di avere gi nostalgia di quella
sigaretta.  Abbiamo trovato la pistola.
 Cosa?
  la tua pistola, Bellman. L'hanno provata, e lo sparo coincide alla perfezione con la
pallottola del caso Kalsnes.
Bellman rise ad alta voce. L'eco schiocc fra le tribune.  Cos', una specie di scherzo, Harry?
 Penso che debba dirmelo tu, Mikael.
 Per te sono signore oppure Bellman, Harry. E io non debbo dirti proprio niente. Che cosa
sta succedendo?
 Questo devi... scusa, dovresti va meglio? Dovresti dirmelo tu, signore. Altrimenti
dovremo, e qui intendo dovremo, prelevarti per un interrogatorio in piena regola. E questo sia noi
che tu lo vogliamo evitare il pi a lungo possibile. Siamo d'accordo?
 Vieni al sodo, Harry. Come pu essere successo?
 Secondo me ci sono due spiegazioni possibili,  rispose lui.  E la prima e pi ovvia  che tu
abbia sparato a Ren Kalsnes, signore.
 Io... io...
Harry vide Mikael Bellman muovere la bocca mentre la luce sembrava pulsare nelle macchie
bianche, come se fosse un esotico animale degli abissi.
 Hai un alibi,  complet la frase per lui.
 Ah s?
 Appena abbiamo avuto il risultato, ho incaricato Katrine Bratt di indagare. La notte in cui fu
ucciso Ren Kalsnes eri a Parigi.
Finalmente Bellman chiuse la bocca.  Ah s?
 Ha fatto un controllo incrociato sul tuo nome e sulla data. Figuravi nella lista passeggeri del
volo Air France da Oslo per Parigi e nel registro degli ospiti dell'Hotel Golden Oriole quella stessa
notte. Ti sei visto con qualcuno che potrebbe confermarcelo?
Mikael Bellman batt concentrato le palpebre, come per vedere meglio. L'aurora boreale della
pelle svan. Annu lentamente.  Il caso Kalsnes, s.  successo il giorno in cui sostenevo un colloquio
di lavoro all'Interpol di Parigi. Senza dubbio riesco a trovare qualche testimone, la sera siamo anche
andati a cena fuori.
 Resta da chiarire dove fosse la tua pistola quel giorno.
 A casa,  disse Mikael Bellman senza la minima esitazione.  Sottochiave. E la chiave
l'avevo con me.
 Lo puoi dimostrare?
 No. Hai detto che secondo te ci sono due spiegazioni. Lasciami indovinare: i ragazzi della
balistica...
 In effetti adesso sono in maggioranza ragazze.
 ... hanno commesso un errore, hanno scambiato la pallottola dell'omicidio con una del test, o
qualcosa del genere?
 No, il proiettile di piombo che era nella cassa nel magazzino reperti  stato sparato dalla tua
pistola, Bellman.
 Che vuoi dire?
 Con cosa?
 Con la pallottola che era nel magazzino reperti, invece di la pallottola trovata nel cranio di
Kalsnes.
Harry annu.  Ci stiamo arrivando, Bellman.
 Arrivando a cosa?
 All'altra possibilit che intravedo, ossia che qualcuno abbia scambiato la pallottola del
magazzino reperti con una sparata dalla tua pistola. Perch quella pallottola presenta un altro
particolare che non quadra.  talmente schiacciata che deve aver colpito qualcosa di molto pi duro di
una persona in carne e ossa.
 Ah. E secondo te che cosa ha colpito invece?
 La lastra d'acciaio dietro il bersaglio del poligono di kern.
 E cosa mai te lo fa credere?
 Quasi quasi pi che credere ne sono sicuro, Bellman. Ho chiesto alle ragazze della balistica di
andare lass e sottoporre la tua pistola a un altro test. E sai cosa? La pallottola del test ha assunto una
forma identica a quella nella cassa dei reperti.
 E cosa ti ha fatto pensare proprio al poligono?
 Non  ovvio?  il posto dove i poliziotti sparano la maggior parte dei colpi che non sono
destinati alle persone.
Mikael Bellman scosse adagio la testa.  C' dell'altro. Cosa?
 Be',  rispose Harry, tir fuori il pacchetto di Camel, lo porse a Bellman che scosse la testa. 
Mi sono chiesto di quante mele marce in polizia fossi a conoscenza. E indovina un po'? Me n' venuta
in mente solo una . Harry estrasse la sigaretta fumata a met, l'accese e prese una lunga boccata
sibilante.  Truls Berntsen. Il caso vuole che abbia parlato con un testimone che vi ha visti allenarvi
insieme al poligono poco tempo fa. Dopo aver colpito la lastra d'acciaio le pallottole cadono in una
cassa. Sarebbe stato facile raccogliere da l dentro una pallottola usata dopo che sei andato via.
Bellman poggi il palmo sul ginocchio e si gir verso di lui:  Sospetti che il nostro collega
Truls Berntsen abbia piazzato delle prove false contro di me, Harry?
 Tu no?
Bellman parve sul punto di dire qualcosa, ma ci ripens. Si strinse nelle spalle.  Non so cosa
combini Berntsen, Hole. E a essere sincero credo che non lo sappia neanche tu.
 Bene. Non so fino a che punto tu sia sincero, per so qualcosina sul conto di Berntsen. E a sua
volta Berntsen sa qualcosina sul tuo conto, non  vero?
 Ho la sensazione che tu voglia insinuare qualcosa, ma non ho idea di cosa, Hole.
 Io invece penso di s. Ma niente che si possa provare, immagino, perci lasciamo stare. Quello
che voglio sapere  a cosa mira Berntsen.
 Guarda che il tuo compito  di indagare sugli omicidi dei poliziotti, Hole, e non di sfruttare
questa situazione per avviare la tua personale caccia alle streghe contro di me o Truls Berntsen.
  quello che sto facendo?
 Non  un segreto per nessuno che io e te abbiamo avuto le nostre faide, Harry. Probabilmente
pensi di aver trovato l'occasione per restituire il colpo.
 E che mi dici di te e di Berntsen? Qualche faida in corso? Sei stato tu a sospenderlo per
sospetta corruzione.
 No,  stata la commissione assunzioni. E quel malinteso sta per essere fugato.
 Ah?
 In effetti l'errore  stato mio. I soldi che ha versato sul suo conto glieli avevo dati io.
 Tu?
 Ha fatto la gettata della terrazza della mia casa, e l'ho pagato in contanti, che lui ha subito
versato sul conto. Per ho preteso di riavere indietro i soldi per via di un difetto della gettata. Per
questo lui non ha dichiarato la somma al fisco, non voleva pagare le tasse su soldi che non erano suoi.
Ho mandato le informazioni all'kokrim ieri.
 Un difetto nella gettata?
 Umidit o qualcosa del genere, manda cattivo odore. Quando l'kokrim  piombata sulla
misteriosa somma di denaro, Truls ha erroneamente creduto che mi avrebbe messo in difficolt se
avesse detto da chi l'aveva avuta. Comunque,  stato chiarito tutto.
Bellman si tir su la manica della giacca e il quadrante di un orologio Tag Heuer balugin
nell'oscurit.  Se non hai altre domande riguardo alla pallottola della mia pistola, avrei da fare, Harry.
E anche tu, immagino. Per esempio preparare le lezioni.
 Be'. Adesso l'indagine prende tutto il mio tempo.
 Prendeva tutto il tuo tempo.
 Vale a dire?
 Semplicemente che dobbiamo risparmiare dove possiamo, perci disporr con effetto
immediato che la piccola squadra alternativa di Hagen tagli completamente l'utilizzo di consulenti.
 Stle Aune e io. Ossia met della squadra.
 Il cinquanta per cento dei costi del personale. Mi congratulo gi con me stesso per questa
decisione. Ma siccome la squadra  decisamente sulla pista sbagliata, prender in considerazione l'idea
di annullare l'intero progetto.
 Come mai tanta paura, Bellman?
 Non ne hai di paura se sei l'animale pi grande della giungla, Harry. E dopo tutto io sono...
 ... il capo della polizia. Come no. Il capo.
Bellman si alz.  Mi fa piacere che tu l'abbia capito. E so che quando cominciate a tirare in
ballo collaboratori fidati come Berntsen, non si tratta pi di un'indagine imparziale, bens di una
vendetta personale diretta da un ex poliziotto ubriacone e pieno d'astio. E come capo della polizia ho il
dovere di difendere il buon nome del corpo. Allora sai cosa rispondo quando mi chiedono perch
abbiamo sospeso le indagini sull'omicidio di quel russo cui infilarono un cavatappi nella carotide al
Come As You Are? Rispondo che le indagini seguono un ordine di precedenza, e che quel caso  stato
sospeso a tempo indeterminato perch in questo momento non ha la priorit. E che se chiunque abbia
mezzo piede in polizia  al corrente delle voci che girano su chi  stato, faccio finta di non averle
sentite. Perch sono il capo della polizia.
 Vorrebbe essere una minaccia, Bellman?
 Ho bisogno di minacciare un insegnante della Scuola di polizia? Buona serata, Harry.
Harry lo guard camminare sghembo verso la recinzione mentre si allacciava la giacca. Sapeva
che avrebbe fatto meglio a tenere la bocca chiusa. Aveva deciso di non giocare quella carta se non ce
ne fosse stato strettamente bisogno. Ma ora aveva ricevuto l'ordine di andarsene, perci non aveva
niente da perdere. Tutto sommato. Aspett che l'altro avesse scavalcato la recinzione con un piede.
 Hai mai conosciuto Ren Kalsnes, Bellman?
Bellman si blocc nel bel mezzo del movimento. Katrine aveva fatto un controllo incrociato su
lui e Kalsnes senza trovare niente. E se i due avevano diviso il conto di un ristorante, comprato in rete
un biglietto del cinema per lo stesso film, posti vicini su un aereo o un treno, lo avrebbe scoperto.
Comunque, Bellman si irrigid. Rimase piantato con un piede su ciascun lato della recinzione.
 Perch questa domanda idiota, Harry?
Harry prese una boccata dalla sigaretta.  Era risaputo che se ne aveva l'occasione Ren
Kalsnes si faceva pagare per prestazioni sessuali con uomini. E tu hai guardato siti porno gay su
internet.
Bellman rimase immobile, chiaramente aveva fatto il passo pi lungo della gamba. Harry non
riusciva a vedere la sua espressione al buio, solo le strie che rilucevano come aveva fatto il quadrante
dell'orologio.
 Kalsnes aveva fama di essere un cinico avido senza un briciolo di moralit,  continu Harry
fissando la punta ardente della sigaretta.  Immagina un uomo in vista, sposato, che viene ricattato da
un tipo come Ren. Magari ha delle foto in cui fanno sesso. Ottimo movente per un omicidio, o no? Ma
Ren potrebbe aver parlato dell'uomo sposato a un'altra persona, che in seguito potrebbe farsi avanti e
rivelare l'esistenza di questo movente. Perci l'uomo sposato deve trovare qualcuno che si occupi
dell'omicidio vero e proprio. Qualcuno che conosce talmente bene e sul cui conto sa talmente tante
cose e viceversa che si fidano l'uno dell'altro. Chiaro, il delitto viene commesso in un momento in cui
l'uomo sposato ha un alibi di ferro, una cena a Parigi, per esempio. Ma poi il rapporto fra i due amici
d'infanzia si incrina. Il killer  stato sospeso dal lavoro e l'uomo sposato si rifiuta di risolvere il suo
problema anche se come capo in effetti potrebbe farlo. Allora il killer si procura una pallottola sparata
dalla pistola dell'uomo sposato e la piazza nella cassa dei reperti. Per semplice vendetta, oppure come
mezzo di ricatto per costringere l'uomo sposato a reintegrarlo. Infatti, per chi non  pratico dell'arte di
distruggere prove  difficile far sparire quella pallottola. A proposito, lo sapevi che ha denunciato il
furto della sua pistola un anno dopo l'omicidio di Kalsnes? Ho trovato il suo nome in un elenco che
Katrine Bratt mi ha dato un paio di ore fa . Harry aspir. Chiuse gli occhi perch la luce emanata dalla
punta della sigaretta non gli rovinasse la visione notturna.  Hai qualcosa da dire in proposito, signore?
 Dico grazie, Harry. Grazie per avermi aiutato a decidere la soppressione dell'intera squadra.
Sar la prima cosa che far domani mattina.
 Questo significa che sostieni di non aver mai conosciuto Ren Kalsnes?
 Non provare a usare certe tecniche da interrogatorio con me, Harry, sono stato io a portarle in
Norvegia dall'Interpol. Chiunque pu imbattersi in qualche immagine gay in rete, sono dappertutto. E
non sappiamo che farcene di squadre investigative che usano roba del genere come indizi validi in
un'indagine seria.
 Non ti ci sei imbattuto, Bellman, hai scaricato quei film e li hai pagati con la tua carta di
credito.
 Ma allora non mi stai a sentire, accidenti! Non incuriosiscono anche te, i tab? Se scarichi la
foto di un omicidio non significa che sei un assassino. Se una donna  affascinata dall'idea di uno
stupro, non significa che vuole essere stuprata!  Bellman aveva scavalcato con l'altra gamba. Era
arrivato dall'altra parte. Scampato. Si aggiust la giacca.
 Solo un ultimo consiglio, Harry. Non darmi la caccia. Per il tuo bene. Tuo e della tua donna.
Harry vide la schiena di Bellman sparire nell'oscurit che avvolgeva la pista, ud solo il forte
rumore dei suoi passi riecheggiare sommessamente fra le tribune. Lasci cadere il mozzicone e lo
calpest. Forte. Cerc di conficcarlo nel cemento.
39.
Harry trov la vecchia Mercedes di ystein Eikeland nel posteggio sul lato nord della stazione
centrale di Oslo. I taxi erano disposti in un cerchio completo e sembravano una carovana che si fosse
preparata per la notte formando una difesa a trecentosessanta gradi contro gli apache, il fisco, i
concorrenti che facevano prezzi stracciati e la gente intenzionata a prendersi quello che riteneva le
spettasse di diritto.
Harry sal davanti.
 Serata piena?
 Non ho staccato il piede dall'acceleratore neanche per un secondo,  rispose ystein, poi
strinse con delicatezza le labbra intorno al mozzicone di una microscopica sigaretta rollata e soffi il
fumo sullo specchietto retrovisore in cui vedeva crescere la fila dietro.
 Di' un po', durante un turno per quante ore hai un passeggero pagante a bordo?  domand
Harry tirando fuori il pacchetto di sigarette.
 Cos poche che in questo momento sto considerando l'idea di attivare il tassametro. Oh, ma
non sai leggere?  ystein indic la scritta Vietato fumare sullo sportellino del vano portaoggetti.
 Ho bisogno di un consiglio, ystein.
 E io ti dico no, non ti sposare. Brava donna, Rakel, ma il matrimonio porta pi guai che
divertimento. Di retta a una vecchia volpe.
 Tu non sei mai stato sposato, ystein.
  quello che ti sto dicendo . L'amico d'infanzia scopr i denti gialli nel viso magro e con uno
scatto del capo fece schioccare il codino sottilissimo contro il poggiatesta.
Harry si accese la sigaretta.  Se ripenso al fatto che ti ho chiesto di farmi da testimone...
 Il testimone deve essere lucido, Harry, e un matrimonio senza una sbronza colossale  assurdo
come il tonic senza il gin.
 Okay, per non cercavo una consulenza matrimoniale.
 Sputa, allora, Eikeland ti ascolta.
Harry sent il fumo bruciare in gola. Le sue mucose non erano pi abituate a due pacchetti al
giorno. Sapeva che ystein non poteva dargli consigli su quella faccenda. Neanche su quella. Almeno,
non buoni consigli. La sua logica e i suoi princip di vita caserecci avevano formato l'armatura di
un'esistenza piuttosto disfunzionale che riusciva ad attrarre solo le persone molto interessate. I pilastri
della casa eikelandiana erano l'alcol, la vita da single, le donne d'infimo ordine, un intelletto
interessante ma purtroppo in disarmo, un certo orgoglio, un istinto di conservazione che, malgrado
tutto, risultava in pi corse che bevute e una capacit di ridere dritto in faccia alla vita e al diavolo che
perfino Harry non poteva fare a meno di ammirare.
Harry sospir.  Ho il sospetto che dietro gli omicidi dei poliziotti ci sia un poliziotto.
 Allora sbattilo in galera,  disse ystein togliendosi un frammento di tabacco dalla punta
della lingua. Si blocc di colpo.  Gli omicidi dei poliziotti, hai detto? Cio gli omicidi dei poliziotti?
 S. Il problema  che se lo arresto, quell'uomo mi trasciner a fondo con s.
 E come?
  in grado di provare che sono stato io a uccidere il russo al Come As You Are.
ystein fiss lo specchietto con gli occhi sgranati.  Hai accoppato un russo?
 Allora, che faccio? Catturo l'uomo e mi lascio trascinare a fondo? In tal caso Rakel non avr
un marito e Oleg non avr un padre.
 Pienamente d'accordo.
 D'accordo su cosa?
 D'accordo sul fatto che devi trincerarti dietro di loro. Tutto sommato  molto saggio avere
nella manica certi pretesti filantropici, si dorme meglio. Io ci ho sempre fatto affidamento. Ti ricordi
quella volta che sono scappato mentre rubavamo le mele e ho mollato Tresko da solo? Non riusciva a
correre veloce con gli zoccoli e tutti quei chili. Mi dissi che aveva bisogno di frustate pi di me, di farsi
raddrizzare la schiena in senso morale, di essere indirizzato sulla strada giusta. Perch in effetti lui ci
voleva andare nel paese dei giusti, no? Io invece, volevo diventare un bandito, a che mi serviva essere
flagellato per qualche miserabile mela?
 In questo caso non voglio gettare la colpa su qualcun altro, ystein.
 E se quel tizio fa fuori altri sbirri mentre sai che potresti fermarlo?
  proprio questo il punto,  disse lui soffiando il fumo sulla scritta Vietato fumare.
ystein fiss a lungo l'amico.
 No, Harry...
 No, cosa?
 No...  ystein abbass il finestrino dal suo lato e con un colpetto delle dita lanci quel che
restava del mozzicone, due centimetri di cartina Rizla imbevuta di saliva.  Comunque, non lo voglio
sapere. Non farlo e basta.
 Be'. La cosa pi vigliacca che posso fare  non fare niente, immagino. Dirmi che non ho
prove schiaccianti, e questo in un certo senso  vero. Lasciare che la situazione precipiti. Ma si pu
convivere con una cosa del genere, ystein?
 Come no. Ma proprio in questo sei strano, Harry. Tu ci puoi convivere?
 Normalmente no. Ma, ripeto, ma adesso ci sono nuove considerazioni da fare.
 Non pu sembrare che non sia stato tu a catturarlo?
 User tutto quello che sa su altri poliziotti per negoziare una riduzione di pena.  stato
pompiere e investigatore, conosce tutti i trucchi del mestiere. E poi sar salvato dal capo della polizia,
quei due sanno troppe cose l'uno sul conto dell'altro.
ystein agguant il pacchetto di sigarette di Harry.  Sai una cosa? Ho l'impressione che tu sia
venuto da me per avere la mia benedizione a commettere un omicidio. Qualcun altro sa cosa vai
combinando?
Lui scosse la testa.  Neanche la mia squadra.
ystein estrasse una sigaretta e us il proprio accendino.
 Harry.
 S.
 Sei il tipo solitario pi fottuto che conosca.
Harry guard l'orologio, era quasi mezzanotte, batt le palpebre al parabrezza.  Credo che il
termine giusto sia solo.
 No. Solitario. Per scelta e strano.
 Comunque,  disse lui aprendo la portiera.  Grazie del consiglio.
 Quale consiglio?
La portiera si richiuse sbattendo.
 Quale fottuto consiglio?  grid ystein verso la sagoma ricurva che spariva rapidamente nel
buio di Oslo.  E che ne diresti di un taxi fino a casa, eh, maledetto taccagno!
La casa era avvolta nell'oscurit e nel silenzio.
Seduto sul divano, Harry fissava il cantonale.
Non aveva fatto parola con nessuno dei suoi sospetti sul conto di Truls Berntsen.
Aveva telefonato a Bjrn e a Katrine dicendo di aver fatto una breve chiacchierata con Mikael
Bellman. E poich il capo della polizia aveva un alibi per la notte dell'omicidio  e quindi o c'era stato
un errore oppure la prova era stata piazzata per incastrarlo  per il momento dovevano tenere per s la
scoperta che la pallottola trovata nella cassa dei reperti proveniva dalla sua pistola. Comunque, non si
era lasciato sfuggire neanche una parola su cosa si erano detti.
Neanche una parola su Truls Berntsen.
Neanche una parola sul da farsi.
E cos doveva essere, una di quelle faccende da risolvere per conto proprio.
La chiave era nascosta nello scaffale dei dischi.
Harry chiuse gli occhi. Cerc di concedersi una tregua, di non ascoltare il dialogo che
imperversava nella sua testa. Ma non ci riusc, appena si rilass le voci cominciarono a urlare. Che
Truls Berntsen era pazzo. Che non era una supposizione ma una certezza. Nessuna persona normale
avvia una simile campagna di sterminio contro i propri colleghi.
Ma non era un fatto senza precedenti, bastava guardare tutti gli episodi accaduti negli Stati
Uniti, in cui persone licenziate o umiliate in altro modo erano tornate sul posto di lavoro e avevano
sparato ai colleghi. Omar Thornton aveva ucciso otto compagni di lavoro nella ditta di distribuzione di
birra dopo essere stato mandato via con l'accusa di aver rubato dalle scorte; Wesley Neal Higdon
cinque dopo essere stato ripreso dal suo capo, Jennifer San Marco aveva conficcato sei pallottole
mortali nella testa di altrettanti colleghi dell'ufficio postale dopo che il direttore l'aveva buttata fuori
perch  appunto  pazza.
In questo caso la differenza stava nel grado di pianificazione e nella capacit di attuazione.
Quindi: fino a che punto era pazzo Truls Berntsen? Lo era abbastanza da indurre la polizia a non
credergli se avesse affermato che Harry Hole aveva ucciso un uomo in un bar?
No.
Non se aveva le prove. Non era possibile dichiarare malate di mente delle prove.
Truls Berntsen.
Harry verific.
Quadrava tutto. Ma quadrava anche la cosa pi importante? Il movente. Cos'aveva detto Mikael
Bellman? Che se una donna fantastica su uno stupro non significa che voglia essere stuprata. Che se un
uomo fantastica di uno stupro, non significa...
Maledizione! Maledizione! Finiscila!
Ma non la fin. Non gli avrebbe dato pace finch non avesse risolto il problema. E c'erano solo
due metodi per risolverlo. Uno era il vecchio metodo. Che in quel preciso istante tutto il suo corpo
invocava a gran voce. Un drink. Il drink che si moltiplicava, oscurava, camuffava, anestetizzava. Era il
metodo temporaneo. Il metodo cattivo. L'altro era il metodo definitivo. Il metodo necessario. Quello
che eliminava il problema. L'alternativa del diavolo.
Harry balz in piedi. In casa non c'era alcol, non c'era da quando lui ci si era trasferito.
Cominci a camminare avanti e indietro. Si ferm. Fiss il vecchio cantonale. Gli fece venire in mente
qualcosa. Un mobile bar che si era fermato a guardare esattamente nello stesso modo. Che cosa lo
tratteneva? Quante volte in passato aveva venduto l'anima per molto meno? Forse era proprio questo il
punto? Che le altre volte lo aveva fatto per pochi spiccioli, giustificato da una indignazione morale.
Questa volta, invece era... impura. Con lo stesso colpo voleva salvarsi la pelle.
Ma adesso riusciva a sentirla l dentro, che gli bisbigliava: Tirami fuori di qui, usami. Usami
per quello che devi fare. E stavolta ci riuscir. Non mi lascer imbrogliare da un giubbotto
antiproiettile.
Ci avrebbe messo mezz'ora a raggiungere in macchina il palazzo di Manglerud e
l'appartamento di Truls Berntsen. Con l'arsenale nella camera da letto che aveva visto con i suoi occhi.
Armi manuali, manette, maschera antigas. Sfollagente. E allora, che aspettava? Sapeva cosa doveva
fare.
Ma era vero? Truls Berntsen aveva realmente ucciso Ren Kalsnes su ordine di Mikael
Bellman? Che Truls fosse pazzo era poco ma sicuro, ma lo era anche Mikael Bellman?
O si trattava semplicemente di un parto della fantasia che la sua mente aveva combinato con le
tessere a disposizione, facendole combaciare a forza perch voleva, desiderava, pretendeva un quadro,
un quadro qualsiasi che desse, se non un senso, almeno una risposta, la sensazione di aver unito i
puntini con le linee.
Harry si cav il cellulare di tasca e premette la A.
Passarono pi di dieci secondi prima che udisse una voce grugnire:  ... s.
 Ciao, Arnold, sono io.
 Harry?
 S. Sei al lavoro?
  l'una di notte, Harry. E siccome sono pi o meno una persona normale, sono a letto.
 Scusa. Vuoi rimetterti a dormire?
 Visto che me lo chiedi, s.
 Okay, ma dato che sei sveglio...  Ud uno sbuffo all'altro capo.  Stavo pensando a Mikael
Bellman. Tu ci hai lavorato insieme quando era alla Kripos. Ti  mai capitato di notare qualcosa che
potesse far pensare che era attratto sessualmente dagli uomini?
Segu un lungo silenzio in cui Harry sent il respiro regolare di Arnold e lo sferragliamento di
un treno sui binari. Dall'acustica cap che Arnold dormiva con la finestra spalancata, pi che da un
interno i rumori sembravano provenire da un posto all'aria aperta. Probabilmente ci era abituato e non
gli disturbavano il sonno. E di colpo gli pass per la testa, non sotto forma di una rivelazione, ma
piuttosto di un pensiero fugace, che forse era cos anche per quel caso. Che dovevano sforzarsi di udire
i rumori, quei rumori cos familiari che non li svegliavano.
 Ti sei addormentato, Arnold?
 Ma no, per l'idea mi giunge talmente nuova che la devo assimilare. Allora. Riandando
indietro con la memoria e mettendo le cose in una prospettiva diversa, allora... Ma neanche cos
riesco... per  chiaro...
 Che cosa  chiaro?
 No, cio, Bellman era sempre insieme a quel suo cagnaccio di una fedelt infinita.
 Truls Berntsen.
 Appunto. Quei due...  Un'altra pausa. Un altro treno.  No, Harry, non ce li vedo quei due
come una coppia gay, non so se mi segui.
 Ti seguo. Scusa se ti ho svegliato. Buonanotte.
 Buonanotte. A proposito, aspetta un momento...
 Mhm?
 Alla Kripos c'era un tale. Me ne ero completamente dimenticato, ma una volta sono entrato
nei bagni e l'ho visto davanti ai lavandini insieme a Bellman ed erano entrambi rossi in viso. Come se
fosse successo qualcosa, se mi segui. Ricordo che allora mi venne un sospetto, ma non gli diedi molta
importanza. Per subito dopo quel tale spar dalla Kripos.
 Come si chiamava?
 Non me lo ricordo. Forse lo posso scoprire, ma non adesso.
 Grazie, Arnold. E sogni d'oro.
 Grazie. Che succede?
 Niente di che, Arnold,  rispose Harry, chiuse la comunicazione e rinfil il cellulare in tasca.
Fiss lo scaffale dei dischi. La chiave era nella W.
 Niente di che,  ripet.
Si sfil la t-shirt mentre si dirigeva in bagno. Sapeva che la biancheria del letto era candida,
pulita e fresca. Che il silenzio di l dalla finestra aperta sarebbe stato assoluto e l'aria della notte fredda
al punto giusto. Che non avrebbe dormito neanche un secondo.
E una volta a letto rimase disteso ad ascoltare il vento. Fischiava. Fischiava nella toppa di un
vecchissimo cantonale nero.
L'agente donna di turno alla centrale operativa ricevette la segnalazione dell'incendio alle
04.06. Appena ud la voce concitata del vigile del fuoco pens istintivamente che doveva essere di
grandi proporzioni, di quelli che richiedevano la deviazione del traffico, la messa in sicurezza di oggetti
di valore, che provocavano feriti o vittime. Perci si stup un po' quando il vigile del fuoco spieg che
era stata un'emissione di fumo a innescare l'allarme antincendio in un bar di Oslo chiuso per la notte, e
che le fiamme si erano estinte prima del loro arrivo. Si stup ancora di pi quando l'uomo li preg di
venire immediatamente. E cap che l'agitazione di cui all'inizio le era sembrata piena la sua voce, era
in realt terrore. Gli tremava, come se ne avesse viste tante sul lavoro, ma niente che lo avesse potuto
preparare a ci che cercava di comunicare:  Non  che una bambina. Devono averle versato addosso
qualcosa, sul banco ci sono delle bottiglie di alcolici vuote.
 Dove?
 ... completamente carbonizzata. Ed  legata ai tubi dell'acqua.
 Dove?
  incatenata per il collo. Sembra un lucchetto da bici. Ho detto che dovete venire.
 S, certo. Ma dove...
 A Kvadraturen. Il locale si chiama Come As You Are. Dio mio, non  che una bambina...
40.
Un trillo scosse Stle Aune dal sonno alle 06.28. Per qualche motivo in un primo momento
credette che fosse il telefono, ma poi cap che era la sveglia. Doveva averlo sognato. Ma poich non
credeva nell'interpretazione dei sogni pi di quanto credesse nella psicoterapia, non cerc neppure di
ripercorrere a ritroso il filo del ragionamento, e batt invece la mano sull'interruttore della suoneria
chiudendo gli occhi per godersi i due minuti che mancavano alle sei e mezzo, quando avrebbe suonato
l'altro allarme. Di solito a quell'ora sentiva i piedi nudi di Aurora toccare il pavimento e correre verso
il bagno: voleva sempre occuparlo per prima.
Silenzio.
 Dov' Aurora?
 Si  fermata a dormire da Emilie,  mormor Ingrid con voce velata.
Lui si alz. Fece la doccia, si rase, consum la colazione insieme alla moglie in un silenzio a
due mentre lei leggeva il giornale. Stle era diventato molto bravo a leggere al contrario. Salt le parti
riguardanti gli omicidi dei poliziotti, niente di nuovo, solo altre congetture.
 Non passa da casa prima di andare a scuola?  domand.
 Si  portata dietro i libri.
 Ah.  il caso che dorma fuori quando il giorno dopo ha scuola?
 No, non  il caso. Dovresti intervenire . La moglie sfogli il giornale.
 Lo sai quali effetti ha la carenza di sonno sul cervello, Ingrid?
 Lo stato norvegese ti ha finanziato sei anni di studi perch lo sappia tu, Stle, perci mi
sembrerebbe uno spreco delle tasse che pago se dovessi saperlo anch'io.
Stle aveva sempre sentito un misto di fastidio e di ammirazione per la prontezza cognitiva che
Ingrid mostrava la mattina presto. Lo mandava al tappeto entro le dieci. Lui non riusciva ad
aggiudicarsi un solo round prima di mezzogiorno. Anzi, soltanto dopo le sei del pomeriggio poteva
sperare di mandare a effetto qualche jab verbale.
Riflett un po' su questa faccenda mentre tirava fuori l'auto dal garage e si avviava verso lo
studio di Sporveisgata. Dubitava che sarebbe riuscito a stare con una donna che non lo stracciasse tutti i
santi giorni. E se non avesse avuto una profonda conoscenza della genetica non sarebbe riuscito a
spiegarsi come avessero potuto fare una figlia tanto cara e sensibile come Aurora. Poi gli pass di
mente. Il traffico era lento, ma non pi del solito. L'importante era la prevedibilit, non il tempo che ci
voleva. C'era una riunione alla Fornace alle dodici, e prima aveva tre pazienti.
Accese l'autoradio.
Nello stesso istante in cui ud la notizia squill il cellulare e d'istinto cap che c'era un
collegamento fra le due cose.
Era Harry.  Dobbiamo rimandare la riunione. C' stato un altro omicidio.
 La ragazzina di cui hanno parlato alla radio?
 S. Almeno, siamo quasi sicuri che si tratti di una ragazzina.
 Non sapete chi ?
 No. Non ci sono state denunce di scomparsa.
 Quanti anni potrebbe avere?
  impossibile accertarlo, ma in base all'altezza e alla corporatura direi tra i dieci e i
quattordici.
 E pensate che c'entri con il nostro caso?
 S.
 E perch?
 Perch  stata rinvenuta nello stesso luogo di un omicidio irrisolto. Un bar che si chiama
Come As You Are. E perch...  Harry toss,  era incatenata per il collo ai tubi dell'acqua con un
lucchetto da bici.
 Oh, mio Dio!
Ud l'altro tossire di nuovo.
 Harry?
 S.
 Stai bene?
 No.
 Qualcosa... non va?
 S.
 A parte la storia del lucchetto? Capisco che deve...
 L'ha cosparsa di alcolici e poi le ha dato fuoco. Le bottiglie vuote sono qui sul banco. Tre
bottiglie, tutte della stessa marca. Nonostante avesse l'imbarazzo della scelta.
 ...
 S,  Jim Beam.
 ... la tua marca.
Stle ud Harry gridare a qualcuno di non toccare. Poi si rivolse di nuovo a lui:  Vuoi venire a
vedere la scena del crimine?
 Ho dei pazienti. Dopo, forse.
 Okay, decidi tu. Resteremo qui ancora per un po'.
Riagganciarono.
Stle cerc di concentrarsi nuovamente sulla guida. Si accorse di respirare pi forte, sent le
narici dilatarsi, il petto sollevarsi. Era sicuro che come terapeuta oggi se la sarebbe cavata ancora
peggio del solito.
Harry usc dalla porta che dava direttamente sulla strada trafficata, dove c'era un viavai di
pedoni, biciclette, automobili e tram. Batt le palpebre nella luce dopo il buio fitto del locale, guard
quell'assurdo brulichio di vita che non si curava del fatto che pochi metri dietro di lui c'era la morte,
altrettanto assurda, seduta su una sedia d'acciaio e plastica squagliata, nelle sembianze del cadavere
carbonizzato di una ragazzina che non avevano idea di chi fosse. O meglio, Harry lo intuiva, ma non
aveva il coraggio di completare il pensiero. Poi telefon a Katrine, che aveva rimandato alla Fornace
perch stesse pronta accanto al suo parco macchine.
 Ancora nessuna denuncia di scomparsa?  le domand.
 No.
 Okay. Allora controlla quali investigatori hanno figlie di et compresa fra gli otto e i sedici
anni. Comincia da quelli che hanno lavorato al caso Kalsnes. Se trovi qualcuno, chiamalo e chiedigli se
oggi ha visto la figlia. Usa molto tatto.
 Senz'altro.
Harry riagganci.
Bjrn usc e si ferm accanto a lui. Parl con voce sommessa, mite, come se fossero seduti in
una chiesa.
 Harry?
 S?
  lo spettacolo pi raccapricciante che abbia mai visto.
Lui annu. Era al corrente di parecchie delle cose che aveva visto Bjrn, ma sapeva che era
vero.
 Chi ha fatto questo...  riprese il collega, poi alz le mani e respir rapidamente, emise un
gemito smarrito, riabbass le braccia.  Si merita una pallottola, cazzo.
Harry strinse i pugni nelle tasche della giacca. Sapeva che era vero anche questo. Si meritava
una pallottola. Una pallottola o tre di un'Odessa chiusa in un armadio in Holmenkollveien. Non adesso,
la notte prima. Quando un ex sbirro maledettamente vigliacco era andato a letto perch aveva concluso
di non poter fare il boia, finch non avesse chiarito qual era il suo movente personale, se lo faceva per
le vittime potenziali, per Rakel e per Oleg, o solo per s stesso. Ebbene. La ragazzina l dentro non gli
avrebbe fatto domande sul movente, per lei e per i suoi genitori era troppo tardi.
Accidenti, accidenti!
Guard l'ora.
A quel punto Truls Berntsen sapeva che lui gli dava la caccia, doveva stare in guardia. Lo aveva
provocato, allettato, scegliendo quella scena del crimine per l'omicidio, lo aveva umiliato usando il Jim
Beam, il veleno abituale di un ubriacone come lui, e il lucchetto da bici di cui era a conoscenza mezzo
corpo di polizia. Il grande Harry Hole era stato incatenato al palo di un cartello di divieto di sosta in
Sporveisgata con quel collare da cane.
Harry trasse un respiro. Avrebbe potuto mettere le carte in tavola, raccontare tutto, di Gusto, di
Oleg e dei russi morti e poi assaltare il suo appartamento con la Delta, e se Truls Berntsen fosse riuscito
a fuggire avrebbe potuto avviare una caccia in grande stile coinvolgendo dall'Interpol fino al pi
piccolo posto di polizia rurale del paese. Oppure...
Harry fece per tirare fuori il pacchetto di Camel spiegazzato. Lo rimise a posto. Era stufo di
fumare.
... oppure avrebbe potuto fare esattamente ci che andava cercando quel bastardo.
Solo durante la pausa dopo il secondo paziente Stle segu il ragionamento sino in fondo.
O i ragionamenti, perch erano due.
Il primo era che nessuno aveva denunciato la scomparsa della ragazzina. Un ragazzina fra i
dieci e i quattordici anni. I genitori avrebbero dovuto accorgersi che non era rientrata la sera.
Avrebbero dovuto denunciarne la scomparsa.
L'altro ragionamento era quale collegamento potesse esserci tra la vittima e il caso degli
omicidi dei poliziotti. Finora l'assassino si era limitato a uccidere investigatori, e forse adesso gli era
venuto il bisogno caratteristico dei serial killer di aumentare l'efferatezza: cosa si poteva fare di peggio
a una persona che privarla della vita? Semplice: privare della vita la sua prole. Il figlio. In tal caso
bisognava chiedersi: a chi era toccato? Ovviamente non a Harry, lui non aveva figli.
A quel punto i sudori freddi arrivarono di colpo stillando in modo incontrollato da tutti i pori
del corpo massiccio di Stle Aune. Afferr il cellulare che stava nel cassetto aperto, cerc il numero di
Aurora e la chiam.
Ud otto squilli prima che scattasse la segreteria.
Ma certo che non rispondeva, era a scuola e ovviamente non potevano tenere i telefonini accesi.
Come faceva di cognome Emilie? Lo aveva sentito diverse volte, ma quella rientrava nelle
competenze di Ingrid. Consider l'idea di telefonarle, ma poi decise di non metterla in agitazione
inutilmente e cerc invece gita scolastica sul pc. Aveva visto giusto: trov tante e-mail dell'anno
prima con gli indirizzi di posta elettronica dei genitori di tutti i compagni di classe di Aurora. Scorse i
nomi nella speranza di riconoscere quello che cercava. Era fra i primi. Torunn Einersen. Emilie
Einersen, era anche facile da ricordare. Fortunatamente i numeri di telefono di tutti i genitori erano
riportati di seguito. Compose le cifre sul telefono, not che gli tremava il dito, che aveva difficolt a
centrare i tasti: doveva aver bevuto troppo o troppo poco caff.
 Torunn Einersen.
 Ciao, sono Stle Aune, il padre di Aurora. Io... ehm, volevo solo sapere se stanotte  andato
tutto bene.
Pausa. Una pausa troppo lunga.
 Ha dormito da voi,  aggiunse. E per essere assolutamente sicuro:  Con Emilie.
 Ah, ho capito. No, Aurora non ha dormito qui. Ricordo che se ne era parlato, ma...
 Sicuramente ricordo male,  disse Stle accorgendosi di avere la voce strozzata.
 Gi, oggigiorno  diventato quasi impossibile raccapezzarsi su chi dorme da chi,  rise
Torunn Einersen, ma parve in imbarazzo per lui, il padre che non sapeva dove passasse la notte la
figlia.
Stle riagganci. La sua camicia era gi completamente fradicia.
Chiam Ingrid. Gli rispose la segreteria. Le lasci detto di richiamarlo. Poi si alz e si precipit
fuori della porta. La paziente che aspettava, una donna di mezza et che era in terapia per motivi
secondo Stle del tutto incomprensibili, alz lo sguardo.
 Dobbiamo cancellare la seduta di oggi...  Avrebbe voluto chiamarla per nome, ma si ricord
quale fosse solo quando, una volta arrivato in fondo alle scale e fuori del portone, attravers di corsa
Sporveisgata verso l'auto.
Harry si accorse che stringeva troppo forte il bicchiere di carta con il caff quando la barella
coperta fu spinta davanti a loro e caricata sull'ambulanza. Guard torvo il capannello di curiosi.
Katrine aveva telefonato. Ancora non c'era stata nessuna denuncia di scomparsa, e nessuno
della squadra che si era occupata del caso Kalsnes aveva una figlia tra gli otto e i sedici anni. Perci lui
le aveva detto di ampliare la ricerca a tutta la polizia.
Bjrn usc dal locale. Si sfil i guanti di lattice e il cappuccio della tuta bianca.
 Ancora nessuna notizia sul Dna?  gli domand Harry.
 No.
Appena arrivati sulla scena del crimine per prima cosa Harry aveva fatto prelevare un campione
di tessuto che era stato mandato a sirene spiegate a Medicina legale. Un esame completo del Dna
richiedeva tempo, ma ricavare le prime cifre del codice poteva essere una cosa abbastanza veloce. Non
avevano bisogno d'altro. I profili genetici di tutti gli agenti, investigativi e della Scientifica, erano
raccolti in un apposito registro, nel caso avessero contaminato una scena del crimine. Nel corso
dell'ultimo anno vi erano stati inclusi anche quelli dei poliziotti accorsi per primi sulla scena di un
crimine o che l'avevano delimitata, e perfino di civili che potevano essersi trovati sul posto. Era un
semplice calcolo delle probabilit: con appena le prime tre, quattro cifre su un totale di undici
avrebbero eliminato la stragrande maggioranza dei poliziotti. Con cinque o sei, tutti. O meglio, se
Harry aveva visto giusto, tutti tranne uno.
Guard l'orologio. Non sapeva perch avevano fretta, sapeva soltanto che avevano poco tempo.
Che lui aveva poco tempo.
Stle Aune lasci l'auto davanti al portone della scuola, azion le luci d'emergenza. Mentre
correva udiva l'eco dei propri passi rimbalzare tra gli edifici che circondavano il cortile. Quel rumore
solitario dell'infanzia. Il rumore di quando si arrivava a lezione in ritardo. O il rumore di vacanze estive
quando tutti avevano lasciato la citt ed eri rimasto solo. Spalanc la porta pesante, si precipit lungo il
corridoio, l'eco non c'era pi, solo il suo respiro affannato nelle orecchie. Ecco la porta della sua
classe. Era quella, no? Corso o classe? Quante poche cose sapeva sulle sue giornate. Quanto l'aveva
vista poco negli ultimi sei mesi. Quante cose voleva sapere. Quanto tempo avrebbe trascorso con lei
d'ora in poi. Se solo, se solo...
Harry si guard intorno nel locale.
 La serratura della porta sul retro  stata scassinata,  disse l'agente alle sue spalle.
Lui annu. Aveva visto i graffi intorno alla toppa.
Grimaldello. La mano di un poliziotto. Ecco perch l'allarme non era scattato.
Harry non aveva notato nessun segno di resistenza, nessun oggetto rovesciato sul pavimento, n
sedie n tavoli spostati a calci dalla posizione in cui sarebbe stato naturale lasciarli la sera. Il
proprietario era sotto interrogatorio. Lui aveva detto che non gli pareva necessario incontrarlo. Non
aveva detto di non volerlo incontrare. Non aveva addotto un motivo. Per esempio, che preferiva non
rischiare di essere riconosciuto.
Guard lo sgabello alto vicino al banco, ricostru la scena di quella sera, quando era seduto l
davanti a un bicchiere intatto di Jim Beam. Il russo che era arrivato da dietro cercando di conficcargli la
lama del coltello siberiano nella carotide. La protesi di titanio del suo dito che l'aveva bloccata. Il
proprietario dietro il banco che era rimasto a guardarlo terrorizzato mentre afferrava il cavatappi. Il
sangue che aveva tinto il pavimento intorno ai loro piedi come una bottiglia di vino rosso appena aperta
rovesciata.
 Per il momento nessun indizio,  disse Bjrn.
Harry annu di nuovo. Ovvio. Berntsen aveva avuto il locale tutto per s, aveva potuto fare con
comodo. Rimettere in ordine prima di imbeverla, aspergerla... La parola gli venne in mente suo
malgrado: marinarla.
Poi aveva fatto scattare l'accendino.
Risuonarono le prime note di She di Gram Parsons e Bjrn si port il cellulare all'orecchio: 
S? Un riscontro nel registro? Aspetta...
Tir fuori una matita e il suo inseparabile taccuino Moleskine. Harry aveva il sospetto che a
Bjrn piacesse tanto la patina della copertina che, una volta arrivato alla fine, cancellava gli appunti e
poi lo riutilizzava.
 Incensurato, okay, ma si  occupato di alcuni omicidi. S, riteniamo di s, purtroppo. E come
si chiama?
Bjrn aveva posato il taccuino sul banco, pronto a scrivere. Ma la punta della matita si blocc: 
E il nome del padre hai detto che ?
Dalla voce del collega Harry cap che c'era un problema. Un grosso problema.
Non appena spalanc la porta dell'aula, nella mente di Stle Aune turbinarono i seguenti
pensieri: che era stato un cattivo padre.
Che non era sicuro che la classe di Aurora avesse un'aula fissa.
E, se l'aveva, se fosse sempre quella.
Erano passati due anni dall'ultima volta che ci aveva messo piede, in occasione di una giornata
di scuola aperta in cui tutte le classi esponevano disegni, modellini fatti con i fiammiferi, statue di creta
e altro ciarpame che non lo aveva colpito pi di tanto. Ovviamente, un padre migliore sarebbe rimasto
molto colpito.
Le voci ammutolirono, molti visi si girarono verso di lui.
E Stle nel silenzio scrut quelle facce giovani e morbide. Quelle facce intatte, immacolate che
non avevano ancora vissuto quanto sarebbe stato loro concesso, facce che avrebbero avuto la possibilit
di essere plasmate, di acquistare carattere, di solidificarsi con gli anni nella maschera corrispondente
alla persona che erano dentro. Come lui. La sua ragazzina.
Il suo sguardo colse facce che aveva visto nelle foto di classe, a feste di compleanno, a troppe
poche partite di pallamano, a cerimonie di fine anno scolastico. Qualcuna accompagnata dal nome, la
maggior parte senza. Prosegu, cerc quell'unica faccia mentre sentiva il suo nome formarsi e crescere
come un pianto nella gola: Aurora. Aurora. Aurora.
Bjrn fece scivolare il cellulare in tasca. Rimase immobile davanti al banco dando le spalle a
Harry. Scosse adagio la testa. Poi si volt. Il suo viso sembrava salassato. Pallido, esangue.
  qualcuno che conosci bene,  disse Harry.
Bjrn assent lentamente, come un sonnambulo. Deglut.
 Cazzo, non  possibile...
 Aurora.
Il muro di facce fissava sconcertato Stle Aune. Il suo nome gli era sfuggito dalle labbra sotto
forma di singhiozzo. Di preghiera.
 Aurora,  ripet.
All'estremit del suo campo visivo scorse l'insegnante venirgli incontro.
 Che cosa non  possibile?  domand Harry.
 Sua figlia,  disse Bjrn.  ...  una cosa che non sta n in cielo n in terra.
Gli occhi di Stle erano pieni di lacrime. Sent una mano sulla spalla. Vide una figura alzarsi
davanti a lui, venirgli incontro, i contorni confusi come in uno specchio deformante. Per gli sembrava
lei. Sembrava Aurora. Ovviamente, come psicologo sapeva che era solo la fuga della mente, che era il
modo in cui l'uomo affrontava l'insostenibile: mentendo. Vedendo ci che voleva vedere. Ma sussurr
lo stesso il suo nome.
 Aurora.
E avrebbe perfino giurato che la voce fosse la sua:
 Qualcosa non va...
Ud anche l'ultima parola della frase, ma non era sicuro che fosse stata lei oppure il suo cervello
ad aggiungerla:
 ... pap?
 Perch non sta n in cielo n in terra?
 Perch...  rispose Bjrn fissando Harry come se non ci fosse.
 Allora?
 Perch  gi morta.
41.
Vestre Gravlund era immerso nella quiete mattutina. Si udivano solo il ronzio lontano delle auto
su Srkedalsveien e lo sferragliare della T-bane che trasportava la gente in centro.
 Roar Midtstuen, s,  disse Harry avanzando tra le lapidi.  Da quanti anni  su da voi?
 Non lo sa nessuno,  rispose Bjrn cercando di tenere il passo.  Dalla notte dei tempi.
 E sua figlia  morta in un incidente stradale?
 L'estate scorsa.  semplicemente assurdo. Non pu essere vero. Hanno soltanto la prima parte
del codice genetico, c' ancora un dieci, quindici per cento di possibilit che sia il Dna di un'altra
persona, magari di qualcuno...  Per poco non urt Harry che si era fermato di colpo.
 Be',  disse lui, accovacciandosi e infilando le dita nella terra davanti alla lapide che riportava
il nome Fia Midtstuen.  Quella possibilit  scesa esattamente a zero.
Alz la mano e un po' di terra smossa cadde fra le sue dita.
 Ha disseppellito il cadavere, lo ha portato al Come As You Are e gli ha dato fuoco.
 Maledizione...
Harry ud il pianto nella voce del collega. Evit di guardarlo. Lo lasci in pace. Aspett. Chiuse
gli occhi, aguzz l'udito. Un uccello cantava una melodia insensata per gli umani. Il vento sospingeva
le nuvole fischiettando spensierato. Un treno della T-bane sferragliava verso ovest. Il tempo correva,
ma aveva ancora una meta? Harry riapr gli occhi. Si schiar la voce.
 Prima di telefonare al padre dobbiamo far dissotterrare la bara per avere la conferma.
 Ci penso io.
 Bjrn,  disse Harry.  Guarda che  meglio cos. Almeno non si tratta di una ragazzina arsa
viva. Okay?
 Scusa, sono molto stanco. E Roar era gi abbastanza distrutto, perci io...  Allarg le braccia
con aria smarrita.
 Figurati,  disse Harry alzandosi.
 Dove vai?
Lui strizz gli occhi verso nord, in direzione della strada e della T-bane. Le nuvole gli venivano
incontro. Vento da nord. Ed eccola di nuovo. La sensazione di sapere qualcosa che ancora non sapeva,
qualcosa laggi in fondo all'acqua scura del suo essere, che si rifiutava di emergere in superficie.
 Devo sistemare una faccenda.
 Cio?
 Niente, una faccenda che rimando da troppo tempo.
 Ho capito. A proposito, mi chiedevo una cosa.
Harry lanci un'occhiata all'orologio e annu brevemente.
 Quando hai parlato con Bellman ieri, cos'ha detto che potrebbe essere successo con la
pallottola?
 Non ne aveva idea.
 E tu? Di solito hai come minimo un'ipotesi.
 Mhm. Devo scappare.
 Harry?
 S?
 Non...  Bjrn gli rivolse un sorriso impacciato.  Non fare sciocchezze.
Katrine Bratt guardava lo schermo abbandonata contro lo schienale della sedia. Bjrn Holm
aveva appena chiamato dicendo che avevano scoperto chi era il padre, un certo Midtstuen, uno degli
investigatori nel caso Kalsnes, ma che la figlia era gi morta, e per questo non le risultava fra i
poliziotti con figlie giovani. E siccome quella notizia l'aveva resa momentaneamente disoccupata,
Katrine aveva dato una scorsa alle ricerche incrociate del giorno prima. Allora: zero riscontri tra Mikael
Bellman e Ren Kalsnes. Quando aveva richiesto un elenco delle persone che presentavano il maggior
numero di riscontri con Mikael Bellman, erano emersi tre nomi in particolare. Al primo posto c'era
Ulla Bellman. Poi Truls Berntsen. E al terzo Isabelle Skyen. Che sua moglie fosse in cima all'elenco
era naturale, e che l'assessore alle Politiche sociali, la superiore di Bellman, fosse al terzo forse non era
poi tanto strano.
Ma Truls Berntsen l'aveva stupita.
Per il semplice motivo che era saltata fuori una nota interna inviata dall'kokrim al capo della
polizia, ossia stilata proprio in centrale, che a motivo della somma in contanti di cui Truls Berntsen si
rifiutava di rendere conto chiedeva l'autorizzazione ad aprire un'inchiesta per sospetta corruzione.
Non trovando la risposta, aveva immaginato che Bellman l'avesse data a voce.
A parerle strano era che il capo della polizia e un presunto poliziotto corrotto si fossero
telefonati e scambiati sms con tanta frequenza, avessero usato la carta di credito nello stesso luogo e
alla stessa ora, viaggiato sugli stessi aerei e treni, alloggiato negli stessi alberghi nelle stesse date,
fossero stati nello stesso poligono. Quando Harry le aveva chiesto di fare un controllo approfondito su
Bellman, aveva scoperto che il capo della polizia aveva guardato porno per gay su internet. Possibile
che Truls Berntsen fosse il suo amante?
Katrine fiss lo schermo ancora per un po'.
E allora? Non era detto che fosse importante.
Sapeva che Harry si era incontrato con Bellman quella sera, a Valle Hovin. Che gli aveva
sbattuto in faccia la scoperta della sua pallottola. E prima di andare via, lui aveva borbottato che aveva
un'idea di chi poteva aver manomesso quella pallottola nel magazzino reperti. Quando lei glielo aveva
domandato Harry si era limitato a risponderle:  L'ombra.
Katrine ampli la ricerca risalendo indietro nel tempo.
Lesse attentamente il risultato.
Bellman e Berntsen erano stati inseparabili per tutta la carriera, che era chiaramente iniziata alla
stazione di Stovner, dove avevano preso servizio subito dopo la Scuola di polizia.
Katrine trov l'elenco delle altre persone che vi avevano lavorato nello stesso periodo.
Fece scorrere lo sguardo lungo lo schermo. Si sofferm su un nome. Compose un numero con il
prefisso 55.
 Alla buonora, signorina Bratt!  cantilen la voce all'altro capo, e Katrine sent il gran
sollievo di ascoltare di nuovo il dialetto genuino di Bergen.  Avrebbe dovuto presentarsi qui molto
tempo fa per la visita!
 Hans...
 Dottor Hans, prego. Mi faccia la cortesia di scoprirsi il petto, Bratt.
 Smettila,  lo avvis lei sorprendendosi a sorridere.
 Ti prego di non scambiare la scienza medica per attenzioni sessuali indesiderate sul posto di
lavoro, Bratt.
 Qualcuno mi ha detto che sei tornato nella sezione ordine pubblico.
 Vero. E tu dove sei adesso?
 A Oslo. A proposito, vedo da una lista che hai lavorato alla stazione di Stovner insieme a
Mikael Bellman e a Truls Berntsen.
  stato subito dopo la Scuola di polizia, e solo per colpa di una donna, Bratt. Maren la
popputa, ti ho mai parlato di lei?
 Probabilmente s.
 Ma quando fin la nostra storia, avevo chiuso anche con Oslo . Inton:  Vestland, Vestland
ber alles...
 Hans! Quando lavoravi con...
 Nessuno lavorava con quei due, Katrine. O lavoravi per loro oppure contro di loro.
 Truls Berntsen  stato sospeso.
 Era ora, accidenti. Avr di nuovo pestato qualcuno, immagino.
 Pestato? Pestava i fermati?
 Peggio ancora, pestava i poliziotti.
Katrine sent drizzarsi i peli delle braccia.  Sul serio? E chi?
 Chiunque ci provasse con la moglie di Bellman. Beavis Berntsen era innamorato perso di
tutt'e due.
 Che cosa usava?
 Che vuoi dire?
 Per pestarli.
 E come faccio a saperlo? Un oggetto duro, immagino. Almeno questa  l'impressione che mi
diede un ragazzo del Nordland, un civile, che fu tanto stupido da ballare troppo stretto con la signora
Bellman alla nostra cena prenatalizia.
 Chi era?
 Si chiamava... vediamo... cominciava per r. Rune. No, Runar. S, Runar. Runar...
vediamo... Runar...
Forza, pens lei mentre le sue dita correvano da sole sulla tastiera.
 Spiacente, Katrine,  passato tanto tempo. Magari, se ti scopri il petto?
 Sono tentata,  rispose Katrine.  Ma l'ho appena trovato da sola, all'epoca c'era soltanto un
Runar a Stovner. Stammi bene, Hans...
 Aspetta! Una piccola mammografia non  necessariamente...
 Devo scappare, fissato che non sei altro.
Katrine riagganci. Bastava cliccare due volte sul nome. Lasci lavorare i motori di ricerca
mentre fissava il cognome. Per qualche motivo le era familiare. Dove lo aveva gi visto? Chiuse gli
occhi, lo mormor tra s e s. Era abbastanza insolito da non poter essere una coincidenza. Riapr gli
occhi. Il risultato era gi pronto. C'era parecchia roba. Abbastanza. Cartelle cliniche. Ricovero per
disintossicazione. Scambio di e-mail tra il direttore di un centro di disintossicazione di Oslo e il capo
della polizia. Overdose. Ma la prima cosa che la colp era la foto. Gli occhi limpidi, di un azzurro
innocente che la fissavano. All'improvviso ricord dove li aveva gi visti.
Harry apr la porta con la chiave, entr senza togliersi le scarpe, si diresse allo scaffale dei
dischi. Infil le dita tra Bad as Me di Waits e A Pagan Place dei Waterboys, che aveva sistemato con
qualche dubbio all'inizio della fila di dischi della band perch in realt era un'edizione rimasterizzata
del 2002. Era comunque il posto pi sicuro di tutta la casa, n Rakel n Oleg avevano mai tirato fuori di
loro spontanea volont un album in cui cantassero Tom Waits o Mike Scott.
Prese la chiave. Di ottone, piccola e cava, leggera come una piuma. Eppure sembrava cos
pesante da spingergli la mano verso il pavimento mentre lui si dirigeva verso il cantonale. La infil
nella toppa e la gir. Aspett. Sapeva che una volta aperto lo sportello non sarebbe pi potuto tornare
indietro, la promessa sarebbe stata infranta.
Dovette fare forza per aprire l'anta imbarcata. Era consapevole che si trattava solo di legno
vecchio che si staccava dal telaio, ma gli parve un sospiro profondo che proveniva dal buio l dentro.
Come se sapesse di essere finalmente libera. Libera di scatenare l'inferno sulla Terra.
Un odore di metallo e di lubrificante.
Harry trasse un respiro. Aveva la sensazione di infilare una mano in un nido di serpenti. Le sue
dita annasparono prima di trovare la pelle d'acciaio fredda e squamata. Afferr la testa da rettile e la
tir fuori.
Era un'arma brutta. Di una bruttezza affascinante. L'arte ingegneristica sovietica in tutta la sua
brutale efficienza, sopportava gli stessi maltrattamenti di un Kalanikov.
Harry soppes la pistola nella mano.
Sapeva che era pesante, eppure sembrava leggera. Leggera, adesso che la decisione era stata
presa. Butt fuori l'aria. Il demone era libero.
 Ciao,  disse Stle chiudendosi la porta della Fornace alle spalle.  Sei solo?
 S,  rispose Bjrn, che era seduto al suo posto e fissava il telefono.
Stle si accomod su una sedia.  Dove...?
 Harry aveva una faccenda da sistemare. Katrine era gi andata via quando sono arrivato.
 Dalla tua faccia si direbbe che hai avuto una giornata dura.
Bjrn abbozz un sorriso.  Anche tu, dottor Aune.
Stle si pass una mano sulla fronte.  Be'. Sono stato in un'aula scolastica, ho abbracciato mia
figlia e pianto mentre tutta la classe stava a guardare. Aurora sostiene che questa esperienza la segner
a vita. Ho cercato di spiegarle che fortunatamente la maggioranza dei bambini  dotata fin dalla nascita
della forza necessaria per sopportare il fardello dell'amore eccessivo dei genitori, e che perci dal
punto di vista darwiniano dovrebbe riuscire a sopravvivere anche a questo. E tutto perch stanotte ha
dormito da Emilie, nella sua classe ci sono due Emilie, e io ho telefonato alla madre di quella sbagliata.
 Non hai saputo che abbiamo rimandato la riunione di oggi?  stato rinvenuto un cadavere. Di
una ragazzina.
 S, lo so. Uno spettacolo orribile, mi sembra di capire.
Bjrn annu adagio. Indic il telefono.  Devo chiamare il padre.
 E ovviamente sei nervoso.
 Ovviamente.
 Ti stai chiedendo perch il padre debba essere punito a questo modo? Perch la debba perdere
due volte? Perch una volta non basta?
 Qualcosa del genere.
 La risposta  che l'assassino pensa di essere il vendicatore divino, Bjrn.
 Ah s?  disse l'altro fissando lo psicologo con sguardo vacuo.
 Conosci il passo biblico? Il Signore  un Dio geloso e vendicatore; il Signore  vendicatore e
pieno di furore. Il Signore si vendica dei suoi avversari e serba rancore verso i suoi nemici. Certo, 
una traduzione degli anni Trenta, ma mi segui?
 Sono un ragazzo semplice di stre Toten, che ha fatto la confermazione e...
 Mi  venuto in mente che  questo il motivo per cui sono qui adesso . Stle si sporse sulla
sedia.  L'assassino  un vendicatore e Harry ha ragione, uccide per amore, non per odio, per profitto o
per sadismo. Qualcuno gli ha tolto qualcosa che amava, e ora toglie alle vittime ci che amano di pi.
La vita. O qualcosa di ancora pi prezioso: un figlio.
Bjrn annu.  Secondo me Roar Midtstuen sarebbe felice di dare la vita che fa adesso per
riavere sua figlia.
 Quindi dobbiamo cercare una persona che ha perduto qualcosa che amava. Un vendicatore per
amore. Perch...  Stle Aune chiuse la mano destra a pugno,   l'unico movente abbastanza forte in
questo caso, Bjrn. Mi segui?
L'altro annu.  Penso di s. Ma adesso devo proprio chiamare Midtstuen.
 Certo. Io esco, cos puoi telefonare in pace.
Bjrn aspett che Stle fosse uscito, poi compose il numero che aveva fissato cos a lungo da
avere l'impressione che gli si fosse impresso sulla retina. Respir a fondo mentre contava gli squilli. Si
domand quante volte dovesse lasciarlo suonare prima di poter riagganciare.
Poi all'improvviso ud la voce del collega.
 Bjrn, sei tu?
 S. Hai il mio numero nella rubrica?
 S, naturalmente.
 Ah, bene. Sai, ti devo dare una notizia.
Pausa.
Bjrn deglut.  Si tratta di tua figlia, ...
 Bjrn,  lo interruppe bruscamente la voce.  Prima che continui. Non so di che si tratta, ma
dal tuo tono capisco che  una cosa seria. E non ce la faccio a ricevere altre notizie su Fia per telefono,
mi sembra di rivivere quella volta. Nessuno aveva il coraggio di guardarmi negli occhi, tutti si
limitavano a telefonare. Era pi facile, diciamo. Saresti cos gentile da venire qui? E guardarmi negli
occhi mentre me lo dici? Bjrn?
 Certo,  rispose Holm meravigliato. Non aveva mai sentito Roar Midtstuen parlare con tanta
spontanea sincerit delle sue debolezze.  Dove sei?
 Oggi sono nove mesi esatti, quindi, guarda caso, sto andando nel luogo dove  morta. Per
lasciare dei fiori, per pensare...
 Spiegami esattamente dov' e ti raggiungo subito.
Katrine Bratt rinunci a cercare un parcheggio. Era stato pi facile trovare il numero di telefono
e l'indirizzo, quelli erano in rete. Ma dopo aver chiamato quattro volte senza ricevere risposta, neanche
dalla segreteria telefonica, si era fatta assegnare un'auto ed era andata su in Industrigata a Majorstua,
una strada a senso unico, con un negozio di alimentari, un paio di gallerie d'arte, almeno un ristorante,
un corniciaio, ma senza un solo parcheggio libero.
Katrine prese una decisione, spinse le ruote anteriori sul marciapiede due metri dopo l'inizio
della curva, spense il motore, sistem un foglietto sul parabrezza in cui spiegava che era della polizia
anche se sapeva che sarebbe stato carta straccia per gli ausiliari del traffico, l'unico baluardo tra la
civilt e il caos totale, a detta di Harry.
Torn indietro a piedi, verso lo shopping isterico e stiloso di Bogstadveien. Si ferm davanti a
un palazzo di Josefines gate dove ai tempi degli studi alla Scuola di polizia era finita una volta o due a
un dopo-party. Un cosiddetto dopo-party. Un supposto dopo-party. Non che avesse avuto qualcosa in
contrario. Il palazzo apparteneva al distretto di polizia di Oslo, che affittava alcune stanze agli allievi
della Scuola. Katrine trov il nome che cercava sul pannello dei citofoni, premette il pulsante e aspett
mentre contemplava i quattro piani della facciata sobria. Premette di nuovo. Aspett.
 Non c' nessuno?
Si gir. Sorrise meccanicamente. Stim che l'uomo fosse sulla quarantina, al limite un
cinquantenne che si manteneva bene. Alto, i capelli al loro posto, camicia di flanella, Levis 501.
 Sono il portiere.
 E io sono Katrine Bratt, agente dell'Anticrimine. Sto cercando Silje Gravseng.
L'uomo guard il suo tesserino, la squadr spudoratamente da capo a piedi.
 Silje Gravseng, s,  disse il portiere.  Credo che non frequenti pi la Scuola di polizia,
probabilmente non rester qui ancora per molto.
 Per abita ancora qui?
 S, certo. Stanza 412. Devo riferirle un messaggio?
 S, grazie. Dille di chiamare questo numero. Voglio parlare con lei di Runar Gravseng, suo
fratello.
 Ha combinato qualche guaio?
 No.  rinchiuso in un reparto psichiatrico e se ne sta sempre seduto al centro della stanza
perch  convinto che i muri siano persone che lo vogliono uccidere.
 Uh.
Katrine prese il taccuino e cominci ad annotare il suo nome e il suo numero.  Le puoi dire che
si tratta degli omicidi dei poliziotti.
 Gi, a quanto pare le interessano molto.
Katrine smise di scrivere.  Che vuoi dire?
 Ci ha tappezzato le pareti della sua camera. Con ritagli di giornale che parlano di poliziotti
morti, cio. Non sono affari miei, gli allievi possono attaccare quello che vogliono, ma  un po'...
sinistro, non trovi?
Katrine lo guard.  Come hai detto che ti chiami?
 Leif Rdbekk.
 Ascolta, Leif. Pensi che potrei dare un'occhiata alla sua stanza? Mi piacerebbe vedere quei
ritagli.
 Perch?
  possibile?
 Certamente. Basta che mi mostri il mandato di perquisizione.
 Purtroppo non ho...
 Scherzavo,  ghign lui.  Di, vieni con me.
Un minuto dopo erano nell'ascensore che portava al terzo piano.
 Nel contratto di locazione c' scritto che posso entrare nelle stanze a patto che abbia avvisato
gli inquilini. Proprio in questi giorni dobbiamo controllare se c' polvere bruciata sui pannelli del
riscaldamento elettrico, l'altra settimana uno ha preso fuoco. Abbiamo cercato di avvisarla prima di
entrare, ma Silje non risponde al telefono. Ti sembra plausibile, agente Bratt?  Un altro ghigno. Un
ghigno da lupo, pens Katrine. Tutt'altro che sgradevole. Se si fosse permesso di chiamarla per nome
alla fine di quella frase, ovviamente lei ci avrebbe messo una pietra sopra, ma aveva dimostrato un
certo orecchio. Katrine cerc con lo sguardo la fede. L'oro era liscio e opaco. Le porte dell'ascensore si
aprirono e lei lo segu lungo il corridoio stretto fino a una delle porte dipinte di azzurro.
L'uomo buss. Aspett. Buss di nuovo. Aspett.
 Allora entriamo,  le disse e gir la chiave nella serratura.
 Sei di grande aiuto, Rdbekk.
 Leif. Ed  un piacere rendermi utile, non capita tutti giorni di fare un incontro ravvicinato con
una...  Apr e le cedette il passo tenendo la porta ma in modo che per entrare Katrine dovesse pigiarsi
contro di lui. Gli lanci un'occhiata d'avvertimento.
 ... faccenda tanto seria,  aggiunse l'uomo con una risata che gli illuminava gli occhi e si
scans.
Katrine entr. Le stanze degli allievi della Scuola di polizia non erano cambiate granch dai
suoi tempi. A un capo c'erano l'angolo cottura e la porta del bagno, e all'altro una tenda che come lei
ricordava nascondeva il letto. Ma per prima cosa pens che si trovava nella camera di una bambina, che
non poteva essere quella di un'adulta. Che Silje Gravseng doveva avere una gran nostalgia di qualcosa.
Il divano era stipato di orsacchiotti, di bambole e di vari peluche non meglio identificati. Gli indumenti
sparsi sul tavolo e sulle sedie erano di colori vivaci con una prevalenza del rosa. Alle pareti c'erano
foto, un serraglio umano di ragazzi in tiro e di ragazze non meglio identificate, ma Katrine immagin
che si trattasse di una boy band o di qualche programma di Disney Channel.
La seconda cosa che la colp furono i ritagli di giornale in bianco e nero inframmezzati alle
coloratissime foto patinate. Tappezzavano l'intera stanza, ma erano pi fitti sulla parete sopra la
scrivania e lo schermo dell'iMac.
Katrine si avvicin, ma li aveva gi riconosciuti quasi tutti: erano gli stessi che tenevano sulla
parete della Fornace.
I ritagli erano attaccati con le puntine da disegno, e come unica annotazione avevano la data
scritta a penna.
Scacci il primo pensiero e vagli invece il secondo, ossia che non era tanto strano se un'allieva
della Scuola di polizia si interessava a un caso di cos grande portata e attualit.
Sulla scrivania, accanto alla tastiera vide i giornali da cui erano stati presi i ritagli. E, in mezzo,
la cartolina di una vetta della Norvegia settentrionale che riconobbe: lo Svolvrgeita alle Lofoten. La
prese e la gir, ma non aveva n francobollo, n indirizzo, n firma. L'aveva gi posata quando il
cervello le disse quello che lo sguardo aveva registrato mentre cercava la firma. Una parola scritta in
stampatello alla fine del testo. POLIZIA. Prese di nuovo la cartolina tenendola per il bordo e lesse
dall'inizio.
Credono che i poliziotti siano stati uccisi perch c' qualcuno che li odia. Ancora non hanno
capito che  il contrario, che sono stati uccisi da qualcuno che ama la polizia e quello  il suo compito
sacrosanto: catturare e punire gli anarchici, i nichilisti, gli atei, gli infedeli e i miscredenti, tutte le forze
distruttive. Non sanno di dare la caccia a un apostolo della giustizia, qualcuno che non deve punire solo
i vandali ma anche coloro che vengono meno alle proprie responsabilit, coloro che per pigrizia e
indifferenza non si mostrano all'altezza di quello standard, coloro che non meritano di essere chiamati
POLIZIA.
 Sai una cosa, Leif?  disse Katrine senza spostare lo sguardo dalle lettere microscopiche,
minuziose, quasi infantili scritte con la penna blu.  Quel mandato di perquisizione mi avrebbe fatto
proprio comodo.
 Eh?
 Sicuramente lo otterrei, ma sai come vanno queste cose, possono richiedere tempo. E
nell'attesa il mio sospetto potrebbe volatilizzarsi.
Lev lo sguardo su di lui. Leif Rdbekk lo ricambi. Non per flirtare, ma come per cercare una
conferma. Che si trattava di una cosa importante.
 E sai un cosa, Bratt?  disse lui.  Mi sono ricordato che devo fare un salto gi in cantina, gli
elettricisti devono sostituire la scatola dell'impianto. Puoi cavartela da sola qui per un po'?
Katrine gli rivolse un sorriso. E quando lui ricambi anche quello, non fu tanto sicura di quale
specie di sorriso fosse.
 Ci prover, contaci,  rispose.
Nello stesso istante in cui ud la porta chiudersi alle spalle di Rdbekk, tocc la barra
spaziatrice dell'iMac. Lo schermo si illumin. Spost il puntatore su Finder e digit Mittet. Nessun
risultato. Prov con un altro paio di nomi dell'indagine, di luoghi del delitto e con le parole chiave
omicidi di poliziotti, ma senza fortuna.
Quindi Silje Gravseng non aveva usato l'iMac. Era sveglia, la ragazza.
Katrine tir i cassetti della scrivania. Chiusi a chiave. Strano. Quali ragazze poco pi che
ventenni chiudevano a chiave i cassetti della loro stanza?
Si alz e raggiunse la tenda, la scost.
Come pensava era l'angolo notte.
Sopra il lettino c'erano due grandi fotografie.
Una ritraeva un giovane che non sapeva chi fosse. Ma poteva tirare a indovinare. Aveva visto
Silje Gravseng solo due volte, di cui una alla Scuola di polizia quando era andata a cercare Harry. Ma
la somiglianza tra la bionda Silje Gravseng e il ragazzo del ritratto era cos notevole da renderla
abbastanza sicura.
Sull'uomo dell'altra foto non aveva dubbi.
Silje doveva aver scovato una foto ad alta definizione in rete e averla ingrandita. Ogni cicatrice,
ogni ruga e poro della pelle spiccava nel viso devastato. Ma era come se non si vedessero, come se
sparissero nella luce degli occhi azzurri e di quello sguardo furibondo che aveva appena notato il
fotografo e diceva che non c'era posto per una macchina fotografica  non l, sulla sua scena del
crimine. Harry Hole. Era la foto che le ragazze nella fila davanti a lei in aula avevano commentato.
Katrine suddivise mentalmente la stanza in tante caselle e inizi dall'angolo in alto a sinistra,
fece correre lo sguardo al pavimento, lo alz di nuovo per passare alla fila di riquadri successiva,
esattamente come le aveva insegnato Harry. E ricord il suo dogma: Non cercare qualcosa, cerca e
basta. Se cerchi una cosa in particolare, le altre ammutoliscono. Lascia che tutte le cose ti parlino.
Appena ebbe finito con la stanza si sedette di nuovo all'iMac. Riflett mentre la voce di Harry
continuava a ronzarle nella testa: E quando hai finito e sei convinta di non aver trovato niente, devi
pensare all'incontrario, in senso inverso, e lasciare che le altre cose ti parlino. Quelle che non c'erano,
ma avrebbero dovuto esserci. Il coltello del pane. Le chiavi della macchina. La giacca di un completo.
Fu l'ultimo esempio a farle dedurre cosa stesse facendo Silje Gravseng in quel preciso
momento. Aveva passato in rassegna gli indumenti nell'armadio, nella cesta dei panni sporchi del
piccolo bagno e sull'attaccapanni accanto alla porta d'ingresso senza trovare la tenuta che Silje
Gravseng indossava l'ultima volta che l'aveva vista insieme a Harry nel seminterrato dove aveva
abitato Valentin. Una tuta sportiva completamente nera. Katrine ricord che le aveva fatto venire in
mente un soldato delle forze speciali della marina in missione notturna.
Silje era andata a correre. Si allenava. Come aveva fatto per rispondere ai requisiti
d'ammissione della Scuola di polizia. Per essere ammessa e fare quello che doveva fare. Harry aveva
detto che il movente degli omicidi era l'amore, non l'odio. L'amore per un fratello, ad esempio.
Era stato il nome a farle suonare un campanello d'allarme. Runar Gravseng. E quando aveva
fatto una ricerca avanzata erano emerse parecchie cose. Compresi i nomi di Bellman e di Berntsen. Nei
colloqui con il direttore del centro di disintossicazione, Runar Gravseng aveva sostenuto di essere stato
pestato da un uomo incappucciato mentre era in servizio alla stazione di polizia di Stovner, che era
quello il motivo del suo congedo per malattia, del suo licenziamento e del suo crescente abuso di
sostanze. Gravseng sosteneva che l'aggressore fosse un certo Truls Berntsen, e il movente del
pestaggio un ballo un po' troppo disinvolto con la moglie di Mikael Bellman alla cena prenatalizia. Il
capo della polizia si era rifiutato di dare seguito alle vaghe accuse di un tossicodipendente annebbiato,
e il direttore del centro di disintossicazione si era dichiarato d'accordo: aveva solo voluto informarlo,
aveva detto.
Katrine ud il ronzio dell'ascensore in corridoio quando le cadde lo sguardo su qualcosa che
spuntava da sotto i cassetti della scrivania, qualcosa che le era sfuggito. Si chin. Uno sfollagente nero.
La porta si apr.
 Gli elettricisti stanno facendo il loro lavoro?
 S,  rispose Leif Rdbekk.  Sembri una che ha tutte le intenzioni di usarlo, quell'aggeggio.
Katrine si batt il manganello contro il palmo della mano.   un oggetto curioso da tenere in
un alloggio per studenti, non ti pare?
 S. Ho pensato la stessa cosa quando ho cambiato la guarnizione al rubinetto del bagno la
settimana scorsa. Lei mi ha detto che le serviva per prepararsi all'esame. E nel caso si fosse fatto vivo il
macellaio dei poliziotti . Leif Rdbekk si chiuse la porta alle spalle.  Trovato qualcosa?
 Questo. L'hai mai vista portarselo dietro uscendo?
 S, un paio di volte.
 Sul serio?  Katrine si appoggi allo schienale della sedia.  E a quale ora del giorno?
 La sera, ovviamente. Si metteva in tiro con tacchi alti, capelli freschi di shampoo e
manganello.
Lui fece una risata sommessa.
 Perch mai...
 Diceva che lo usava contro gli stupratori.
 E usciva portandosi appresso un manganello a questo scopo?  Katrine soppes lo sfollagente
nella mano. Le ricordava la punta di un attaccapanni a stelo dell'Ikea.  Sarebbe stato pi semplice
evitare certi parchi.
 Tutt'altro. Ci andava apposta. Erano la sua meta.
 Cosa?
 Andava al Vaterlandsparken. Voleva allenarsi nel combattimento corpo a corpo.
 Voleva che i possibili stupratori ci provassero per...
 Farli neri di botte, s . Leif Rdbekk esib il suo ghigno da lupo guardandola con
un'espressione tanto esplicita che Katrine non era sicura a chi si riferisse quando comment:  Davvero
una gran donna.
 Gi,  disse lei alzandosi.  E ora la devo trovare.
 Hai fretta?
Se Katrine si sent in qualche modo imbarazzata a quella domanda, se ne rese conto solo dopo
averlo superato ed essere uscita dalla porta. Ma per le scale pens che no, non era disperata fino a quel
punto. Neanche se quel pelandrone che aspettava non si fosse mai dato una mossa.
Harry percorreva il tunnel di Svartdal. Le luci lambivano il cofano e il parabrezza. Rispettava i
limiti di velocit, non aveva bisogno di arrivare a destinazione pi in fretta del consentito. La pistola
era sul sedile accanto. Era carica. Nel caricatore c'erano dodici Makarov nove per diciotto millimetri.
Pi che abbastanza per quello che doveva fare. Gli mancava solo lo stomaco di farlo.
Il cuore ce l'aveva gi.
Non aveva mai sparato a sangue freddo a qualcuno. Ma doveva farlo. Era tanto semplice.
Spost le mani sul volante. Scal le marce mentre usciva dal tunnel, nella luce del giorno che
affievoliva, e si addentr fra le colline in direzione di Ryenkrysset. Sent squillare il telefonino, lo tir
fuori con una mano. Lanci un'occhiata al display. Rakel. Chiamava a un'ora insolita, tra loro c'era il
tacito accordo di sentirsi solo dopo le dieci di sera. Non poteva parlarle adesso. Era troppo su di giri.
Lei lo avrebbe notato, gli avrebbe fatto domande. E non voleva mentire. Non voleva pi mentire.
Lo lasci squillare, poi lo spense e lo pos accanto alla pistola. Perch non gli restava pi niente
su cui riflettere, aveva gi bell'e riflettuto: permettere al dubbio di insinuarsi ora avrebbe significato
ricominciare daccapo solo per fare lo stesso lungo percorso e finire allo stesso identico punto. Aveva
preso la decisione, i tentennamenti erano comprensibili ma non ammissibili. Maledizione, maledizione.
Batt le mani sul volante. Pens a Oleg. A Rakel. Si sent meglio.
Imbocc la rotatoria, svolt in direzione di Manglerud. In direzione del palazzo di Truls
Berntsen. Sent arrivare la calma. Finalmente. Gli succedeva sempre quando superava il punto di non
ritorno, quando si ritrovava nella piacevole caduta libera dove i pensieri coscienti finivano e tutto
diventava movimenti programmati in precedenza, azione risoluta e routine collaudata. Ma era passato
tanto tempo, e ora se ne rendeva conto. Aveva dubitato di esserne ancora capace. Ebbene. Lo era.
Guid con calma lungo le strade. Si protese in avanti e guard il cielo su in alto dove nuvole
plumbee si avvicinavano veleggiando, come un'armata dalle intenzioni imperscrutabili. Si riappoggi
allo schienale. Vide i palazzi alti svettare sopra i tetti delle ville.
Non aveva bisogno di guardare la pistola per accertarsi che fosse al suo posto.
Non aveva bisogno di ripassare la successione dei gesti che doveva compiere per essere sicuro
di ricordarsene.
Non aveva bisogno di contare i battiti per sapere che il suo cuore era nella frequenza a riposo.
Per un momento chiuse gli occhi e immagin la scena. Ed ecco che arriv: la sensazione che
aveva avuto un paio di volte nella sua vita di poliziotto. Il terrore. Lo stesso terrore che gli era capitato
di intuire in quelli cui dava la caccia. Il terrore che l'assassino ha della propria immagine riflessa.
42.
Truls Berntsen sollev le anche e premette la nuca contro il cuscino. Chiuse gli occhi, emise un
grugnito sommesso e venne. Si sent scuotere dagli spasmi. Poi rimase disteso immobile, entrando e
uscendo dal mondo dei sogni. In lontananza  probabilmente nel parcheggio grande  l'antifurto di
un'auto aveva cominciato a urlare. Per il resto fuori c'era un silenzio assordante. Strano, in fondo, che
in una zona tranquilla dove tanti mammiferi vivevano ammassati ci fosse addirittura pi silenzio che in
qualche bosco pericoloso, dove il minimo rumore poteva significare che eri diventato una preda. Alz
la testa e incroci lo sguardo di Megan Fox.
  piaciuto anche a te?  bisbigli.
Lei non rispose. Ma il suo sguardo non si distolse, il suo sorriso non avvizz, il linguaggio del
suo corpo non smise di richiamarlo. Megan Fox, l'unica cosa nella sua vita che fosse costante, fedele,
affidabile.
Si sporse verso il comodino, trov il rotolo di carta igienica. Si pul e trov anche il
telecomando del lettore dvd. Lo tese verso Megan che tremolava leggermente sulla parete nel fermo
immagine dello schermo piatto cinquanta pollici, un Pioneer della serie che avevano dovuto mettere
fuori produzione perch il costo di produzione e la qualit erano troppo alti rispetto al prezzo che
potevano imporre al pubblico. Truls si era procurato l'ultimo, lo aveva comprato con i soldi ricevuti per
distruggere le prove a carico di un pilota che contrabbandava eroina per conto di Asajev. Certo, aveva
commesso un'idiozia portando il resto in banca e versandolo direttamente sul proprio conto corrente.
Asajev era stato un pericolo per lui. E non appena saputo della sua morte, per prima cosa aveva pensato
che adesso era libero. Che tutto era stato azzerato, che nessuno poteva prenderlo.
Gli occhi verdi di Megan Fox brillavano. Verde smeraldo.
Per un periodo ci aveva pensato, a regalarle degli smeraldi. A Ulla il verde donava. Come il
pullover che indossava spesso quando si sedeva a leggere sul divano di casa. Era addirittura entrato in
una gioielleria. Il proprietario aveva stimato Truls in quattro e quattr'otto, ne aveva calcolato i carati e
il valore, poi gli aveva spiegato che gli smeraldi di buon taglio costavano pi dei diamanti, che forse
avrebbe fatto meglio a prendere in considerazione qualcos'altro, magari un bell'opale, se proprio
doveva essere verde. Eventualmente una pietra contenente cromo, il colore dello smeraldo era dovuto
al cromo, niente di pi semplice.
Niente di pi semplice.
Truls era uscito dal negozio facendosi un giuramento. La prossima volta che qualcuno si fosse
rivolto a lui per un incarico da pompiere, gli avrebbe proposto di fare un furto proprio in quella
gioielleria. E di darle fuoco. Letteralmente. Doveva bruciare come la ragazzina gi al Come As You
Are. Aveva appreso la notizia sulle frequenze della polizia mentre girava in macchina per la citt, e
aveva considerato l'idea di passare di l per chiedere se poteva dare una mano. Dopo tutto, la sua
sospensione era stata revocata, Mikael gli aveva detto che restava solo da sbrigare qualche formalit e
avrebbe ripreso servizio. Da parte sua Truls aveva accantonato i piani terroristici ai danni di Mikael, di
sicuro sarebbero riusciti a riallacciare l'amicizia e tutto sarebbe tornato come prima. S, adesso
finalmente avrebbe partecipato anche lui, ci avrebbe dato dentro, avrebbe fatto la sua parte. Per
catturare quel maledetto, pazzo macellaio di poliziotti. Se ne avesse avuto l'occasione, lo avrebbe
personalmente... s. Guard l'anta dell'armadio accanto al letto. L dentro c'erano armi a sufficienza
per eliminarne cinquanta come lui.
Suonarono al citofono.
Truls sospir.
Davanti al palazzo c'era qualcuno che voleva qualcosa da lui. L'esperienza gli diceva che
c'erano quattro possibilit. Che volessero farlo diventare un testimone di Geova, aumentando cos in
maniera esponenziale le sue probabilit di finire in Paradiso. Che volessero un'offerta per una raccolta
fondi a favore di qualche presidente africano i cui consumi si basavano sulle raccolte fondi. Che
avrebbe dovuto aprire a una banda giovanile che sosteneva di aver dimenticato la chiave, ma in realt
puntava a saccheggiare le cantine. Oppure era qualche attivista delle cooperative abitative che voleva
farlo scendere per arruolarlo come volontario nell'ennesimo lavoro di cui si era dimenticato. Nessuna
delle alternative era un motivo valido per alzarsi dal letto.
Suonarono per la terza volta.
Perfino i testimoni di Geova si fermavano a due.
Certo, poteva essere Mikael. Che voleva parlargli di cose inadatte a essere nominate su una
linea telefonica intercettabile. Di come concordare le loro versioni nel caso ci fossero stati altri
interrogatori a proposito di quel versamento sul suo conto corrente.
Truls soppes per un po' l'idea.
Poi spinse i piedi gi dal letto.
 Sono Aronsen della scala C. Hai una Suzuki Vitara grigio metallizzato, giusto?
 S,  rispose Truls al citofono. Avrebbe dovuto essere un'Audi Q5 2.0, cambio manuale, sei
marce. Il compenso dell'ultimo incarico svolto per Asajev. L'ultima rata dopo avergli servito
l'investigatore molesto, Harry Hole. Invece, aveva una macchina giapponese su cui facevano giochi di
parole. Suzuki Vitara. Melosuki Miacara.
 Lo senti l'antifurto?
Adesso, al citofono, Truls lo sentiva pi forte.
 Cristo!  disse.  Provo a spegnerlo dal balcone con la chiave.
 Se fossi in te, scenderei subito. Quando sono arrivato stavano rompendo il finestrino e
cercando di fregare la radio e il lettore cd. Probabilmente sono qua intorno per vedere cosa succede.
 Cristo!  ripet Truls.
 Non c' di che,  disse Aronsen.
Truls si mise le scarpe da jogging, controll di avere le chiavi della macchina, riflett. Poi torn
in camera da letto e prese una pistola, una Jericho 941, se la infil nella cintura. Si blocc. Sapeva che
il fermo immagine si sarebbe impresso sullo schermo al plasma se lo avesse lasciato troppo a lungo.
Ma avrebbe fatto presto. Poi corse nel corridoio. Silenzio anche l.
L'ascensore era fermo al suo piano, si precipit dentro, pigi il pulsante del piano terra, si
ricord di non aver chiuso a chiave la porta ma non torn indietro, ci avrebbe messo pochi minuti.
Trenta secondi dopo usc nella fredda e serena sera di marzo e si avvi verso il parcheggio. Con
tutto che era circondato dai palazzi le auto venivano scassinate spesso. Avrebbero dovuto mettere pi
lampioni, l'asfalto nero fagocitava ogni luce, era troppo facile aggirarsi fra le macchine quando calava
il buio. Dopo la sospensione Truls aveva avuto difficolt a dormire, cose che capitano quando hai tutta
la giornata per dormire, farti le seghe, dormire, farti le seghe, mangiare, farti le seghe. E qualche notte
si era seduto sul balcone con il visore notturno e la carabina Mrklin, nella speranza di avvistare
qualcuno laggi nel parcheggio. Ma purtroppo non si erano fatti vedere. O per fortuna. No, non per
fortuna. Cazzo, non era mica un assassino.
Certo, c'era stato quel biker dei Los Lobos che aveva trapanato senza volerlo, ma si era trattato
di un incidente. E ormai il tipo era stato trasformato in terrazza su a Hyenhall.
Poi c'era stato il viaggetto che aveva fatto fino al carcere centrale di Ila per spargere la voce che
Valentin Gjertsen era il responsabile degli omicidi di minori a Maridalen e a Tryvann. Non erano sicuri
al cento per cento che fosse stato lui, ma anche se non era stato lui, c'erano motivi in abbondanza per
rendere la pena pi sgradevole possibile a quel bastardo. Per Truls non poteva sapere che quei pazzi lo
avrebbero fatto fuori. Posto che avessero fatto fuori proprio lui. L'ultima comunicazione sulla radio
della polizia sembrava smentirlo.
La cosa pi simile a un omicidio cui si fosse spinto Truls era sicuramente con quel ragazzo gay
truccato di Drammen. Ma era stata una cosa che andava fatta, se l'era cercata. Per tutti i diavoli
dell'inferno, se l'era cercata s. Mikael era venuto da lui e gli aveva raccontato della telefonata che
aveva ricevuto. Un tale sosteneva che Truls e un collega avevano pestato quel gay che un tempo
lavorava alla Kripos. Aveva le prove a quanto diceva. E adesso voleva dei soldi per stare zitto.
Centomila corone. La consegna doveva avvenire in un luogo isolato nei pressi di Drammen. Mikael gli
aveva detto che ci doveva pensare lui, che era stato lui a passare il segno quella volta, che era colpa
sua. E quando era salito in macchina per incontrarsi con il tizio Truls sapeva di poter contare solo su s
stesso. E su nessun altro. E che era sempre stato cos.
Seguendo le indicazioni, aveva percorso delle strade deserte nel bosco vicino a Drammen e
parcheggiato in una piazzola di svolta davanti a una scarpata che scendeva a perpendicolo in un fiume.
Aveva aspettato cinque minuti. Poi l'auto era arrivata. Si era fermata restando con il motore acceso.
Come avevano concordato, Truls aveva preso la busta marrone con i soldi e mentre si avvicinava
all'auto il finestrino si era abbassato. Il tizio aveva un berretto di lana in testa e si era coperto con una
sciarpa di seta fin sotto il naso. Truls si era chiesto se fosse ritardato: era improbabile che la macchina
fosse rubata e le targhe erano perfettamente visibili. Inoltre Mikael aveva gi rintracciato la telefonata.
Proveniva da un locale di Drammen che certamente non aveva troppi dipendenti.
L'uomo aveva aperto la busta, contato i soldi. Si era confuso, aveva ricominciato a contarli,
corrugando la fronte irritato, levando lo sguardo.  Questi non sono cen...
Il colpo lo aveva centrato in bocca, e Truls aveva sentito il manganello affondare mentre i denti
si spezzavano. Il secondo colpo si era abbattuto sul naso. Con leggerezza. Cartilagini e ossa sottili. Il
terzo colpo aveva provocato uno scricchiolio sommesso nella fronte, a pochi millimetri dalle
sopracciglia.
Poi Truls aveva fatto il giro dell'auto e occupato il sedile del passeggero. Aveva aspettato che il
tizio riprendesse conoscenza. E quando era rinvenuto si erano scambiati qualche frase.
 Chi...
 Uno dei due. Che prove hai?
 Io... io...
 Questa  una Heckler & Koch e muore dalla voglia di cantare. Perci ti chiedo: chi di voi due
lo far per primo?
 Non...
 Avanti, forza.
 Il tizio che avete pestato. Mi ha raccontato quello che  successo. Ti prego, avevo solo
bisogno...
 Ha fatto i nostri nomi?
 Cosa? No.
 E allora, come fai sapere che siamo stati noi?
 Mi ha solo raccontato l'episodio. E allora ho confrontato la sua descrizione con gente della
Kripos. E dovevate essere voi due . Appena si era guardato nello specchietto l'uomo aveva emesso un
sibilo come quando si spegne un aspirapolvere.  Dio mio! Mi hai distrutto la faccia!
 Sta' zitto e fermo. Il tizio che a tuo dire abbiamo pestato sa che ci ricatti?
 Lui? No, no, non avrebbe mai...
 Stai insieme a lui?
 No! Forse lui pensa di s, ma...
 Qualcun altro  al corrente di questa storia?
 No! Lo giuro! Lasciami andare, ti prometto che non...
 Quindi nessuno sa che in questo momento ti trovi qui.
Alla vista della faccia sbalordita del tizio mentre il suo cervello assimilava a fatica le
implicazioni di quello che gli aveva detto, Truls aveva gongolato.
 No! No, sono in parecchi a...
 Te la cavi con le bugie,  aveva ribattuto lui puntandogli la canna contro la fronte. La pistola
sembrava di una leggerezza incredibile.  Ma non abbastanza bene.
Poi aveva premuto il grilletto. Non era stata una scelta difficile. Perch non c'era scelta. Era una
cosa che andava fatta e basta. Una questione di sopravvivenza. Il tizio sapeva qualcosa sul loro conto,
qualcosa che prima o poi avrebbe trovato il modo di sfruttare. Perch le iene come lui sono fatte cos,
vigliacche e sottomesse a quattr'occhi, ma avide e pazienti, si lasciano umiliare, abbassano la testa e
aspettano, e non appena volti le spalle ti aggrediscono.
Aveva pulito il sedile e tutti i punti in cui aveva lasciato impronte, poi si era avvolto il
fazzoletto intorno al palmo e aveva allentato il freno a mano per mettere in movimento l'auto. L'aveva
spinta oltre l'orlo del burrone. Aveva ascoltato lo strano, silenzioso secondo in cui la macchina
precipitava. Seguito da un fracasso sordo e dal rumore di metallo che si piegava. Aveva guardato gi in
basso, dove la macchina era finita nel fiume.
Si era sbarazzato del manganello con la massima fretta ed efficienza possibili. Dopo aver
percorso un bel tratto di bosco aveva abbassato il finestrino per lanciarlo in mezzo agli alberi. Era
improbabile che lo trovassero, ma se lo avessero fatto, sopra non c'erano n impronte digitali n Dna
che lo potessero collegare all'omicidio o a lui.
La pistola era tutto un altro paio di maniche, tramite la pallottola sarebbero potuti risalire
all'arma e poi a lui.
Perci aveva aspettato di attraversare il ponte sul Drammen per sbarazzarsene. Avanzando a
passo d'uomo aveva guardato la pistola sparire oltre il parapetto verso il punto in cui il fiume sfociava
nel fiordo. In una zona dove non sarebbe mai stata ritrovata, sotto dieci o venti metri d'acqua. Acqua
salmastra. Acqua ambigua. N completamente salata n completamente dolce. N completamente
sbagliata n completamente giusta. La morte nell'ecotono. Ma da qualche parte aveva letto che
esistevano specie animali capaci di sopravvivere in quell'acqua bastarda. Specie cos perverse che non
sopportavano l'acqua di cui avevano bisogno le forme di vita normali.
Prima di arrivare al parcheggio Truls premette il pulsante dell'antifurto, che ammutol subito.
Non si vedeva nessuno n l n sui balconi circostanti, ma lui aveva l'impressione di sentire un ansimo
collettivo provenire dai palazzi sicuramente abitati: era ora, cazzo, sta' pi attento alla tua macchina,
potevi far regolare il tempo dell'allarme, zotico che non sei altro.
Il finestrino era davvero rotto. Truls infil la testa nel buco. Non sembrava che avessero toccato
la radio. Che cosa aveva voluto dire Aronsen con... e poi chi era Aronsen? Scala C, poteva essere
chiunque. Chi...
La sua mente arriv alla conclusione una frazione di secondo prima di sentire l'acciaio contro la
nuca. Cap d'istinto che era acciaio. L'acciaio della canna di una pistola. Cap che non c'era nessun
Aronsen. Nessuna banda giovanile in giro a rubare.
La voce sussurr vicinissima al suo orecchio:  Non voltarti, Berntsen. E quando ti infiler la
mano nei pantaloni, tu non ti muovi. Ehi! Ma senti che begli addominali tesi...
Truls sapeva di essere in pericolo, ma non sapeva di che genere. La voce di quell'Aronsen
aveva un che di familiare.
 Ehi, che fai, sudi, Berntsen? Oppure ti piace? Ma io volevo solo acchiappare questa. Una
Jericho? E cosa ci volevi fare? Sparare in faccia a qualcuno? Come hai fatto con Ren?
Adesso Truls Berntsen sapeva che genere di pericolo era.
Pericolo di morte.
43.
Mentre indugiava davanti alla finestra della cucina Rakel strinse forte il telefono e fiss di
nuovo il crepuscolo fuori. Forse si era sbagliata, ma le era parso di scorgere un movimento tra gli abeti
sul lato opposto del passo carraio.
D'altro canto, vedeva sempre movimenti nell'oscurit.
Erano gli strascichi inevitabili. Non ci pensare. Spaventati pure, ma non ci pensare. Lascia che
il fisico giochi i suoi stupidi tiri, ma ignoralo come si fa con un bambino capriccioso.
Lei invece era immersa nella luce della cucina, e se l fuori c'era davvero qualcuno avrebbe
potuto osservarla attentamente. Ma Rakel non si mosse. Doveva esercitarsi, non lasciare che la paura
decidesse per lei cosa fare, dove andare, dove stare: quella era casa sua, accidenti!
Udiva della musica al piano di sopra. Lui stava suonando uno dei vecchi cd di Harry. Talking
Heads. Little Creatures.
Abbass di nuovo lo sguardo sul telefono, cerc di gettare un incantesimo perch suonasse.
Aveva chiamato Harry due volte, ma lui non si era fatto vivo. Avevano deciso di fargli una bella
sorpresa. La clinica le aveva dato la notizia il giorno precedente. Era prima del previsto, ma avevano
stabilito che era pronto. Oleg non stava nella pelle, e l'idea di non avvisarlo che sarebbero arrivati era
sua. Non dovevano fare altro che tornare a casa e poi, quando Harry sarebbe rientrato dal lavoro, saltar
fuori all'improvviso e o-la-la.
Aveva usato proprio quell'espressione: o-la-la.
Rakel aveva avuto qualche dubbio, a Harry non piacevano le sorprese. Ma Oleg aveva insistito:
a Harry non avrebbe mica fatto male sentire una gioia improvvisa. Perci lei lo aveva assecondato.
Ma adesso si era pentita.
Si allontan dalla finestra, pos il telefono sul tavolo accanto alla tazza del caff di Harry. Di
solito prima di uscire di casa metteva tutto a posto con una pignoleria estrema, doveva essere molto
stressato da quel caso dei poliziotti uccisi. Negli ultimi tempi non aveva menzionato Beate Lnn
durante le loro telefonate notturne, un segno certo che pensava a lei.
Rakel si gir di scatto. Questa volta non era un'impressione, aveva udito un rumore. Di scarpe
che scricchiolavano sulla ghiaia. Torn alla finestra. Fiss l'oscurit di fuori che sembrava infittirsi a
ogni secondo che passava.
Si blocc.
C'era una sagoma. Si era appena staccata dal tronco con cui prima si confondeva. E veniva
verso la casa. Una persona vestita di nero. Da quanto tempo era l?
 Oleg!  grid Rakel sentendo il cuore battere all'impazzata.  Oleg!
La musica al piano di sopra fu abbassata.  S?
 Scendi! Subito!
  arrivato?
S,  pens Rakel.   arrivato.
La sagoma che si avvicinava era pi piccola di quanto non le fosse sembrata di primo acchito.
Si dirigeva verso la porta d'ingresso, e quando fu illuminata dalle luci esterne Rakel vide con sorpresa e
sollievo che era una donna. Anzi no, una ragazza. In tuta sportiva, apparentemente. Tre secondi dopo
suon il campanello.
Rakel esit. Guard Oleg che si era fermato a met scale e la fissava con espressione
interrogativa.
 Non  Harry,  disse lei con un sorriso breve.  Vado ad aprire. Torna pure di sopra.
Alla vista della ragazza fuori sui gradini i battiti del cuore si calmarono ancora di pi. Aveva
l'aria spaventata.
 Tu sei Rakel,  disse.  La fidanzata di Harry.
Rakel pens che forse quell'esordio avrebbe dovuto metterla in agitazione. Una ragazza
giovane e bella che con voce tremula si rivolgeva a lei riferendosi al suo futuro marito. Che magari
avrebbe dovuto controllare se sotto quella tuta attillata la pancia mostrasse un rigonfiamento incipiente.
Ma non era agitata, e non controll. Si limit a confermare con un cenno della testa.
 Sono io.
 E io sono Silje Gravseng.
La ragazza la guardava esitando, come se aspettasse una reazione, convinta che il suo nome le
dicesse qualcosa. Rakel not che teneva le mani dietro la schiena. Una volta uno psicologo le aveva
detto che le persone che nascondono le mani hanno ben altro, da nascondere. Gi, aveva pensato, le
mani.
Sorrise:  Allora, cosa posso fare per te, Silje?
 Harry ... era il mio insegnante.
 S?
 Devo dirti una cosa che lo riguarda. Che riguarda lui e me.
Rakel aggrott la fronte.  Ah s?
 Non mi fai entrare?
Lei indugi. Non le andava di avere estranei per casa. Dovevano essere solo Oleg, lei e Harry,
quando sarebbe arrivato. Loro tre. Nessun altro. O almeno, non qualcuno che avesse da dire qualcosa
sul conto di Harry. E sul proprio. Poi ecco che lo fece ugualmente. Senza volerlo abbass lo sguardo
sulla pancia della ragazza.
 Non ci vorr molto tempo, signora Fauke.
Signora. Che cosa le aveva raccontato Harry? Valut la situazione. Sent che Oleg aveva di
nuovo alzato il volume della musica. Poi apr la porta.
La ragazza entr, si abbass per slacciarsi le scarpe da jogging.
 Non occorre,  disse Rakel.  Facciamo presto, okay? Ho da fare.
 Va bene,  disse la ragazza con un sorriso. Solo a quel punto, nella luce pi forte
dell'ingresso, Rakel not che il suo viso era coperto da una patina scintillante di sudore. La segu in
cucina.  La musica,  disse Silje Gravseng.  Harry  in casa?
A quel punto Rakel la percep. L'agitazione. La ragazza aveva associato d'istinto la musica a
Harry. Lo aveva fatto perch sapeva che era il genere di musica che lui ascoltava? E il pensiero le si
affacci cos rapidamente che non fece in tempo a scacciarlo: era una musica che avevano ascoltato
insieme?
La ragazza si sedette al grande tavolo. Poggi le mani sul piano e lo lisci. Rakel sorvegliava i
suoi movimenti. Lo lisciava come se gi sapesse che effetto faceva il legno ruvido, non trattato, contro
la pelle, che era una sensazione piacevole, viva. Non staccava gli occhi dalla tazza di Harry. Aveva...
 Che cosa mi volevi dire, Silje?
La ragazza le rivolse un sorriso triste, quasi addolorato, continuando a guardare la tazza.
 Veramente non ha mai parlato di me, signora Fauke?
Rakel chiuse per un attimo gli occhi. No, non era vero. Come non era vero che pensava di s. Si
fidava di lui. Riapr gli occhi.
 Silje, di' quello che hai da dire come se lui non lo avesse fatto.
 Come vuoi . La ragazza distolse lo sguardo dalla tazza e la fiss. Era un sguardo di un
azzurro quasi innaturale, innocente e ignaro come quello di un bambino. E, pens Rakel, crudele come
quello di un bambino.
 Voglio raccontarti dello stupro,  disse Silje.
Di colpo Rakel si accorse di fare fatica a respirare, le sembrava che qualcuno avesse appena
tolto tutta l'aria dalla stanza con un aspirapolvere come quando si mettono i piumini sottovuoto nei
sacchi di plastica.
 Quale stupro?  domand infine.
Stava scendendo la sera quando finalmente Bjrn Holm aveva scorto l'auto.
Era uscito a Klemetsrud proseguendo sulla provinciale 155, ma evidentemente aveva superato il
cartello che indicava l'uscita di Fjell. Lo aveva visto solo tornando indietro, dopo aver capito di essere
andato troppo oltre e di dover fare inversione. La strada era ancora meno trafficata della provinciale, e
ora con il buio sembrava addirittura deserta. Il bosco fitto su entrambi i lati pareva gi avanzare quando
Bjrn not i fanalini di coda dell'auto ferma sul ciglio.
Rallent e guard nello specchietto. Solo oscurit alle sue spalle, e solo un paio di miseri
fanalini rossi davanti. Ferm l'auto dietro l'altra. Scese. Da qualche parte nel bosco un chiurlo emise
un verso cupo e malinconico. Roar Midtstuen era accovacciato accanto alla cunetta, illuminato dai fari
della sua macchina.
 Allora sei venuto,  disse.
Bjrn si afferr la cintura, si tir su i pantaloni. Era un vezzo recente che non sapeva come
avesse acquisito. Anzi, s, lo sapeva. Suo padre si tirava sempre su i pantaloni come una premessa,
un'introduzione a qualcosa di importante che aveva da dire, da esprimere, da fare. Bjrn cominciava a
somigliare al padre. A parte il fatto che raramente aveva qualcosa di importante da dire.
 Sicch  successo qui,  disse.
Roar annu. Abbass lo sguardo sul mazzo di fiori che aveva deposto sull'asfalto.  Era stata da
queste parti a fare un'arrampicata con gli amici. Sulla via del ritorno si  fermata a fare pip nel bosco.
Ha detto agli altri di andare avanti. Secondo loro deve essere successo quando  tornata di corsa dal
bosco ed  rimontata in sella. Impaziente di raggiungere il gruppo, eh? Sai, era un ragazzina molto
impaziente...  Si dovette gi sforzare per controllare la voce.  E poi sicuramente si  immessa sulla
strada, non era in perfetto equilibrio, e allora...  Roar lev lo sguardo come per indicare la direzione
da cui era sopraggiunta l'automobile.  Non c'erano segni di frenata. Nessuno ricordava che macchina
fosse, con tutto che doveva aver superato gli altri subito dopo. Ma quelli erano presi a parlare di
arrampicate, e dissero che sicuramente erano passate diverse auto... avevano quasi raggiunto
Klemetsrud quando si erano resi conto che Fia avrebbe dovuto essere l con loro da un bel pezzo, che
probabilmente era successo qualcosa.
Bjrn annu. Si schiar la voce. Voleva togliersi il pensiero. Ma Roar non glielo consent:  Non
mi hanno permesso di partecipare alle indagini, Bjrn. Perch ero il padre, hanno detto. Invece hanno
affidato il caso a dei novellini. E quando infine hanno capito che non si trattava di ordinaria
amministrazione, che in effetti il guidatore non si sarebbe n costituito n tradito in qualche modo, era
troppo tardi per far entrare in scena i pezzi da novanta, la pista si era raffreddata, la memoria della
gente cancellata.
 Roar...
 Un'indagine fatta coi piedi, Bjrn. N pi n meno. Sgobbi tutta la vita per il corpo, gli di
tutto quello che hai, e quando perdi la persona pi cara, cosa ricevi in cambio? Niente. Porca vacca,
Bjrn,  un tradimento . Bjrn guard le mascelle del collega che si muovevano all'infinito
descrivendo un'ellissi in un incessante tendersi e allentarsi dei muscoli, e pens che quella gomma da
masticare veniva proprio sfruttata al massimo, altroch.  Mi fa vergognare di essere un poliziotto, 
continu Midtstuen.  Esattamente come il caso Kalsnes. Un'indagine fatta coi piedi dall'inizio alla
fine, ci lasciamo scappare l'assassino e poi nessuno viene chiamato a renderne conto. E nessuno chiede
conto a nessuno.  la storia della volpe messa a guardia del pollaio, Bjrn.
 La ragazzina rinvenuta carbonizzata stamane al Come As You Are.
 Anarchia. Ecco cos'. Qualcuno deve prendersi la responsabilit. Qualcuno...
 Era Fia.
Nel silenzio che segu Bjrn ud di nuovo il chiurlo, ma da un punto diverso. Doveva essersi
spostato. Gli venne un'idea. Che fosse un altro uccello. Che forse ce n'erano due. Due della stessa
specie. Che si lanciavano richiami da una parte all'altra del bosco.
 Lo stupro di Harry nei miei confronti . Silje guardava Rakel con un'espressione calma, come
se le avesse appena riferito le previsioni del tempo.
 Harry ti ha violentata?
Silje sorrise. Un sorriso fugace, l'impercettibile contrattura di un muscolo, un'espressione che
spar prima ancora di arrivare agli occhi. Insieme a tutto il resto, all'affidabilit, alla spensieratezza. E
invece che di quel sorriso, pian piano i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Santo cielo,  pens Rakel,  non sta mentendo. Sbadigli per prendere ossigeno e ne fu
assolutamente sicura: forse era matta, per quella ragazza non mentiva.
 Ero innamoratissima di lui, signora Fauke. Credevo fossimo fatti l'uno per l'altra. Perci sono
andata da lui nel suo ufficio. Mi ero messa in tiro. E lui ha frainteso.
Rakel osserv la prima lacrima staccarsi dalle ciglia e compiere un salto per poi essere colta
dalla guancia morbida e giovane. Col per un tratto. Penetr nella pelle. La tinse di rosso. Rakel sapeva
che sul piano di lavoro alle sue spalle c'era un rotolo di carta da cucina, ma non lo prese. Col cavolo
che lo avrebbe fatto.
 Harry non ha frainteso,  disse, sorpresa dalla calma della propria voce.  E non  uno
stupratore . La calma e la convinzione. Si chiese quanto sarebbero durate.
 Ti sbagli,  disse Silje sorridendo tra le lacrime.
 Ah s?  Rakel aveva voglia di colpire con un pugno quel viso presuntuoso, violentato.
 S, signora Fauke, adesso sei tu che fraintendi.
 Dimmi quello che hai da dire e vattene via di qui.
 Harry...
Rakel proprio non sopportava di sentire il suo nome pronunciato dalla bocca di quella ragazza e
d'istinto si guard intorno alla ricerca di qualcosa con cui fermarla. Una padella, un coltello smussato
del pane, del nastro adesivo, qualsiasi cosa.
 Credeva fossi andata nel suo ufficio per chiedergli dei chiarimenti sui compiti. Ma ha
frainteso. Ero andata l per sedurlo.
 Sai che ti dico, ragazza mia? Lo avevo gi capito. E adesso mi vieni a dire che hai avuto
quello che cercavi, ma che  stato comunque uno stupro? Allora, che  successo? Hai ripetuto il tuo
voglioso, finto-casto no, no fino a farlo diventare un no che dopo ti  sembrato convinto, pensando
che lui avrebbe dovuto capirlo prima di te?
Rakel not che di colpo la retorica sembrava il ritornello della difesa negli innumerevoli
processi per stupro che aveva sentito in tribunale, il ritornello che lei in quanto Rakel detestava con
tutta s stessa, ma in quanto legale capiva e ammetteva che fosse necessario cantarlo. Ma non era
soltanto retorica, era quello che pensava, doveva essere andata cos, per forza.
 No,  ribatt Silje.  Volevo dirti che lui non mi ha stuprata.
Rakel batt le ciglia. Dovette mandare indietro il sonoro di un paio di secondi per accertarsi di
aver capito bene. Non mi ha stuprata.
 Che l'ho minacciato di denunciarlo per stupro perch...  la ragazza us la nocca dell'indice
per asciugarsi le lacrime, ma gli occhi si riempirono subito di nuovo,  perch voleva riferire alla
direzione della scuola che mi ero comportata in modo disdicevole con lui. E ne aveva tutte le ragioni.
Ma mi sono fatta prendere dalla disperazione, ho cercato di prevenirlo accusandolo di stupro. Volevo
dirgli che ci ho riflettuto, che sono pentita di quello che ho fatto. Che... s, che ho commesso un reato.
Calunnia. Paragrafo 168 del Codice penale. Pena: fino a otto anni.
 Esatto,  disse Rakel.
 Ah, gi,  Silje sorrise fra le lacrime.  Dimenticavo che sei un avvocato.
 Come lo sai?
 Ah,  rispose la ragazza tirando su col naso.  Sono molto informata sulla vita di Harry. L'ho
studiato, per cos dire. Era il mio idolo, e io ero la ragazzina sciocca. Ho addirittura indagato sugli
omicidi dei poliziotti per lui, convinta di potergli dare una mano. Volevo preparare una breve lezione
per spiegargli la connessione dei fatti. Io, una studentessa incompetente, volevo insegnare a Harry Hole
come fare a catturare il macellaio di poliziotti . Silje scosse la testa e fece un altro sorriso forzato.
Rakel si gir per prendere il rotolo della carta da cucina e glielo porse.  E sei venuta qui per
dirgli tutto questo?
La ragazza annu adagio.  So che non risponde al cellulare quando vede il mio numero. Cos
ho deciso di passare di qui mentre facevo jogging per vedere se era in casa. Ho notato che la macchina
non c'era e stavo per andarmene quando ti ho scorta nella finestra della cucina. E ho pensato che in
fondo era ancora meglio dirlo direttamente a te. Cos avrei dato la miglior prova possibile della mia
buona fede, di non essere venuta qui con un secondo fine.
 Ti ho vista l fuori,  disse Rakel.
 S. Ho dovuto rifletterci a fondo. E poi farmi coraggio.
Rakel sent la collera spostarsi dalla ragazza confusa e innamorata con lo sguardo troppo
indifeso a Harry. Lui non le aveva detto neanche una parola! Perch?
 Hai fatto bene a venire, Silje. Ma ora forse  meglio se vai.
L'altra annu. Si alz.  Ci sono casi di schizofrenia nella mia famiglia,  disse.
 S?  disse Rakel.
 S. Penso di non essere completamente normale . E poi aggiunse in tono saccente:  Per va
bene cos.
Rakel l'accompagn alla porta.
 Non mi vedrete pi,  disse non appena la ebbe varcata.
 Buona fortuna, Silje.
Rakel indugi sui gradini a braccia conserte e la segu con lo sguardo mentre attraversava lo
spiazzo. Harry aveva evitato di parlarne perch pensava che lei non gli avrebbe creduto? Che
nonostante tutto sarebbe rimasta un'ombra di dubbio?
Poi le si affacci un nuovo pensiero. Sarebbe stato questo: un'ombra di dubbio? Fino a che
punto si conoscevano? Fino a che punto era possibile conoscere un'altra persona?
La figura vestita di nero con la coda di cavallo bionda ballonzolante spar molto prima del
rumore delle scarpe da jogging sulla ghiaia.
 L'ha dissotterrata,  disse Bjrn Holm.
Roar Midtstuen teneva la testa bassa. Si gratt la nuca nel punto in cui i capelli corti erano dritti
come i peli di una spazzola. Il buio scese e la notte li circond di soppiatto mentre sedevano nei fasci di
luce proiettata dai fari dell'auto di Midtstuen. Quando infine Roar parl, Bjrn dovette sporgersi per
udire quello che diceva.
 La mia unigenita . Segu un breve cenno della testa.  Probabilmente lui ha solo fatto quello
che doveva fare.
In un primo momento Bjrn credette d'aver capito male. Poi si rese conto che Midtstuen doveva
essersi espresso male, che in realt intendeva tutt'altro, che aveva detto una parola per un'altra, o
l'aveva tralasciata, o messa al posto sbagliato nella frase. Eppure, quella frase era cos semplice e
chiara da suonare ovvia. Sembrava vero. Che il macellaio di poliziotti faceva solo quello che doveva
fare.
 Vado a prendere gli altri fiori,  disse Midtstuen alzandosi.
 S, certo,  disse Bjrn e abbass lo sguardo sul piccolo mazzo per terra mentre Roar spariva
dalla luce e faceva il giro dell'auto. Ud aprire il portellone mentre rifletteva sulla parola che Midtstuen
aveva usato. La mia unigenita. La mia unica figlia. Gli ricordava la confermazione, e la frase di Aune
quando aveva detto che l'assassino era Dio. Dio che vendicava. Ma Dio aveva anche sacrificato.
Sacrificato il proprio figlio. Lo aveva messo in croce. Lo aveva esposto affinch tutti lo potessero
vedere. Vedere e immaginare la sofferenza. Quella del figlio e del padre.
Bjrn rivide Fia Midtstuen sulla sedia. La mia unigenita. Loro due. O tre. Erano in tre. Qual era
la parola che aveva usato il prete?
Bjrn ud un tintinnio levarsi dal baule, pens che i fiori dovevano stare sotto qualche oggetto
metallico.
La trinit. Ecco la parola. Il terzo era lo Spirito santo. Il fantasma. Il demone. Quello che non si
vedeva mai, che saltava fuori solo qua e l nella Bibbia e poi spariva di nuovo. La testa di Fia
Midtstuen era incatenata al tubo dell'acqua per evitare che si accasciasse su s stessa, per esporre il
cadavere. Come il crocifisso.
Bjrn Holm ud un rumore di passi dietro di s.
Che fu sacrificato, crocifisso dal proprio padre. Perch cos voleva la storia. Quali erano le
parole precise?
Ha fatto solo quello che doveva fare.
Harry fiss Megan Fox. Tremava nei bei contorni color carne, ma tratteneva il suo sguardo. Il
sorriso non avvizziva. L'allettamento del corpo era immutato. Prese il telecomando e spense la tv.
Megan Fox spar e rest allo stesso tempo. I contorni della stella del cinema avevano bruciato lo
schermo al plasma.
Assente e ancora presente.
Harry si guard intorno nella camera da letto. Poi raggiunse l'armadio dove sapeva che Truls
Berntsen teneva i suoi giocattoli. In teoria una persona avrebbe potuto nascondercisi dentro. Tenne
l'Odessa pronta. Si avvicin all'armadio in punta di piedi, si pigi contro il muro e apr l'anta con la
mano sinistra. Vide la luce accendersi automaticamente all'interno.
Non accadde altro.
Infil e ritrasse rapidamente la testa. Ma fece in tempo a vedere l'essenziale. Non c'era nessuno.
Perci si port davanti all'armadio aperto.
Truls aveva rimpiazzato le cose che Harry aveva preso durante la sua ultima visita: il giubbotto
antiproiettile, la maschera antigas, l'Mp5, il fucile antisommossa. Apparentemente c'erano ancora tutte
le pistole dell'altra volta. A parte una che aveva lasciato impresso il suo profilo intorno a un gancio, al
centro del pannello.
Truls Berntsen aveva scoperto che Harry stava arrivando, aveva capito le sue intenzioni, preso
una pistola e abbandonato l'appartamento? Senza darsi il tempo n di chiudere a chiave n di spegnere
la tv? Perch, allora, non si era semplicemente nascosto l dentro per tendergli un agguato?
Harry aveva perlustrato tutta la casa e sapeva che non c'era anima viva. Dopo essere passato in
cucina e in soggiorno, aveva chiuso la porta come se fosse andato via e si era seduto sul divano di pelle
con l'Odessa pronta, puntata con la sicura disinserita sulla porta della camera da letto, ma in modo da
non poter essere visto dal buco della serratura.
Se Truls era l dentro, quello dei due che si fosse fatto vedere per primo sarebbe stato in
svantaggio. Tutto era pronto per un duello. Harry aveva aspettato. Immobile, respirando con calma e
profondamente, silenzioso e paziente come un leopardo.
Infine, dopo aver atteso per quaranta minuti era entrato nella camera.
Si sedette sul letto. Doveva telefonare a Berntsen? Cos facendo lo avrebbe messo in guardia
ma, a quanto sembrava, lui aveva gi capito che gli dava la caccia.
Harry tir fuori il cellulare, lo accese. Aspett che si collegasse all'operatore e compose il
numero che aveva memorizzato al momento di lasciare Holmenkollen quasi due ore prima.
Dopo averlo chiamato tre volte senza ottenere risposta si diede per vinto.
Allora chiam Thorkild alla compagnia telefonica. Gli rispose dopo due secondi:  Che cosa
vuoi, Hole?
 Un tabulato. Relativo a un certo Truls Berntsen. Ha un cellulare di servizio della polizia,
perci  sicuramente un vostro abbonato.
 Non possiamo continuare a vederci cos.
 Si tratta di un incarico ufficiale.
 Allora segui la prassi. Rivolgiti al procuratore della polizia, fa' inoltrare la richiesta al
responsabile della sezione investigativa e richiamaci quando avrai l'autorizzazione.
  urgente.
 Ascolta, non posso non posso darti sempre...
 Si tratta degli omicidi dei poliziotti, Thorkild.
 In tal caso dovrebbero bastarti pochi secondi per ottenere quell'autorizzazione, Harry.
Lui imprec sottovoce.
 Spiacente, Harry, devo pensare al mio posto di lavoro. Se si scoprisse che controllo i
movimenti di gente che lavora in polizia senza autorizzazione... Perch hai problemi a procurartela?
 Ci sentiamo . Riagganci. Sul suo cellulare c'erano due chiamate senza risposta e tre sms.
Dovevano averglieli mandati mentre era spento. Li apr uno alla volta. Il primo era di Rakel.
Provato a chiamarti. Sono a casa. Preparo qualcosa di buono se mi dici quando arrivi. Ti ho
portato una sorpresa. Non vede l'ora di stracciarti a Tetris.
Harry rilesse il messaggio. Rakel era tornata. Con Oleg. Il suo primo impulso fu di mettersi
immediatamente in macchina. Lasciar perdere il suo progetto. Convincersi che si era sbagliato: non
avrebbe dovuto trovarsi dove si trovava adesso. E contemporaneamente si rese conto che non era altro
che questo: un primo impulso. Un tentativo di sottrarsi all'inevitabile. L'altro sms corrispondeva a un
numero che non riconobbe.
Ti devo parlare. Sei a casa? Silje G.
Cancell il messaggio. Riconobbe subito il numero di cellulare del terzo sms.
Credo che tu mi stia cercando. Ho trovato la soluzione al nostro problema. Vediamoci sul luogo
del delitto di G. appena puoi. Truls Berntsen.
44.
Mentre attraversava il parcheggio Harry not un'auto con il finestrino rotto. La luce del
lampione si rifletteva sui vetri sparsi sopra l'asfalto. Era una Suzuki Vitara. Berntsen ne aveva una.
Compose il numero del pronto intervento.
 Harry Hole. Ho bisogno di risalire al proprietario di un'auto tramite un numero di targa.
 Ormai lo pu fare chiunque direttamente su internet, Hole.
 Quindi lo fai tu per me, eh?
All'altro capo ud un grugnito e poi lesse la targa ad alta voce. La risposta arriv dopo tre
secondi.
 Un certo Truls Berntsen. L'indirizzo...
 Basta cos.
 Vuoi fare una denuncia?
 Come?
 C' qualcosa di sospetto? Hai l'impressione che sia stata rubata o scassinata, per esempio?
Pausa.
 Pronto?
 No,  in perfette condizioni. C' stato solo un equivoco.
 Equi...
Harry riagganci. Perch Truls Berntsen non era andato via con la sua auto? A Oslo nessuno
con lo stipendio da poliziotto prendeva pi il taxi. Si sforz di figurarsi la rete della metropolitana. Una
linea passava ad appena cento metri da l. La stazione di Ryen. Non aveva udito nessun treno.
Probabilmente c'era un tunnel. Harry batt le palpebre nel buio. Aveva appena sentito un altro rumore.
Il crepitio dei peli che si rizzavano sulla sua nuca.
Sapeva che non era possibile, eppure era l'unica cosa che aveva sentito. Tir di nuovo fuori il
cellulare. Pigi la K e poi il tasto Chiama.
 Finalmente,  rispose Katrine.
 Finalmente?
 Avrai visto che ho provato a chiamarti?
 Ah s? Sembri affannata.
 Ho corso, Harry. Silje Gravseng.
 Che ha fatto?
 La sua stanza  completamente tappezzata di ritagli di giornale sugli omicidi dei poliziotti. E
c' anche un manganello che a detta del portiere usa per pestare gli stupratori. E ha un fratello che 
finito in manicomio dopo essere stato picchiato da due agenti.  pazza, Harry. Da legare.
 Dove sei?
 Nel Vaterlandsparken. Lei non c'. Secondo me  il caso di diffondere una segnalazione.
 No.
 No?
 Non  lei che stiamo cercando.
 Che vuoi dire? Movente, occasione, inclinazione. C' tutto, Harry.
 Scordati Silje Gravseng. Voglio che mi controlli una statistica.
 Una statistica!  Katrine grid cos forte da far crepitare la membrana del microfono.  Sono
qui con mezzo casellario della Buoncostume che mi sbava dietro mentre cerco un probabile macellaio
di poliziotti, e tu vuoi che controlli una statistica? Ma va' al diavolo, Hole!
 Devi controllare la statistica dell'Fbi sui testimoni deceduti tra il momento in cui sono stati
convocati ufficialmente a deporre e l'inizio del processo.
 Ma che c'entra?
 Tu pensa a trovarmi i dati, okay?
 No, che non  okay!
 Be', allora consideralo un ordine, Bratt.
 Signors, ma... ehi, aspetta! Chi di noi due  il capo?
 Se hai bisogno di chiederlo non puoi essere tu.
Prima di riagganciare Harry ud altre imprecazioni con le r arrotate del dialetto di Bergen.
Mikael Bellman era seduto sul divano davanti alla tv accesa. Il telegiornale stava finendo, era
arrivato allo sport, e a quel punto vag con lo sguardo dallo schermo alla finestra. Verso la citt che si
stendeva nella conca nera laggi, in basso. L'intervista al presidente della giunta comunale era durata
esattamente dieci secondi. Aveva dichiarato che la sostituzione di un assessore era normale, che in
questo caso era dovuta a un carico di lavoro eccezionale per quel settore specifico, e dunque era
sembrato giusto passare il testimone. Che Isabelle Skyen sarebbe tornata alle sue mansioni di
assistente dell'assessore, e che il nuovo responsabile contava di giovarsi delle sue competenze in quel
ruolo. Non era stato possibile chiedere commenti a Skyen, avevano detto.
Brillava come un gioiello, la sua citt.
Ud la porta di una delle camere dei bambini chiudersi piano, e poco dopo Ulla lo raggiunse sul
divano stringendosi a lui.
 Dormono?
 Come sassi,  ripose lei, e Mikael sent il suo respiro sul collo.  Hai voglia di guardare la tv?
 gli domand morsicandogli il lobo dell'orecchio.  Oppure...
Lui sorrise, ma rimase immobile. Assapor l'attimo, ne apprezz la perfezione. L'essere l, in
quel preciso istante. In cima alla vetta. Il maschio alfa con le donne ai suoi piedi. Una stretta fra le sue
braccia. L'altra neutralizzata e non pi in grado di nuocere. Lo stesso valeva per gli uomini. Asajev era
morto, Truls era stato reinserito come suo fido, l'ex capo della polizia invischiato nella loro colpa
comune cos che avrebbe ubbidito qualora ci fosse stato di nuovo bisogno di lui. E Mikael sapeva di
avere la fiducia della giunta comunale, a quel punto, anche se la cattura del macellaio di poliziotti si
fosse fatta attendere.
Era parecchio tempo che non si sentiva cos bene, cos rilassato. Sent le mani di Ulla. Cap che
cosa avrebbero fatto prima ancora che lo capisse lei. Riusciva a eccitarlo. Non a infiammarlo di
desiderio, come altri. Come quella che lui aveva fatto fuori. Come quello che era morto in Hausmanns
gate. Per riusciva a eccitarlo al punto che fra poco se la sarebbe scopata. Cos era il matrimonio. Non
aveva di che lamentarsi. Gli stava benissimo, e poi nella vita c'erano cose pi importanti.
La trasse a s, le infil una mano sotto il pullover verde. Pelle nuda, come poggiare il palmo
della mano su una piastra elettrica al minimo. Lei emise un gemito sommesso. Si pieg su di lui. In
realt non gli piaceva baciarla in bocca. Forse una volta, ma ora non pi. Non lo aveva mai detto,
perch avrebbe dovuto farlo visto che a lei piaceva e lui riusciva a sopportarlo? Il matrimonio. Tuttavia
si sent un po' sollevato quando il cordless trill sul tavolino accanto al divano.
Rispose.  S?
 Ciao, Mikael.
La voce pronunci il suo nome in un tono cos rassicurante che sulle prime pens di conoscerla,
di dover solo guadagnare un paio di secondi per capire a chi apparteneva.
 Ciao,  rispose perci alzandosi dal divano. Si diresse verso la terrazza. Allontanandosi dal
rumore della tv. Allontanandosi da Ulla. Il suo era un movimento meccanico, appreso con anni di
pratica. Un po' per riguardo a lei. Un po' per riguardo ai propri segreti.
La voce all'altro capo rise sommessamente.  Non mi conosci, Mikael, rilassati.
 Grazie, mi stavo giusto rilassando,  disse lui.  A casa. Quindi ti sarei grato se venissi al
dunque.
 Sono un infermiere del Rikshospital.
Mikael non ci aveva pensato prima, o almeno, non ricordava di averlo fatto. Eppure, gli
sembrava di sapere gi il seguito a memoria. Apr la porta della terrazza e usc sul freddo impiantito di
pietre senza staccare il telefono dall'orecchio.
 Ero l'infermiere di Rudolf Asajev. Te lo ricordi, Mikael. S, certo che te lo ricordi. Tu e lui
eravate soci. Si  confidato con me dopo che era uscito dal coma. Sulla natura dei vostri affari.
Il cielo si era coperto, la temperatura era precipitata, e il pavimento era cos freddo che bruciava
attraverso i calzini. Ma Mikael Bellman not che le sue ghiandole sudoripare lavoravano a regime
massimo.
 E a proposito di affari,  continu la voce.  Forse dovremmo discuterne anche noi due?
 Che cosa vuoi?
 A meno che tu non preferisca le parafrasi, permettimi di dire che vorrei una parte dei tuoi
soldi per tenere la bocca chiusa.
Doveva essere lui, l'infermiere di Enebakk. Quello che Isabelle aveva ingaggiato per sistemare
Asajev. Gli aveva detto che l'uomo lo avrebbe fatto volentieri in cambio di sesso, ma evidentemente
non gli era bastato.
 Quanto?  domand Bellman a bruciapelo per sondare il terreno, ma si accorse di non essere
riuscito a sembrare abbastanza freddo.
 Non molto. Sono un uomo dalle abitudini semplici. Diecimila.
  troppo poco.
 Troppo poco?
 Sembra una prima rata.
 Possiamo anche dire centomila.
 E allora perch non lo dici?
 Perch ho bisogno di quei soldi stasera, le banche sono chiuse e al bancomat puoi prelevare al
massimo diecimila corone.
Disperato. Una bella notizia. O no? Mikael raggiunse il bordo della terrazza, guard la sua citt
gi in basso, cerc di concentrarsi. Era una di quelle situazioni in cui di solito dava il meglio di s, in
cui si giocava tutto, e qualsiasi passo falso sarebbe stato fatale.
 Come ti chiami?
 Be'. Chiamami Dan. Diminutivo di Danuvius.
 Bene, Dan. Capisci che se tratto con te non significa che ammetta qualcosa? Che magari sto
cercando di attirarti in una trappola allo scopo di arrestarti per estorsione?
 Dici questo adesso solo perch temi che sia un giornalista che ha sentito delle voci e cerca di
indurti a tradirti.
Maledizione.
 Dove?
 Sono al lavoro, perci dovrai venire tu da me. Ma in un posto discreto. Vediamoci nel reparto
chiuso, adesso l non c' pi nessuno. Fra tre quarti d'ora nella stanza di Asajev.
Tre quarti d'ora. Aveva fretta. Naturalmente poteva essere dovuta alla prudenza: non voleva
dargli il tempo di preparare una trappola. Ma Mikael credeva nelle spiegazioni semplici. Per esempio,
di avere a che fare con un infermiere anestesista drogato, improvvisamente a secco di scorte personali.
Il che avrebbe potuto semplificare le cose. Gli avrebbe addirittura permesso di richiudere ben bene i
cordoni della borsa.
 Okay,  disse e riagganci. Fiut lo strano, quasi nauseabondo odore che sembrava venire da
sotto il pavimento della terrazza. Poi entr in soggiorno richiudendosi la porta-finestra alle spalle.
 Devo uscire,  disse.
 Adesso?  domand Ulla e lo guard con quell'espressione ferita che di solito riusciva a
cavargli commenti stizziti.
 S, adesso . Pens alla pistola che teneva sottochiave nel portabagagli dell'auto. Una Glock
22, regalo di un collega americano. Mai usata. Non registrata.
 Quando torni?
 Non lo so. Non aspettarmi alzata.
Si avvi verso l'ingresso, sentendo lo sguardo di Ulla sulla schiena. Si ferm solo quando
raggiunse il vano della porta.
 No, non devo vedermi con lei. Va bene?
Ulla non rispose. Si limit a girarsi verso la tv fingendo di seguire le previsioni del tempo.
Tutta sudata nel caldo umido della Fornace Katrine imprec, ma non smise di digitare.
Dove diamine si nascondeva quella statistica dell'Fbi sui testimoni deceduti? E cosa diamine ci
doveva fare Harry?
Guard l'orologio. Sospir e fece il suo numero.
Nessuna risposta. Ovviamente.
Gli mand un sms dicendo che aveva bisogno di pi tempo, che era entrata nel sancta
sanctorum dell'Fbi ma o quella statistica era riservatissima, oppure lui aveva frainteso qualcosa. Lanci
il cellulare sulla scrivania. Pens che aveva voglia di telefonare a Leif Rdbekk. No, non a lui. A
qualche altro idiota disposto a prendersi il disturbo di scoparsela quella sera. Il primo che le venne in
mente le fece corrugare la fronte. E lui da dove saltava fuori? Carino, ma... ma cosa? Ci pensava da un
po' di tempo senza essersene resa conto?
Scacci quel pensiero e si concentr di nuovo sullo schermo.
Forse non era l'Fbi, ma la Cia?
Digit un'altra chiave di ricerca. Central Intelligence Agency, witness, trial e death. Invia. Il
computer lavorava. Apparvero le prime occorrenze.
La porta alle sue spalle si apr, e Katrine sent arrivare una ventata dal tunnel.
 Bjrn?  disse senza levare lo sguardo dallo schermo.
Harry parcheggi davanti alla Jakob kirke e di l and a piedi fino a Hausmanns gate 92.
Arrivato, si ferm e lev lo sguardo verso la facciata.
Al secondo piano c'era una luce debole e le finestre erano munite di inferriate. Probabilmente il
nuovo proprietario era stufo dei ladri che entravano dalla scala antincendio sul retro.
Harry si era aspettato un'emozione pi forte. Dopo tutto, l era stato ucciso Gusto. E l per poco
non era morto anche lui.
Tocc il portone. Tutto era rimasto uguale: aperto, via libera.
Ai piedi delle scale tir fuori l'Odessa, tolse la sicura, alz lo sguardo sulla rampa e tese le
orecchie mentre inspirava il lezzo di urina e di legno marinato nel vomito. Un silenzio assoluto.
Cominci a salire. Cerc di fare meno rumore possibile passando sopra fogli di giornale
bagnati, cartoni del latte e siringhe usate. Arrivato al secondo piano si ferm davanti alla porta. Era
nuova anche quella. Di metallo. Serratura di sicurezza. Solo dei ladri molto, molto motivati avrebbero
provato a scassinarla.
Secondo lui non c'era motivo di bussare. Non c'era motivo di rinunciare a un possibile effetto
sorpresa. Perci, quando abbass la maniglia e sent che la porta gli resisteva grazie alle dure cerniere a
molla ma non era serrata, impugn l'Odessa con entrambe le mani e apr il pesantissimo battente con
un calcio del piede destro.
Entr e si spost di corsa sulla sinistra per non essere visibile in controluce nel vano della porta.
Le molle richiusero di schianto il battente alle sue spalle.
Poi cal il silenzio, rimase solo un ticchettio debole.
Harry batt le palpebre sbalordito.
A parte un piccolo televisore portatile in stand by con dei numeri bianchi che indicavano l'ora
sbagliata, all'interno tutto era rimasto uguale. Era lo stesso desolato covo di tossici con i materassi e i
rifiuti sul pavimento. E un altro rifiuto era seduto su una sedia e lo guardava.
Era Truls Berntsen.
O almeno gli sembrava che fosse Truls Berntsen.
Che fosse stato Truls Berntsen.
45.
La sedia da ufficio era sistemata al centro della stanza, sotto l'unica luce, una lampada in carta
di riso strappata che pendeva dal soffitto.
Harry concluse che la lampada, la sedia e il televisore con un orologio dal tipico ticchettio
incespicante di un elettrodomestico moribondo dovevano risalire agli anni Settanta, ma non ne era
sicuro.
Lo stesso valeva per l'occupante della sedia.
Perch non si poteva dire con sicurezza che fosse Truls Berntsen, nato nel Settanta-qualcosa,
morto quest'anno, l'uomo immobilizzato alla sedia con il nastro adesivo. Non aveva la faccia. Al suo
posto c'era una poltiglia di sangue rosso relativamente fresco, sangue nero coagulato e schegge di ossa
bianche. La poltiglia sarebbe colata se non l'avesse tenuta a posto una pellicola di plastica trasparente
stretta intorno alla testa. Un frammento d'osso aveva perforato l'involucro. Pellicola da cucina, pens
Harry. Carne macinata preconfezionata come se ne trova nei negozi.
Con uno sforzo distolse lo sguardo e cerc di trattenere il respiro per udire meglio mentre si
pigiava di schiena contro la parete. Tenendo la pistola leggermente alzata scrut la stanza da sinistra
verso destra.
Osserv l'angolo dietro il quale c'era la cucina, intravide le solite cose, il frigorifero vecchio e il
piano di lavoro, per l, nella penombra, poteva esserci qualcuno.
Non un rumore. Non un movimento.
Harry aspett. Ragion. Se qualcuno lo aveva attirato in una trappola, ormai avrebbe dovuto
essere morto.
Trasse un respiro. Aveva il vantaggio di essere gi stato in quella casa, perci sapeva che non
c'erano altri nascondigli oltre alla cucina e al bagno. Lo svantaggio era che avrebbe dovuto dare le
spalle alla prima per controllare l'altro e viceversa.
Si decise, avanz verso la cucina, sporse la testa oltre lo stipite, la ritrasse con la stessa rapidit,
lasci che il cervello elaborasse le informazioni raccolte. Fornello, pile di cartoni da pizza e frigorifero.
Nessuno.
Raggiunse il bagno. Per qualche motivo la porta era stata rimossa e la luce era spenta. Si piazz
accanto allo stipite e premette l'interruttore. Cont fino a sette. Si affacci rapidamente. Vuoto.
Si accasci con la schiena contro il muro. Solo allora si rese conto di quanto il suo cuore avesse
battuto forte contro le costole.
Rimase in quella posizione per alcuni secondi. Si riprese.
Poi raggiunse il cadavere sulla sedia. Si accovacci e fiss la massa rossa sotto la plastica.
Senza faccia, ma la fronte prominente, il prognatismo e il taglio dei capelli da pochi soldi non
lasciavano dubbi: era Truls Berntsen.
Il cervello di Harry stava gi elaborando la notizia: si era sbagliato, Truls Berntsen non era il
macellaio di poliziotti.
Un altro pensiero segu a ruota: o almeno, non era l'unico.
Era possibile che si trovasse davanti a questo? All'omicidio di un complice, a un assassino che
copriva le proprie tracce? Era possibile che Truls Beavis Berntsen avesse collaborato con una mente
malata quanto la sua per realizzare quel piano? Era possibile che Valentin se ne fosse stato
deliberatamente seduto davanti a una telecamera di sorveglianza allo stadio di Ullevaal mentre
Berntsen commetteva il delitto di Maridalen? E, se s, come si erano suddivisi gli omicidi, per quali
Berntsen si era procurato un alibi?
Harry raddrizz la schiena e si guard intorno. E perch lui era stato attirato l? Non ci
avrebbero messo molto tempo a scoprire il cadavere. E c'erano diversi particolari che non quadravano.
Truls Berntsen non aveva partecipato alle indagini sull'omicidio di Gusto. Se ne era occupata una
piccola squadra formata da Beate, un paio di tecnici della Scientifica e altrettanti investigatori che non
avevano avuto granch da fare poich Oleg era stato catturato quale presunto omicida pochi minuti
dopo il loro arrivo, e le tracce avevano avallato l'ipotesi. L'unica...
Nel silenzio Harry continuava a sentire il ticchettio sommesso. Regolare e costante come un
orologio. Complet il pensiero.
L'unica altra persona che si fosse presa la briga di indagare su quell'irrilevante, dozzinale caso
di omicidio per droga si trovava in quella stanza adesso. Era lui.
Come i poliziotti uccisi, era stato attirato l per morire sul luogo del delitto che non aveva
risolto.
In un secondo raggiunse la porta e abbass la maniglia. Come temeva: cedette a vuoto. La tir a
s, ma la porta non si mosse. Ed era sprovvista di nottolino, come l'esterno di una porta d'albergo. Di
cui non aveva la chiave elettronica.
Lo sguardo di Harry vag di nuovo in giro per la stanza.
I vetri spessi con le sbarre d'acciaio all'interno. La porta di ferro che si era richiusa da sola. Era
finito dritto nella trappola da quell'idiota ottenebrato dalla caccia che era sempre stato.
Il ticchettio sembrava essere aumentato di volume, ma sembrava soltanto.
Harry guard il televisore portatile. I secondi che ticchettavano. L'orologio non andava male.
Perch non era un orologio, gli orologi non andavano all'indietro.
Quando lui era entrato indicava 00.06.10, ora lesse 00.03.51.
Un conto alla rovescia.
Harry si avvicin, afferr il televisore e cerc di sollevarlo. Invano. Doveva essere fissato al
pavimento. Assest un forte calcio alla parte superiore dell'apparecchio, e l'intelaiatura di plastica si
spacc fragorosamente. Guard dentro. Tubi di metallo, tubi di vetro, cavi. Lui era tutt'altro che un
esperto, ma aveva visto abbastanza interni di televisori per capire che quello conteneva troppe cose. E
abbastanza foto di ordigni esplosivi per riconoscere un tubo bomba.
Consider i cavi e scart subito l'idea. Un artificiere della Delta gli aveva spiegato che la storia
di tagliare il cavo blu o quello rosso per mettersi in salvo apparteneva ormai ai bei vecchi tempi, che
adesso c'erano diavolerie digitali comandate con segnali wireless tramite bluetooth, parole chiave e
sistemi di protezione che azzeravano il contatore se toccavi qualcosa.
Harry prese la rincorsa e si lanci contro la porta. Forse c'era qualche punto debole nel telaio.
Non c'era.
Neanche nelle inferriate delle finestre.
Quando si rialz gli dolevano le spalle e le costole. Url contro la finestra.
Non lasciava n entrare n uscire il minimo rumore.
Harry prese il cellulare. Il pronto intervento. La Delta. Sarebbero potuti entrare con gli
esplosivi. Guard l'orologio del televisore. Tre minuti e quattro secondi. Ci sarebbe stato s e no il
tempo di comunicare l'indirizzo. Due minuti e cinquantanove secondi. Fiss la rubrica. R.
Rakel.
Telefonarle. Dirle a addio. A lei e a Oleg. Dire che li amava. Che dovevano vivere. Vivere
meglio di quanto avesse fatto lui. Passare gli ultimi due minuti con loro. Non morire solo. Avere
compagnia, condividere l'ultima esperienza traumatica, lasciare che avessero un assaggio della morte,
lasciare loro l'ultimo incubo da portarsi dietro nella vita.
 Cristo!
Harry fece scivolare il cellulare nella tasca. Si guard intorno. Le porte erano state rimosse.
Perch non ci fossero posti dove nascondersi.
Due minuti e quaranta secondi.
And nella cucina, situata nella parte pi corta dell'appartamento a forma di L. Non era
profonda abbastanza, un tubo bomba di quelle dimensioni avrebbe distrutto tutto anche l dentro.
Fiss il frigorifero. Lo apr. Un cartone del latte, due bottiglie di birra e una vaschetta di pt di
fegato. Per un attimo soppes le alternative birra o panico, poi opt per il panico e tir fuori i ripiani, le
lastre di vetro e i contenitori di plastica. Caddero rumorosamente per terra alle sue spalle. Si rannicchi
e cerc di infilarsi all'interno. Ansim. Non riusciva a piegare il collo abbastanza per far entrare la
testa. Riprov. Maledisse i suoi arti lunghi mentre cercava di sistemarli in modo che occupassero meno
spazio possibile.
Niente da fare, merda!
Guard l'orologio sul televisore. Due minuti e sei secondi.
Riusc a infilare la testa, flett le ginocchia sotto il corpo, ma adesso era la schiena a non
piegarsi abbastanza. Maledizione! Maledizione! Rise ad alta voce. L'offerta di una lezione gratuita di
yoga che aveva rifiutato a Hong Kong: sarebbe stato quello a farlo fuori?
Houdini. Ricord qualcosa sull'inspirazione, l'espirazione e il rilassamento.
Butt fuori l'aria, cerc di non pensare a niente, si sforz di rilassarsi. Di non pensare ai
secondi. Di sentire unicamente i muscoli e le articolazioni diventare pi duttili, pi elastici. Di sentire il
suo corpo comprimersi pezzetto dopo pezzetto.
Funzionava.
Per la miseria, funzionava s! Era dentro il frigorifero. Un frigorifero fatto con una quantit
sufficiente di metallo e di materiale isolante da poterlo salvare. Forse. Se non era un tubo bomba
venuto dall'inferno.
Afferr il bordo dello sportello con una mano e lanci un'ultima occhiata alla tv prima di
chiuderlo. Un minuto e quarantasette.
Fece per tirarlo a s, ma la mano non gli ubbid. Non gli ubbid perch il cervello si rifiutava di
negare ci che gli occhi avevano visto, ma che la parte razionale cercava di ignorare. Ignorare perch
non c'entrava nulla con l'unica cosa che aveva importanza adesso, ossia sopravvivere, salvarsi.
Ignorare perch non aveva la possibilit, non aveva tempo, non aveva compassione.
La carne macinata sulla sedia.
Le erano spuntate due macchie bianche.
Bianche come il bianco degli occhi.
Che lo fissavano da sotto la pellicola trasparente.
Quel demonio era vivo.
Harry emise un urlo, con uno sforzo usc dal frigo. Si avvicin alla sedia guardando lo schermo
del televisore con la coda dell'occhio. Un minuto e trentuno secondi. Strapp via la pellicola dalla
faccia. Gli occhi in mezzo alla carne macinata batterono le palpebre, e Harry ud un flebile respiro.
Probabilmente si era tenuto in vita con la poca aria che arrivava dal buco praticato dall'osso nella
plastica.
 Chi  stato?  domand Harry.
Per tutta risposta ud un respiro. La maschera di carne davanti a lui cominci a colare come cera
squagliata.
 Chi ? Chi  il macellaio di poliziotti?
Ancora solo un respiro.
Harry guard l'orologio. Un minuto e ventisei secondi. Forse ci sarebbe voluto parecchio tempo
per rinfilarsi nel frigo.
 Su, forza, Truls! Posso prenderlo.
Una bolla di sangue cominci a crescere in corrispondenza del punto in cui doveva esserci la
bocca. Quando scoppi Harry ud un bisbiglio quasi impercettibile:
 Portava una maschera. Non ha parlato.
 Che genere di maschera?
 Verde. Completamente verde.
 Verde?
 Chi... rur...
 Una mascherina da chirurgo?
Un cenno di conferma della testa, poi gli occhi si richiusero.
Un minuto e cinque.
Non sarebbe riuscito a cavargli altro. Torn al frigorifero. Questa volta impieg meno tempo.
Richiuse lo sportello e la luce si spense.
Rabbrivid nel buio. Cont i secondi. Quarantanove.
Quel demonio sarebbe morto comunque.
Quarantotto.
Meglio che ci pensasse qualcun altro.
Quarantasette.
Una mascherina verde. Truls Berntsen gli aveva detto quello che sapeva senza pretendere nulla
in cambio. Se non altro aveva ancora un briciolo di poliziotto in s.
Quarantasei.
Neanche per idea, e poi l dentro c'era posto solo per uno.
Quarantacinque.
E poi non c'era tempo per liberarlo dalla sedia.
Quarantaquattro.
Anche se avesse voluto farlo, ormai il tempo era scaduto.
Quarantatre.
Da un bel po'.
Quarantadue.
Cristo.
Quarantuno.
Cristo, Cristo!
Quaranta.
Harry apr lo sportello del frigorifero dandogli un calcio con un piede e spingendo fuori l'altro.
Spalanc il cassetto del piano di lavoro, prese quello che doveva essere un coltello del pane, si
precipit alla sedia e cominci a tagliare il nastro adesivo dei braccioli.
Si sforz di non guardare lo schermo del televisore, ma sentiva il ticchettio.
 Che il diavolo ti porti, Berntsen!
Fece il giro della sedia e tagli il nastro adesivo sullo schienale e intorno alla gamba della sedia.
Gli cinse il petto con le braccia e lo sollev.
Come c'era da aspettarsi, quel demonio era anche pesante!
Harry tir e imprec, trascin e imprec, non sentiva pi le parole che gli uscivano di bocca,
sperava solo che offendessero il cielo e l'inferno abbastanza da indurre almeno uno dei due a
intervenire per cambiare quella successione di eventi tanto assurda quanto inevitabile.
Punt verso il frigo aperto, aument la velocit e spinse dentro Truls Berntsen. Il corpo
insanguinato si accasci su s stesso e scivol di nuovo fuori.
Harry cerc di cacciarlo contro il fondo, ma era inutile. Lo ritir fuori tracciando strisce di
sangue sul linoleum, lo lasci, allontan il frigorifero dal muro, ud la spina che si staccava, lo rovesci
tra il piano di lavoro e il fornello. Afferr Berntsen e lo iss dentro. Poi si infil a sua volta. Con
entrambe le gambe lo spinse il pi possibile contro il fondo, al quale era fissato il pesante motore. Si
distese sopra di lui, inspir il lezzo di sudore, di sangue e del piscio che ti scappa quando sei su una
sedia e sai che stai per essere ammazzato.
Harry aveva sperato che lo spazio fosse sufficiente per tutti e due, dato che il problema era
soprattutto l'altezza e la larghezza e non la profondit.
Adesso, per, era la profondit.
Non c'era verso di chiudere quel maledetto sportello alle loro spalle.
Prov a tirare verso di s. Niente da fare. Mancavano appena venti centimetri, ma se non si
fossero chiusi dentro ermeticamente non avrebbero avuto scampo. L'onda d'urto spaccava fegato e
milza, il calore inceneriva i globi oculari, ogni oggetto sparso nella stanza si trasformava in una
pallottola, in una mitragliatrice che squarciava e frantumava.
Non doveva nemmeno prendere una decisione, era troppo tardi.
E questo significava anche che era troppo tardi per avere qualcosa da perdere.
Harry spalanc lo sportello con un calcio, balz fuori, and a mettersi dietro il frigo e lo rialz
in piedi. Da sopra vide Truls Berntsen scivolare sul pavimento. Non riusc a impedire allo sguardo di
proseguire fino allo schermo del televisore. L'orologio indicava 00.00.12. Dodici secondi.
 Scusa, Berntsen,  disse Harry.
Poi afferr Truls per il petto, lo tir su e trascinandolo si infil di spalle nel frigorifero. Sporse
la mano oltre Truls, riusc a socchiudere lo sportello. E cominci a dondolarsi. Grazie alla posizione del
pesante motore, il frigorifero aveva un baricentro alto che lui sperava lo avrebbe aiutato.
L'elettrodomestico oscill all'indietro. Si ferm in bilico. Truls scivol addosso a Harry.
Non dovevano cadere da quella parte!
Harry fece forza nel senso opposto, cerc di spingere Truls contro lo sportello.
Infine il frigo si decise a muoversi. Oscill nella direzione contraria.
Lui colse un ultimo scorcio dello schermo televisivo nell'istante in cui il frigorifero tracoll e
cadde in avanti, sopra lo sportello.
Quando si abbatt sul pavimento Harry rimase senza fiato, fu preso dal panico accorgendosi di
non riuscire a incamerare ossigeno. Ma era buio. Completamente buio. Il peso combinato del motore e
del frigorifero aveva fatto quello che sperava: chiudere lo sportello contro il pavimento.
Poi la bomba esplose.
Il cervello di Harry implose, si spense.
Batt le palpebre nell'oscurit.
Doveva aver perso conoscenza per qualche secondo.
Le orecchie gli fischiavano fortissimo e aveva la sensazione che qualcuno gli avesse versato
dell'acido in faccia. Ma era vivo.
Per il momento.
Aveva bisogno d'aria. Riusc a portare le mani oltre Truls disteso sotto di lui fino a toccare lo
sportello del frigo, punt la schiena contro la parte superiore del fondo e spinse con tutte le forze.
L'elettrodomestico oscill sui cardini e si rovesci su un fianco.
Harry rotol fuori. Si alz in piedi.
La stanza sembrava uscita dal racconto di una distopia, un inferno di polvere e fumo grigio,
senza un solo oggetto identificabile, neanche quello che prima era un frigorifero e adesso sembrava
qualcos'altro. La porta d'ingresso in metallo si era staccata dal telaio.
Harry lasci Berntsen dov'era. Sperava soltanto che quel maledetto stronzo fosse morto.
Barcollando scese le scale, usc in strada.
Rimase impalato a fissare in fondo a Hausmanns gate. Vide le sirene delle volanti, ma udiva
solo quel sibilo nelle orecchie, simile a una stampante rimasta senza carta, un allarme che presto
qualcuno avrebbe dovuto staccare.
E mentre guardava le auto silenziose della polizia, pens la stessa cosa di quando aveva teso le
orecchie per sentire la T-bane a Manglerud. Che non udiva. Che non udiva quello che avrebbe dovuto
udire. Perch non aveva riflettuto. Fino a quando non si era ritrovato l, a Manglerud, e aveva
ricostruito mentalmente i tracciati della metropolitana di Oslo. E infine aveva capito cosa fosse rimasto
laggi, in fondo all'oscurit rifiutandosi di salire in superficie. Il bosco. La T-bane non passava nel
bosco.
46.
Mikael Bellman si era fermato.
Stette in ascolto e scrut in fondo al corridoio vuoto.
Come un deserto, pens. Nulla su cui fissare lo sguardo, solo una luce bianca vibrante che
cancellava tutti i contorni.
E quel suono, quel ronzio tremulo di tubi a fluorescenza, di caldo desertico, come il preludio di
qualcosa che comunque non accadr mai. Soltanto un corridoio d'ospedale vuoto senza niente in fondo.
Forse era tutto quanto una fatamorgana, la soluzione di Isabelle Skyen al problema Asajev, la
telefonata di un'ora prima, le banconote da mille corone appena estratte da un bancomat del centro, il
corridoio deserto di un reparto abbandonato.
Che resti pure un miraggio, un sogno, pens Mikael incamminandosi. Ma con la mano
sprofondata nella tasca del cappotto controll che la sicura della Glock 22 fosse disinserita. Nell'altra
tasca teneva la mazzetta. Nel caso si fosse trovato costretto a pagare. Se fossero stati pi d'uno, per
esempio. Ma pensava di no. La somma era troppo piccola per poter essere divisa. Il segreto troppo
grande.
Pass davanti a una macchina del caff automatica, svolt un angolo e vide il corridoio
proseguire nello stesso piatto biancore. Ma scorse anche la sedia. La sedia del poliziotto che aveva fatto
la guardia ad Asajev, non l'avevano tolta.
Prima di proseguire si gir per accertarsi di non essere seguito.
Camminava a lunghi passi, ma poggiava le suole piano, quasi senza far rumore sul pavimento.
Avanzando prov ad aprire una porta dopo l'altra. Erano tutte chiuse a chiave.
Si ferm davanti alla porta vicino alla sedia. D'istinto poggi il palmo della mano sinistra sulla
seduta. Fredda.
Inspir ed estrasse la pistola. Si guard la mano. Non tremava, vero?
Proprio quello che ci voleva nel momento cruciale.
Rinfil la pistola in tasca e abbass la maniglia, che cedette.
Non c'era motivo di rinunciare a un minimo di effetto sorpresa, pens Mikael Bellman, poi
spalanc la porta ed entr.
La stanza era immersa nella luce, ma vuota e spoglia, fatta eccezione per il letto che era stato
occupato da Asajev. Era sistemato al centro, sotto una lampada. Accanto, su un carrello di metallo
scintillavano strumenti affilati e lucidi. Forse avevano trasformato la camera in una spartana sala
operatoria?
Mikael not un movimento dietro una delle finestre e impugn la pistola nella tasca mentre
strizzava gli occhi. Aveva bisogno di occhiali?
Quando riusc a mettere a fuoco e cap che si trattava di un'immagine riflessa, che il movimento
si era verificato dietro di lui, era troppo tardi.
Si sent una mano sulla spalla e reag con prontezza, ma fu come se la puntura nel collo
interrompesse subito il collegamento con la mano armata. E prima che il buio diventasse totale, scorse
il viso dell'uomo vicinissimo al suo nello specchio nero della finestra. Aveva un copricapo verde e una
benda verde davanti alla bocca. Come un chirurgo. Un chirurgo pronto per un'operazione.
Katrine era troppo presa dallo schermo del pc che aveva davanti per reagire al fatto che la
persona entrata alle sue spalle non le avesse risposto. Ma ripet la domanda appena la porta si richiuse
escludendo i rumori del tunnel.
 Dove sei stato, Bjrn?
Si sent una mano sulla spalla e sulla nuca. E il suo primo pensiero fu che non era affatto
sgradevole sentire una mano calda sulla pelle nuda del collo, la mano gentile di un uomo.
 A deporre dei fiori sulla scena di un crimine,  rispose la voce alle sue spalle.
Katrine aggrott la fronte sbalordita.
No files found, c'era scritto sullo schermo. Possibile? Nessun file da nessuna parte che
mostrasse una statistica sul numero di testimoni chiave deceduti? Selezion il nome di Harry sul
cellulare. La mano aveva cominciato a massaggiarle il trapezio. Katrine mugol, pi che altro per far
capire che le piaceva, chiuse gli occhi e pieg la testa in avanti. Ud gli squilli all'altro capo.
 Un po' pi gi. Quale scena del crimine?
 Una strada di campagna. Una ragazzina investita. Mai risolto.
Harry non rispose. Katrine allontan il cellulare dall'orecchio e digit un sms. La statistica non
risulta da nessuna parte. Premette il tasto Invia.
 Ci hai messo parecchio tempo,  disse.  E dopo, che cosa hai fatto?
 Mi sono preso cura dell'altro che era l,  rispose la voce.   crollato, per cos dire.
Katrine aveva concluso, e fu come se finalmente le altre cose presenti nella stanza riuscissero ad
arrivare ai suoi sensi. La voce, la mano, l'odore. Si gir adagio sulla sedia. Alz lo sguardo.
 Chi sei?  domand.
 Chi sono?
 S. Tu non sei Bjrn Holm.
 No?
 No. Bjrn Holm  impronte digitali, balistica e sangue. Non fa massaggi che sanno di
zucchero. Allora, che cosa vuoi?
Katrine vide il rossore inondare la faccia pallida e tonda sopra di lei. Gli occhi da pesce
sporgevano ancora pi del solito, e Bjrn ritrasse di scatto la mano per grattarsi freneticamente un
basettone.
 No, no, cio, mi dispiace, non volevo... volevo solo... io...
Il rossore e il balbettio aumentarono ancora di pi finch abbass la mano e guard Katrine con
un'espressione scoraggiata, vinta.  Accidenti, Katrine, che figuraccia.
Lei ricambi il suo sguardo. Fu sul punto di scoppiare a ridere. Cavolo, quant'era tenero quando
faceva cos.
 Sei in macchina?
Truls Berntsen si svegli.
Fiss davanti a s. Era circondato di bianco e di luce. E non sentiva pi dolore. Al contrario,
aveva una sensazione piacevole. Bianca e piacevole. Doveva essere morto. Ovvio che era morto.
Strano. Anzi, ancora pi strano era che fosse stato mandato l per sbaglio. Nel posto bello.
Si sent sbilanciare, forse aveva pensato troppo presto al posto bello, era ancora in viaggio.
Adesso udiva anche un rumore. Una lontana, lamentosa sirena antinebbia che aumentava e diminuiva
di intensit. La sirena antinebbia del traghettatore.
Qualcosa fece capolino, qualcosa che copr la luce.
Una faccia.
Una voce:  Si  svegliato.
Apparve un'altra faccia.  Se comincia a urlare bisogna dargli dell'altra morfina.
E in quel momento Truls li sent tornare. I dolori. Gli faceva male tutto il corpo, aveva la
sensazione che la testa fosse sul punto di scoppiare.
Un'altra curva. Ambulanza. Era disteso in un'ambulanza che correva a sirene spiegate.
 Sono Ulsrud della Kripos,  disse la faccia sopra di lui.  Il tuo tesserino di riconoscimento
dice che sei l'agente Truls Berntsen?
 Che  successo?  bisbigli lui.
  esplosa una bomba. Ha spaccato i vetri di tutto il vicinato. Ti abbiamo trovato nel
frigorifero dell'appartamento. Che  successo?
Truls chiuse gli occhi e ud di nuovo la stessa domanda. Ud l'altro, probabilmente un
infermiere, dire al poliziotto di non fare pressione sul paziente. E comunque era sotto morfina, poteva
saltargli in testa di dare le risposte pi strane.
 Dov' Hole?  mormor.
Sent un'ombra coprire di nuovo la forte luce.  Come hai detto, Berntsen?
Truls cerc di inumidirsi le labbra, sent che non aveva le labbra.
 L'altro. Era anche lui dentro il frigo?
 Nel frigorifero c'eri soltanto tu, Berntsen.
 Ma c'era. Lui... lui mi ha salvato.
 Se c'era qualcun altro nell'appartamento, temo che sia stato trasformato in nuova carta da
parati e vernice. L dentro era tutto in frantumi. Perfino il frigo in cui ti abbiamo trovato era distrutto,
quindi devi essere contento se sei ancora vivo. Mi sai dire chi  stato a mettere la bomba, cos possiamo
cominciare a cercarlo?
Truls scosse la testa. O almeno, credette di farlo. Non lo aveva visto, si era sempre tenuto alle
sue spalle, dal momento in cui lo aveva condotto dalla sua auto scassinata per finta a un'altra macchina
e si era seduto dietro puntandogli la canna della pistola sulla nuca mentre lui guidava. Fino a
Hausmanns gate 92. Un indirizzo talmente noto per crimini correlati alla droga da fargli quasi
dimenticare che vi era stato commesso un delitto. Quello di Gusto. Ovviamente. E a quel punto aveva
preso coscienza di ci che prima era riuscito a rimuovere. Che stava per morire. Che a seguirlo su per
le scale, oltre la porta di metallo nuova e a immobilizzarlo sulla sedia con il nastro adesivo mentre lo
fissava da dietro la mascherina chirurgica verde, era stato il macellaio di poliziotti. Truls lo aveva visto
trafficare intorno al televisore portatile, usare un cacciavite, e quando la porta si era richiusa alle loro
spalle i numeri avevano cominciato a scorrere sullo schermo, per poi bloccarsi e rimanere impostati su
sei minuti. Una bomba. Allora l'uomo vestito di verde aveva tirato fuori il manganello nero, identico a
quello che aveva usato lui, e aveva cominciato a picchiarlo in faccia. Concentrato e senza dare segni n
di godimento n di partecipazione emotiva. Colpi leggeri, che non riuscivano a rompere le ossa, solo a
far scoppiare capillari e vene, e il fluido che ne fuoriusciva gli aveva gonfiato il viso, depositandosi
sottopelle. Poi aveva cominciato a picchiare pi forte. La sua pelle si era intorpidita, sentiva solo che si
spaccava, sentiva il sangue scorrergli sul collo e sul petto, il dolore sordo nella testa, nel cervello 
anzi, ancora pi in profondit  ogni volta che lo sfollagente centrava il bersaglio. E aveva visto l'uomo
in verde, un campanaro contegnoso che convinto dell'importanza del suo compito faceva oscillare il
batacchio contro l'interno del bronzo mentre i piccoli, brevi spruzzi di sangue gli disegnavano macchie
di Rorschach sul camice. Aveva udito lo scricchiolio di ossa e cartilagini del naso che si frantumavano,
sentito i denti spezzarsi e riempire la bocca, la mascella allentarsi e pendere dalle fibre nervose... poi 
finalmente  era sceso il buio.
Quando si era risvegliato, tra dolori atroci, lo aveva visto senza la tenuta da chirurgo. Harry
Hole in piedi davanti a un frigorifero.
Sulle prime si era confuso.
Poi gli era sembrato logico che Hole volesse sbarazzarsi di qualcuno che conosceva cos bene la
lista delle sue colpe, che volesse farlo passare per uno degli omicidi di poliziotti.
Ma Hole era pi alto dell'altro. Il suo sguardo diverso. E si stava infilando in un maledetto
frigorifero. Cercava di cacciarsi dentro a forza. Erano nella stessa barca. Nient'altro che due poliziotti
sulla stessa scena del crimine. Destinati a morire insieme. Proprio loro due, ironia della sorte! Se non
avesse sentito tanto dolore si sarebbe messo a ridere.
Poi Hole era uscito dal frigo, lo aveva slegato e spinto dentro l'elettrodomestico. Era stato pi o
meno allora che aveva perso di nuovo conoscenza.
 Posso avere altra morfina?  mormor sperando che quella maledetta sirena non coprisse
completamente la sua voce, e aspett con impazienza di essere invaso dall'ondata di benessere che
avrebbe spazzato via quel dolore insopportabile. Diede la colpa di quei pensieri alla sostanza
stupefacente. Perch in realt non gli dispiaceva affatto. Ma lo pens ugualmente.
Peccato che Harry Hole dovesse morire a quel modo.
Come un eroe del cavolo.
Farsi da parte, sacrificarsi per un nemico.
E il nemico avrebbe dovuto convivere con la consapevolezza di essere vivo perch un uomo
migliore aveva scelto di morire al suo posto.
Truls lo sent arrivare dai lombi, il freddo sospinto dal dolore. Morire per qualcosa, qualsiasi
cosa, purch non fosse il tuo io meschino. Forse, alla fin fine, la spiegazione era questa. In tal caso, che
il diavolo ti porti, Hole.
Cerc l'infermiere con lo sguardo, not che il finestrino era bagnato, aveva cominciato a
piovere.
 Dammi altra morfina, porco cane!
47.
Il poliziotto dal nome che era un inciampo fonetico  Karsten Kaspersen  era seduto nella
guardiola della Scuola di polizia e fissava la pioggia di fuori. Cadeva perpendicolare nel buio della
notte, tamburellava sull'asfalto nero scintillante, gocciolava dal cancello.
Aveva spento la luce perch nessuno vedesse che la guardiola era occupata a quell'ora tarda.
Con nessuno intendeva chi rubava manganelli e altre attrezzature. Era sparita anche buona parte dei
rotoli di nastro segnaletico che usavano per l'addestramento degli allievi. E tenuto conto che non
c'erano segni di scasso, doveva essere qualcuno munito di tessera. E tenuto conto che doveva essere
qualcuno munito di tessera, non era questione di qualche misero manganello o nastro segnaletico,
quanto del fatto che in mezzo a loro ci fossero dei ladri. Dei ladri che in futuro avrebbero indossato la
divisa da poliziotto. E questo non lo avrebbe permesso, per la miseria, non nel corpo cui apparteneva!
Vide qualcuno avvicinarsi nella pioggia. La figura, spuntata dal buio all'altezza di
Slemdalsveien, pass sotto i lampioni davanti a Chateau Neuf in direzione del cancello. Kaspersen non
riconobbe la camminata. Pi che altro, quell'uomo barcollava. Era tutto storto, come se avesse vento di
burrasca a babordo.
Infil una tessera nel lettore e un attimo dopo entr nella scuola. Kaspersen  che conosceva la
camminata di tutti quelli che facevano capo a quella parte dell'edificio  balz in piedi. Perch non
c'era pretesto che tenesse: o eri autorizzato a entrare oppure non lo eri, non esistevano vie di mezzo.
 Ehi, tu!  grid uscendo dalla guardiola. Si era gi gonfiato, un sistema del regno animale per
apparire pi grande possibile, forse, per sembrava funzionare.  Chi cazzo sei? Che cosa ci fai qui?
Come ti sei procurato quella tessera?
L'individuo ricurvo e bagnato fradicio si volt verso di lui, parve cercare di drizzarsi. Il
cappuccio della felpa faceva ombra al viso, ma sotto gli occhi scintillavano, e Kaspersen sent il calore
di quello sguardo intensissimo. D'istinto trasse a fatica un respiro, e per la prima volta si rese conto di
non essere armato. Aveva fatto malissimo a non pensarci, avrebbe dovuto disporre di qualcosa con cui
controllare i ladri.
L'individuo si tolse il cappuccio dalla testa.
Macch controllare, pens Kaspersen. Ho bisogno di qualcosa con cui difendermi.
L'individuo che gli stava davanti non era di questo mondo. Il suo cappotto era squarciato e
pieno di grossi buchi, e cos anche la faccia.
Kaspersen indietreggi verso la guardiola. Si domand se le chiave fosse infilata dalla parte
interna della porta.
 Kaspersen.
La voce.
 Sono io, Kaspersen.
Lui si ferm. Inclin la testa di lato. Era mai possibile che...?
 Oh Signore, Harry. Che cosa ti  successo?
 Niente, un'esplosione. Non  grave come sembra.
 Non  grave? Ma se sembri un'arancia di Natale piena di chiodi di garofano.
  solo...
 Volevo dire un'arancia sanguigna di Natale, Harry. Stai sanguinando. Aspettami qui, vado a
prendere l'occorrente per medicarti.
 Mi puoi raggiungere su nell'ufficio di Arnold? Devo sistemare un paio di cose urgenti.
 Arnold non c' adesso.
 Lo so.
Strascicando i piedi Karsten Kaspersen raggiunse l'armadietto del pronto soccorso nella
guardiola. E mentre tirava fuori cerotti, bende e forbici fu come se il suo subconscio continuasse a
ripassare il dialogo, fermandosi sempre sull'ultima frase. Il modo in cui Harry Hole lo aveva detto.
L'enfasi. Lo so. Come se non lo avesse detto a lui, Kasper Kaspersen, ma a s stesso.
Mikael Bellman si svegli e apr gli occhi.
E li richiuse appena la luce si rinfranse sulle membrane e sulle lenti, ma continu ad avere
l'impressione che gli bruciasse un nervo scoperto.
Non riusciva a muoversi. Gir la testa e socchiuse le palpebre. Si trovava ancora nella stessa
stanza. Abbass lo sguardo. Vide il nastro adesivo bianco che era stato usato per immobilizzarlo al
letto. Per legargli le braccia lungo il corpo e unire le gambe. Era una mummia.
Gi.
Ud un tintinnio metallico alle sue spalle e gir la testa dall'altra parte. La persona che
armeggiava con gli strumenti accanto a lui era vestita di verde e aveva il viso coperto da una
mascherina.
 Uff,  sbuff l'uomo in verde.   gi finito l'effetto dell'anestesia? S, certo, ammetto di non
intendermi di anestesie. A dire la verit, non mi intendo per niente di cose ospedaliere in generale.
Bellman pens, si sforz di uscire dalla confusione. Che accidenti stava succedendo?
 A proposito, ho trovato i soldi che avevi portato. Sei stato gentile, ma non so che farmene. E
comunque non c' modo di rimediare a quello che hai fatto, Mikael.
Se non era l'infermiere anestesista, come faceva a sapere del collegamento tra lui e Asajev?
L'uomo vestito di verde alz uno strumento verso la luce.
Mikael ud la paura bussare. Non la percepiva ancora, l'anestesia indugiava come ciuffi di
nebbia nel cervello, ma non appena il suo velo si fosse levato completamente, avrebbe scoperto quello
che c'era dietro: il dolore, la paura. E la morte.
Perch ormai ci era arrivato. Era cos ovvio che avrebbe dovuto capirlo prima ancora di uscire
di casa. Che quello era il luogo di un delitto irrisolto.
 Tu, e Truls Berntsen.
Truls? Credeva che Truls c'entrasse con l'omicidio di Asajev?
 Ma lui ha gi avuto la sua punizione. Secondo te, cosa  meglio usare per staccare un viso? Il
manico 3 con lama 10  per la cute e i muscoli. Oppure questo: manico 7 e lama 15 . L'uomo vestito
di verde alz due bisturi apparentemente identici. Colpito dalla luce, il filo di una delle lame tracci un
sottile raggio diagonale sul viso e su un occhio dell'uomo. E in quell'occhio Mikael scorse qualcosa
che riconobbe vagamente.
 Vedi, il fornitore non ha scritto qual  il pi adatto per questo.
Anche la voce aveva un che di familiare, o no?
 S, s, dovremo arrangiarci con quello che abbiamo. E adesso, Mikael, dovr immobilizzarti la
testa con il nastro adesivo.
Ormai la nebbia si era dissipata completamente, e a quel punto la vide. La paura.
E la paura vide lui e si avvent dritta sulla sua gola.
Mikael boccheggi quando si sent spingere la testa contro il materasso e tirare il nastro adesivo
sulla fronte. Vide la faccia capovolta dell'altro proprio sopra la sua. La mascherina era scesa. Ma il
cervello ribalt lentamente l'impressione visiva e l'immagine sottosopra si raddrizz. La riconobbe. E
cap perch.
 Ti ricordi di me, Mikael?  gli domand l'uomo.
Era lui. Il gay. Quello che aveva cercato di baciarlo quando lavorava alla Kripos. Nei bagni. Poi
era entrato qualcuno. Dopo che Truls lo aveva pestato nei garage, era sparito dalla circolazione. Sapeva
cosa lo aspettava. Proprio come lo sapeva Mikael adesso.
 Piet . Mikael sent le lacrime riempirgli gli occhi.  Sono stato io a fermare Truls. Ti
avrebbe ammazzato se non...
 ... lo avessi fermato in modo da salvarti la carriera e diventare capo della polizia.
 Ascolta, sono disposto a pagare qual...
 Ah, pagherai, Mikael, pagherai. Pagherai abbondantemente per quello che mi avete tolto.
 Tolto... Che cosa ti abbiamo tolto?
 Mi avete tolto la vendetta, Mikael. La punizione dell'uomo che ha ucciso Ren Kalsnes. Vi
siete lasciati scappare l'assassino.
  impossibile risolvere tutti i casi. Lo sai, come...
Una risata. Fredda, breve e tronca.  So che non ci avete provato, ecco quello che so, Mikael.
Ve ne siete fregati per due motivi. Primo: avete trovato un manganello nelle vicinanze della scena del
crimine, e avete temuto che se vi foste impegnati troppo avreste scoperto che era stato uno di voi a
eliminare quel verme, quel frocio schifoso. E poi c'era l'altro motivo, vero, Mikael? Ren non era cos
etero come ci vorrebbero i nostri colleghi. O no, Mikael? Ma io amavo Ren. Lo amavo. Mi hai sentito,
Mikael? Dico forte che io  un uomo  amavo quel ragazzo, avevo voglia di baciarlo, di accarezzargli i
capelli, di sussurrargli paroline d'amore nell'orecchio. Ti fa schifo? Per dentro di te lo sai, non  vero?
Che  una benedizione poter amare un altro uomo. Avresti dovuto ammetterlo prima, Mikael, perch
adesso per te  troppo tardi,  un'esperienza che non farai mai, quella che ti offrii quando eravamo nella
Kripos. Ti venne una tale paura del tuo secondo io che ti arrabbiasti, fosti costretto a cacciarlo via a
furia di botte. A cacciare via me.
Aveva alzato la voce pian piano, a quel punto per la ridusse a un sussurro:  Ma era una paura
stupida, Mikael. L'ho provata anch'io, e non ti avrei mai inflitto una punizione cos severa solo per
questo. Il motivo per cui tu e tutti gli altri cosiddetti poliziotti incaricati del caso Ren siete stati
condannati a morte,  che avete lordato l'unica persona che io abbia mai amato. Umiliato la sua dignit
umana. Avete detto che la vittima non era neanche degna del lavoro che venite pagati per fare. Del
giuramento che avete fatto di servire la societ e la giustizia. E questo significa che voi ci tradite tutti
quanti, che profanate la compagine, Mikael, quella compagine che  l'unica cosa sacra. Insieme
all'amore. Pertanto dovete essere eliminati. Cos come avete eliminato il ragazzo che amavo. Ma bando
alle chiacchiere, devo concentrarmi un po' se vogliamo procedere nel modo giusto. Per tua e mia
fortuna in rete esistono dei video con le istruzioni. Tu che ne pensi?
Gli tese una foto davanti.
 Dovrebbe essere un intervento semplice, non ti pare? Zitto, Mikael! Non ti sente nessuno, ma
se urli cos sar costretto a imbavagliarti di nuovo con il nastro adesivo.
Harry entr nell'ufficio di Arnold Folkestad e si lasci cadere sulla sua sedia, che emise un
prolungato sibilo idraulico e sprofond sotto il suo peso mentre lui accendeva il pc e lo schermo si
illuminava nel buio. E intanto che il computer si caricava e scaricava crepitando, attivava programmi e
si accingeva a essere pronto all'uso, Harry rilesse l'sms di Katrine.
La statistica non risulta da nessuna parte.
Arnold gli aveva detto che, secondo una statistica dell'Fbi, il novantaquattro per cento dei casi
in cui il testimone chiave dell'accusa di un processo importante moriva, il decesso era sospetto. Era
stata quella statistica a spingere Harry a indagare pi a fondo sull'omicidio di Asajev. Ma la statistica
non esisteva. Era come la battuta di Katrine, quella che gli aveva roso la corteccia cerebrale e chiss
perch gli si era piantata nella memoria: Nel settantadue per cento dei casi in cui la gente ricorre alle
statistiche, si tratta di dati che si  inventata su due piedi.
Harry doveva avere quell'idea nella testa da parecchio tempo. Essere stato sfiorato da un
sospetto. Che Arnold si fosse inventato quella statistica su due piedi.
Perch?
La risposta era semplice. Per convincerlo a esaminare pi a fondo il decesso di Asajev. Perch
Arnold sapeva qualcosa, ma non poteva dirlo a chiare lettere, n poteva dire come fosse venuto in
possesso dell'informazione. Perch si sarebbe tradito. Ma da poliziotto pignolo qual era, morbosamente
convinto che gli omicidi andassero risolti, aveva voluto correre comunque quel rischio mettendolo
indirettamente su quella pista.
Perch Arnold Folkestad sapeva che quella pista avrebbe non solo potuto portare Harry a
scoprire che Rudolf Asajev era stato assassinato ed eventualmente al suo omicida.
Avrebbe potuto anche portarlo a lui, ad Arnold Folkestad, e a un altro delitto. Perch l'unico
che poteva sapere che cosa era successo veramente lass all'ospedale e sentire la necessit di
raccontarlo era Anton Mittet. Il compunto piantone narcotizzato. E c'era un solo motivo per cui Arnold
Folkestad e Anton Mittet  due perfetti estranei  erano di colpo entrati in contatto l'uno con l'altro.
Harry rabbrivid.
Omicidio.
Il pc era pronto per la ricerca.
48.
Harry fiss lo schermo del pc. Fece di nuovo il numero di Katrine. Era sul punto di
interrompere la chiamata quando ud la sua voce:  S?
Era affannata, come se avesse corso. Ma dall'acustica sembrava che fosse al chiuso. Harry
pens che avrebbe dovuto farci caso la notte in cui aveva telefonato ad Arnold Folkestad. All'acustica.
Arnold si trovava all'aria aperta, non in casa.
 Sei al centro fitness, o cosa?
 Centro fitness?  chiese lei come se non conoscesse il concetto.
 Ho pensato che fosse questo il motivo per cui non rispondevi.
 No, sono a casa. Che c'?
 Okay, adesso fai scendere la frequenza. Sono alla Scuola di polizia. Ho appena visto in un log
cosa ha cercato in rete la persona in questione. E non riesco ad andare avanti.
 Che vuoi dire?
 Arnold Folkestad ha visitato dei siti di fornitori di attrezzature mediche. Voglio sapere perch.
 Arnold Folkestad? Che ha fatto?
 Credo sia il nostro uomo.
 Arnold Folkestad  il macellaio di poliziotti?
Sotto l'esclamazione di Katrine Harry ud un rumore che identific subito come la tosse da
fumo di Bjrn Holm. E un altro che sembrava il cigolio di un materasso.
 Tu e Bjrn siete nella Fornace?
 No, ti ho detto che sono... siamo... s, siamo nella Fornace.
Harry riflett. E giunse alla conclusione che no, in tutti gli anni che aveva lavorato in polizia,
non aveva mai sentito una bugia cos penosa.
 Se hai accesso a un pc l dove ti trovi, fa' un controllo incrociato tra Folkestad e le
attrezzature. E le scene del crimine e gli omicidi. Poi richiamami. E adesso passami Bjrn.
Ud Katrine coprire il telefono con la mano, dire qualcosa e infine la voce un po' velata di
Bjrn:  S?
 Rimettiti i tuoi stracci e va' alla Fornace. Trova un politiadvokat che ti dia l'autorizzazione
per far rintracciare il cellulare di Arnold Folkestad dall'operatore telefonico. E controlla quali numeri
hanno chiamato Truls Berntsen questa sera, okay? Intanto io chiedo a Bellman l'autorizzazione a far
intervenire la Delta. D'accordo?
 S. Io... noi... insomma, capisci...
  importante, Bjrn?
 No.
 Okay.
Harry chiuse la comunicazione e in quello stesso momento Karsten Kaspersen entr dalla porta.
 Ho trovato un po' di tintura di iodio e del cotone idrofilo. E anche una pinzetta. Cos
possiamo estrarre quelle schegge.
 Grazie, Kaspersen, ma le schegge fanno da tappi, quindi lascia pure la roba sulla scrivania.
 Ma per...
Harry fece cenno al contrariato Kaspersen di uscire mentre digitava il numero di Bellman. Dopo
sei squilli gli rispose la segreteria. Imprec. Cerc Ulla Bellman sul pc, trov il numero del fisso di
Hyenhall. E poco dopo ud una voce mite e melodiosa pronunciare il cognome.
 Sono Harry Hole. Tuo marito  in casa?
 No,  appena uscito.
 Si tratta di una cosa molto importante. Dov'?
 Non mi ha detto dove andava.
 Quando...
 Non me lo ha detto.
 Se...
 ... dovesse arrivare gli dir di chiamarti, Harry Hole.
 Grazie.
Riagganci.
Si costrinse ad aspettare. Aspettare con i gomiti puntati sulla scrivania e la testa fra le mani
ascoltando il sangue che colava sui fogli dei compiti da correggere. Cont le gocce come secondi
ticchettanti.
Il bosco. Il bosco. Nel bosco non ci passava, la metropolitana.
E l'acustica: gli era sembrato che l'altro si trovasse all'aperto, non al chiuso.
Quando quella sera lui gli aveva telefonato, Arnold Folkestad aveva sostenuto di essere a casa.
Eppure Harry Hole aveva sentito la T-bane in sottofondo.
Ovviamente, potevano esserci motivi abbastanza innocenti perch Arnold Folkestad avesse
mentito su dove si trovava. Una relazione con una donna che voleva tenere segreta, per esempio. E
poteva essere una coincidenza che Harry lo avesse chiamato all'incirca all'ora in cui la ragazzina era
stata disseppellita a Vestre Gravlund. Dove la T-bane passava vicinissima. Coincidenze. Ma quanto
bastava a fare emergere in superficie anche altri particolari. La statistica.
Harry guard di nuovo l'ora.
Pens a Rakel e a Oleg. Erano a casa.
A casa. Dove avrebbe dovuto essere anche lui. Dove doveva essere. Dove non sarebbe mai
stato. Non completamente, mai completamente, come avrebbe voluto. Perch era vero, era un istinto
che gli mancava. Invece aveva quell'altro istinto, quella specie di malattia batterica carnivora, che
divorava tutto il resto nella sua vita, che neppure l'alcol riusciva ad arginare completamente e che lui
ancora, dopo tanti anni, non sapeva bene cosa fosse. Sapeva soltanto che per certi versi doveva
somigliare a quello che aveva Arnold Folkestad. Un imperativo cos forte e assoluto da non poter mai
spiegare tutta la distruzione che provocava. Poi, finalmente, lei richiam.
 Ha ordinato parecchi strumenti chirurgici e una tenuta da chirurgo alcune settimane fa. Non
occorrono autorizzazioni per farlo.
 Altro.
 No, a quanto pare non ha navigato molto in rete. Ho piuttosto l'impressione che sia stato
prudente.
 Altro?
 Ho fatto una ricerca sul suo nome e su lesioni da percosse per verificare se gli fosse capitata
una cosa del genere.  saltata fuori una cartella clinica di molti anni fa. Era proprio la sua.
 Veramente?
 S. Lo ricoverano per quelle che il medico nel referto definisce probabili lesioni da percosse,
ma che il paziente attribuisce a una caduta per le scale. Il medico nega che possa essere questa la causa,
data la vastit delle lesioni su tutto il corpo, ma scrive che siccome il paziente  un poliziotto  in grado
di valutare da solo se sia il caso di sporgere denuncia. Scrive che difficilmente recuperer al cento per
cento l'uso del ginocchio.
 Perci ha subito un'aggressione anche lui. E le scene del crimine del macellaio di poliziotti?
 Per quelle in effetti non ho trovato collegamenti. Quindi, a quanto pare, non si  occupato di
nessuno dei primi omicidi quando era nella Kripos. Per ho trovato un collegamento a una delle
vittime.
 Ah?
 Ren Kalsnes. Dapprima  apparso solo il suo nome, poi ho lanciato una ricerca incrociata.
Quei due hanno fatto molte cose insieme. Voli all'estero che Folkestad ha pagato per entrambi, stanze
matrimoniali e suite registrate a nome di tutti e due in diverse capitali europee. Gioielli che non credo
Folkestad abbia mai portato, acquistati a Barcellona e a Roma. In poche parole, sembra che i due...
 ... stessero insieme,  concluse Harry.
 Io direi piuttosto che erano amanti segreti,  disse Katrine.  Sui voli in partenza dalla
Norvegia viaggiavano sempre in posti separati, anzi, a volte su voli diversi. E quando scendevano in un
albergo in Norvegia, prendevano sempre due camere singole.
 Arnold era un poliziotto,  disse lui.  Gli sembrava pi sicuro tenere nascoste le sue
tendenze.
 Per non era l'unico a colmare quel Ren di viaggi e di regali.
 Sicuramente no. Com' sicuro che all'epoca gli investigatori avrebbero dovuto prendere in
considerazione questi fatti.
 Adesso stai esagerando, Harry. Non avevano i miei motori di ricerca.
Lui si pass con delicatezza una mano sulla faccia.  Forse. Forse hai ragione. Forse sono
ingiusto a pensare che l'omicidio di una marchetta non abbia fatto venire una gran voglia di lavorare a
chi se ne doveva occupare.
 S, stai decisamente esagerando.
 Bene. C' altro?
 Per il momento no.
 Okay.
Harry si infil il cellulare in tasca. Guard l'orologio.
Gli pass per la mente una frase, pronunciata da Arnold Folkestad.
Chiunque non abbia il coraggio di affrontare le conseguenze della giustizia, dovrebbe avere
sensi di colpa.
Era questo che Folkestad faceva, uccidendo per vendetta? Affrontava le conseguenze?
E quello che aveva detto quando avevano parlato del probabile Doc di Silje Gravseng, il
disturbo della personalit di chi non bada n ai mezzi n alle conseguenze: Ho una certa esperienza di
Doc.
Quell'uomo era stato seduto proprio di fronte a lui e gli aveva parlato di s a chiare lettere.
Bjrn telefon dopo sette minuti.
 Hanno controllato il log di Truls Berntsen e stasera non lo ha chiamato nessuno.
 Mhm. Quindi Folkestad  passato a prenderlo direttamente a casa sua. E il cellulare di
Folkestad?
 Secondo i segnali delle stazioni base  acceso e risulta essere nella zona di Slemdalsveien,
Chateau Neuf e...
 Accidenti,  disse Harry.  Riattacca e fa' il suo numero.
Aspett qualche secondo. Poi ud un ronzio da qualche parte. Veniva dai cassetti sotto la
scrivania. Li tir. Chiusi a chiave. Tranne l'ultimo, il pi profondo. Un display era illuminato. Harry
prese il cellulare e premette il tasto Rispondi.
 Trovato,  disse.
 Pronto?
 Sono Harry, Bjrn. Folkestad  furbo, ha lasciato qui il cellulare registrato a suo nome.
Scommetto che  rimasto sempre qui quando sono stati commessi gli omicidi.
 Perch l'operatore telefonico non potesse ricostruire dove si trovava in quei momenti precisi.
 Era anche un indizio per far credere che come al solito era qui a lavorare, se avesse avuto
bisogno di un alibi. E siccome non era sottochiave, scommetto che su questo cellulare non troveremo
nulla che lo tradisca.
 Vuoi dire che ne ha un altro?
 Un telefonino a scheda acquistato in contanti, magari intestato a un'altra persona. E lo ha
usato per chiamare le vittime.
 E siccome stasera il cellulare  nel suo ufficio...
 Vuol dire che ha colpito, s.
 Ma se il cellulare gli serve da alibi,  strano che non sia passato a riprenderlo. Per portarselo a
casa. Se i segnali dell'operatore telefonico dovessero mostrare che  stato alla Scuola di polizia per
tutta la notte...
 Non sarebbe un alibi plausibile. Ma c' un'altra possibilit.
 E quale?
 Che non abbia ancora finito per questa sera.
 Ah, accidenti. Pensi che...?
 Io non penso niente. Non riesco a mettermi in contatto con Bellman. Potresti chiamare Hagen,
spiegargli la situazione e chiedergli se pu autorizzare l'intervento della Delta? Poi piombate da
Folkestad.
 Pensi che sia a casa?
 No. Ma...
 ... cominciamo a cercare l dove c' luce,  complet Bjrn.
Harry riagganci. Chiuse gli occhi. Il sibilo nelle orecchie era quasi passato. Al suo posto c'era
un altro rumore. Il ticchettio. Il conto alla rovescia dei secondi. Maledizione, maledizione! Si premette
le nocche degli indici contro gli occhi.
Era possibile che qualcun altro avesse ricevuto una telefonata anonima quel giorno? Chi? E da
dove? Da un cellulare a scheda. O da un telefono pubblico. O da un centralino cos grande che le cifre
dell'interno non apparivano o non venivano registrate.
Harry rimase in quella posizione per qualche secondo.
Poi allontan le mani.
Guard il grosso telefono fisso nero sulla scrivania. Indugi. Sollev il ricevitore. Ud il segnale
ronzante del centralino. Premette il tasto Ripeti, e con brevi, impazienti bip il telefono chiam
l'ultimo numero digitato. Harry ud i primi squilli. Qualcuno che alzava il ricevitore.
La stessa voce mite, melodiosa:  Bellman.
 Mi scusi, ho sbagliato numero,  disse lui e riagganci. Chiuse gli occhi. Maledizione,
maledizione!
49.
N come n perch.
Il cervello di Harry si sforz di eliminare il superfluo. Di concentrarsi sull'unica cosa che aveva
importanza in quel momento. Dove.
Dove diamine poteva essere Arnold Folkestad?
Sul luogo di un delitto.
Con un'attrezzatura chirurgica.
Appena lo cap, Harry si meravigli innanzitutto di una cosa: di non averci pensato prima. Era
cos ovvio che perfino una matricola dotata di un'immaginazione media sarebbe riuscita ad associare
quelle informazioni e a seguire la logica dell'assassino. Il luogo del delitto. Un luogo dove un uomo
travestito da chirurgo non avrebbe dato nell'occhio.
Dalla Scuola di polizia ci volevano due minuti per raggiungere il Rikshospital in auto.
Lui poteva farcela. La Delta no.
Harry impieg venticinque secondi a uscire dall'edificio.
Altri trenta ad arrivare alla macchina, mettere in moto e imboccare Slemdalsveien, che lo
avrebbe portato quasi direttamente alla sua destinazione.
Un minuto e quarantacinque secondi dopo si ferm davanti all'ingresso del Rikshospital.
Impieg dieci secondi a varcare la porta girevole e a passare davanti all'accettazione. Ud un
Ehi! ma prosegu. I suoi passi rimbombarono tra le pareti e il soffitto del corridoio. Mentre correva si
port una mano dietro la schiena. Afferr l'Odessa che aveva infilato nella cintura. Sent i battiti del
cuore fare il conto alla rovescia, sempre pi rapidi.
Pass davanti alla macchina del caff automatica. Rallent per fare meno rumore. Si ferm
all'altezza della sedia accanto alla porta che, come sapeva, dava sulla scena del crimine. Molte persone
sapevano che un signore della droga russo era morto l dentro, ma in pochi sapevano che era stato
ucciso. Che quella stanza era il luogo di un omicidio irrisolto. Uno di questi era Arnold Folkestad.
Harry si avvicin alla porta. Rimase in ascolto.
Controll che la sicura fosse disinserita.
Il suo battito aveva finito il conto alla rovescia.
Ud un rumore di passi affrettati in fondo al corridoio. Stavano venendo a fermarlo. E prima di
aprire la porta senza far rumore ed entrare, Harry Hole fece in tempo a pensare una cosa: che era un
maledetto brutto sogno in cui tutto si ripeteva, replica dopo replica, e che doveva finire l. Si doveva
svegliare. Battere le palpebre in una mattina piena di sole, avvolto in un fresco piumino bianco e con
Rakel che lo teneva fermo. Che si rifiutava di mollare la presa, si rifiutava di lasciarlo essere in un altro
luogo che non fosse l con lei.
Harry si richiuse piano la porta alle spalle. Fiss una schiena vestita di verde china sopra un
letto su cui era distesa una persona che conosceva. Mikael Bellman.
Alz la pistola. Fece pressione sul grilletto. Gi immaginava la raffica squarciare il tessuto
verde, tranciare i nervi, schiacciare il midollo, la schiena inarcarsi prima di ricadere in avanti. Ma non
era ci che voleva. Non voleva uccidere quell'uomo sparandogli alle spalle. Voleva ucciderlo
sparandogli in faccia.
 Arnold,  disse con voce velata.  Girati da questa parte.
Un tintinnio si lev dal piano di metallo quando la figura vestita di verde pos un oggetto
lucido, un bisturi. Si volt lentamente. Abbass la mascherina verde. Guard Harry.
Harry la fiss di rimando. Il dito si strinse intorno al grilletto.
Fuori il rumore di passi si avvicinava. Erano pi persone. Doveva sbrigarsi se voleva farlo
senza testimoni. Sent venir meno la resistenza del grilletto, era arrivato all'occhio del ciclone dello
scatto dove tutto era immobile. Immobile prima della detonazione. Ora. Non ora. Aveva spostato
indietro il dito di pochissimo. Non era lui. Non era Arnold Folkestad. Si era sbagliato? Ancora una
volta? Il viso che aveva davanti era rasato, la bocca aperta, gli occhi neri erano quelli di un estraneo.
Era il macellaio di poliziotti? Aveva un'aria cos... cos sconcertata. L'uomo vestito di verde fece
mezzo passo di lato, e solo a quel punto Harry scorse un'altra persona: una donna, anche lei in verde.
In quello stesso istante la porta alle sue spalle si apr, e lui fu spinto da parte da altre due
persone in tenuta verde da sala operatoria.
 Che cosa abbiamo?  domand uno dei nuovi arrivati con voce alta e autoritaria.
 Privo di conoscenza,  rispose la donna.  Polso debole.
 Emorragia?
 Non c' molto sangue sul pavimento, ma pu darsi che sia colato nello stomaco.
 Determinate il gruppo sanguigno e ordinate tre sacche.
Harry abbass la pistola.
 Sono della polizia,  disse.  Che cosa  successo?
 Fuori di qui, stiamo cercando di salvare una vita umana,  disse l'autoritario.
 Anch'io,  disse lui rialzando la pistola. L'uomo lo fiss.  Sto cercando di fermare un
assassino, signor chirurgo. E non sappiamo se per oggi ha finito, okay?
L'autoritario gli volt le spalle.  Se ha solo questa ferita, l'emorragia non  stata forte e non c'
sangue negli organi interni.  in stato di choc? Karen, aiuta il poliziotto.
La donna parl da sotto la mascherina senza allontanarsi dal letto.  Uno dell'accettazione ha
visto un uomo con la tenuta da chirurgo insanguinata e la mascherina arrivare dall'ala vuota e uscire in
gran fretta. Si  insospettito e ha mandato qualcuno a controllare. Quando  stato trovato il paziente
stava morendo dissanguato.
 Qualcuno sa dove pu essere andato quell'uomo?  domand Harry.
 Hanno detto che si  volatilizzato.
 Quando riprender conoscenza il paziente?
 Non sappiamo neanche se sopravvivr. A proposito, a quanto pare anche tu hai un gran
bisogno di assistenza medica.
 Qui praticamente non si pu che mettergli una conchiglia oculare,  disse l'autoritario.
Non c'erano altre informazioni da reperire. Ma Harry indugi lo stesso. Avanz di due passi. Si
ferm. Osserv la faccia bianca di Mikael Bellman. Era cosciente? Difficile a dirsi.
Un occhio lo fissava.
L'altro mancava.
C'era solo l'orbita nera da cui penzolavano fibre tendinee sanguinolente e filamenti bianchi.
Harry si volt e usc. Tir fuori il telefonino mentre percorreva il corridoio in cerca di una
boccata d'aria fresca.
 S?
 Stle?
 Sembri sconvolto, Harry.
 Il macellaio di poliziotti ha preso Mikael Bellman.
 Preso?
 Lo ha operato.
 Che vuoi dire?
 Gli ha asportato un occhio. E poi lo ha lasciato a morire dissanguato. E il macellaio di
poliziotti  anche responsabile dell'esplosione di questa sera, ne avrai sentito parlare al notiziario. Ha
tentato di uccidere due poliziotti, me incluso. Ho bisogno di sapere come ragiona, perch sono rimasto
a corto di idee, cazzo.
Silenzio. Harry aspett. Ud il respiro pesante di Stle Aune. E poi, finalmente, di nuovo la sua
voce:
 Non so proprio...
 Non  questo che ho bisogno di sentire, Stle. Fa' finta di sapere, okay?
 Okay, okay. Posso dire che ha perso il controllo, Harry. La pressione emotiva  aumentata, e
adesso sta esplodendo, perci non segue pi gli schemi. D'ora in poi pu inventarsi di tutto.
 Quindi mi stai dicendo che non hai idea di quale sar la sua prossima mossa?
Di nuovo silenzio.
 Grazie,  disse Harry e riagganci. Il suo cellulare squill immediatamente. B per Bjrn.
 S?
 La Delta sta andando all'indirizzo di Folkestad.
 Bene! Informala che probabilmente lui ci sta tornando in questo momento. E che le diamo
un'ora prima di diramare una segnalazione, per evitare che lo venga a sapere dalla radio della polizia o
qualcosa del genere. Chiama Katrine e dille di raggiungermi alla Fornace, ci sto andando ora.
Harry arriv all'accettazione, vide la gente fissarlo e scansarsi. Una donna url e qualcuno si
accucci dietro il banco. Poi si scorse in uno specchio.
Quasi due metri d'uomo bombardato che impugnava la pistola pi brutta del mondo.
 Scusatemi,  mormor e infil la porta girevole.
 Cosa succede?  domand Bjrn.
 Niente di che,  rispose lui levando il viso verso la pioggia, che per un attimo rinfresc
l'incendio che sentiva in faccia.  Ascolta, sono a cinque minuti da casa, prima passo a fare una doccia,
a prendere dei cerotti e dei vestiti interi.
Chiusero la comunicazione, e Harry vide l'ausiliario del traffico accanto alla sua auto con il
blocchetto in mano.
 Hai intenzione di farmi la multa?  domand.
 Hai bloccato l'ingresso di un ospedale, perci s, ci puoi giurare,  rispose l'ausiliario senza
alzare lo sguardo.
 Allora forse  meglio che ti scansi, cos posso levare la macchina di mezzo,  disse lui.
 Sbagli a parlarmi come...  cominci l'ausiliario, poi alz lo sguardo e si irrigid appena vide
Harry e l'Odessa. E rimase inchiodato all'asfalto mentre Harry saliva, si rinfilava la pistola nella
cintura dietro la schiena, girava la chiave, mollava la frizione e partiva.
Si immise su Slemdalsveien, acceler, super un treno della T-bane che veniva in senso
opposto. Preg in cuor suo che Arnold Folkestad fosse diretto a casa, proprio come lui.
Imbocc Holmenkollveien. Sper che vedendolo Rakel non gli facesse il terzo grado. Sper che
Oleg...
Santo cielo, quanto era impaziente di vederli. Perfino adesso, s. Soprattutto adesso.
Rallent prima di imboccare il passo carraio.
Poi inchiod.
Innest la retromarcia.
Torn indietro lentamente.
Guard le auto parcheggiate lungo il marciapiede che aveva appena superato. Si ferm. Espir
dal naso.
S, aveva visto giusto, Arnold Folkestad si era diretto a casa. Proprio come lui.
Perch l, tra due auto tipiche di Holmenkollen, un'Audi e una Mercedes, c'era una Fiat
dall'anno di fabbricazione imprecisato.
50.
Harry si sofferm per qualche secondo sotto gli abeti a scrutare la casa.
Dal punto in cui si trovava non vedeva segni di scasso, n sulla porta con le tre serrature n
sulle inferriate davanti alle finestre.
Ovviamente non era sicuro che quella parcheggiata pi gi fosse la Fiat di Folkestad. Erano in
molti a possedere una Fiat. Aveva passato una mano sopra il cofano. Era ancora caldo. Aveva lasciato
la propria auto in mezzo alla strada.
Prosegu di corsa sotto gli abeti fino al retro della casa.
Aspett. Stette in ascolto. Niente.
Raggiunse di soppiatto il muro. Si allung e sbirci dentro dai vetri ma non vide niente, solo
stanze buie.
Fece il giro fino alle finestre illuminate della cucina e del soggiorno.
Si alz sulle punte e guard all'interno. Si riabbass. Premette la schiena contro il legno grezzo
e si concentr sul respiro. Perch adesso doveva respirare. Doveva assicurarsi che il cervello ricevesse
ossigeno per poter pensare rapidamente.
Una fortezza. E a che cazzo era servita?
Lui li aveva in pugno.
Erano l dentro.
Arnold Folkestad. Rakel. E Oleg.
Harry si concentr per memorizzare quello che aveva visto.
Erano seduti nel salottino d'ingresso.
Oleg su una sedia sistemata al centro della stanza, Rakel in piedi alle sue spalle. Lui aveva un
bavaglio bianco in bocca, lei stava per legarlo allo schienale.
E qualche metro alle loro spalle, sprofondato in una poltrona e con una pistola in pugno, Arnold
Folkestad impartiva evidentemente ordini a Rakel.
I particolari. La pistola di Folkestad era una Heckler & Koch, modello standard in dotazione
alla polizia. Affidabile, non si sarebbe inceppata. Il cellulare di Rakel era sul tavolino. Nessuno
sembrava ferito per il momento. Per il momento.
Perch...
Harry blocc quel pensiero. Non c'era spazio, non c'era tempo per i perch, solo per come fare
a fermare Folkestad.
Aveva gi concluso che da quell'angolazione non avrebbe potuto sparare ad Arnold Folkestad
senza rischiare di colpire Oleg e Rakel.
Fece capolino sopra il davanzale e si riabbass.
Rakel aveva quasi finito il suo compito.
Presto Folkestad avrebbe iniziato il proprio.
Harry aveva visto il manganello, era appoggiato alla libreria accanto alla poltrona. Di l a poco
Folkestad avrebbe distrutto la faccia di Oleg come aveva fatto agli altri. Un ragazzo che non era
neanche un poliziotto. E sicuramente Folkestad pensava che Harry fosse gi morto, perci la vendetta
era inutile. Perch...? Basta!
Doveva telefonare a Bjrn. Far dirottare la Delta l. Era stata mandata nel bosco dalla parte
sbagliata della citt. Avrebbe potuto impiegarci tre quarti d'ora. Maledizione, maledizione! Doveva
fare da solo.
Si disse che aveva tempo.
Che aveva parecchi secondi, forse un minuto.
Ma se avesse cercato di introdursi nella casa, non avrebbe potuto contare sull'effetto sorpresa,
non con tre serrature da aprire; Folkestad lo avrebbe sentito e sarebbe stato pronto prima ancora che lui
entrasse. Con la pistola puntata alla testa di uno di loro.
Presto, presto! Inventati qualcosa, qualsiasi cosa, Harry.
Tir fuori il cellulare. Voleva mandare un sms a Bjrn. Ma le dita non gli obbedivano, si erano
irrigidite, erano diventate insensibili come se il sangue non vi affluisse pi.
Non ora, Harry, non ti impietrire. Si tratta di un incarico come un altro, non sono loro, sono...
due vittime. Vittime senza volto. Sono... la donna che avresti dovuto sposare, e il ragazzo che da
piccolo ti chiamava pap quando perdeva la concentrazione per la troppa stanchezza. Il bambino che
non volevi mai deludere, ma dimenticavi sempre il suo compleanno e la cosa  solo quella  ti faceva
venire da piangere e ti gettava in uno sconforto tale che dovevi assolutamente rimediare con un
imbroglio. Sempre rimediare con un imbroglio.
Harry batt le palpebre nell'oscurit.
Maledetto imbroglione.
Il cellulare sul tavolino. Doveva chiamare Rakel, vedere se cos sarebbe riuscito a far alzare
Folkestad, a farlo spostare dalla linea di tiro in cui si trovavano lui e Oleg. Sparargli mentre prendeva il
telefono.
E se non lo avesse fatto, se fosse rimasto seduto?
Harry sbirci di nuovo. Si riabbass e sper che Folkestad non avesse visto il movimento.
Perch l'uomo si era alzato impugnando il manganello e aveva scansato Rakel con una spinta. Ma lei
bloccava ancora la mira. E anche se lui fosse riuscito ad avere una linea di tiro libera, c'erano poche
probabilit che da una distanza di quasi dieci metri avesse la fortuna di sparare un colpo che fermasse
temporaneamente Folkestad. Per riuscirci occorrevano un'arma di precisione migliore di un'Odessa
arrugginita e un calibro maggiore di un Makarov nove per diciotto millimetri. Doveva ridurre la
distanza, preferibilmente a meno di due metri.
Ud la voce di Rakel dall'altra parte della finestra:  Prendi me! Ti scongiuro.
Premette la nuca contro il muro, serr gli occhi. Agire, agire. Ma come? Buon Dio, come? Da'
una dritta a un maledetto peccatore imbroglione, e lui ti ripagher con... con quello che vuoi. Harry
trasse un respiro, mormor un giuramento.
Rakel fissava l'uomo dalla barba rossa. Fermo dietro la sedia, poggi l'estremit del
manganello sulla spalla di Oleg. Con l'altra mano teneva la pistola puntata su di lei.
 Mi dispiace davvero, Rakel, ma non posso risparmiare il ragazzo. Capisci, il vero obiettivo 
lui.
 Ma perch?  Rakel non sentiva il pianto, solo le lacrime calde che le solcavano le guance,
come una reazione fisica avulsa da ci che provava. O non provava. Lo stordimento.  Perch stai
facendo questo, Arnold? ...  semplicemente...
 Insano?  Come per scusarsi Arnold Folkestad fece un sorriso forzato.   quello che volete
credere, immagino. Che siamo tutti capaci di gingillarci con grandiose fantasie di vendetta, ma poi
nessuno  disposto a realizzarle, n in grado di farlo.
 Ma perch?
 Poich sono capace di amare, sono anche capace di odiare. O meglio, adesso probabilmente
non riuscir pi ad amare. Perci ho sostituito questo sentimento con...  sollev appena il
manganello,  questo. Onoro l'uomo che amavo. Ren era qualcosa di pi che un amante occasionale.
Era la...
Pos il manganello sul pavimento appoggiandolo allo schienale della sedia e infil la mano
nella tasca, ma senza abbassare di un solo millimetro la canna della pistola.
 ... pupilla dei miei occhi. E mi  stato portato via. Senza che nessuno alzasse un dito.
Rakel fiss l'oggetto che lui le mostrava. Sapeva che avrebbe dovuto essere sconvolta,
paralizzata, atterrita. Ma non provava niente, ormai il suo cuore era impietrito.
 Aveva degli occhi bellissimi, Mikael Bellman. Perci gli ho tolto quello che lui aveva tolto a
me. La cosa pi bella che aveva.
 La pupilla dei suoi occhi. Ma perch Oleg?
 Possibile che tu non capisca, Rakel?  un seme, Harry mi ha detto che vuole fare il poliziotto.
Ed  gi venuto meno al suo dovere, e questo lo rende uguale a loro.
 Dovere? Quale dovere?
 Il dovere di catturare gli assassini e di farli condannare. Sa chi  stato a uccidere Gusto
Hanssen. Sembri molto sorpresa. Ho dato un'occhiata al caso. Ed  evidente che se non lo ha ucciso lui,
sa chi  il colpevole. Qualsiasi altra cosa  un assurdo. Harry non te lo ha detto? Oleg era l, era
presente, quando Gusto fu ucciso, Rakel. E sai cosa ho pensato vedendo Gusto nelle foto della
Scientifica? Che era bellissimo. Che lui e Ren erano due bellissimi giovani con tutta la vita davanti.
 Anche mio figlio ce l'ha! Ti prego, Arnold, nessuno ti obbliga a fare questo.
Nello stesso istante in cui Rakel gli si avvicin di un passo Arnold alz la pistola. Non verso di
lei, ma verso Oleg.
 Non essere triste, Rakel. Morirai anche tu. Non sei un obiettivo vero e proprio, ma una
testimone di cui mi devo sbarazzare.
 Harry ti smascherer. E ti uccider.
 Mi dispiace doverti dare questo grande dolore, Rakel, mi sei sul serio molto simpatica. Ma
penso sia giusto dirtelo. Sai, Harry non smascherer un bel niente. Perch purtroppo  gi morto.
Rakel lo guard in faccia, incredula. Era davvero dispiaciuto. All'improvviso il cellulare sul
tavolino si illumin ed emise un unico trillo. Rakel gli lanci un'occhiata.
 A quanto pare ti sbagli,  disse.
Arnold Folkestad corrug la fronte.  Dammi quel cellulare.
Rakel lo prese e glielo porse. Lui agguant l'apparecchio e allo stesso tempo premette la pistola
contro la nuca di Oleg. Lesse in un colpo d'occhio. Fiss Rakel con sguardo penetrante.
 Non far vedere il regalo a Oleg.
 Che significa?
Rakel si strinse nelle spalle.  Se non altro significa che  vivo.
 Impossibile. Alla radio hanno detto che la mia bomba  esplosa.
 Perch non sparisci di qui alla svelta, Arnold? Prima che sia troppo tardi.
Folkestad batt pensieroso le palpebre mentre la osservava. O la guardava come se fosse
trasparente.
 Capisco. Qualcuno ha preceduto Harry.  entrato nell'appartamento. E bum. Ma certo . Fece
una breve risata.  Harry sta venendo qui dall'appartamento, vero? Non ha il minimo sospetto. Posso
uccidere prima voi e poi aspettare comodamente che lui entri da quella porta.
Parve ripassare mentalmente ancora una volta il ragionamento, poi annu come se fosse giunto
alla medesima conclusione. E punt la pistola su Rakel.
Oleg si contorse sulla sedia, cerc di saltare, ansim disperato dietro il bavaglio. Rakel fiss la
bocca della pistola. Sent il cuore fermarsi. Come se il cervello avesse gi accettato l'inevitabile e si
accingesse a cessare l'attivit. Non aveva pi paura. Voleva morire. Morire prima di Oleg. Magari nel
frattempo sarebbe arrivato Harry... magari avrebbe salvato Oleg. Perch adesso lei aveva capito.
Chiuse gli occhi. Aspett senza sapere che cosa. Un colpo, una coltellata, dolore. Buio. Non aveva di
cui rivolgere preghiere.
Un rumore nella serratura.
Rakel riapr gli occhi.
Arnold aveva abbassato la pistola e fissava la porta.
Una breve pausa. Di nuovo il rumore.
Arnold indietreggi di un passo, tir a s il plaid della poltrona e lo gett sopra Oleg coprendo
sia lui sia la sedia.
 Fa' finta di niente,  bisbigli.  Una sola parola e ficco una pallottola nella nuca di tuo figlio.
Il rumore si ripet per la terza volta. Rakel vide Arnold mettersi dietro la sedia mimetizzata su
cui sedeva Oleg in modo che la pistola non si vedesse dall'ingresso.
Infine la porta si apr.
Ed eccolo l. Smisurato, con un ampio sorriso, la giacca aperta e il viso distrutto.
 Arnold!  grid raggiante di gioia.  Che piacere!
Folkestad rise di rimando.  Ma come sei conciato, Harry! Che ti  successo?
 Il macellaio di poliziotti. Una bomba.
 Veramente?
 Nulla di grave. Cosa ti porta qui?
 Passavo da queste parti. E mi sono ricordato che dovevo discutere un paio di cose a proposito
degli orari. Fa' il favore, vieni qui a dare un'occhiata.
 Prima devo salutare come si deve la signora,  rispose lui e allarg le braccia verso Rakel, che
gli si gett al collo.  Come  andato il viaggio, amore?
Folkestad tossicchi.  Sarebbe meglio che lo lasciassi andare, Rakel. Ho altre cose da
sistemare entro stasera.
 Ma che maniere, Arnold,  rise Harry. Allent la stretta e scans Rakel con una spinta, poi si
tolse la giacca.
 Su, vieni qui,  disse l'altro.
 Qui c' pi luce, Arnold.
 Mi fa male il ginocchio. Vieni tu qui.
Harry si chin e si slacci le scarpe.  Oggi sono finito in mezzo a un'esplosione terribile,
perci mi devi scusare se prima mi tolgo le scarpe. Il ginocchio lo dovrai usare comunque per andare
via, quindi se hai tanta fretta portami l'orario.
Harry si fiss le scarpe. La distanza tra il punto in cui si era accucciato lui e Arnold e la sedia
coperta dal plaid era di sei o sette metri. Troppa per uno che gli aveva detto di avere un danno alla vista
e un tremito che lo costringevano a stare a mezzo metro dal barilotto per sperare di centrarlo. E ora
come se non bastasse il barilotto si era di colpo contratto riducendo notevolmente le dimensioni del
bersaglio, che aveva la testa abbassata e il busto piegato in avanti in modo da essere protetto dalle
spalle.
Tir le stringhe, fingendo di avere difficolt a scioglierle.
Allett Arnold. Doveva riuscire ad allettarlo, a farlo avvicinare.
Perch c'era un solo modo. Forse proprio per questo all'improvviso si sentiva cos calmo e
rilassato. Aveva puntato tutto. Era fatta. Il resto dipendeva dal destino.
E forse Arnold percepiva quella calma.
 Come vuoi, Harry.
Harry ud il rumore dei suoi passi. Continu a concentrarsi sui lacci. Vide che Arnold aveva
superato Oleg, seduto completamente immobile come se sapesse cosa stava succedendo.
Arnold oltrepass Rakel.
Era arrivato il momento.
Harry alz lo sguardo. Si trov a guardare dentro l'occhio nero della bocca della pistola da una
distanza di venti, trenta centimetri.
Gi da prima sapeva che la minima mossa brusca dall'istante in cui superava la soglia avrebbe
spinto Arnold a fare fuoco. Sul pi vicino per primo. Oleg. Arnold aveva capito che lui era armato?
Aveva capito che si sarebbe portato una pistola al finto appuntamento con Truls Berntsen?
Forse. Forse no.
Comunque, non aveva importanza. Ormai Harry non avrebbe fatto in tempo a usare un'arma,
per quanto potesse essere a portata di mano.
 Arnold, perch...
 Addio, amico.
Harry vide il dito di Arnold Folkestad piegarsi intorno al grilletto.
Ed ebbe la certezza che non sarebbe arrivata, la chiarificazione, quella che crediamo di scorgere
alla fine del viaggio. N la grande chiarificazione: perch si nasce e si muore e qual  il senso della
nascita e della morte e di ci che sta in mezzo. N la piccola: cosa induce un uomo come Folkestad a
sacrificare la propria vita solo per distruggere quella degli altri. Invece ci sarebbe stata questa sincope,
questa soppressione rapida, questo banale ma logico punto collocato in mezzo a una parola. Per-ch.
La polvere pirica bruci  letteralmente  con una velocit esplosiva, e la pressione cos creata
spinse il proiettile fuori dell'involucro di ottone a una velocit di circa trecentosessanta metri al
secondo. Il piombo morbido fu plasmato dalle scanalature della canna che imprimevano un movimento
rotatorio alla pallottola perch attraversasse l'aria con maggiore stabilit. Ma in quel caso non era
necessario. Perch dopo appena pochi centimetri il pezzetto di piombo penetr il cuoio capelluto e
rallent nell'impatto con il cranio. E quando la pallottola raggiunse il cervello la sua velocit si era
ridotta a un'ottantina di metri al secondo. Al suo passaggio il proiettile distrusse prima la corteccia
motoria paralizzando ogni movimento, poi perfor il lobo temporale, annientando le funzioni del lobo
frontale destro. Recise il nervo ottico e cozz contro l'interno del cranio dalla parte opposta. L'angolo
di incidenza e la velocit ridotta fecero s che la pallottola, anzich trapassare l'osso e uscire,
rinculasse, rimbalzasse ripetutamente all'interno del cranio a una velocit sempre pi bassa e infine si
fermasse. A quel punto aveva causato lesioni talmente gravi che il cuore aveva cessato di battere.
51.
Katrine rabbrivid e si strinse al braccio di Bjrn. Nella grande chiesa faceva freddo. Freddo
dentro, freddo fuori, aveva fatto male a non coprirsi di pi.
Aspettavano. Tutti i convenuti nella chiesa di Oppsal aspettavano. Colpi di tosse. Perch la
gente cominciava a tossire non appena metteva piede in una chiesa? Era l'ambiente stesso a provocare
strette alla gola e alla faringe? Anche in una chiesa moderna di vetro e cemento come quella? Era la
paura di fare un rumore che infallibilmente sarebbe stato amplificato dall'acustica a trasformare quel
riflesso in una sorta di compulsione? O era soltanto il modo che avevano gli esseri umani di tirar fuori
altre emozioni represse, di vomitarle anzich scoppiare a piangere o a ridere?
Katrine gir la testa. Non erano venuti in molti, solo i pi intimi. Cos pochi che la maggior
parte figurava esclusivamente con l'iniziale nella rubrica di Harry. Scorse Stle Aune. Una volta tanto
con la cravatta. Sua moglie. Gunnar Hagen, anche lui con la moglie.
Katrine sospir. Aveva fatto male a non coprirsi di pi. Bjrn, per, non sembrava infreddolito.
Abito scuro. Non avrebbe mai immaginato che stesse cos bene con un completo. Gli spazzol il revers
con la mano. Non perch ci fosse qualcosa da togliere, ma tanto per fare quel gesto. Un gesto intimo,
amorevole. Scimmie che si spulciano a vicenda.
Il caso era risolto.
Per un po' avevano temuto di averlo perso, che Arnold Folkestad  ora noto anche come il
macellaio di poliziotti  fosse riuscito a scappare, a rifugiarsi all'estero o a trovare un buco dove
nascondersi in Norvegia. Doveva essere un buco profondo e buio, perch nel giro di ventiquattro ore
dall'inizio della caccia all'uomo, la sua descrizione e i suoi dati personali erano stati diffusi da tutti i
media con una capillarit tale che ogni abitante del paese non confinato a letto sapeva chi fosse Arnold
Folkestad e che aspetto avesse. E a quel punto Katrine aveva concluso che ci erano andati davvero
vicini nel corso delle indagini, quando Harry le aveva detto di controllare i collegamenti tra Ren
Kalsnes e i poliziotti. Che se solo avesse ampliato la ricerca agli ex poliziotti, avrebbe scoperto il
rapporto che legava Arnold Folkestad al ragazzo.
Smise di lisciare il revers di Bjrn e lui le rivolse un sorriso riconoscente. Un sorriso rapido,
teso. Un tremito impercettibile del mento. Era sull'orlo del pianto. A quel punto le fu chiaro: quel
giorno per la prima volta avrebbe visto Bjrn Holm piangere. Katrine toss.
Mikael Bellman si infil nel lato esterno del banco. Lanci un'occhiata all'orologio.
Aveva un'altra intervista di l a tre quarti d'ora. Stern. Un milione di lettori. L'ennesimo
giornalista straniero che voleva sentire la storia del giovane capo della polizia che aveva lavorato
indefessamente settimana dopo settimana, mese dopo mese per catturare quell'assassino, e alla fine per
poco non era diventato anche lui una vittima del macellaio di poliziotti. E per l'ennesima volta lui
avrebbe fatto quella breve pausa prima di dire che il sacrificio del suo occhio era un prezzo basso per il
risultato raggiunto: impedire a un folle omicida di uccidere altri suoi agenti.
Mikael Bellman ricopr l'orologio con la manica della camicia. Avrebbero dovuto iniziare
adesso, che cosa aspettavano? Aveva riflettuto sulla scelta dell'abito. Nero, intonato all'occasione e alla
benda sull'occhio? Quella benda era un colpo di fortuna, raccontava la sua storia con tanta
drammaticit ed efficacia che secondo l'Aftenposten era lui il norvegese pi fotografato dell'anno
nella stampa internazionale. O avrebbe dovuto scegliere un colore scuro pi neutro, che sarebbe stato
ammissibile e pi discreto, dopo, per l'incontro con Stern? Finita l'intervista doveva andare
direttamente all'appuntamento con il presidente della giunta comunale, e per questo Ulla aveva votato
per l'abito scuro neutro.
Accidenti, se non si decidevano a cominciare avrebbe fatto tardi.
Controll. Provava qualcosa? No. In fondo, che cosa avrebbe dovuto sentire? In fondo si
trattava solo di Harry Hole, tutt'altro che un caro amico e neanche uno dei suoi subalterni al distretto di
Oslo. Ma era possibile che qualcuno della stampa lo aspettasse fuori, e ovviamente fare atto di presenza
in chiesa costituiva un vantaggio per le pubbliche relazioni. Era innegabile che Hole avesse puntato per
primo l'indice contro Folkestad e, date le proporzioni che il caso aveva assunto, questo fatto aveva
collegato Mikael a Harry. E le pubbliche relazioni erano destinate ad assumere ancora pi importanza.
Sapeva gi qual era il motivo di quell'appuntamento con il presidente della giunta comunale. Con
Isabelle Skyen il partito aveva perso un volto di spicco e ne stava cercando uno nuovo. Una persona
popolare e stimata da includere nella squadra, per governare la citt. Quando gli aveva telefonato, il
presidente aveva introdotto il discorso incensando l'impressione simpatica e saggia che Bellman aveva
dato di s nel ritratto-intervista apparso su Magasinet. E poi gli aveva chiesto se il programma del
loro partito corrispondesse in modo accettabile alle sue posizioni personali.
Corrispondeva.
Governare la citt.
La citt di Mikael Bellman.
E attaccate con quell'organo, forza!
Bjrn Holm sent Katrine tremare al suo braccio, sent i sudori freddi sotto i pantaloni del
completo e pens che sarebbe stata una giornata lunga. Una giornata lunga prima che lui e Katrine
potessero spogliarsi e infilarsi a letto. Insieme. Lasciare che la vita continuasse. Come continuava per
tutti quelli che restavano, volenti o nolenti. E quando lasci correre lo sguardo lungo le file dei banchi,
pens a tutti quelli che non c'erano. A Beate Lnn. A Erlend Vennesla. Ad Anton Mittet. Alla figlia di
Roar Midtstuen. E a Rakel e Oleg Fauke, assenti anche loro. Che avevano pagato il prezzo di essersi
legati all'uomo che adesso era stato sistemato l davanti, vicino all'altare. Harry Hole.
E, stranamente, era come se da quella posizione continuasse a essere ci che era sempre stato,
un buco nero che risucchiava quel che di buono c'era intorno a lui, che consumava tutto l'amore che gli
veniva dato e anche quello che non gli veniva dato.
La sera prima, dopo che si erano coricati, Katrine lo aveva detto, che anche lei era stata
innamorata di Harry. Non perch lui se lo meritasse, bens perch era impossibile non amarlo. Come
era impossibile catturarlo, trattenerlo, conviverci. Certo che lo aveva amato. L'innamoramento era
passato, il desiderio si era raffreddato un po', o almeno lei ce l'aveva messa tutta. Ma la piccola, esile
cicatrice lasciata da quella breve pena d'amore che condivideva con molte donne sarebbe rimasta per
sempre. Per loro era stato un sogno dai giorni contati. E adesso era finito. A quel punto Bjrn l'aveva
pregata di non aggiungere altro.
L'organo attacc. Bjrn aveva sempre avuto un debole per quello strumento. L'organo da casa
della madre nel soggiorno a Skreia, l'Hammond B3 di Gregg Allman, l'armonium cigolante che tirava
fuori a fatica un vecchio inno. L'effetto era lo stesso, come essere immerso in una vasca da bagno piena
di note calde sperando che il pianto non avesse la meglio.
Non avevano catturato Arnold Folkestad, si era catturato da solo.
Probabilmente era giunto alla conclusione che il suo compito fosse finito. E con esso la sua vita.
Perci aveva fatto l'unica cosa logica. Lo avevano rintracciato dopo tre giorni. Tre giorni di ricerche
febbrili, Bjrn aveva avuto l'impressione che l'intero paese fosse in fermento. E forse per questo
quando aveva appreso che il suo cadavere era stato trovato nel bosco di Maridalen, a poche centinaia di
metri dal luogo del rinvenimento di Erlend Vennesla, la notizia gli era sembrata un po' un anticlimax.
Con un piccolo, quasi discreto foro in testa e una pistola in mano. Erano stati messi sulle sue tracce
dall'auto, avvistata in un parcheggio nei pressi del punto da cui si dipartivano gli itinerari
escursionistici, una vecchia Fiat che era stata segnalata a sua volta.
Bjrn aveva diretto personalmente la squadra della Scientifica. Arnold Folkestad aveva un'aria
cos innocente disteso l supino sull'erica, sembrava un vecchio gnomo con quella barba rossa. Giaceva
sotto un piccolo squarcio di cielo non riparato dagli alberi fitti tutt'intorno. Nelle tasche gli avevano
trovato delle chiavi, tra cui quella della Fiat e della porta esplosa di Hausmanns gate 92, una comune
pistola Glock 17, oltre a quella che impugnava, un portafogli che fra le altre cose conteneva una foto
sgualcita di un ragazzo che Bjrn aveva subito riconosciuto come Ren Kalsnes.
Considerato che era piovuto ininterrottamente per almeno ventiquattr'ore e che il cadavere era
rimasto a cielo aperto per settantadue, non c'erano state molte tracce da esaminare. Ma non era un gran
danno, avevano trovato ci che serviva. La pelle intorno al foro nella tempia destra presentava ustioni
causate dalla fiammata e residui di polvere pirica carbonizzata, e gli esami balistici avevano stabilito
che la pallottola nella testa proveniva dalla pistola che Folkestad stringeva in mano.
Perci non avevano fatto indagini approfondite sul luogo del rinvenimento, quelle erano iniziate
quando erano entrati nella sua casa. Avevano trovato la maggior parte delle tracce necessarie per
risolvere tutti gli omicidi dei poliziotti. Manganelli con il sangue e i capelli delle vittime, una sega a
gattuccio con sopra il Dna di Beate Lnn, una vanga con tracce di terra e di argilla che corrispondevano
al suolo di Vestre Gravlund, fascette di plastica, nastro segnaletico dello stesso tipo trovato nei pressi di
Drammen, un paio di scarponi il cui carrarmato combaciava con le orme rilevate a Tryvann. Avevano
tutto. Neanche un filo sospeso. Mancava solo di scrivere il rapporto. Avevano finito. E poi era arrivato
ci di cui Harry aveva parlato tante volte, ma che Bjrn Holm non aveva mai sentito: il vuoto.
Perch di colpo non c'era pi un seguito.
Non come tagliare la linea del traguardo, o entrare in un porto o in una stazione.
Ma come se le rotaie, l'asfalto, il ponte ti sparissero di punto in bianco sotto i piedi. Come se la
strada si interrompesse, e cominciasse il salto nel vuoto.
Finito. Odiava quella parola.
Cos, quasi per disperazione si era lanciato ancora pi a capofitto nell'indagine sugli omicidi
originali. E aveva trovato quello che cercava, un altro collegamento tra il delitto della ragazzina a
Tryvann, Judas Johansen e Valentin Gjertsen. Con un quarto di impronta digitale non era possibile
stabilire una corrispondenza, per una probabilit del trenta per cento non era da disdegnare. No, non
era finito. Non era mai finito.
 Sta per cominciare.
Era stata Katrine a parlare. Le sue labbra gli sfioravano quasi l'orecchio. Le note dell'organo
risuonarono, erano montate fino a diventare musica, una musica che Bjrn conosceva. Deglut con
grande fatica.
Gunnar Hagen chiuse gli occhi per un momento limitandosi ad ascoltare la musica, voleva
tenere lontani i pensieri. Ma pens suo malgrado. L'indagine era finita. Tutto era finito. Ormai aveva
seppellito quanto c'era da seppellire. Restava solo quell'unica cosa, quella che non era riuscito a
sotterrare, che non era mai riuscito a ficcare sotto terra. E di cui non aveva ancora accennato a nessuno.
Le parole pronunciate da Asajev con un bisbiglio roco nei pochi secondi che Hagen aveva passato al
suo capezzale quel giorno all'ospedale: Che cosa mi puoi offrire se accetto di testimoniare contro
Isabelle Skyen? E: Non so con chi, ma so che lei collaborava addirittura con un pezzo grosso della
polizia.
Quelle parole erano l'eco morta di un uomo morto. Affermazioni non dimostrabili che pi che
avvantaggiarli li avrebbero danneggiati se le avessero approfondite, ora che Skyen era uscita di scena
comunque.
Perci se le era tenute per s.
Avrebbe continuato a tenersele per s.
Come Anton Mittet con la storia di quel maledetto manganello.
Ma anche se l'aveva gi presa, la decisione continuava a tenerlo sveglio la notte.
So che lei collaborava addirittura con un pezzo grosso della polizia.
Gunnar Hagen riapr gli occhi.
Lasci vagare adagio lo sguardo sui presenti.
Truls Berntsen sedeva con il finestrino della Vitara Suzuki abbassato per sentire la musica
dell'organo che arrivava dalla chiesetta. Il sole splendeva in un cielo terso. Un caldo infernale. Oppsal
non gli era mai piaciuta. Tutta feccia. Ne aveva date tante. Ne aveva prese tante. Naturalmente, non
tante quante in Hausmanns gate. Per fortuna era meno grave di quanto sembrava. E all'ospedale Mikael
gli aveva detto che la faccia non aveva importanza per uno brutto come lui, e poi, quanto poteva essere
grave una commozione cerebrale per uno che non aveva cervello?
Voleva essere una battuta, e Truls si era sforzato di fare la sua risata col singhiozzo per
dimostrare che l'apprezzava, ma la mascella fratturata e il naso rotto gli facevano troppo male.
Prendeva ancora degli antidolorifici forti, aveva grossi cerotti in volto e ovviamente gli era stato
proibito di guidare, ma cosa doveva fare? Non poteva mica starsene a casa ad aspettare che gli
passassero i capogiri e le ferite si rimarginassero. Perfino Megan Fox cominciava ad annoiarlo, e poi il
dottore gli aveva vietato anche di guardare la televisione. Quindi, tanto valeva che se ne stesse l.
Seduto in macchina davanti a una chiesa a... gi, a fare cosa? Mostrare rispetto a un uomo per cui non
aveva mai avuto rispetto? Un gesto vuoto nei confronti di un maledetto idiota che non sapeva quale
fosse il proprio bene e aveva salvato la vita all'unica persona che sarebbe stato molto meglio per lui se
fosse morta, morta, morta? Truls Berntsen proprio non lo sapeva, cazzo. Sapeva soltanto che avrebbe
ripreso servizio non appena si fosse rimesso abbastanza. E allora quella citt sarebbe ridiventata sua.
Rakel espir e inspir. Si sentiva le dita intorno al bouquet umidicce. Fiss la porta. Pens alle
persone sedute l dentro. Amici, parenti, conoscenti. Il prete. Non erano molti, per stavano aspettando.
Non potevano iniziare senza di lei.
 Mi prometti di non piangere?  le domand Oleg.
 No,  rispose, accenn un sorriso e gli carezz una guancia. Era diventato altissimo.
Bellissimo. Svettava sopra lei. Gli aveva dovuto comprare un abito scuro, e solo al negozio, quando gli
avevano preso le misure, aveva capito che il figlio si stava avvicinando ai centonovantatre centimetri di
Harry. Sospir.
 Dobbiamo entrare,  disse prendendolo sottobraccio.
Oleg apr il battente, e a un cenno della testa del sagrestano all'interno avanzarono lungo il
corridoio centrale. Vedendo tutti quei visi rivolti verso di lei, Rakel sent svanire il nervosismo. Non
era stata un'idea sua, lei era contraria, ma alla fine Oleg l'aveva convinta. Secondo lui era il finale
giusto. Aveva usato proprio quella parola, finale. Ma non era soprattutto un principio? L'inizio di un
nuovo capitolo nella loro vita? Almeno le sembrava proprio questo. E di colpo le sembr giusto. Essere
qui, ora.
E sent il sorriso dischiudersi. Rispose a tutte quelle facce sorridenti. Per un attimo pens che se
a loro o a lei fosse sfuggito un sorriso appena pi grande, sarebbe potuta andare a finire davvero male.
Quel pensiero, del suono delle facce che si spaccavano dalle risate, invece di darle i brividi le fece
ribollire la pancia. Non ridere, si disse. Non ora. Sent che Oleg, il quale fino a quel momento si era
concentrato a camminare a tempo con le note dell'organo, aveva notato il suo fremito, e gli lanci
un'occhiata. Incroci il suo sguardo sbalordito, severo. Ma poi lui fu costretto a distogliere gli occhi: se
n'era accorto. Che la madre stava per scoppiare a ridere. Qui, ora. E lo trovava cos fuori luogo che
stava per scoppiare a ridere a sua volta.
Per volgere i pensieri ad altro, alla cerimonia imminente, alla solennit, Rakel fiss lo sguardo
sull'uomo che l'aspettava all'altare. Harry. Harry in nero.
Era rivolto verso di loro con un sorriso idiota stampato sulla faccia bellissima e orrenda.
Impettito e fiero come un gallo. Quando lui e Oleg si erano messi spalla contro spalla da Gunnar ye,
il commesso aveva stabilito metro alla mano che c'erano solo tre centimetri di differenza a favore di
Harry. E i due bambinoni si erano dati il cinque come se fosse una gara del cui risultato erano
soddisfatti entrambi.
Adesso, invece, Harry aveva un'aria decisamente adulta. I raggi del sole di giugno che
filtravano dalla vetrata multicolore lo avvolgevano in una sorta di luce celestiale e sembrava pi
imponente che mai. E pi rilassato che mai. Sulle prime Rakel non si era capacitata di come facesse a
essere cos rilassato dopo quanto era successo. Ma a poco a poco quella calma l'aveva contagiata,
quella convinzione incrollabile che tutto si fosse risolto. Nelle prime settimane dopo il fatto di Arnold
Folkestad non era riuscita a dormire, nonostante Harry si stringesse a lei sussurrandole nell'orecchio
che era finita. Le ripeteva le stesse parole sera dopo sera, come un mantra ipnotico che per non faceva
effetto. Ma poi, a poco a poco, lei aveva cominciato a crederci. E nel giro di qualche altra settimana se
ne era convinta. Che tutto si era risolto. E aveva cominciato a dormire. Di un sonno profondo e senza
sogni che riuscisse a ricordare, svegliandosi appena lui scendeva dal letto nella luce del mattino, come
sempre convinto che non se ne accorgesse, fingendo come sempre di non accorgersene perch sapeva
che di l a poco sarebbe riapparso tutto fiero e soddisfatto con il vassoio della colazione e un colpo di
tosse, certo che si fosse svegliata solo in quel momento.
Ormai Oleg aveva rinunciato a tenere il tempo di Mendelssohn e dell'organista, ma a Rakel non
importava, per ogni suo passo era comunque costretta a farne due. Avevano deciso che Oleg doveva
avere una doppia funzione. Appena le era venuto in mente le era sembrato pi che naturale. Oleg
doveva sia accompagnarla all'altare e affidarla a Harry, sia farle da testimone.
Harry dal canto suo non aveva un testimone. O meglio, aveva la testimone che aveva scelto
inizialmente. La sedia dal suo lato era vuota, ma sopra c'era una foto di Beate Lnn.
Erano arrivati. Harry non le aveva staccato gli occhi di dosso un solo momento.
Rakel non aveva mai capito come un uomo con un polso a riposo cos basso, capace di starsene
rintanato nel suo mondo per giorni e giorni senza quasi parlare e senza che dovesse per forza succedere
qualcosa, potesse premere un interruttore grazie al quale, di colpo, ogni secondo ticchettante veniva
suddiviso in vibranti decimi e centesimi. Con voce calma e roca, in poche parole sapeva esprimere pi
emozioni, informazioni, stupore, follia e saggezza di quanto tutti i tromboni di sua conoscenza
riuscissero a fare nel corso di una cena di sette portate.
E poi c'era quello sguardo. Che anche se affabile, quasi timido, riusciva a trattenerti, a
costringerti a essere presente.
Rakel Fauke stava per sposare l'uomo che amava.
Harry la guardava. Era cos bella che gli si riempirono gli occhi di lacrime. Era stato colto
letteralmente di sorpresa. Non dalla sua bellezza. Era ovvio che Rakel Fauke sarebbe stata stupenda in
un vestito da sposa bianco. Ma dalla propria reazione. La sua mente era stata occupata soprattutto a
sperare che la cerimonia non tirasse per le lunghe e che il prete non si lanciasse in discorsi troppo
spirituali o ispirati. Perch lui, come sempre nelle occasioni che facevano leva sui grandi sentimenti,
sarebbe stato refrattario, un osservatore distaccato e un po' deluso davanti alla piena di emozioni degli
altri e alla propria siccit. Ma a ogni modo aveva deciso di recitare la parte al meglio. In fondo era stato
lui a insistere per il matrimonio in chiesa. E adesso eccolo l con le lacrime  grosse, sincere gocce di
acqua salata  agli occhi. Harry batt le palpebre e Rakel lo fiss. Incroci il suo sguardo. Non lo
sguardo di una che intende adesso ti sto fissando e tutti gli invitati mi vedono e cerco di sembrare pi
felice possibile.
Era lo sguardo di una compagna di squadra.
Di chi dice ora ci pensiamo noi, io e te. Facciamo la commedia.
Poi Rakel sorrise. E Harry si accorse di sorridere a sua volta, senza sapere chi dei due avesse
cominciato. Lei tremava un pochino. Stava ridendo dentro di s, e la risata stava montando cos
rapidamente che da un momento all'altro sarebbe esplosa. Spesso le atmosfere solenni le facevano
quell'effetto. E anche a lui. E allora, per non ridere, Harry spost rapidamente lo sguardo su Oleg. Ma
non gli fu d'aiuto, perch anche il ragazzo sembrava sul punto di scoppiare. Si salv alla meglio
abbassando la testa e serrando gli occhi.
Che squadra, pens Harry orgoglioso volgendo gli occhi verso il pastore.
La squadra che aveva preso il macellaio di poliziotti.
Rakel aveva capito l'sms. Non far vedere il regalo a Oleg. Era abbastanza credibile da non
insospettire Arnold Folkestad. Abbastanza chiaro perch Rakel capisse cosa aveva intenzione di fare. Il
vecchio trucco del compleanno.
Perci, non appena era entrato in casa, lei lo aveva abbracciato, sfilando l'oggetto che lui teneva
nascosto nella cintura dietro la schiena e poi era indietreggiata con le mani davanti al corpo per non far
vedere all'uomo alle sue spalle cosa stringeva: un'Odessa carica e senza sicura.
Fatto ancora pi inquietante, lo aveva capito anche Oleg. Era immobile, consapevole di non
dover rovinare il loro piano, quale che fosse. E questo poteva solo significare che non aveva mai
abboccato a quel trucco del compleanno, per non lo aveva mai detto. Che squadra.
Una squadra che aveva indotto Arnold Folkestad ad avvicinarsi a Harry e dare le spalle a Rakel,
permettendole di farsi avanti e sparargli a bruciapelo nella tempia nello stesso istante in cui lui si
accingeva a eliminare Harry.
Una squadra vincente, imbattibile, ecco cos'erano.
Harry tir rapidamente su col naso chiedendosi se quelle maledette megagocce avrebbero avuto
il buonsenso di rimanere nell'angolo degli occhi o se doveva decidersi ad asciugarle prima che gli
rigassero le guance.
Opt per la seconda possibilit.
Rakel gli aveva chiesto perch avesse insistito per sposarsi in chiesa. A quanto le risultava lui
era credente pi o meno quanto una formula chimica. E lo stesso valeva per lei, nonostante avesse
ricevuto un'educazione cattolica. Harry le aveva risposto di aver fatto un giuramento a un dio fittizio
prima di entrare in casa: se fosse andata bene, in cambio si sarebbe sottoposto a quell'unico rituale
idiota, farsi unire in matrimonio al cospetto di quel presunto dio. Allora Rakel era scoppiata a ridere e
aveva detto che la sua non era fede, ma la versione raffinata di una penitenza brutale da ragazzi, che lo
amava e che s, certo, si sarebbero sposati in chiesa.
Una volta liberato Oleg si erano stretti tutti e tre, in una sorta di abbraccio di gruppo. Per un
lungo, silenzioso minuto erano rimasti cos, avvinghiati, carezzandosi a vicenda come per controllare di
essere davvero tutti interi. Sembrava che lo schianto e l'odore dello sparo indugiassero nei muri, e loro
dovessero aspettare che svanissero per potersi muovere. Dopo Harry li aveva pregati di sedersi al
tavolo della cucina, e aveva versato il caff dalla macchina ancora accesa. E involontariamente aveva
concepito questo pensiero: se Arnold Folkestad fosse riuscito ad ammazzarli tutti e tre avrebbe spento
la caffettiera prima di andare via?
Harry aveva bevuto un altro sorso dalla tazza, e guardato Rakel indicando con un cenno
l'Odessa sul tavolo. Era una donna intelligente. Perci doveva solo darle un po' di tempo. E ragionando
sarebbe giunta alla sua stessa conclusione. Che se lui avesse preso quel telefono in mano avrebbe
mandato Oleg dritto in galera.
E poi Rakel aveva annuito adagio. Per dire che aveva capito. Che quando i tecnici della
Scientifica avrebbero esaminato l'Odessa per verificare se la pallottola estratta dalla testa di Folkestad
dai medici legali fosse stata sparata con quella pistola, l'avrebbero immediatamente collegata al
vecchio delitto di Gusto Hanssen, la cui arma non era mai stata trovata. In fondo non capitava tutti i
giorni  n tutti gli anni  che qualcuno fosse ucciso da una pallottola Makarov nove per diciotto
millimetri. E appena scoperto che corrispondeva a un'arma collegabile a Oleg lo avrebbero arrestato di
nuovo. Incriminandolo e condannandolo, stavolta, in base a quella che a ogni presente nell'aula di
tribunale sarebbe sembrata una prova irrefutabile e schiacciante.
 Dovete fare quel che va fatto,  aveva detto Oleg. Sapeva da un bel pezzo come stavano le
cose.
Harry aveva annuito, ma senza distogliere lo sguardo da Rakel. Doveva esserci l'unanimit.
Doveva essere una decisione comune. Come adesso.
Finita la lettura del passo della Bibbia, i convenuti si rimisero seduti e l'officiante si schiar la
voce. Harry gli aveva chiesto di fare un discorso breve. Vide le labbra del pastore muoversi, vide la
calma del suo viso che gli ricord l'espressione di Rakel di quella sera. La calma dopo che aveva
serrato e poi riaperto gli occhi. Come se prima avesse voluto accertarsi che non fosse un incubo da cui
ci si potesse risvegliare. Poi aveva sospirato.
 Che cosa possiamo fare?  aveva domandato.
 Cancellare,  aveva risposto lui.
 Cancellare?
Harry aveva annuito. Cancellare. Come faceva Truls Berntsen. La differenza era che i pompieri
come Berntsen lo facevano per soldi. Tutto qui. Era l'unica differenza.
E allora si erano messi all'opera.
Lui aveva fatto quello che andava fatto. Loro avevano fatto quello che andava fatto. Oleg aveva
spostato la macchina di Harry dalla strada al garage, mentre Rakel avvolgeva e legava il cadavere nei
sacchi della spazzatura, e lui aveva costruito una barella improvvisata con un telone, delle corde e due
tubi di alluminio. Una volta sistemato il corpo nel portabagagli, Harry aveva preso le chiavi della Fiat e
raggiunto la strada, e poi lui e Oleg avevano portato ognuno un'auto su a Maridalen, mentre Rakel si
era messa a pulire e a cancellare le tracce.
Come avevano immaginato, con la pioggia e il buio Grefsenkollen era deserto. Avevano
comunque preso uno dei sentieri stretti per essere sicuri di non incontrare nessuno.
Era stata una gran fatica trasportare il cadavere sul fondo reso scivoloso dalla pioggia, d'altro
canto, per, Harry sapeva che cos si sarebbero cancellate le loro orme. E anche, sperava, eventuali
tracce sul corpo da cui si sarebbe potuto capire che era stato portato fin l. Avevano impiegato oltre
un'ora a trovare un posto adatto, dove la gente non si sarebbe imbattuta subito nel cadavere, ma
qualche cane da alce lo avrebbe fiutato entro un lasso di tempo ragionevole. Quel tanto che bastava se
non a distruggere le tracce almeno a eliminarle parzialmente. Ma abbastanza breve perch la societ
non sperperasse troppe risorse nella caccia all'uomo. Harry aveva quasi riso di s stesso rendendosi
conto che in effetti quest'ultimo particolare costituiva un fattore. Che nonostante tutto lui era un
prodotto della sua educazione, s, anche lui, un maledetto animale gregario socialdemocratico che
aveva subito il lavaggio del cervello e sentiva un dolore fisico se lasciava la luce accesa di notte o
gettava un pezzo di plastica nella natura.
Il pastore aveva finito il suo discorso e una ragazza  un'amica di Oleg  cant nella galleria.
Boots of Spanish Leather di Dylan. L'idea era di Harry, e aveva avuto la benedizione di Rakel. Nel suo
discorso il prete aveva parlato pi dell'importanza della collaborazione nel matrimonio che del cospetto
di Dio. Harry ripens a quando avevano liberato Arnold dai sacchi della spazzatura, adagiandolo in una
posizione verosimile per un uomo che si fosse rintanato l nel bosco per ficcarsi una pallottola nella
tempia. E lui sapeva che non avrebbe mai chiesto a Rakel perch avesse accostato la bocca della pistola
alla tempia destra di Arnold Folkestad prima di premere il grilletto anzich, come avrebbero fatto nove
persone su dieci, mirare in fretta e furia alla nuca o alla schiena.
Ovviamente, forse aveva temuto che la pallottola lo avrebbe trapassato colpendo Harry, che era
ancora seduto.
Ma poteva anche essere perch la sua mente prontissima, dotata di un senso pratico quasi
spaventoso, aveva fatto in tempo a prevedere quello che sarebbe successo dopo. Che per salvarsi tutt'e
tre sarebbe stata necessaria una messinscena. Una riscrittura della verit. Un suicidio. Era possibile che
la donna al fianco di Harry avesse fatto in tempo a pensare che un suicida non si spara nella nuca da
mezzo metro di distanza. Ma  se  destro come Arnold Folkestad  nella tempia destra.
Che donna. Tutte le cose che sapeva di lei. Tutte le cose che non sapeva di lei. Perch non
aveva potuto fare a meno di porsi quella domanda anche dopo averla vista in azione. Dopo aver passato
mesi con Arnold Folkestad. E oltre quarant'anni con s stesso. Fino a che punto  possibile conoscere
una persona?
La canzone era finita e il pastore aveva cominciato a formulare la domanda del giuramento
matrimoniale  Vuoi tu amarla e rispettarla...  ma lui e Rakel avevano lasciato perdere la regia
rimanendo voltati l'uno verso l'altra, e Harry era sicuro che non l'avrebbe mai lasciata andare, per
quante bugie sarebbe stato costretto a dire, per quanto sia impossibile giurare che si amer una persona
fino alla morte. Sperava che il pastore si sbrigasse a chiudere la bocca per lasciargli pronunciare quel s
che gi esultava nel suo petto.
Stle Aune estrasse il fazzoletto dal taschino e lo porse alla moglie.
Harry aveva appena detto s, e l'eco della sua voce indugiava ancora sotto la volta della
chiesa.
 Come?  bisbigli Ingrid.
 Stai piangendo, cara,  bisbigli lui.
 No, sei tu che piangi.
 Ah s?
Stle Aune controll. Accidenti, era davvero lui che piangeva. Non forte, ma abbastanza da
lasciare macchie umide sul fazzoletto. Lui non piangeva lacrime normali, diceva sempre Aurora. Non
erano che acqua impalpabile e invisibile che senza preavviso cominciava a colare ai lati del naso, senza
che nessun altro dei presenti trovasse la circostanza, il film o la conversazione particolarmente
commovente. Era come se all'interno una guarnizione saltasse all'improvviso facendo fuoriuscire
l'acqua. Gli sarebbe piaciuto che Aurora fosse l, ma era a Nadderud per partecipare a un torneo di due
giorni, e gli aveva appena mandato un sms annunciandogli che avevano vinto la prima partita.
Ingrid gli aggiust la cravatta e gli mise una mano sulla spalla. Stle vi pos sopra la sua, sicuro
che lei stava pensando alla stessa cosa, al loro matrimonio.
Il caso era chiuso, e lui aveva scritto un referto psicologico. Si era soffermato sul fatto che
l'arma con cui si era sparato Arnold Folkestad era la stessa usata per uccidere Gusto Hanssen. Gusto
Hanssen e Ren Kalsnes avevano molti punti in comune: erano entrambi giovani, ragazzi bellissimi che
non si facevano scrupolo di concedere favori sessuali in cambio di denaro a uomini di tutte le et, e si
poteva supporre che Folkestad tendesse a innamorarsi di tipi del genere. E non era inverosimile che un
uomo con i tratti schizo-paranoidi di Arnold Folkestad avesse potuto uccidere Gusto per gelosia o per
tutta una serie di altri motivi generati dalle fissazioni di una forma grave di piscosi, non
necessariamente percepita dalle persone a lui vicine. A questo proposito Stle aveva allegato gli
appunti risalenti all'epoca in cui Arnold Folkestad lavorava alla Kripos e si era rivolto a lui riferendo di
sentire le voci. Anche se gli psicologi avevano convenuto da parecchio tempo che sentire le voci non
era sinonimo di schizofrenia, nel caso di Folkestad Aune propendeva per questa interpretazione, e
aveva cominciato a elaborare una diagnosi che avrebbe troncato la sua carriera di agente investigativo.
Ma poi non era stato necessario inoltrare quel rapporto perch lo stesso Folkestad si era deciso a
licenziarsi dopo avergli raccontato di un approccio che aveva fatto a un collega rimasto anonimo.
Aveva anche interrotto le sedute e quindi era sparito dal radar di Aune. Ma evidentemente si erano
verificati due fatti in grado di innescare un peggioramento. Uno erano le lesioni che aveva riportato alla
testa e gli erano valse un lungo ricovero in ospedale. Era ampiamente dimostrato che lesioni da
percosse anche lievi al cervello potevano causare modificazioni del comportamento come un aumento
dell'aggressivit e una diminuzione del controllo sugli impulsi. Inoltre le lesioni somigliavano a quelle
che in seguito aveva inferto alle sue vittime. L'altro era la perdita di Ren Kalsnes, di cui, da quanto si
deduceva dalle testimonianze, era innamorato pazzo, quasi in modo maniacale. Non c'era da stupirsi se
Folkestad aveva coronato quello che evidentemente considerava il suo compito togliendosi la vita.
L'unico particolare che forse poteva suscitare qualche perplessit era che non aveva lasciato nulla, n
di scritto n di orale, per spiegare il motivo di quello che aveva fatto: normalmente la megalomania era
accompagnata dal bisogno di essere ricordati, compresi, riconosciuti come geni, ammirati e di ottenere
il meritato posto nella storia.
Comunque, il suo referto psicologico aveva ricevuto un'accoglienza positiva. Era l'ultimo
tassello necessario per far quadrare tutto, aveva detto Mikael Bellman.
Ma Stle Aune aveva il dubbio che per loro contasse di pi l'altro aspetto. Con la sua diagnosi
poneva fine a quella che rischiava di diventare una discussione difficile e problematica: com'era
possibile che il responsabile del massacro venisse dalle stesse file della polizia? Certo, Folkestad era un
ex poliziotto, eppure cosa se ne poteva ricavare sul conto del corpo come categoria professionale e sulla
sua mentalit?
Adesso potevano accantonare il dibattito perch uno psicologo aveva concluso che Arnold
Folkestad era pazzo. La pazzia non ha una spiegazione. La pazzia c' e basta,  una sorta di catastrofe
naturale senza origine, una cosa che capita. E dopo si pu solo andare avanti, che altro si potrebbe fare?
Cos la pensavano Bellman e gli altri.
Ma non Stle Aune.
Adesso, per, era un capitolo chiuso. Stle aveva ripreso a lavorare a tempo pieno nello studio,
ma Gunnar Hagen aveva detto che gli sarebbe piaciuto tenere la banda della Fornace nel ruolo di una
squadra fissa di pronta mobilitazione, un po' come la Delta. A Katrine era gi stato offerto un posto a
tempo indeterminato come investigatrice all'Anticrimine, e lei aveva accettato. Sosteneva di avere
svariati buoni motivi per trasferirsi dalla sua immensa, bellissima Bergen alla squallida capitale.
L'organista affond i piedi, Stle ud il cigolio dei pedali, e poi arrivarono le note. E poi gli
sposi. Ora coniugi. Non dovettero annuire di qua e di l, nella chiesa erano in cos pochi che li
potevano abbracciare con un unico sguardo.
La festa era stata organizzata da Schrder. Il locale preferito di Harry non era certo il genere
che si associava a un ricevimento di nozze, ma lui sosteneva che la scelta era stata di Rakel, non sua.
I convenuti si girarono a guardare Rakel e Harry mentre superavano le file di banchi in fondo,
diretti verso l'uscita. Verso il sole di giugno, pens Stle. Verso il giorno. Verso il futuro. Loro tre:
Oleg, Rakel e Harry.
 Ah, Stle,  disse Ingrid, gli sfil il fazzoletto dal taschino e glielo porse.
Seduta in panchina Aurora cap dall'esultanza che le compagne di squadra avevano segnato di
nuovo.
Era la seconda partita della giornata che stavano vincendo, e si ricord che doveva mandare un
sms al padre. Da parte sua, non le importava granch se vincevano o perdevano, e alla madre non
importava di certo. Ma il padre reagiva come se lei fosse la nuova campionessa mondiale ogni volta
che lo informava di un'altra vittoria nella categoria ragazzi femminile.
Siccome Emilie e Aurora avevano giocato per quasi tutta la prima partita, si erano riposate per
la maggior parte di quella in corso. Aurora aveva cominciato a contare gli spettatori nella tribuna sul
lato opposto del campo, e le restavano solo due file. Naturalmente erano quasi tutti genitori e giocatori
delle altre squadre che partecipavano al torneo, ma le era parso di intravedere una faccia conosciuta.
Emilie le diede di gomito.  Che fai, non segui la partita?
 S, certo. Stavo solo... Lo vedi quell'uomo lass in terza fila? Quello seduto un po' in
disparte. Lo hai gi visto?
 Non lo so,  troppo lontano. Ti spiace non essere andata a quel matrimonio?
 No,  roba da grandi. Devo fare pip, mi accompagni?
 In piena partita? E se ci volesse in campo?
 Tocca a Charlotte o a Katinka. Di, vieni.
Emilie la scrut. E Aurora cap cosa stava pensando. Che di solito lei non chiedeva a nessuno di
accompagnarla al gabinetto. Di solito non cercava compagnia per fare qualcosa.
Emilie esit. Si gir verso il campo di gioco. Guard l'allenatore che stava sulla linea laterale a
braccia conserte. Scosse la testa.
Aurora valut se poteva aspettare la fine della partita, quando le altre sarebbero sciamate verso
gli spogliatoi e i bagni.
 Torno subito,  bisbigli, si alz e trotterell verso le scale che portavano di sotto. Nel vano si
gir a guardare la tribuna. Cerc il viso che le sembrava di aver riconosciuto, ma non lo vide. Poi scese
le scale di corsa.
Mona Gamlem era da sola nel cimitero della chiesa di Bragernes. Era venuta a Oslo da
Drammen, ci aveva messo un po' a trovare la chiesa. E aveva dovuto chiedere indicazioni per trovare la
lapide. La luce del sole faceva scintillare i cristalli della pietra intorno al suo nome: Anton Mittet.
Scintillava di pi adesso che da vivo, pens. Per l'aveva amata. Veramente, ne era sicura. E per questo
lei lo aveva amato a sua volta. Si infil in bocca una gomma alla menta. Ripens alla frase che lui
aveva detto quando l'aveva accompagnata a casa in macchina la prima volta dopo il turno al
Rikshospital e si erano baciati: che gli piaceva il sapore di menta della sua lingua. E la terza volta,
quando si erano fermati davanti a casa sua e lei gli si era sporta sopra, gli aveva slacciato la patta e 
prima di cominciare  con discrezione aveva tirato fuori la gomma attaccandola sotto il sedile di guida.
E dopo si era infilata subito un'altra gomma in bocca, prima che si baciassero di nuovo. Perch doveva
sapere di menta, era il sapore che lui voleva. Lo rimpiangeva. Anche se non ne aveva il diritto, e questo
peggiorava ancora di pi le cose. Mona Gamlem ud uno scricchiolio di passi sul viottolo inghiaiato
alle sue spalle. Forse era lei. L'altra. Laura. Mona Gamlem si incammin senza voltarsi, cercando di far
uscire le lacrime dagli occhi battendo le palpebre, cercando di tenersi sul viottolo.
La porta della chiesa si apr, ma Truls non vide uscire ancora nessuno.
Lanci un'occhiata alla rivista sul sedile del passeggero. Magasinet. Un ritratto-intervista di
Mikael. Il padre di famiglia felice fotografato insieme alla moglie e ai tre figli. L'umile, intelligente
capo della polizia mentre dichiarava che non sarebbe riuscito a risolvere il caso del macellaio di
poliziotti senza il sostegno di Ulla sul fronte domestico. Senza tutti i suoi bravi collaboratori della
centrale. E che con lo smascheramento di Folkestad era stato risolto anche un altro caso. Il referto
balistico aveva infatti dimostrato che la pistola Odessa con cui si era sparato Folkestad era anche l'arma
del delitto di Gusto Hanssen.
Truls aveva sghignazzato a quel pensiero. Vero un corno! Sicuramente ci aveva messo lo
zampino Harry Hole. Truls non sapeva n come n perch, ma in sostanza significava che da quel
momento Oleg Fauke era scagionato da qualsiasi sospetto e non avrebbe pi dovuto guardarsi le spalle.
Era pronto a giurare che Hole sarebbe riuscito anche a far ammettere il ragazzo alla Scuola di polizia.
Benone, lui non si sarebbe intromesso, un simile lavoro di occultamento delle prove esigeva
rispetto. E comunque il motivo per cui aveva conservato la rivista non era Harry, n Oleg n Mikael.
Lo aveva fatto per la foto in cui c'era anche Ulla.
Solo una ricaduta temporanea, poi si sarebbe sbarazzato di quella rivista. Si sarebbe sbarazzato
di lei.
Ripens alla donna che aveva conosciuto nel caff il giorno prima. Dating on-line. Certo, non
poteva misurarsi n con Ulla n con Megan Fox. Un po' troppo vecchia, un po' troppo flaccida di culo
e un po' troppo sciolta di parlantina. Ma a parte questo gli era piaciuta. Certo, si era chiesto quanto
fosse in effetti passabile una donna con insufficienze in et, faccia, culo e capacit di stare zitta.
Non lo sapeva. Sapeva solo che gli era piaciuta.
O meglio, gli era piaciuto il fatto che apparentemente lui le piaceva.
Forse solo per la faccia maciullata, forse le faceva pena. O forse aveva ragione Mikael, la sua
faccia era gi abbastanza poco attraente di suo che non aveva perso nulla con quel piccolo rimpasto.
Oppure in un modo o nell'altro era cambiato qualcosa dentro di lui. Non sapeva esattamente n
cosa n perch, ma in certi giorni gli capitava di svegliarsi e di sentirsi un uomo nuovo. Di pensare in
modo nuovo. Riusciva addirittura a parlare con la gente che gli stava intorno in modo leggermente
nuovo. Ed era come se le persone se ne accorgessero. Come se a loro volta lo trattassero in modo
nuovo. Migliore. E questo gli aveva infuso il coraggio di fare un passettino nella nuova direzione, che
per non sapeva dove portasse. Non che avesse trovato la fede o qualcosa del genere. La differenza era
minima. E in altri giorni era tutto fuorch nuovo.
Comunque, aveva intenzione di richiamarla.
La radio della polizia gracchi. Cap dalla voce prima che dalle parole che si trattava di una
cosa importante, niente a che vedere con le solite seccature: ingorghi, cantine svaligiate, liti domestiche
e ubriachi molesti. Un cadavere.
 Sembra un omicidio?  domand il responsabile operativo.
 Direi di s . La risposta voleva ricalcare quel tono laconico, distaccato cui, come aveva
notato Truls, ambivano soprattutto le nuove leve. Non che la vecchia guardia non avesse dei modelli.
Anche se Hole non era pi dei loro, la sua fama godeva di ottima salute.  La sua lingua... almeno
credo sia la lingua.  stata mozzata e ficcata...  Il giovane agente non riusc a mantenere il distacco,
gli si incrin la voce.
Truls sent montare l'esaltazione. Il cuore scandire i suoi battiti vivificanti un po' pi forte.
A quanto poteva capire era una brutta storia. Giugno. Lei aveva dei begli occhi. E immaginava
che sotto tutti quei vestiti avesse due tette belle grosse. S, l'estate prometteva proprio bene.
 Hai un indirizzo?
 Alexander Kiellands plass 22. Accidenti, qui  pieno di squali.
 Squali?
 S, su certe piccole tavole da surf, o chess. Ce ne sono tantissime nella stanza.
Truls innest la marcia della Suzuki. Si aggiust gli occhiali da sole, acceler e lasci la
frizione. Certi giorni nuovo. Altri no.
I bagni delle ragazze erano in fondo al corridoio. Quando la porta si richiuse alle sue spalle, per
prima cosa Aurora pens al gran silenzio che era calato. I rumori di tutta la gente lass cessarono, e
rimase solo lei.
Si sbrig a chiudersi dentro un box, si cal i calzoncini, le mutande e si sedette sul copriwater di
plastica freddo.
Pens al matrimonio. Che in realt avrebbe preferito esserci. Non aveva mai visto nessuno
sposarsi, non veramente. Si chiese se un giorno si sarebbe sposata anche lei. Cerc di immaginare la
scena: lei davanti a una chiesa, che abbassava la testa per evitare il riso, il vestito bianco, una casa e un
lavoro che le piacevano. Un ragazzo con il quale avrebbe avuto dei figli. Cerc di immaginare il
ragazzo.
La porta si apr e qualcuno entr nei bagni.
Aurora sedeva su un'altalena in un giardino con il sole negli occhi e non riusciva a vedere il
ragazzo. Sperava che fosse in gamba. Un ragazzo che capiva quelle come lei. Un po' come il padre, ma
non cos scervellato. Anzi, no, esattamente cos scervellato.
Per essere i passi di una donna erano pesanti.
Aurora tese la mano per arrivare al rotolo della carta igienica, ma si blocc. Voleva fare un
respiro, ma non ci riusc. Mancava l'aria. Sent una stretta alla gola.
Troppo pesanti per essere quelli di una donna.
Si erano fermati.
Aurora abbass lo sguardo. Nell'alto spazio tra la porta e il pavimento scorse un'ombra. E due
lunghe, affusolate punte di scarpe. Come quelle di un paio di scarpe da cowboy.
Aurora non sapeva se a battere e a risuonare dentro la sua testa fossero campane nuziali oppure
il suo cuore.
Harry usc sulla gradinata. Abbass le palpebre per ripararsi dal forte sole di giugno. Indugi un
momento con gli occhi chiusi ascoltando le campane della chiesa risuonare sopra Oppsal. Appur che
tutto era in armonia, a livello, in ordine. Sicuro che doveva finire qua, cos.
...
FINE.